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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


27 gennaio 2012

I GIUSTI - QUELLI GIUSTI E QUELLI NO

Tendenze della Memoria

È ragguardevole il numero di quelli che hanno salvato gli ebrei nel corso della Seconda guerra mondiale. In Italia il numero dei salvatori auto-certificati di ebrei ha raggiunto i 270 milioni. Ormai si pensa di aprire una sede ufficiale a Collodi.

 

Il Tizio della Sera

Una volta, in risposta a una mia lettera al giornale, un tizio mi ha scritto raccontando che dal primo gennaio del 1942 al 31 dicembre del 1945 aveva tenuto nascosto in casa propria un ebreo (evidentemente doveva essere un ebreo molto preciso nel decidere con le date dei suoi nascondimenti) dividendo con lui lo scarso pane e l’ancora più scarso companatico, oltre che rischiando quotidianamente la vita, e “dopo oltre mezzo secolo sto ancora aspettando il bene di un grazie”. Gli ho fatto cortesemente presente che per tutto il 1942 e due terzi del 1943 non solo nessun ebreo italiano aveva bisogno di nascondersi, ma arrivavano addirittura, in fuga da Austria e Germania, un gran numero di ebrei stranieri a cercare rifugio qui, dove la situazione per gli ebrei era senz’altro scomoda, ma non pericolosa; e che negli ultimi due terzi del 1945 nessun ebreo in nessuna parte del mondo si doveva nascondere, perché la guerra era finita. Si è incazzato come una bestia, accusandomi di credere più alle favole degli ebrei che alle parole di un testimone.

Una volta, durante un corso di aggiornamento, una collega, più anziana di me, ha raccontato che qualche anno dopo la fine della guerra è arrivata all’albergo di cui era proprietaria la sua famiglia una famiglia dall’Australia, chiedendo di suo padre. Saputo che era morto qualche mese prima, sono apparsi in preda al più grande sconforto, sembravano addirittura disperati. Lei, all’epoca bambina, non riusciva a spiegarsi questo comportamento, dato che non li aveva mai visti prima, e dunque sicuramente non dovevano essere amici o parenti. La madre allora le ha spiegato che erano ebrei, che nel corso della guerra erano capitati nel loro albergo. Erano riusciti a trovare un imbarco per l’Australia e avevano con sé un cofanetto di gioielli, con cui avrebbero potuto mantenersi nei primi tempi. Potendo essere fermati in qualunque momento, non si fidavano però a portarlo con sé, e d’altra parte era impensabile spedirlo; allora il padre della collega si era offerto di portarlo lui a Genova, viaggiando separatamente da loro, e così avevano fatto. Il disturbo era stato minimo, e di rischi non ne aveva corsi, ma i beneficiari del favore avevano sentito il dovere di intraprendere il viaggio dall’Australia unicamente per incontrare il loro benefattore, per dimostrargli che la sua azione era andata a buon fine, consentendo loro di salvarsi, e per ringraziarlo. 

 

barbara


12 gennaio 2012

I GRANDI DITTATORI

I GRANDI DITTATORI
A Caracas, Chavez e Ahmadinejad hanno recitato una scena da clown sul fantomatico uso di missili atomici puntati sulla città di Washington. Non è andata affatto bene e sulla Terra non ha riso nessuno. Forse per la qualità così bassa degli interpeti, o per il gap tra umorismo venezuelano e iraniano, o tra gli umorismi venezuelano, iraniano e l’umorismo del resto del mondo, oppure per la mediocrità del copione, o per il tema scelto, lievemente cupo. Ma è inutile girarci intorno, per Chavez e Ahmadinejad è stato un fiasco. D’altra parte nel mondo di adesso a fare il grande dittatore non c’è Charlie Chaplin, ma interpreti del livello di Chavez e Ahmadinejad. Minori. Anzi, minorati.

Il Tizio della Sera

Effettivamente a fare il grande dittatore pentito Ahmadinejad non sembra molto portato, anche se lo straordinario Tommaso Ciuffoletti ha provato a darcene un’idea.


 

E per non dimenticare le vittime innocenti: 

 
 

(Lilit, dove sei?)

barbara


24 novembre 2011

IL TIZIO DELLA SERA SI DOMANDA

La gente si domanda come ad Ahmadinejad possa essere venuto in mente di cancellare Israele. Quale mente?

Il Tizio della Sera

Io invece vi ricordo che l’importante è la pace. Pace sempre. Pace comunque. Pace a qualunque costo.

 

barbara


5 ottobre 2011

MENO MALE CHE OGNI TANTO I PERFIDI GIUDEI SI SCUSANO

Il tunnel della crisi

Sfugge progressivamente la causa della crisi economica mondiale. Se analizziamo il recente rincaro delle uova deposte a terra, delle cipolle e di un bene di prima necessità come le zucchine col fiore, bisogna prendere in considerazione che a questo giro purtroppo la colpa potrebbe non essere degli ebrei. Ci scusiamo.

Il Tizio della sera

Io aggiungo, di commento, due sole parole: era ora!

barbara


15 settembre 2011

E RITORNA IL TIZIO DELLA SERA

che troppo a lungo ho trascurato, ma adesso faccio ammenda, e colgo l’occasione per tornare a giurargli eterno amore: a lui, alla sua graffiante ironia, alla sua magistrale scrittura, al suo spirito sapientemente caustico, ai suoi capelli deliziosamente anarchici.

Davanzali

Con l’eloquio di una dirimpettaia che grida alla finestra, il premier turco Erdogan ha fatto sapere al vicinato mondiale che Israele è un bambino viziato. Non sappiamo se abbia detto anche che Bibi gli fa la pipì sui gerani e si seccano. Se intorno non ci fosse il Medio Oriente degli ultimi decenni, la politica senza cambi di marcia di Netanyahu susciterebbe perplessità. Ma a poche decine di anni dalla fondazione di Israele, la Storia racconta ancora come sia stata l’educazione ebraica. Anche dal davanzale mobile di Erdogan, che lunedì è andato a stendere  i panni turchi al Cairo, non sfuggirà che dal Golfo Persico al Nordafrica c’è un popolo di popoli che non vuole Israele. E’ vero: gli israeliani non sono propensi alla fiducia, sono testardi, sordi alle novità - ma ci sono novità? Lo Stato ebraico vuole essere riconosciuto dai paesi arabi e i paesi arabi non lo fanno. Per una nazione sovrana è troppo essere riconosciuta dalle altre mentre dovrebbe a sua volta riconoscerle? Speriamo che alla finestra si affacci Bibi in canottiera e urli a Erdogan che viziata sarà la zoticona di sua madre. Meglio tirarsi le mutande dei missili.

Il Tizio della Sera

Sì, lo so, la situazione è drammatica: attentati a raffica, assalto all’ambasciata al Cairo, evacuazione di quella ad Amman per timore che facciano il bis, palestinesi che come dieci anni fa cantano e ballano per strada per festeggiare la meravigliosa carneficina dell’11 settembre e adesso si apprestano a chiedere il riconoscimento di una specie di stato terrorista – quello stato, peraltro, che hanno con tutte le proprie forze rifiutato dal 1936 fino a un anno fa -, Fratelli Musulmani che in quell’inverno siberiano spacciato per primavera araba stanno ovunque prendendo il controllo della situazione... Nonostante tutto questo, o forse proprio a causa di tutto questo, il sorriso che il Tizio della Sera generosamente ci regala è quanto di meglio ci potesse capitare.

barbara


19 maggio 2011

SOFFERENZA

Fra tutti i commenti letti in giro direi che questo è in assoluto il migliore.

Uomini simpatici

Il regista Lars Von Trier è uno di quegli uomini spiritosissimi le cui battute hanno la leggerezza di uno scaffale con tremila libri che piomba sul pavimento. Durante la recente conferenza-stampa a Cannes, dove presentava "Melancholia", il suo allegro film sulla fine del mondo, ha detto di trovare simpatico Hitler quando è nel bunker - sottintendendone il suicidio. In effetti, la morte è l'unico momento della vita di Hitler che riscuota un consenso allargato, ma è probabile che definendo il Furher simpatico, Von Trier alludesse all'etimo greco di simpatia, condizione in cui proviamo sentimenti di forte vicinanza con qualcuno. Poi il regista non ce l'ha con gli ebrei: lo ha precisato nelle fulminee scuse di prammatica. Anzi, oltre a Hitler gli sono molto simpatici proprio gli ebrei. Sinceramente, non è chiaro che  volesse dire e a questo punto non si capisce da quale greppia si serva.
Tuttavia, non roviniamoci questo bel momento: la conferenza stampa è stato un fuoco d'artificio, soprattutto quando l'artista ha detto nel suo caratteristico inglese da fattoria danese che Israele è "a pen in the ass" (un pene nel culo). Volendo sottilizzare, la vita è curiosa. Un altro hitleriano magari avrebbe detto che Israele lo infastidisce come una mosca, come un creditore, o una piattola. Von Trier non può: è un regista pornografico e il lavoro è lavoro. Lui è uno che quando gira una scena prima la prova di persona, come quella volta con l'elefante. Se ha detto così sapeva perfettamente di cosa stava parlando. Noi non possiamo neanche immaginare il suo immenso dolore.

Il Tizio della Sera

Nel frattempo apprendiamo che il ministro della GIUSTIZIA belga ha avuto un’idea assolutamente geniale, e di idee geniali, in questi tempi bui, abbiamo davvero bisogno.


barbara


31 marzo 2011

IL TIZIO DELLA SERA SI DOMANDA

E quando il Tizio della Sera comincia a domandarsi, faremmo bene a prestare attenzione, perché tutti noi siamo chiamati a rispondere. O almeno a provarci.

Lo scrittore e il prigioniero

Il Tizio della Sera si domanda se quando uno scrittore manda in forma privata il suo romanzo con la storia della nazione a cui appartiene a un nemico prigioniero, stia spedendo in segreto il romanzo a un nemico e tradisca la propria nazione; oppure, spedendo sottovoce il romanzo, abbia cercato di scegliere la forma privata del dialogo, e volesse mostrare al prigioniero che contiene il nemico come siano le persone che tenta di uccidere, lo Stato che non riconosce. E così facendo, lo scrittore non si limiti a sapere dal giornale che il nemico è prigioniero, ma ora che il nemico è prigioniero, lo scrittore faccia il suo mestiere di uomo; scelga di non rinunciare, proprio col nemico, alle proprie prerogative umane; illustri la storia, lo spirito, la civiltà, la morale, la cultura della propria nazione. Faccia vedere al nemico che le persone della propria nazione non sono come le persone del nemico che mandano i propri compagni a scannare una famiglia nel buio di un villaggio, ma nel buio di un carcere faccia arrivare loro un libro da leggere. Se il romanzo fosse arrivato a destinazione e fosse stato letto, la persona dello scrittore avrebbe mostrato al nemico che vive nel corpo del prigioniero che i nemici sono persone e c'è un'universalità del mondo.
Che male c'è, nel bene? 

Il Tizio della Sera


Quando è uscita la notizia, da più parti si sono levati alti lai, da più parti si è gridato al tradimento, da più parti si è condannato il fatto che lo scrittore avesse “dedicato” il proprio libro a un assassino. Io e qualcun altro ci siamo guardati in faccia perplessi: dedicato? Tradito? Ma non è affatto questo che ha fatto. E dunque, che il Sublime Tizio della Sera la pensi esattamente come me, non può che farmi piacere.

barbara


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25 marzo 2011

UN PO’ DI TIZIO DELLA SERA

di cui sono rimasta vergognosamente in arretrato, per cui adesso vi scodello un po’ di roba recuperata.


L'ingorgo

Il fatto è, pensa il Tizio alla finestra mangiando i taralli salati di zia Marghitta, che la Storia sta ancora facendo le sue domande e noi vorremmo già avere le nostre risposte. E' quasi sera e dal davanzale guarda il serpeggiare del viale. Col crepuscolo, sfuggono i pini e le macchine incolonnate che vanno avanti a sussulti. Mastica i taralli. Da giorni e giorni ci sono parole incolonnate e brividi surriscaldati. Se poi Gheddafi vince, se il popolo perde la libertà o se finalmente  la conquista; se la loro libertà e quella conquistata al Cairo non fossero quello che intendiamo noi, lo vedi che hanno riammazzato i cristiani; pensa proprio  "la loro libertà" e un poco si vergogna, perché la libertà è di tutti e gli dispiace essere così guardingo.
Giù per l'esofago un altro tarallo dal pacco di quelli piccanti: se sia giusto pensare che la libertà, sgranocchia il Tizio, percorra solo le strade che dice il telegiornale; e se dietro la gigantesca turbolenza che non cessa, ci sia davvero Al Quaeda e il Manigoldo dice la verità; e come sia, si domanda il Tizio bevendo dal bicchiere appannato un sorso di struggente coca ghiacciata, e come sia  la verità eventualmente detta dal Manigoldo, e come sia bere la coca deliziosa mentre a poche centinaia di chilometri i mig vecchi ma efficaci bombardano le città; se sia possibile che un tiranno sia meno carogna di altre carogne e in che strettoia siamo finiti. E se la libertà di un popolo possa avere colore, o l'esigenza di pensare senza essere frenati sia da considerare superiore a qualsiasi ideologia ed è giusto proteggere questa esigenza dei popoli, e se a proteggerla ci sia il rischio che un giorno questa tolleranza si ritorca contro l'Occidente, gli Ebrei, i Cristiani, l'Europa, l'Italia solitaria davanti all'Africa e contro il Tizio alla finestra che mangia i taralli - e così i taralli vengono proibiti per sempre. O potrebbe succedere che l'ondata della libertà araba cambi il nostro tempo in un tempo nuovo, di inesplorate possibilità.
E' buio. Nel viale, gli autobus e le auto hanno le luci accese. Ah, sapere già tutto.  

Il Tizio della Sera


Questioni di stile

Lo stilista John Galliano, celebre per le creazioni con Dior, e ora per l'antisemitismo che ha creato in un bar sotto Dior, è divenuto altresì celebre per il suo immediato licenziamento avvenuto qualche piano sopra il bar, negli uffici di Dior, e per la rapidità estrema delle sue scuse agli ebrei, e probabilmente a Dior, forse nell'ascensore di Dior.
Dopo avere negato di avere mai detto le frasi antisemite nel bar sotto Dior che frequenta tutti giorni, litro dopo litro, ha chiesto subito scusa per le frasi antisemite dette nel bar sotto Dior. Ci si domanda come faccia uno stilista a mancare così tanto di stile. Forse è il suo stile. In ogni caso, gli rivolgiamo l'estremo saluto. Addior.

Il Tizio della Sera



Cinema 

Il tempo si riavvolge come una vecchia pellicola e riparte il film. La fermata degli autobus, barelle che passano, Gerusalemme. Lo sguardo si appunta su chi è vivo: un hassid è uguale ad altri hassidim; un giovane con la barba incolta urla a un poliziotto, il poliziotto non fa niente; un infermiere si muove con calma tra le lamiere contorte, come in un familiare spazio domestico: al posto dei mobili, macerie.    
La vita è bella?   

Il Tizio della Sera

Non aggiungo commenti. Non posso farne, non ho parole per farli quando c’è chi massacra per il gusto di massacrare,



quando vedo, come troppe volte ho visto, ripartire l’inarrestabile escalation di violenza, di missili lanciati, di innocenti assassinati, di attacchi terroristici,che lasciano sul terreno morti



e feriti,  e al di là della linea di confine freneticamente festeggiare, come documenta questa foto presa dal Palestine Time



(e se andate qui potete trovare l’articolo in arabo, che in google translate vi spiegherà quanta ragione hanno di festeggiare, visto che da così tanto tempo i poverini erano digiuni di un bell’attentato su un autobus). No, non farò commenti. Mi limito a invitarvi, se ve la cavate con l’inglese, a leggere questo e a dedicare alle vittime, rubandola al dolcissimo Giulio Meotti, questa musica sublime.


barbara


17 marzo 2011

PER FORTUNA HA PREVALSO IL BUON SENSO

Fanatismo

In questi giorni ha tenuto banco la notizia della pornostar israeliana, morsa al seno da un boa constrictor durante una serie di scatti fotografici effettuati al silicone della ragazza - i serpenti non usano silicone. Tra gli animalisti di tutto il mondo c'è grande preoccupazione per la sorte del boa che è sparito. La notizia ha rischiato di essere oscurata con la scusa che a Itamar erano stati sgozzati nel sonno un padre, una madre, due bambini e un neonato colono. Per fortuna ha prevalso il buonsenso e la stampa mondiale si è occupata solo del serpente.  

Il Tizio della Sera

E poi vai a leggere qui, qui e qui.

barbara


25 dicembre 2010

QUANDO NEANCHE IL TIZIO DELLA SERA HA PIÙ VOGLIA DI SCHERZARE

Gli ultimi minuti

Un documento dell'Unesco afferma che Mosè Maimonide era musulmano. Per il metropolita ortodosso del Pireo gli ebrei sono la causa di tutti i problemi della Grecia. Da qualche anno circola la convinzione storica che Gesù non fosse ebreo. Non è che parte minima del lungo elenco delle nuove ingiustizie del XXI secolo verso il popolo ebraico e la sua storia. E che esse provengano dal grande fronte del Jihad o dalla trepida arrendevolezza europea poco conta. Non c'è bisogno di istruzione superiore per rendersi conto che si tratta di menzogne. Lo sanno tutti.
Gli ebrei lo sanno, non c'è bisogno di avvertirli. Sarebbe come spiegare a un condannato a morte che ha la testa infilata nella ghigliottina. Ma bisognerebbe che tutti cominciassero a preoccuparsi dello scivolamento progressivo della lama della ghigliottina: siamo tutti condannati a morte. Cristiani, induisti, musulmani, buddisti, atei - tutti, in ogni luogo. Perché la questione ormai non riguarda gli ebrei, va assai oltre. Si tratta del danno inferto alla realtà. Se tutti sanno che si tratta di menzogne e nessuno ci fa caso, vuole dire che stiamo entrando in una realtà dove la realtà non ha posto. Il mondo galleggia pacatamente nel nulla. E' drammaticamente sbagliata l'affermazione secondo la quale stiamo tornando alla decadenza finale dell'impero romano. I pagani non fondavano l'esistenza sul niente, avevano dei principi e per quei principi davano la vita. Gli dei del monte Olimpo soffrivano e morivano per amore. Si commuovevano davanti a una capanna di contadini poveri, e quando vi entravano, non abbassavano la testa perché la capanna fosse bassa: si prostravano idealmente di fronte alla perfetta umiltà - Ovidio, Filemone e Bauci, le Metamorfosi. Il nostro mondo è indifferente alla realtà. Con una potenza ragliante che giunge a essere visionaria senza saperlo, il XXI secolo considera la realtà ininfluente. Ci sono i presupposti per un'autentica catastrofe.

Il Tizio della Sera

E nel tempo libero ci si dedica a fare sfrenatamente il tifo per il terrorismo, come possiamo vedere qui.

barbara


18 dicembre 2010

LA FORZA DEL CALZINO

Outing

Il Tizio legge il mezzo rigo di un amico di Facebook, uno dei tanti amici sconosciuti, uno dei tanti amici ebrei. Questo qui ha di quei cognomi ebraici romani. Discute in modo ragionevole, posta video di vecchie canzoni italiane. E' un faro di leggerezza. Stavolta, fa sapere a tutti, ebrei, cristiani, atei, comunisti, rockettari, fascisti, amanti di Mina, dipietristi, che sta aspettando che la lavatrice risputi un calzino. Meno male che c'è lui, pensa il Tizio, la persona eh, mica il calzino, precisa il Tizio con sé stesso a scanso di equivoci. Non c'è dunque solo Hamas, l'antifascismo antisionista, il linciaggio di Saviano perché è amico di Israele. Quell'outing giovialmente minimo sui calzini splende come un sole di filanca. Il Tizio vuole bene all'amico, al calzino, e sotto sotto anche alla lavatrice. Delle volte basta mezzo rigo di apprezzamento delle cose minime. E' la nostra amabile ora d'aria.

Il Tizio della Sera

E il Tizio della Sera è, a sua volta, la nostra ora d’aria. E possiamo ben dire che, dopo Volli e Lucrezi, egli fu terzo fra cotanto senno (e poi sì, la Forza del Calzino è davvero strepitosa)

barbara


19 novembre 2010

IL TIZIO DELLA SERA - QUELLO GRANDE E QUELLO PICCOLO

Precisazione

Non è in questione se l'altro giorno il chirurgo ebreo dovesse o meno operare il malato nazista, perché veramente i malati andrebbero curati. Si è trattato solo di un fatto pratico di cui tenere conto: il bisturi tagliava troppo bene e nell'entusiasmo dell'operazione c'era il rischio di forare il pavimento. E va bene, il Tizio della Sera ha provato a riderci sopra. Sa come tutti che nell'uomo esistono odi improvvisi, oppure odi che covano dato che il tempo mantiene bene l'avversione sotto la cenere, e qui di cenere ve n'è un'infinità. Però, riflette il mattino dopo il Tizio della Sera, che in definitiva non pensa solo la sera, la precisazione della precisazione è che per i nazisti non prova più un odio fresco, di quello appena sgorgato. Solo se li vede nel loro presente, che marciano in un film o in un veridico documentario in bianco e nero con gli stivali tesi nell'aria, vorrebbe essere lì con un cannone e maciullarli insieme al loro capetto col ciuffo. Altrimenti la questione della Shoah prosegue nei cuori delle generazioni ebraiche. Lo fa in silenzio, lo fa in paura e lo fa nella tristezza - la peggiore povertà che ci sia. E certi giorni questa povertà si fa viva.
Il Tizio ricorda come andò che il piccolo Tizio apprese del fatto. Il piccolo Tizio non seppe fino agli otto anni della distruzione dei corpi ebraici. Nessuna parola della scomparsa cinerea degli zii, della nonna e dei cugini. Eppure già prima, molto prima, il piccolo Tizio aveva saputo del fatto attraverso le pareti dell'aria. Succedeva la sera, quando doveva andare a letto. Aveva cinque anni il piccolo Tizio, e camminava nel corridoio lunghissimo. Nessuno aveva lasciato la meravigliosa luce accesa e il corridoio era al buio. A un tratto, il piccolo Tizio si metteva a correre perché immaginava che dal buio spuntassero le mani secche di mille e mille morti, che lo volevano subito con sé. E sentiva che lo sfioravano, che lo facevano anche se non le vedeva, anche se correva. Volava in camera e si tuffava nella tenda immacolata delle lenzuola - e tutto finiva. Adesso era a casa con gli amici che aveva inventato. Ma da dove venissero quei morti e chi fossero, il piccolo Tizio non lo sapeva. Non da un film, non da racconti. Li chiamava i Vecchi. Stava già riscuotendo l'eredità ebraica, e l'eredità veniva dal buio.

Il Tizio della Sera

Già, perché il Tizio della Sera, a volte, pensa anche di mattina. E quando lo fa, quando ti offre il pensiero che nasce di mattina sorgendo dalle ceneri e spalanca davanti ai tuoi occhi la voragine che quelle ceneri hanno creato, ti manca il respiro. Perché di quelle ceneri è ancora impregnata l’aria che respiriamo. E perché è a tutti noi che sono stati sottratti, quei sei milioni, quelle nonne, quegli zii, quei cugini di cui qualcuno può dire mia nonna mio zio mio cugino e noi no, noi questo non lo possiamo dire, però il vuoto c’è anche per noi, è lì, si sente, come le mani di quei vecchi che si protendevano verso il piccolo Tizio, e ti chiama e ti chiede il tuo contributo, ti chiede il tuo obolo. E io rispondo: sono qui. Sono qui, Tizio della Sera. Sono qui, nonna del Tizio della Sera. Sono qui, zii e cugini del Tizio della Sera e di tutti gli altri. Sono qui a compiere il mio dovere, e anch’io, quel giorno, potrò dire: vi ho ricordati.

barbara


11 novembre 2010

POICHÉ AMO SMISURATAMENTE IL TIZIO DELLA SERA,

e amo smisuratamente Roberto Saviano, e amo smisuratamente Ugo Volli, e amo la lingua italiana e il vederla usata con eleganza, e amo la verità e chi ha il coraggio di dirla, tanto per cominciare vi offro l’ultimo Tizio della Sera fresco di giornata:


Basta poco

Con una scelta coerente ai temi della prima puntata di "Vieni via con me", Saviano non ha parlato delle sue radici. Da par suo, ha riacceso le luci su Borsellino, poi, in un altro segmento, dopo essersi messo una bandiera tricolore in spalla, ha parlato del Risorgimento con una passione civile sconosciuta al mondo presente e ha pronunciato il giuramento della Giovane Italia. Lo ha fatto sia in modo ponderato che con slancio, cosa che che gli fa ulteriormente onore, e abbiamo amato Roberto Saviano anche per questo, senza fare come è accaduto per settimane la grottesca contabilità della sua appartenenza spirituale. Eppure quello che vedevamo in onda in un volto bruno approfondito dai due pozzi degli occhi, era anche un ebreo italiano - il Risorgimento, una famiglia di patrioti, un retaggio sefardita. E la bolla anti-ebraica che aveva giganteggiato intorno a lui per qualche settimana, si è afflosciata come se non fosse mai esistita - oblio allo stato puro, surrealtà: come nei sogni. La morale è antichissima e oltrepassa sia l'epoca che una trasmissione davvero eccezionale, e le oltrepassa dato che riguarda il tormento così antico della vita ebraica, e la morale è infatti la solita: che basta così poco perché non ci siano problemi ebraici - è sufficiente non porli.

Il Tizio della Sera


E poi, essendo rimasta un po’ in arretrato, vi regalo Ugo Volli 1, Ugo Volli 2, Ugo Volli 3, Ugo Volli 4 e Ugo Volli 5. Buona lettura.


barbara


29 ottobre 2010

VEDI ALLA VOCE AMORE

Siccome nell’oscuro medioevo i famigerati francescani battevano (verbo perfettamente adeguato, visto che si prostituivano al servizio del Male) parrocchia per parrocchia per scatenare massacri di ebrei, nell’illuminato nonché luminoso Illuminismo i buoni cristiani hanno pensato bene di correre ai ripari rinchiudendoli nei ghetti. Per il loro bene, naturalmente, per proteggerli dalle violenze dei malintenzionati. Oggi sono invece i buoni musulmani loro vicini che si preoccupano del loro bene, e alla frontiera della Giordania gli sequestrano la kippah, per non rischiare che qualuno, individuandoli come ebrei, sia colto da brutte tentazioni nei loro confronti. Resta da capire per quale misteriosa ragione questi strani esseri che sono gli ebrei, circondati da tanto amore, da tanta sollecitudine, da tanta preoccupazione per la loro salvezza, continuino a lamentarsi e recriminare.

Vado via, come sapete. Poi torno poi rivado poi ritorno, e se sopravvivo al micidiale tour de force che mi aspetta nei prossimi sei giorni, ci risentiamo. Nel frattempo vi invito a leggere uno due tre ottimi pezzi sull’ultimo libro di Umberto Eco, che naturalmente non leggerò, principalmente perché sono allergica alle mode in tutti i campi, compreso quello letterario, e poi anche per qualche altro motivo.

E poi l’ultima chicca del Signor Tizio della Sera, che non potete assolutamente perdere:


Lesso

Ecco i giorni in cui cessano le ragioni del contenzioso. Fra Israele e Palestina, la memorabile pace. Pace per trattative sui confini giunte a buon fine, pace per uno schianto militare di Teheran, pace perché Bin Laden sceglie la contemplazione in un monastero tibetano - ma poi, la pace. Per israeliani e palestinesi è festa. Mentre non è affatto festa per i gruppi dei delusi, sottoposti a implosione nel cuore d'Europa. Per loro è alle porte un futuro non amfetaminico, ma diciamo così, lesso. Niente cortei, niente offese sui forum, stop perfino agli sputi. Le bottiglie molotov tornano a essere bottiglie, con la benzina si va in macchina e ogni gita al mare, ai laghi, è vita che va in frantumi. Il tempo sereno, la campagna che luccica, e per cosa? Sai dove me la metto la campagna che luccica. Nella nuova vita, c'è per esempio questa domenica di pace, una gita ai colli. L'antisionista siede sul plaid, in riva al torrente. Mastica la frittata di pasta preparata dalla moglie. È buona la frittata di pasta coi pezzi di scamorza, ma a che pro? Ai suoi piedi, l'acqua scorre argentea e c'è il guizzo di una trota - anche questo, a che pro? Sai dove se lo mette il guizzo (in ogni caso noi l'abbiamo intuito). I figli piccoli Roberto Ismaele Abù e Antonietta Fatima Gina giocano a palla a mano e mandano gridolini di gioia - e con questo? In giro, non una formica assale il ciambellone - beh, che si vuole dimostrare? Non è neanche buonissimo, il ciambellone. Un momento, un breve sorriso si distende sulle sue labbra micragnose. Adesso lui sa che farà, appena torna a casa dopo l'ingorgo. Quando è buio, va allo stadio con la bomboletta e scrive il suo pensiero libero con tutto il rosso che ha nella bomboletta. Scriverà tutto quello che tiene chiuso nel cuore. La verità, bella gigante: "Inter ladri".
La controinformazione non deve morire.

Il Tizio della Sera

Di cose importanti e interessanti ce ne sarebbero ancora, ma il troppo stroppia, si sa, e a me stroppiare non piace. A presto, dunque, e fate i bravi, mi raccomando.

barbara


21 ottobre 2010

LAILA TOV, BOKER TOV

Sognare

Come tutte le tarde sere della sua vita che comincia ad attardarsi, a un quarto a mezzanotte Il Tizio della Sera è a letto e sta per addormentarsi. Prima di dormire, fa il solito gioco dell'invenzione in modo di piombare nel sonno. Con la testa abbandonata sul cuscino, lui lascia andar via i pensieri come se fossero cavalli rimasti senza briglia. Gira la testa e c'è la pace da trentanni, la gira ancora ed è una pace dappertutto. Si mette di fianco e sono finite le guerre-placate le tensioni, ed è un'altra la faccia del mondo. Si gratta un piede e cerimonie festeggiano il compiuto ritorno alla pace. Dal buio vede riunioni di reduci dall'Afghanistan, reduci dalle intifade, reduci dalle guerre in Libano. Fa scrocchiare le giunture sotto le lenzuola e ci sono convegni di vegliardi che a stento si ricordano come fosse la Prima Guerra del Golfo. Gira di nuovo la testa sul cuscino e in una città d'Italia c'è una riunione di vecchi antisionisti, si soffia il naso e quelli sono in un pub - e questa sì che è un'idea, e ora si divertirà. Sì sì, proprio bene. Spenge la luce sul comodino e nel pub c'è la musica di Wagner. Starnutisce perché la mattina ha preso freddo e i veterani brindano con la birra e la birra trabocca dai boccali e hanno le gote rosse come in un'illustrazione. Lo stomaco brontola e gli occhi di quelle carogne brillano di commozione, e ora gli sfessati si sarebbero dissolti senza sapere che sarebbero scomparsi perché ora lui si sarebbe addormentato. E ormai sta per addormentarsi, e uno con la birra si alza in mezzo alla tavolata. È fra le teste dei reduci e pronuncia le parole di un brindisi: "A quando riducemmo la Storia a un colabrodo". E c'è un applauso, e ci sono fischi di approvazione. Nel buio della camera da letto, Il Tizio della Sera fa un ruttino e quelli della tavolata si girano per vedere chi è stato. Si alza un altro veterano con un boccale traboccante in mano, e vorrebbe brindare, e comincerebbe un brindisi. Da sotto le coperte, il Tizio fa una pernacchia moderatamente lunga, e nella tavolata si fa silenzio. Qualcuno di quelli urla: "Chi è stato?". Altri si alzano in piedi, e hanno i volti congestionati e allontanano bruscamente la sedia dal tavolo. Uno con la faccia sfregiata e l'elmetto tira fuori dall'impermeabile una vecchia pistola tedesca. La punta verso il letto, preme il grilletto. Il Tizio si sfiora la fronte e dalla pistola esce uno schizzo d'acqua. Lo sfregiato guarda stupito la pistola. Il Tizio della Sera non conosce mezze misure. "Adesso basta - tuona - a letto". Dalla tavolata, quelli protestano. "Non abbiamo sonno, è presto". Mugugnano. "Aspetta un pochino". Il Tizio è irremovibile: "Ragazzi, a letto e senza discussioni". Il proprietario del pub ha un lungo grembiale e si mette le mani sui fianchi: "Si chiudeeee". Nel locale, si fa buio. Prima di addormentarsi, in camera da letto spunta la voce di uno di loro. "Laila tov". Un attore della compagnia dei sogni. Laila tov, ragazzi. Almeno la notte, come ci si diverte.

Il Tizio della Sera

Già, la notte. Sognando. Fantasticando (mamma mia, caro Tizio della Sera, che favola triste che hai inventato stavolta, triste da lasciare il mal di stomaco!). Perché poi la notte finisce e comincia un nuovo giorno e il sogno finisce e tocca affrontare di nuovo la realtà. Quella di cui parla Ugo Volli.



Cari amici rassegnamoci, siamo un corpo estraneo corrosivo. Lo dice un arcivescovo e bisogna credergli

Ci sono delle parole che portano in sé il loro destino, ben al di là del significato letterale. Propagandare la "democrazia sostanziale" contro quella formale, significa appoggiare una dittatura comunista; chiedere un "socialismo nazionale" implica una simpatia per il nazismo; volere la "rivoluzione permanente" è segno di trotzkismo. Un cristiano che vuol ritornare alla Scrittura è probabilmente un riformato, uno che cita la Tradizione con la maiuscola un cattolico, probabilmente di destra. E se qualcuno dice che gli ebrei sono un "corpo estraneo" nel popolo, chi vi viene in mente? Hitler, naturalmente, il Mussolini dell'ultimo decennio esplicitamente razzista, di recente Ahamdinedjad.
Bene, leggete ora questa cronaca della "Stampa", sempre dal solito sinodo dei vescovi cattolici del Medio Oriente
(http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=997&ID_sezione=396&sezione=): Medio oriente, “non assimilato”. Ecco la terminologia nazista che spunta fuori. Vi sembra un caso? Una sfortunata coincidenza? Continuate con me la lettura: "La situazione del Medio Oriente oggi è come un organo vivente che ha subito un trapianto che non riesce ad assimilare e che non ha avuto specialisti che lo curassero. Come ultima risorsa l'Oriente arabo musulmano ha guardato alla Chiesa credendo, come dentro di sé pensa, che sia capace di ottenergli giustizia. Non è stato così. È deluso, ha paura. La sua fiducia si è trasformata in frustrazione. È caduto in una crisi profonda. Il corpo estraneo, non assimilato, lo corrode e gli impedisce di occuparsi del suo stato generale e del suo sviluppo”. Il corpo non è solo estraneo, dunque, ma "corrode" e naturalmente "non è assimilato". Ah, i perfidi giudei, che non vogliono assimilarsi! Che corrodono! Povero Medio Oriente corroso da questi estranei non assimilati! Del resto lo diceva anche il Mein Kampf (Parte II, capitolo 5) che gli ebrei corrodono le nazioni (l'imbianchino parlava del comunismo, ma il sionismo, lo sappiamo non è dammeno). Che peccato che non ci sia l'Inquisizione in Medio Oriente! È questa, no, il rogo degli ebrei praticato dell'Inquisizione e poi imitato da Hitler, che sarebbe una perfetta "ultima risorsa"! Non corroderebbero più, non sarebbero più estranei...
Ma purtroppo no... "Il Medio Oriente musulmano, dice Farhat, nella sua schiacciante maggioranza è in crisi. “Non può farsi giustizia. Non trova alleati né sul piano umano né sul piano politico, meno ancora sul piano scientifico. È frustrato. Si rivolta. La sua frustrazione ha avuto come effetto le rivoluzioni, il radicalismo, le guerre, il terrore e l'appello (da'wat) al ritorno agli insegnamenti radicali (salafiyyah)." Fa bene dunque il Sinodo a dire che l'"integralismo" (cioè in buon italiano il terrorismo) è colpa dell'occupazione (cioè di Israele). Ma non sono colpa degli ebrei solo le giuste violenze che essi subiscono, perché in questo caso, naturalmente, alla Chiesa non potrebbe importare granché. No: "Volendo farsi giustizia da solo il radicalismo ricorre alla violenza. Crede di fare più scalpore se si attacca ai corpi costituiti. Il più accessibile e il più fragile è la Chiesa. Non conoscendo la nozione di gratuità, esso accusa i cristiani di avere dei pensieri nascosti di proselitismo, di essere complici delle potenze imperialiste”. E per carità, i cristiani non hanno affatto pensieri di proselitismo, né nascosti né no, e non sono affatto solidali con l'Occidente, come dire "compici delle potenze
imperialiste". "È per questo, afferma Farhat, che “dall'Iraq alla Turchia, al Pakistan fino all'India, le vittime si sono moltiplicate. Si tratta sempre di innocenti e di servitori volontari: monsignor Luigi Padovese e don Andrea Santoro in Turchia, l'avvocato assassinato con la sua famiglia in Pakistan, monsignor Claveri e e i religiosi e le religiose in Algeria, i sacerdoti, i religiosi e i fedeli innocenti, assassinati durante la guerra del Libano. Si tratta di facili prede”. Prede che naturalmente sono colpa, in definitiva dell'imperialismo e del "corpo estraneo". Questo sì che è ragionare. Dall'Iraq alla Turchia al Pakistan la colpa è degli ebrei. Corpo estraneo. Non assimilati. Che corrodono. E provocano violenza.
Siete un po' sconvolti? Io sì, davvero... Pensavo che dai tempi di Padre Gemelli e della complicità di certe parti del mondo cattolico con il razzismo nazisfascita, fosse passata molta acqua sotto i ponti. E invece no, eccoli qua. Voi dite: sarà un pazzo isolato, un fanatico. E invece no. Ecco un pezzo di biografia ufficiosa che ho trovato in rete: "L'arcivescovo Edmond Y. Farhat è nato a Ain Kfaa nel 1933; nominato vescovo nell'agosto 1989 con i seguenti incarichi contemporanei: pro-nunzio in Algeria e Tunisia e delegato apostolico in Libia; consacrato vescovo nell'ottobre dello stesso anno da papa Giovanni Paolo II; nel 1995 è stato trasferito come nunzio in Slovenia assolvendo l'incarico contemporaneamente di nunzio in Macedonia; nel 2001 trasferito in Turchia come nunzio ha assolto incarico anche per il Tukmenistan; nel 1995 è stato di nuovo trasferito come nunzio in Austria a Vienna dove si è fermato fino alla pensione naturale a 75 anni nel gennaio 2009." Insomma, un diplomatico, uno che sa come misurare le parole. E che quando dice qualcosa, per esempio "corpo estraneo" "non assimilato" "corrosivo" sa benissimo quel che vuol dire. E a proposito, avete sentito di qualche reazione vaticana, della volontà di distanziarsi se non altro da questo linguaggio? Io no. Forse c'è stata (ne dubito), ma nessuno ne ha parlato. Anche perché la stampa italiana, con l'eccezione di questo pezzo neanche tanto in evidenza sulla Stampa, ha preferito ignorare la faccenda. È molto più facile prendersela con Moffa e con Ciarrapico... ma quando queste cose le dice un arcivescovo... in pieno Sinodo... come diceva Manzoni: tagliare e sopire, sopire e tagliare.

Ugo Volli (pubblicato in Informazione Corretta)

Ci sono due tipi di corpi estranei: i tumori benigni e i tumori maligni. I tumori benigni sono estranei ma non corrodono. I nazisti, che non erano diplomatici, dicevano che gli ebrei sono un cancro. Oggi la parola cancro non è molto amata, e si preferisce sostituirla con qualche locuzione: male incurabile, un brutto male, neoplasia, formazione neoplastica; l’arcivescovo, che è un diplomatico di professione, dice che sono un corpo estraneo che corrode. Immagino che le uniche terapie possibili siano l’estirpazione chirurgica, o un massiccio bombardamento di radiazioni. O il dissolvimento tramite chemioterapia.
Laila tov, Tizio della Sera. Boker tov, Ugo Volli. Behatzlachah a tutti noi.

  
Questo è il Tizio della Sera. Gli ho messo un po' di nebbia     Questo invece sapete chi è
sulla faccia perché non si riconosca troppo


barbara


15 ottobre 2010

DI UOVA AL TEGAMINO E DI ALTRE IMPORTANTI QUESTIONI INTERNAZIONALI

Questa o quella

Da qualche tempo il Tizio della Sera si domandava chi fossero i veri amici di Israele e del popolo ebraico, se quelli di Destra o quelli di Sinistra: lui non sapeva, lui non trovava risposta. Lui ricapitolava e pensava: la Sinistra è sempre stata amica degli Ebrei scomparsi nella Shoah, tanto i morti non ci sono e con poco sforzo si fa una bella figura da antifascisti. In seguito, considerava un certo giorno il Tizio, la Sinistra è stata molto gelosa della Destra che era divenuta proprio amica di Israele. In effetti, per la Sinistra Israele è come la Kriptonite per Superman, un'entità insopportabile che depotenzia. Poi, quello che faceva imbufalire la Sinistra, era che la Destra fosse diventata amica degli ebrei in genere, invece di mettersi intelligentemente d'accordo con la Sinistra: noi ci prendiamo Israele e voi gli ebrei morti. Anche se, pensava il Tizio, il signor Berlusconi confonde continuamente Israele con gli ebrei, e quando dice di essere amico di Israele pensa a un suo amico ebreo delle elementari che si chiamava Israele, e tutte le volte che sentiva degli ebrei dire "Ascolta Israele", credeva che parlassero del suo amico che a scuola non stava mai attento.
Certo, pensava tempo fa il Tizio, un tempo tra Destra ed ebrei le cose erano diverse. Prima loro, rifletteva il Tizio, non avevano piacere di parlare delle persecuzione ebraica di cui erano stati attivi protagonisti, vedi alla voce "Fascismo". Poi c'è stata la visita di Fini allo Yad Vashem - e prima ancora quella solitaria amicizia del Foglio per Israele e per gli ebrei. Insomma, dai, pensa il Tizio, le cose erano tanto cambiate. E così sembrava che tutto andasse bene, la sinistra odiava tutti gli ebrei e la destra li amava tutti. Almeno avevo le idee chiare. Quando tutto a un tratto, borbotta il Tizio della Sera, zacchete, dopo l'outing ebraico di Saviano lo scrittore ebreo della sinistra che la sinistra non sapeva fosse ebreo, va al convegno "Per la verità, per Israele" e dice apertamente di amare Israele. Anche lui però: poteva dirlo in un codice cifrato. Non so: "Mi piacciono le uova al tegamino", così chi proprio voleva capire, un giorno tra duecento anni avrebbe capito. Non lo ha fatto, ha detto proprio di amare Israele. A quel punto, patapumfete, è crollato tutto. Per la sinistra è come se Saviano fosse passato a destra - perchè come dice D'Alema, gli ebrei devono assolutamente criticare Israele e non sostenerlo con la scusa della sopravvivenza. A quel punto, boing, Saviano è caduto in un'equanime imboscata di parolacce di destra e di sinistra. E chi si è messo a odiarlo perché è un ebreo di sinistra, e chi ha iniziato a odiarlo perché è un ebreo di destra, e chi ha iniziato a odiarlo perché è un ebreo e ce l'ha con la camorra.
Il Tizio della Sera adesso è veramente soddisfatto: grazie agli Ebrei, la Destra e la Sinistra, e forse anche la camorra, si sono unite.


Il Tizio della Sera

Ma tu, signor Tizio della Sera, se io proclamo che vado matta per le cipolline in agrodolce, lo capisci che vuol dire che ti amo alla follia?



barbara


7 ottobre 2010

MA COSA GUADAGNA ISRAELE DAL CONGELAMENTO DEGLI INSEDIAMENTI?

Da un editoriale del Jerusalem Post

Un articolo di dieci mesi fa che è molto opportuno rileggere oggi, alla luce dei cosiddetti “colloqui di pace” attualmente (ancora?) in corso.

Facciamo un rapido calcolo dei vantaggi diplomatici maturati da Israele da quando il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato, lo scorso 25 novembre, la moratoria per dieci mesi di tutte le nuove attività edilizie negli insediamenti, una dichiarazione che ha fatto seguito, con ritardo, al discorso che tenne all’Università Bar-Ilan il 14 giugno col quale Netanyahu accettava formalmente la creazione di una “Palestina” smilitarizzata come obiettivo finale dei negoziati.
Da quando il congelamento è stato annunciato, l’inviato speciale americano George Mitchell non si è certo abbandonato all’entusiasmo. Pur riconoscendo che Netanyahu si era spinto più avanti di qualunque precedente leader israeliano, tutto quello che Mitchell è riuscito ad aggiungere è che desidera vedere “quanto prima possibile” la ripresa dei negoziati sullo status definitivo. Al che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha risposto in sostanza: “Non penso proprio”.
Parlando a un centro studi di Washington, Mitchell si è per lo meno sforzato di ripetere quello che aveva poco prima affermato il segretario di stato Hillary Clinton, e cioè che i negoziati dovrebbero “basarsi sulle linee del 1967 con scambi concordati”. Affermazione significativa, giacché finora l’amministrazione Obama sembrava tirarsi indietro rispetto alla famosa lettera ad Ariel Sharon dell’aprile 2004 con cui l’allora presidente americano George W. Bush dichiarava che il risultato del negoziato avrebbe dovuto basarsi sulla formula “1967-più” (alcuni cambiamenti). Purtroppo lo stesso Netanyahu, prendendo una straordinaria cantonata diplomatica, ha accettato che venissero inclusi nel congelamento delle costruzioni anche quei blocchi di insediamenti che, per generale consenso in Israele, si considerano destinati a restare israeliani (nel quadro dello scambio territoriale di cui sopra).
Di fronte alla reazione minimalista dell’amministrazione Usa ai due storici annunci di Netanyahu, e alla luce della comprovata incapacità di Washington di persuadere i governi arabi a fare il minimo passo verso la normalizzazione dei rapporti con Israele per dimostrare che la decantata “iniziativa di pace araba” non è solo una manovra propagandistica, non si può far altro che domandarsi dove stia portando questo congelamento.
Se significa così poco per la Casa Bianca e niente del tutto per i palestinesi – e se oltretutto non rientra in una più ampia e coerente strategia con la quale Netanyahu enunci quali dovrebbero essere i confini di Israele – e se il lacerante impatto della moratoria sul piano interno è tutto dolori e nessun progresso, allora dove sono i vantaggi?
Poi c’è stata l’iniziativa della presidenza svedese dell’Unione Europea che, “prendendo atto” del congelamento di Netanyahu, proponeva di consacrare la posizione palestinese su Gerusalemme come politica ufficiale della UE. È già abbastanza negativo che l’Europa respinga la sovranità di Israele su Gerusalemme ovest sostenendo di non voler pregiudicare i risultati del negoziato. Ma vedere la Svezia che premeva con tanta forza perché venisse riconosciuta Gerusalemme est come capitale della “Palestina” mentre Abu Mazen si rifiuta di sedersi al tavolo dei negoziati è qualcosa di profondamente sconfortante per quella grande maggioranza di israeliani che vorrebbe genuinamente perseguire una composizione del conflitto coi palestinesi. Evidentemente per certi europei è politicamente più facile scimmiottare le rivendicazioni dell’Olp anziché sostenere una soluzione equa, che tenga conto anche delle sensibilità e delle esigenze degli ebrei.
Con tutta evidenza la richiesta di Abu Mazen di congelare gli insediamenti è, prima di ogni altra cosa, fasulla. Il possibile accordo di pace risolverebbe in modo permanente la questione di dove gli ebrei possano esercitare i loro diritti e di quali insediamenti debbano essere sgomberati. Dunque, perché stare a discutere di un congelamento quando si potrebbe negoziare sui confini definitivi?
La vera ragione per cui Abu Mazen non vuole trattare è perché spera che, tenendo duro, l’esasperata amministrazione americana finirà con l’imporre a Israele la posizione di Fatah. E per giunta non vuole apparire conciliante mentre fra i palestinesi sono in crescita le fortune di Hamas. Non aiuta il fatto che Netanyahu lo metta in una posizione insostenibile. L’Olp, che ufficialmente si astiene dalla lotta armata, è dal 1993 che chiede la scarcerazione in massa di detenuti palestinesi, richiesta cui Israele ha risposto in a pizzichi e smozzichi, sotto la voce “aiutare Abu Mazen”. Hamas invece, prendendo in ostaggio un solo soldato israeliano e attenendosi al suo ricatto originario per più di tre anni, sta per ottenere la scarcerazione di mille terroristi detenuti nelle carceri israeliane, compresi alcuni dei più infami. La popolarità dei fondamentalisti islamisti schizzerà alle stelle, quella di Fatah andrà a picco.
Per aggiungere il danno alla beffa, Netanyahu sembra che accarezzi l’idea di rimettere in libertà Marwan Barghouti, il cui arrivo a Ramallah procurerebbe un grande mal di pancia ad Abu Mazen, e affretterebbe un riavvicinamento fra Fatah e Hamas a spese sia di Israele che di Abu Mazen. Nessuna meraviglia che il rais palestinese tenga il broncio.
Sicché il congelamento di Netanyahu, fortemente spinto degli americani, ha messo i coloni contro i soldati e non ha smosso né Abu Mazen né la Lega Araba; Hamas è incerta e l’Europa è ben poco impressionata. L’amministrazione Obama, che finora ha solo offerto qualche stiracchiato encomio, dovrebbe fare molto di più, e di meglio.

(Da: Jerusalem Post, 8.12.09)

I buoni articoli li tengo sempre da parte, certa che, come il vino di qualità, si apprezzeranno meglio dopo averli lasciati invecchiare per un po’. Ebbene, ora il momento è arrivato. Abbiamo visto, dopo la stesura di questo articolo, la dirigenza palestinese lasciar colare, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, tutto il tempo previsto per la moratoria rifiutando pervicacemente ogni ipotesi di incontro. L’abbiamo vista fingere di accettarlo giusto alla vigilia della scadenza della moratoria – salutata con immenso giubilo, più ancora che dai cosiddetti coloni, dai muratori palestinesi (ebbene sì, non ci sono solo palestinesi terroristi che reggono il moccolo ai propri dirigenti, non ci sono solo palestinesi corrotti che si arricchiscono sulla pelle della propria gente: ci sono anche palestinesi onesti, che lavorano per guadagnarsi il pane), che vedono finalmente finire il lungo incubo dei mesi senza lavoro e possono ricominciare a sfamare decentemente le proprie famiglie – all’unico scopo di poter dire di lì a tre giorni, ossia prima ancora di aver cominciato a discutere davvero, ecco, adesso per colpa vostra non possiamo discutere più. Abbiamo visto che questa ridicola moratoria ha pesantemente danneggiato Israele e i palestinesi onesti senza avvicinare di un solo millimetro le possibilità di pace – se non addirittura allontanandole. Abbiamo visto il bluff esplodere nelle mani di chi lo aveva fabbricato – ma tanto si sa che la colpa viene sistematicamente scaricata su Israele. E stiamo continuando ad assistere alla solita, eterna, invereconda sceneggiata di chi, dopo avere costretto Israele a indietreggiare fino a trovarsi con le spalle al muro, constatato che ciò non ha portato la pace, insiste per farlo indietreggiare ancora di più.
Molto appropriato, in questo contesto, andare a leggere anche lui, oltre a un – come sempre - meraviglioso Tizio della Sera fresco di giornata, finalmente tornato dopo lunga assenza.



Qualcuno avverta in quale tubazione stiamo scorrendo

Da settimane, gli ebrei d'Europa sono invisibili, illogici fantasmi di gente viva. Come da prassi, ogni giorno si ricordano gli ebrei scomparsi nella Shoah, che però a questo punto del XXI secolo nessuno ha conosciuto, e per una fatalità reale quanto onirica contano più i morti dei vivi - a questo servono i figli di Giacobbe, a procurare emozioni. Gli ebrei: rabbia o lacrime. Malinconia, o disprezzo. Odio o ammirazione. Altrimenti, niente. Curioso fenomeno: esserci e non esserci. Come spiegare, se non così, il nulla di notizie sulle bombe al fosforo cadute su Israele, o il silenzio cannibale che sta ingurgitando il soldato Shalit. Chissà dove siamo in questo momento. In un postmoderno dramma senza dramma, un classico dramma anestetico, la recente vita ebraica è inghiottita in una stanza senza ubicazione che esiste ovunque e farà male al risveglio.

Il Tizio della Sera

E ci possiamo scommettere la testa che se fra un anno, fra cinque anni, fra dieci anni, ci capiterà di rileggere questo post, dovremo guardare la data per capire che non è di giornata. Sempre che non vincano la battaglia gli “amici” nonché “sionisti” di jstreet e jcall, nel qual caso si capirà che si tratta di cose vecchie dal fatto che vi si parla di un Israele ancora esistente.

AGGIORNAMENTO: assolutamente da leggere.

                           

barbara


16 settembre 2010

O TIZIO DELLA SERA TIZIO DELLA SERA, PERCHÉ SEI TU IL TIZIO DELLA SERA?

Risposta: perché se non fossi il Tizio della Sera non saresti il Tizio della Sera, e noi saremmo drammaticamente privi del Tizio della Sera. Ma per fortuna il Tizio della Sera c’è, e il Tizio della Sera, baruch haShem, sei tu. Ed è per questo che oggi abbiamo la possibilità di godere di un’altra tua meravigliosa perla.

La questione degli auguri di Rosh ha-Shanà fatti in ritardo

Cari amici, la scorsa settimana non vi ho potuto fare gli auguri di Rosh ha-Shanà, scusate. Ma ora che ve li vorrei fare, a un tratto mi chiedo: ve li posso fare? Non sapendo se sia permesso fare in ritardo degli auguri spirituali come quelli di Rosh ha-Shanà, ho telefonato a un anziano rav che sta a New York ed è un amico di famiglia dei tempi antichi. Non ne faccio il nome per non associarlo al Tizio della Sera e farlo rotolare immediatamente nella Gehenna. A dire il vero, quando l’ho chiamato non ho pensato che lì erano le tre di notte. Eppure, lui mi ha risposto subito e con schiettezza: “Oioi, sei tu”. Gli ho spiegato il mio dubbio sugli auguri in ritardo e ha detto: “Circa la possibilità o il divieto di fare in ritardo gli auguri di Rosh ha-Shanà, bisogna vedere se vi sia stato un impedimento reale, una questione di dimenticanza, se la dimenticanza abbia coinciso con un problema di fondo, ad esempio il caso di uno che è cretino - il classico caso dello shoté. Quale caso di questi mi stai sottoponendo, figlio mio?”- mi fa. Non ho avuto assolutamente dubbi e ho risposto che si trattava di un gigantesco caso di shoté. “Ma conosci bene questa persona deficiente che non ha ancora fatto gli auguri di Rosh ha-Shanà e li vuole fare adesso che la Firma c’è stata da un pezzo?”, chiede il rav. “La conosco bene quella persona - faccio - ah se la conosco”. “E così - mi fa - sei sicuro di conoscere questa persona veramente bene…”. “Vorrei vedere che proprio io non conoscessi questo qui”, gli rispondo. “Sicuro sicuro?”. “Non sono scemo, sono io quel cretino”. “E così ti conosci bene, vero?”. “In effetti, rav, ora che ci penso, non saprei se mi conosco bene”. “E così, prima ti conosci bene e dopo non ti conosci bene...”. “Per favore, adesso non cominciamo con la matematica”. “E così - mi incalza - dici di non conoscerti bene, quando mi hai appena detto che la dimenticanza era di un grande cretino. Lo vedi che ti conosci benissimo?”. “Sì?!...”, chiedo raggiante. “Certo, sei uno shoté nato. Prima di tutto perché sei contento di essere shoté, e questa è veramente una cosa da shoté, e se non capisci è perché sei shoté. Seconda cosa, rifletti, nel caso tu ce la faccia: se tu non fossi un gigantesco shoté, non mi avresti svegliato alle tre di notte per fare una domanda così”. E ha riattaccato.
No, penso, non posso rimanere in forse: io adesso prendo e lo richiamo subito. In effetti avviene che lo richiami e lo implori di dirmi se giudica che possa fare gli auguri di Rosh ha-Shanà, quando la Buona Firma c’è stata da un pezzo. “Cerchi di capire, rav - dico per ben figurare - sarebbe come fare gli auguri per la milà a uno che sta festeggiando la laurea in giurisprudenza”. Il rav sospira. “Quanto mi fai penare, tu?”. “Non lo so”, faccio io. E lui: “Pazienza, voglio aiutare l’asino iellatissimo che si è reincarnato in te”. Poi fa: “Circa la questione ‘auguri di Rosh ha-Shanà in ritardo’, si può adeguatamente citare la risposta del rav Eliau ben Zadìk di Tallin, gran suonatore di shofar con lo stile della gallinella, sia benedetto nel seno di Abramo. Il rav Eliau di Tallin disse a tutta la yeshivà di fare così: se siete in ritardo con gli auguri di Rosh ha-Shanà, fateli lo stesso. Serviranno per l’anno dopo, quando vi scorderete di nuovo di farli. E quando l’anno dopo vi scorderete di nuovo di farli, voi, o giovani, li avrete già fatti l’anno prima e di nuovo non ci sarà alcun problema per un anno. Vi dovrete solo ricordare di fare in anticipo anche quelli per l’anno successivo. Perché, be-emet, errore corretto fa sapienza certa”. Che bellezza, finalmente avevo la soluzione. “Grazie rav! E guardi, già che ci sono, le faccio gli auguri in anticipo di un bellissimo 5772, 73, 74!”. “Bravo - mi fa - ti ringrazio anticipatamente fino al 5790 compreso, così per diciotto anni riposo tutta la notte”.
Ai miei amici del notiziario quotidiano "l'Unione informa" e del Portale dell'ebraismo italiano www.moked.it un bellissimo 5771. E poi anche un bellissimo 5772.

Il Tizio della Sera

E a te, meravigliosissimo Tizio della Sera, auguro un grandioso e magnifico shanà tovà per altri 120 anni a venire, affinché anche i nostri figli e i figli dei nostri figli possano godere della tua superba scrittura. Amen.

barbara


7 agosto 2010

TUTTI I TIZI DELLA SERA

Che naturalmente è sempre un tizio solo, non è che nel frattempo si sia moltiplicato ci mancherebbe, è solo che fra le tiziate uscite durante la mia assenza ce ne sono alcune particolarmente degne di nota e quindi adesso ve le presento tutte insieme.


Avvertenza

Si avvertono i profughi di Africa, M.O e Sud Est asiatico che in questo momento i "Pacifisti" si trovano in sonno, nella millenaria posizione Off e non possono essere disturbati. Si rende noto alla gentile clientela che i "Pacifisti" non sono predisposti a tornare su On per chiamate che non riguardino Israele e svegliarsi per niente. I proprietari delle case e o baracche targate "Striscia di Gaza" che fossero state rimosse e/o fatte saltare da Hamas, le fidanzate che fossero state trovate non illibate dopo una gita al Cairo, e i signori Curdi sono pregati di smettere di lamentarsi perché in questo modo svegliano i militanti di Filopal a Porto Santercole. Si rende noto che appena l'entità sionista tornerà attiva con una semplice multa per divieto di sosta, la posizione Off volgerà automaticamente in On e la protesta tornerà attiva con il consueto antisemitismo a tavoletta. Buona notte.

Il Tizio della Sera


The Fool on the Hill

Paul McCartney ha pubblicamente detto che chi non crede agli allarmi climatici è come chi non crede all'Olocausto. Adesso che lui ha parlato invece di cantare bisognerà che qualche volontario con moltissimo tempo a disposizione si presenti a bordo del suo yacht e gli spieghi che la Shoah è un evento della Storia, mentre, per fare un esempio, noi non sappiamo se ci sarà mai lo scioglimento dei ghiacci. Certo, è chiaro che stiamo parlando di una mente non comune. Fa ad esempio impressione la particolare abilità con cui Paul riesce contemporaneamente a parlare senza pensare un solo istante. D'altra parte, quando i Beatles composero The Fool on the Hill (in italiano Lo scemo sulla collina), a qualcuno si saranno ispirati.

Il Tizio della Sera



L’ultima scoperta

Scopre due anni dopo un’intervista di Cossiga al quotidiano israeliano Yediot Aharonot; scopre che esisteva un cosiddetto “Accordo Moro”, dal nome e dalla volontà dello statista ucciso dalle Brigate Rosse, e che secondo tale accordo stipulato negli anni Settanta l’Italia non si sarebbe intromessa negli affari dei palestinesi, come far viaggiare armi di provenienza sovietica sul territorio nazionale, e che in cambio i palestinesi non avrebbero colpito obiettivi italiani; e con la bocca spalancata dallo stupore come un immenso hangar, scopre che gli ebrei italiani, anzi che gli italiani ebrei, risultavano esclusi dall’equazione e che in modo implicito essi avrebbero potuto essere uccisi, come poi in effetti avvenne. Smette di leggere l’intervista perché è finita e scopre di avere finito anche lo stupore e che forse non ne avrà mai più.

Il Tizio della Sera



Pianta antica

(Circa l’albero al confine col Libano)
L’albero oltre cui tiravo
la mia bombetta a mano
a quelli di Tzahal
non c’è più
or è un mobile banal
A Haifa è un comodino
comprato da un rabbino

Il Tizio della Sera

Sì, signor Tizio della Sera, lo so che te l’ho già detto che ti amo, ma ogni tanto bisogna proprio che te lo ripeta, perché ti amo talmente tanto che se non apro la valvola di scarico mi intaso e quindi ecco, lo ridico: TIZIO DELLA SERA, TI AMO!

barbara


26 giugno 2010

PER LA SERIE I PERFIDI GIUDEI NON SI SMENTISCONO MAI

Esteri

Israele sta schierando una flotta di sottomarini nucleari al largo dell'Iran. La notizia è apparsa sul Manifesto in esclusiva mondiale. Dice, che un loro inviato al bar di fronte alla redazione avrebbe sentito con estrema chiarezza una prima ammissione da parte di Amilcare l'Avaro, l'ebreo calvo e senza orecchi che sta alla macchina del caffè e prende solo ordinazioni scritte. Dice, che lui dei sottomarini l'ha sentito tipo due giorni fa da Elan, il cliente tunisino sefardita che prende sempre il cappuccino col cacao, lo zenzero e i capperi e poi corre in bagno. Dice che Elan, che può darsi che sia la donna barbuta dell'Eur, l'abbia saputo da un conduttore della metro che si chiama Vanni e il lunedì sera va a pescare con lui sotto ponte Milvio. Dice, che mentre Vanni tirava su una yiddish-tinca gli ha confidato che quando lui passa col vagone sotto piazza Risorgimento approfitta dell'antenna di Radio Vaticana per sentire sino a via Cicerone le telefonate di un certo Isacco Abramoni che fa il pasticcere e di secondo lavoro il pantalonaio cosher. Dice, che mentre questo zaccheo sionista gran figlio di Davide finge di rammendare, collabora a tutto shofar con lo spionaggio israeliano e fa i giri delle ambasciate arabe dalla mattina alla sera per portare le bombe con la scusa che sono alla crema. Dice.

Il Tizio della Sera

Sì, ribadisco: i perfidi giudei. Perché io l’ho capito chi è lei, sa, caro signor Tizio della Sera, eccome se l’ho capito! Lei è un volgare mistificatore, lei è un losco figuro, lei è uno sciagurato agente del Mossad mascherato da brillante creatore di battute fulminanti. In una parola, lei è un DEPISTATORE, che con tutte queste storielline di tinche yiddish e bombe alla crema, di cappuccini ai capperi e pantaloni kasher, cerca di sviare l’attenzione e farci credere che la flotta di sottomarini nucleari dei perfidi giudei sarebbe un’invenzione del Manifesto. Ma noi non ci caschiamo. Nessuno di noi ci casca, sàppialo. Perché voi perfidi giudei sarete anche furbi, ma noi antisem… noi sostenitori della sacrosanta causa palestinese lo siamo di più. Se ne faccia una ragione.



E a proposito dei perfidi giudei, andate a guardare questo.

barbara


18 giugno 2010

UNA DOMANDA ALLA SIGNORA STEFANIA GABRIELLA ANASTASIA CRAXI

     

Non è vero, strilla indignata la signora Stefania Gabriella Anastasia, non è vero niente che stiamo boicottando Israele! Sì, è vero che Israele, unico Paese del Mediterraneo, non è stato invitato al Forum Mediterraneo, ma non perché lo si voglia boicottare, neanche per sogno! È semplicemente che i ministri arabi non vogliono sedersi con loro, tutto qui. E gli israeliani ne devono prendere atto, eccheccbip! E magari, aggiunge saggiamente la signora Stefania Gabriella Anastasia, dovrebbero anche meditarci sopra, e questa è una cosa sacrosanta, perché da sempre lo sappiamo che non dobbiamo chiedere agli antisemiti perché ce l’abbiano con gli ebrei bensì, molto più ragionevolmente, sono gli ebrei che ci devono spiegare perché mai tutti ce l’abbiano con loro, eccheccbip! Così come, da che mondo è mondo, si chiede ai derubati perché i ladri ce l’abbiano con loro, si chiede ai morti ammazzati perché gli assassini ce l’abbiano con loro, si chiede ai bambini perché i pedofili ce l’abbiano con loro: è così che si fa, eccheccbip! Anzi, dirò di più, cioè no, anzi la signora Stefania Gabriella Anastasia dice di più: gli israeliani devono solo ringraziare. Di che cosa non lo dice, ma forse è solo perché il motivo è talmente chiaro da rendere superflua qualunque spiegazione, e se non ci arrivo la colpa deve essere evidentemente mia. E vabbè. E poi arriva il clou, che è ciò che mi ha indotta a prendere schermo e tastiera e scrivere. Dice infatti la signora Stefania Gabriella Anastasia: “È Pierino che grida sempre al lupo. Attenti, perché poi quando il lupo arriva davvero…”. No, la domanda non è se quello del lupo che “arriva davvero” sia un wishful thinking, non sono così maliziosa, ci mancherebbe. La domanda è un’altra, e cioè: se il terrorismo non è il lupo, se bombe e razzi non sono il lupo, se migliaia di morti e decine di migliaia di feriti e mutilati e invalidi permanenti non sono il lupo, se donne, neonati, vecchi sopravvissuti alla Shoah assassinati a sangue freddo non sono il lupo, se boicottaggi a livello planetario in campo accademico, scientifico, sportivo, artistico, giornalistico, politico, economico eccetera eccetera non sono il lupo, se ebrei rapiti e assassinati e magari ritrovati poi in dieci pezzi* in giro per il mondo non sono il lupo, se una mezza dozzina (almeno) di stati tuttora formalmente in guerra con Israele non sono il lupo, se due organizzazioni internazionalmente riconosciute che hanno per statuto la distruzione di Israele e una delle due anche lo sterminio totale degli ebrei, e uno stato che dichiara apertamente di volere la bomba atomica per distruggere Israele non sono il lupo, la mia domanda è: che cosa potrebbe essere, per la signora Stefania Gabriella Anastasia, il “lupo davvero”? Forse qualcuna di quelle confortevoli stanze a tenuta stagna con un’apertura in alto per farvi scivolare dentro quei graziosi cristalli azzurrini che si dissolvono impalpabilmente nell’aria? Immagino che qualcuno potrebbe accusarmi di processo alle intenzioni, ma dopo aver visto la signora Stefania Gabriella Anastasia piangere disperatamente sulla tomba del nipotino di quel tale Haji Amin Al Husseini, in arte gran mufti, fraterno amico di tale Adolf Hitler, in arte Führer, che le stanze suddette è andato a studiarle da vicino per poterle poi adoperare con gli ebrei suoi vicini di casa, l’idea non sembra poi così peregrina.


*Le reazioni

Non ha suscitato reazioni che Aryeh Leib Misinzov, ebreo venticinquenne del movimento Chabad, sia stato rapito a Kiev il 20 aprile, giorno del compleanno di Hitler. Da giorni, non suscita reazioni la notizia del ritrovamento in dieci pezzi del suo corpo, e in una sempre più lunga catena di silenzio non sta suscitando reazioni che non vi siano reazioni. Un silenzio antico circonda la morte ebraica.

Il Tizio della Sera


barbara


3 giugno 2010

L’ANTICA SAGGEZZA DEL TIZIO DELLA SERA

La pasticceria del mondo

La morte è uno scandalo, la morte violenta uno scandalo anche peggiore, la morte dei giovani un'ingiustizia atroce che nessuno può sopportare - la morte procurata da un esercito di ebrei, ghiottoneria generale.

Il Tizio della Sera

Ghiottoneria sulla quale branchi di sciacalli famelici eccitati dall’odore del sangue fanno a gara a chi sbrana di più.

barbara


7 maggio 2010

INTERAMENTE DEDICATO AL TIZIO DELLA SERA

La sensibilità

Da un certo numero di anni la Germania sta facendo i conti con il suo passato nazista. Vi sono musei e importanti segni nella nuova architettura urbana, esistono dipartimenti universitari che si occupano della fenomenologia della catastrofe ebraica. C'è una pubblicistica che va dalla narrativa, alla saggistica, all'indagine giornalistica. Infine ci sono atti di amicizia verso Israele da parte del governo nazionale. Ma a ben guardare, esiste una sottile linea di silenzio su come fossero i tedeschi in quegli anni. Una barriera invisibile impedisce l'accesso al loro interno umano. Non sappiamo cosa in quegli anni orridi la gente avesse dentro. Ed esiste un silenzio ancora maggiore su cosa sentano oggi i tedeschi di questo passato genocida. Ad uno scrittore che si informava con operatori culturali tedeschi circa la possibilità di realizzare una fiction satirica sul nazismo, è stato spiegato che questo potrebbe avvenire solo con una piccola produzione e con personale artistico prettamente ebraico: attori e regista, ad esempio. I canali generalisti tedeschi, è stato spiegato educatamente a bassa voce, non si impegnerebbero mai in una satira televisiva sul nazismo. La motivazione risiede nel fatto che la nazione si offenderebbe. A riguardo, c'è molta sensibilità. E questo, commuove.

Il Tizio della Sera


La grande nuvola

I colloqui indiretti tra Israele e Palestina sono già una noia. Se ne presagisce l'amara inutilità. L'ossequio al loro svolgimento è legato al fatto di soddisfare il gusto etico-estetico di Obama, la sua idea tenue, quasi fanciullesca, di una democrazia planetaria poggiata sul carattere tenace degli uomini di buona volontà. E' questa la politica estera della più grande potenza mondiale. Noia nella noia, la stampa rovescia su Israele le solite accuse precostituite. La struttura ricorda quella dei tormentoni del varietà, che sono in pratica i ritornelli comici di uno spettacolo, quelli che danno il segnale quasi meccanico della risata: il pubblico ride e vuol dire che, come un buon motore, il tormentone funziona. Qui il tormentone sono i titoli dei giornali. Le parole proclamano didascalicamente che gli ebrei hanno torto; allora il pubblico dello spettacolo crede di avere delle idee, e dice compiaciuto: Israele ha torto, e porca miseria, io penso. Perché i giornali vellicano la vanità umana, inseguendola nei suoi atroci scantinati. Prendiamo il caso del quartiere di Gerusalemme est di cui parlano tutti i media perché Israele vuole costruirvi e perché alla stampa serve sempre un buon tormentone su Israele. Nessuno, come abbiamo detto in altre occasioni, conosce l'antica storia ebraica del quartiere, ma tutti sono pronti a riconoscere la lesione procurata al diritto palestinese. Attraverso il fantastico tormentone del quartiere est tutti possono capire con facilità che Israele ha torto. Negli uffici, molti giocano al ministro degli esteri e spiegano il M.O. ai colleghi. Ci sono aziende in cui all'ora di pranzo l'80 per cento degli impiegati aprono il pacchetto con il panino al tonno e maionese, e il 50 per cento di loro sono ministri degli esteri con delega su Israele e il tonno e capperi. Poi il tormentone svanirà, qualcuno farà notare che l'argomentazione del quartiere est di Gerusalemme era inconsistente. Poco importa, i media faranno spalluccia. Diranno: è inutile riparlarne. C'è invece un più grande tormento. L'immensa nuvola nera che non se ne va dai cieli della Storia. L'antisemitismo.

Il Tizio della Sera


Dichiarazione ufficiale

Tizio della Sera, ti amo.
Per quella sofferenza che non sempre l'ironia riesce a velare.
Per quell'ironia che spesso riesce a sdrammatizzare una sofferenza antica di millenni.
Per il sorriso che, in mezzo a tanta sofferenza, quasi sempre riesci a strappare.
Per la passione che traspare da ogni tua parola.
Per l'intelligenza che accompagna la passione.
Per le stupende perle, che ormai sono collana lunghissima, che continuamente ci regali.
Per il mistero che ti avvolge.
Per quella nostra Fiorentina che ho cominciato ad amare mezzo secolo fa e, anche se il tifo non lo faccio più da un pezzo, non ho mai smesso del tutto.

barbara

Poi, se c’è ancora qualche pellegrino vagabondo sperduto che non sia venuto a conoscenza dell’appello di Fiamma Nirenstein in risposta all’oscenità di jcall, è caldamente invitato (che in realtà è un eufemismo, perché se non lo fate vi meno) ad andare a leggerlo e firmarlo qui. Per leggere l’ultima meravigliosa cartolina dovete invece cliccare qui.

                          

barbara


22 aprile 2010

LA CONVERSAZIONE

L'altro giorno tiro su un autostoppista. Era fermo nella notte al crocevia deserto di una città italiana. Aveva il sacco a pelo, i jeans, i capelli raccolti in una crocchia alta e la barba brizzolata. Sembrava un maturo samurai in viaggio in Occidente. Mi vede che torno indietro a prenderlo, sorride. Sale in macchina, ha la voce educata, quasi musicale. Deve essere sui quarantacinque, quarantasei anni. Ha passato la vita traversando da solo l'oceano, anzi, gli oceani, su una sua piccola barca che ora è ancorata al largo della costa colombiana. E' un uomo che ha vissuto da solo, che può stare in silenzio per mesi, che sa navigare, riparare una falla, costruire un comodino, una casa, uno che non si vanta, ma dice quello che ha fatto. Se ora mi parla è perché ne ha voglia. La sua vita è del tutto diversa. E che fai tu? mi domanda a un certo punto, io faccio questo e quello, gli dico, gli dico che sono ebreo e lui mi dice che poco tempo fa ha visto "Il violinista sul tetto" e che era molto divertente. Curioso impatto. Come se in treno conoscessi un cinese e per fare una conversazione distesa gli dicessi che una settimana fa ho visto delle statue di terracotta. Come per la fatale china di qualcosa che rassomiglia a un imbuto, mi dice scuro in volto che però in Israele non va. Gli spiego quello che spiego a tutti da quando sono nato, lui mi dice certo, naturale, poi parliamo subito d'altro. Dopo un po' scende di macchina. E' arrivato. Adesso lui arriverà a casa, e penserà ai casi suoi. Mi ha detto che deve riparare il tetto, e che l'attuale compagna sta litigando con la sua ex moglie. Gli stringo la mano con affetto, vorrei che mi volesse bene, che ci volesse bene, che capisse. Lui si lascia stringere la mano. Capisco che alla conversazione su Israele non penserà più. Io sono ancora in macchina e ci penso, torno a casa, oltrepasso incroci e ci penso, arrivo, vado a letto, e ci penso, mi sveglio la mattina dopo e ci penso, passa una settimana e ve ne parlo. Per gli Ebrei, lo Stato di Israele non è un argomento di conversazione, e non è un argomento di conversazione neanche Il violinista sul tetto. Ogni volta si tratta di vivere o morire.

Il Tizio della Sera



E poiché sta scritto “E tu sceglierai la vita”, io scelgo la vita. Io scelgo Israele (mentre “loro” scelgono la morte …).

barbara


15 aprile 2010

OGGI ANDIAMO PER OSTERIE

Osteria del vescovado

Osteria del grossetano
paraponzi ponzi po
c'è l'emerito un po' strano
paraponzi ponzi po
se gli cascano le uova
son gli ebrei lui ha la prova
taratazum lallero taratazum lallà

Osteria della pasticca
paraponzi ponzi po
il cervello ormai si incricca
paraponzi ponzi po
se non trova il bollitore
è perché uccisero il Signore
taratazum lallero taratazum lallà

Osteria della disdetta
paraponzi ponzi po
questa cosa io non l'ho detta
paraponzi ponzi po
son gli ebrei coi loro media
io mi grattavo su una sedia
taratazum lallero taratazum lallà

Osteria del vecchio andazzo
paraponzi ponzi po
non è che l’ebreo sia pazzo
paraponzi ponzi po
delle volte non è santo
e gli girano anche tanto
taratazum lallero taratazum lallà

Il Tizio della Sera

Beh, lasciate che lo dica chiaro e forte: TIZIO DELLA SERA, TI ADORO! Così come, ma questa è cosa nota da sempre, adoro Ugo Volli; anzi, per essere precisi, lo adoro una volta, due volte, tre volte, quattro volte. E allora, ecco, al Tizio della Sera, a Ugo Volli, a me, in ricordo di quando c’erano le mezze stagioni e i capelli erano neri e la Fiorentina vinceva, e in considerazione del fatto che gli anni passano e i bimbi crescono e le mamme imbiancano e imbiancano ahimè anche i figli e le figlie e magari manca anche un po’ il fiato ma non sfiorisce, ah no, non sfiorisce neanche un po’ l’entusiasmo, ecco, a noi tre, dicevo, voglio fare questa piccola dedica.

barbara


8 aprile 2010

E ADESSO PARLIAMO UN PO’ DI EBREI E DINTORNI

Con amici così, chi ha bisogno di nemici?

Siamo "permalosi", ci manda a dire il vescovo di Cerreto Sannita Michele De Rosa il quale, partendo dallo scivolone di padre Cantalamessa che citando un "amico ebreo" aveva azzardato un paragone tra antisemitismo ed i presunti attacchi in corso nei confronti del Papa, si produce poi in un vero e proprio sfogo nel quale sembra confessare di non poterne più delle pretese di questi ebrei : ''Preghiamo perché si convertano e non va bene, abbiamo tolto l'espressione 'perfidi giudei', e non va bene, papa Benedetto XVI ha cambiato la preghiera del Venerdì Santo nella messa tridentina, e non va bene. Bisogna sempre chiedere scusa ogni volta, mi sembra ci sia una reazione esagerata''.
"...Capisco che abbiano sofferto con l'Olocausto, ma non possono farne una bandiera...", è un'altra "perla" del De Rosa pensiero.
Il Vescovo De Rosa è membro della Commissione CEI per l'ecumenismo e il dialogo e, a parte lo stress che pare aver accumulato, mi conferma ancora una volta la saggezza di un detto americano che spesso mi viene ricordato : "con amici così, chi ha bisogno di nemici?!".
Gadi Polacco, Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Eh già, Israele ha per amico Obama, che non vede l’ora di svenderlo al miglior offerente, anzi, a un offerente qualsiasi, senza neanche provare a impuntarsi sul prezzo. E gli ebrei tutti hanno per amico Sue Eminenza Reverendissima Monsignor Michele De Rosa, vescovo di Cerreto Sannita, talmente buono che arriva perfino a capire – aprite bene le orecchie perché questa è forte davvero – che abbiano “sofferto con l’Olocausto”, e non è certo colpa sua se quelli se ne approfittano e con questo olocausto stanno spaccando i marroni al mondo intero. E ci sta molto bene, per restare in tema, la perla odierna, l’ennesima, dello strepitoso Tizio della Sera.

Meglio mai che tardi

Sessantamila anziani che hanno sofferto le persecuzioni dei ghetti riceveranno un vitalizio dal governo tedesco. Considerata l'attesa di vita di questi sessantamila ebrei, la notizia ridefinisce in modo drastico il significato della parola vitalizio.

Il Tizio della Sera

E poi, certo, visto che oltretutto si è nominato Obama, non può mancare lui.

barbara


11 marzo 2010

A OCCHI CHIUSI

È vero che l'espansione degli insediamenti corrisponde alla strada dell'inconciliabilità e che una parte di Israele più maccabea dei maccabei si è potuta incarnare in questa maggioranza, e che da quello che si vede tale parte non si cura di far sorgere nella vicina nazione palestinese un epos di pace, o almeno un'incertezza - tale parte di Israele attinge le idee, o quello che si manifesta con la pretesa di apparire come idee, da una visione neo-biblica della geografia della regione. Così facendo, lascia ai propri figli l'eredità di un mondo dove la terra ebraica appare familiarmente un ghetto assediato. Ma oltre a quelli che secondo noi sono effettivi errori imputabili all'attuale governo israeliano, sarebbero da vedere le intenzioni profonde dei vicini dello Stato ebraico. E allora, bisognerebbe che nel pollaio mediatico calasse il raro silenzio della riflessione e ci si astenesse dallo starnazzio del gossip. Sarebbe necessario capire se nella nazione palestinese esista una prospettiva politica dissimile da quella offerta da Teheran: la distruzione di Israele. La domanda che gli esangui spettegolatori dei media dovrebbero farsi non è così difficile da formulare: esiste ancora un'autonoma aspirazione palestinese o quelli che oggi chiamiamo palestinesi non sono palestinesi, ma pura espressione delle aspirazioni politiche e geografiche di Teheran? La prospettiva di Gaza è forse quella di diventare una provincia iraniana con l'affaccio su altri mari? Ed è curioso il rinnovarsi di questo coro di proteste a senso unico, mentre sotto i nostri occhi chiusi qualcuno sta facendo le prove per un'altra geografia mondiale.

Il Tizio della Sera



Ecco, questo tizio qui, come possiamo vedere, sta criticando Israele. Sta criticando il suo governo, la sua politica, le sue scelte. Eppure a nessuno di noi – si condividano o no le sue opinioni - verrebbe in mente di considerarlo antisemita, oppure odiatore di Israele, o fazioso, o in malafede. Provate un po’ a indovinare perché. Non ce la fate? Proprio no? Vabbè, allora siete proprio senza speranza, ma per fortuna questa non è una delusione, perché lo sapevamo già.
A chi invece la risposta l’ha indovinata, offro in omaggio ben tre imperdibili chicche del mitico Ugo Volli: una, due e tre.


barbara


7 marzo 2010

FINALMENTE

Secondo un intelligente progetto cubano-iraniano in via di presentazione alle Nazioni Unite, d'ora in poi i servizi segreti israeliani dovranno essere pubblici in modo di poterli accusare con un certo anticipo.

Il Tizio della Sera



Concordo, sottoscrivo e, come si suol dire, condivido anche le virgole: è davvero ora che questi servizi segreti la smettano di agire in segreto, ecchecc…!
Naturalmente condivido anche le virgole anche degli immortali scritti usciti dalla penna del Grande, del Possente, dell’Immaginifico Ugo Volli.


barbara


13 ottobre 2009

IL NUOVO MONDO

Il colonnello Gheddafi e il meno celebre ex ministro egiziano della cultura, il signor Hosni, sono accolti dalla comunità internazionale e dalla stessa Israele senza che abbiano mostrato segno di pentimento. Si tratta del dispiegarsi della nuova parabola del figliol prodigo. Il figliol prodigo, orgoglioso di essere un mostro, torna a casa. Il padre festeggia il mancato pentimento, offrendo un grandioso banchetto a tutti i ladri e assassini del circondario. Commosso dall’accoglienza, il figlio bastona il genitore per alcuni giorni. Al telegiornale, il padre ha dichiarato di essere rimasto davvero colpito.

Il Tizio della Sera


Beh, non so a voi ma a me questo Tizio della Sera mi fa schiantare, e quindi lo regalo anche a voi. E, perfettamente in tema con questa storia di figlioli prodighi a cui di pentirsi non passa neanche per l’anticamera del cervello, è la cartolina odierna, che stavolta vi propongo integralmente.


Pacifisti, ovvero come fare turismo a spese dei contribuenti

Cari amici, vi ricordate quello slogan che un tempo si trovava sui manifesti per il reclutamento: "Vieni in Marina, imparerai un mestiere e girerai il mondo?" Be' il mestiere no, oggi non è di moda, ma un po' di sano turismo si può fare oggi non necessariamente in marina ma anche solo diventando pacifisti, naturalmente a spese dei contribuenti. Oltretutto una manifestazione fa molto più fino di un alzabandiera.
Prendete per esempio quella fantastica iniziativa in corso che si chiama "Time for Responsibilities" (cioè tempo per le responsabilità al plurale, non si capisce bene cosa vuol dire), di cui abbiamo già parlato: si presenta come la trasposizione della marcia per la pace di Assisi in Terrasanta. Mi hanno inoltrato alcuni trionfali comunicati stampa. I numeri che vantano sono questi: "401 Partecipanti / 127 Città rappresentate / 96 Giovani / 84 amministratori locali / 49 Comuni, Province e Regioni / 176 esponenti di 109 associazioni / 1 scuola Liceo Classico Maffei di Verona / 1 Squadra di calcio Allievi dell´Umbria / 174 Adesioni" Ci sono alcune evidenti anomalie (quasi tanti giovani quanti amministratori, per esempio, il che non testimonia a favore dell'appeal popolare della manifestazione; ma soprattutto un numero doppio di "città rappresentate" rispetto al numero complessivo degli enti locali elencati, eccetera.) Ma non formalizziamoci. Ci sono 401 persone che sono andate per una settimana nei Territori. A spese di chi?
Questo è un mistero più interessante che mi dà la tentazione di dire, secondo il modello del Leporello di Don Giovanni, "voglio fare il pacifista e non voglio più soffrir". La risposta è accennata in questa frase del comunicato stampa: "Il progetto è in larga parte autofinanziato dai partecipanti o dalle organizzazioni ed enti di appartenenza." Se capisco l'italiano, questo significa che gli organizzatori hanno messo un po' dei soldi pubblici che ricevono probabilmente grazie al vantato "patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero degli Affari Esteri Italiano, del Comitato delle Regioni, del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d´Europa, del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d´Europa e dell´associazione mondiale Città e Governi Locali Uniti", tutti enti che prendono fondi dalle nostre tasse; ma la maggior parte dei soldi li hanno messi enti locali e associazioni, che istituzionalmente dovrebbero occuparsi di cose un po' diverse che fare le agenzie di viaggio per i propri assessori, funzionari e dirigenti.
Magari potreste chiedere direttamente che ragione hanno fatto i vostri soldi. Se siete membro di una delle seguenti associazioni o elettori delle città elencate nel comunicato stampa, chiedete a loro: "Acli, Arci, Pax Christi, Libera-Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Confronti, Cgil, Cisl, Aiccre, Anpi, Cittadinanzattiva, Legambiente, F.i.s.h. Federazione italiana superamento handicap, Fuci, Misef-Missionari senza frontiere, i Comuni di Genova, Spezia, Ancona, Modena, Napoli, Perugia, Potenza, Sondrio, le Province di Perugia, Ancona, Gorizia, Mantova, Rimini, Siena e le Regioni Umbria, Campania, Liguria, Marche, Molise."
Voi direte, ma è una nobile "iniziativa di pace", vale la pena di finanziarla per allontanare la guerra. Certo, se fosse vero. Ma che cosa fanno davvero i partecipanti in cambio del viaggio? Mah, direi una bella vacanza: voglio fare il pacifista e non voglio più soffrir. Sul programma ci sono un paio di giorni di "visite e incontri" con varie località del West Bank e di Israele (quasi solo le città arabe). Fin qui, possiamo pensare che chiacchierare con propagandisti palestinesi non sia particolarmente attraente. E c'è un giorno di convegno, in cui gli stessi partecipanti parleranno: anche qui una noia mortale. Ma ci sono anche alcuni giorni di visite turistiche vere e proprie e perfino, questa sera alle 20.30, un giro di "Jerusalem by night" (così il depliant di Time per responsibilities, evidentemente pensando che ci sono i tempi per le responsabilità e quelli per il divertimento): questo certamente aiuta molto l'arrivo della pace. Giovedì invece è prevista una "notte delle candele" nella piazza di Betlemme (certamente un bel vedere...) e venerdì alle ore 12 un "Viaggio alle radici della Terra. Visita nel deserto al Monastero di S. Giorgio, a Gerico (la città più antica del mondo) fino al Mar Morto (a più di 400 metri sotto il livello del mare) dove sarà possibile fare un bagno nel lago più salato del mondo": Un bel bagno molto responsabile e pacifico, oltretutto molto salutare, dato che le acque del Mar Morto fanno bene. E' caratteristico che sia seguito da un evento che devo segnalarvi come particolarmente patetico: alle ore 17.00: Dal punto più basso della terra "In piedi contro la povertà". Qualunque cosa sia, immagino che i Partecipanti si levino dalle sdraio e facciano un pensierino alla povertà, è da non perdere. Magari l'anno prossimo staranno in piedi nella stazione a monte della funivia più alta d'Italia, sempre pensando alla povertà, e l'anno dopo si daranno alla vela, al golf, insomma a cose molto responsabili, pacifiste e soprattutto utili.
Bello, no? Peccato che sia un'occasione riservata a pochi pacifisti supersacrificali che soffrono terribilmente per produrre la pace in Medio Oriente facendo il bagno nel Mar Morto (e infatti, nei loro slogan, si definiscono "non buonisti ma realisti"). Ma non disperate. Se siete anche voi dei realisti e però non avete la fortuna di essere stati assunti come funzionari della regione Campania, del Comune di Napoli o di quello di Potenza, o non siete dirigenti della Cgil o della Cisl, che ci azzeccano moltissimo con Betlemme, e soprattutto non hanno alcun problema da risolvere a casa loro, se proprio volete spostarvi per esprimere il vostro pacifismo, potete partecipare come premio di consolazione all'utilissima biciclettata "per la pace" di domenica del comune di Vimodrone.
Ecco qualche notizia: "la biciclettata della Pace: [...] l´Ufficio Pace di Vimodrone, in sinergia con il Coordinamento Pace in Comune, di cui fanno parte le Acli di Milano, le maggiori Associazioni e oltre 35 Comuni della Provincia di Milano parte! Con questa manifestazione a cadenza annuale, vogliamo sottolineare come la lotta alla povertà a livello globale e a livello locale non siano in concorrenza [...] La fermata vimodronese è l´ultima tappa prima di ripartire tutti assieme per Piazza Duomo a Milano. Oltre all´allestimento di un punto ristorazione a Vimodrone, saranno anche distribuiti ai partecipanti, i palloncini, i megafoni e le fascette di stoffa che formeranno in piazza Duomo un unico "cordone"."
Insomma, niente bagno nel Mar Morto, ma la bicicletta fa bene alla salute. E vi daranno dei bellissimi palloncini, con fascette di stoffa e altri gadget: non sono aerei, ma sempre a spese del comune. Quel che conta è il movimento. A nuoto, in bici, in aereo, il risultato è garantito. La pace non mancherà di commuoversi, se almeno è un po' responsabile anche lei.
Ugo Volli

Prima o poi riuscirò a incontrarlo anche di persona, quest’uomo che riesce sempre a dire le cose stramaledettamente meglio di me, e allora lo picchierò, garantito che lo picchierò, così impara. Nel frattempo
MEMENTO: +43.

barbara

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Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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