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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


1 giugno 2010

ANCORA QUALCHE RIFLESSIONE E QUALCHE IMPORTANTE DOCUMENTO

Non per porre fine al blablabla dei soliti filoterroristi, ma per fornire almeno qualche pezza d’appoggio a chi sa perfettamente come stanno le cose, ma non è in grado di dimostrarlo.

Cari amici, aggi non è la giornata in cui scherzare. Israele è sotto un assedio di comunicazione pari solo a quello del gennaio dell'anno scorso. E questo assedio è completamente ingiustificato. Israele ha fatto benissimo a fare qual che ha fatto, ne aveva tutto il diritto morale e giuridico. La responsabilità degli incidenti e delle vittime è tutta di Hamas e dei suoi alleati che hanno organizzato la spedizione a Gaza.

Sul piano giuridico, il territorio di Gaza è sottoposto da Israele a blocco Navale. Il blocco navale è una pratica di guerra antica (risale almeno alle guerre napoleoniche) e legittima (sancita dal Congresso di Parigi del 1856). Esso consente alla potenza bloccante di catturare o anche affondare tutte le navi che cercano di violare il blocco anche in mare aperto, senza limiti di acque territoriali. Chi viola il blocco è un contrabbandiere in zona di guerra e agisce contro la legge, è dunque un obiettivo legittimo della forza militare. Il blocco riguarda tutte le navi, anche quelle neutrali (http://it.wikipedia.org/wiki/Blocco_navale). Israele ha seguito tutte le procedure del blocco, comunicandolo molte volte e in particolare segnalandolo agli stati interessati e anche alle navi della flottiglia, come si vede da questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=qKOmLP4yHb4&feature=player_embedded.
In generale le forze militari hanno diritto di ispezione anche in alto mare e fuori dalle acque territoriali le navi di passaggio. Questi diritti si chiamano "diritto di visita" e in casi di conflitto possono diventare legittime "operazioni di interdizione marittima" (Maritime Interdiction Operation, per definizioni e limiti di queste istituzioni giuridiche vedete le voci relative sul glossario di diritto del mare della Marina italiana:
http://www.marina.difesa.it/editoria/rivista/gloss/a.asp  e qui:
http://en.wikipedia.org/wiki/Maritime_Interdiction_Operations.

La logica del blocco navale a Gaza deriva dal fatto che dopo il ritiro israeliano di quattro anni fa vi si è stabilito con un colpo di stato il regime terrorista di Hamas, che assale i militari ma anche i civili israeliani con razzi, colpi di mortaio e agguati. Il territorio di Gaza è stato dichiarato ufficialmente dal governo israeliano zona nemica e per questa ragione sottoposto a varie operazione militari. Neppure un testo così antisraeliano come il Rapporto Goldstone ha negato a Israele il diritto di autodifesa, che è basilare nella carta dell'Onu, e quindi non ha potuto negare la legittimità dell'Operazione Piombo fuso (se non delle sue forme) e del blocco navale e terrestre, che mira a impedire rifornimenti di armi e materiali che potrebbero aggravare l'aggressione.

Hamas e i suoi alleati hanno organizzato molti tentativi di rompere il blocco, che Israele ha sempre combattuto con le armi: i tunnel del contrabbando, l'abbattimento del confine con l'Egitto e anche altre spedizioni di navi contrabbandiere, che Israele ha bloccato, arrestandone gli equipaggi. Quando questo tentativo più massiccio si è concretato, Israele ha mandato molti avvertimenti ufficiali e poi ha inviato la marina a fermare il tentativo di rompere il blocco, il che è perfettamente legale anche fuori delle acque territoriali. La violazione del blocco è configurata dalla volontà esplicita del comando delle navi. La marina israeliana ha fermato senza incidenti cinque della sei navi. Solo sulla sesta, la più grande, è avvenuto un tentativo di linciaggio dei marinai che, secondo la prassi internazionale, stavano salendo a bordo per controllare la nave. Questa aggressione è evidentissima e documentata su questi video:
http://www.youtube.com/watch?v=XuH_0YRZS1M&feature=player_embedded http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/137798
http://www.youtube.com/watch?v=gYjkLUcbJWo&feature=player_embedded
I soldati hanno avuto l'autorizzazione a sparare solo quando la loro stessa vita era a forte rischio. Il diritto sta dalla loro parte: avevano diritto dal punto di vista della legalità internazionale, di imporre un'ispezione alla nave; avevano diritto di fermarla visto che tentava di violare un blocco. Avevano infine il diritto alla legittima difesa che appartiene a chiunque è fisicamente aggredito come si vede nei video. Un racconto di prima mano si trova qui: http://www.jpost.com/Israel/Article.aspx?id=177040.

I soldati israeliani si sono comportati benissimo, non hanno compiuto nessuna violazione giuridica o morale. Li condannano quelli che non sanno come sono andate le cose o gli ipocriti propagandisti dell'islamismo e chi va loro dietro. Se volete una conclusione più ragionata (e capite l'inglese), guardate questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=XdZV5EfrwFI&feature=related.
Se preferite una conclusione a modo mio, voglio solo dirvi che i nemici di Israele si comportano come quel personaggio di Pascarella (o di Belli, non ricordo bene) che intima alla sua vittima: "fermete, nun te move, che te devo menà". Se ci difendiamo, è colpa nostra. Se non ci difendiamo, ci menano, ed è merito loro.

Ugo Volli

Aggiungo solo, per un ulteriore chiarimento di quella che, anche per gli amici, appare essere la questione più controversa, ossia l’azione israeliana in acque internazionali, questo documento, gentilmente fornito dall’amico Wellington, che dovrebbe porre un punto fermo a qualunque obiezione – anche se quanto detto e documentato da Ugo Volli mi sembra comunque già sufficientemente convincente.

barbara

AGGIORNAMENTO: questo video è ancora più chiaro dei precedenti.
AGGIORNAMENTO 2: VENTI FANATICI MI HANNO SCARAVENTATO DAL PONTE


27 marzo 2009

ALCUNI FATTI SU ISRAELE

a cura di Sandro Ribi

(Un vecchio articolo per ricordare alcune cose tutt’altro che vecchie ma che troppi continuano a dimenticare – o a fare finta di avere dimenticato)

Questo documento non è stato redatto per dimostrare che gli ebrei siano migliori (o peggiori) degli altri, ma semplicemente al fine di chiarire alcune informazioni distorte sulla loro storia e sul loro presente, e perché le opinioni possano essere basate su fatti e non su supposizioni.
Ricordiamo che oggi (2002), Israele ha una superficie di circa 22.000 km², equivalente alla metà della Svizzera, e una popolazione di 6 milioni d'abitanti, dei quali 1 milione sono arabi.


La nazione ebraica e Gerusalemme

1. Dal 1312 a.C., al tempo dell'esodo dall'Egitto, Israele ha conseguito l'indipendenza nazionale - duemila anni prima dell'ascesa dell'Islam.
2. Gli arabi nei territori palestinesi hanno iniziato a dichiararsi "popolo palestinese" soltanto dal 1967, due decenni dopo la fondazione del moderno stato d'Israele.
3. Dalla conquista di Canaan (nel 1272 a.C.) gli ebrei hanno governato mille anni sul Paese. La loro presenza in Terra Santa negli ultimi 3300 anni è stata continua.
4. A partire dalla conquista islamica nel 638 d.C. ci fu un periodo di dominio arabo fino al 1072.
5. Da più di 3000 anni Gerusalemme è la capitale ebraica. Gerusalemme non è mai stata capitale di un'altra nazione araba o islamica. Perfino quando la Giordania occupò dal 1948 al 1967 la parte orientale della città, non ne fece mai una capitale. Nemmeno i palestinesi la chiesero come tale.
6. Nella Bibbia troviamo Gerusalemme menzionata più di 800 volte. Nel Corano non è menzionata neppure una volta.
7. Re Davide conquistò Gerusalemme nel 1004 a.C. e ne fece la capitale d'Israele. Maometto non venne mai a Gerusalemme, seppure la leggenda dica che Maometto sia asceso al cielo dalla Città Santa.
8. Gli ebrei pregano rivolti a Gerusalemme, i musulmani pregano rivolti alla Mecca.



Rifugiati arabi e rifugiati ebrei

9. In seguito al piano di partizione delle Nazioni Unite, nel 1948 venne proclamato la nascita dello stato d'Israele. Le nazioni arabe incoraggiarono gli arabi in Israele a lasciare "temporaneamente" il Paese affinché potessero liberarlo dalla presenza ebraica. Il 68% partì senza aver visto nemmeno un soldato ebraico.
10. Contemporaneamente gli ebrei che vivevano nelle nazioni arabe venivano costretti a fuggire dalla violenza e dalla persecuzione araba.
11. Il numero di rifugiati arabi che lasciò Israele nel 1948 è stimato a 630.000. Il numero di rifugiati ebrei che lasciò i paesi arabi è stimato a 820.000.
12. I rifugiati arabi non sono stati integrati intenzionalmente nelle nazioni in cui si sono andati, nonostante le dimensioni gigantesche dei paesi arabi. Dei 100 milioni di rifugiati della seconda guerra mondiale, quello dei palestinesi è l'unico gruppo non integrato. I rifugiati ebrei, invece, sono stati completamente integrati (mentre nuovi immigranti continuano ad arrivare da tutto il mondo) in una nazione che è grande come la metà della Svizzera.



Il conflitto arabo-israeliano

13. Gli arabi occupano 21 nazioni, mentre esiste solo una nazione ebraica. Gli stati arabi hanno condotto cinque guerre contro Israele, e ogni volta sono stati sconfitti.
14. Ancora oggi lo statuto dell'OLP esige la distruzione dello stato d'Israele.
15. I palestinesi hanno ricevuto da Israele la maggior parte di Gaza e della Cisgiordania (nel 2000 il 98% di tutti i palestinesi viveva sotto la sovranità dell'autorità di Autonomia Palestinese, anche alcuni avrebbero preferito non esserlo).
16. Prima del 1967, sotto il dominio giordano, i luoghi sacri ebraici venivano sistematicamente profanati e agli ebrei era negato l'accesso ai luoghi di preghiera, perfino al Muro del Pianto e al Monte del Tempio. Dal 1967, sotto il dominio israeliano, tutti i santuari musulmani e cristiani sono stati conservati e resi accessibili a uomini e donne di ogni fede.



Prese di posizione dell'ONU nei confronti d'Israele

17. Delle 175 risoluzioni che il Consiglio di Sicurezza ha emanato fino al 1990, 97 erano rivolte contro Israele (il 55%).
18. Delle 690 risoluzioni che l'Assemblea Generale dell'ONU ha votato fino al 1990, 429 erano rivolte contro Israele (il 62%).
19. L'ONU tacque quando nel 1948 a Gerusalemme Est i giordani distrussero 58 sinagoghe e vennero profanate sistematicamente 38'000 tombe ebraiche nell'antico cimitero del Monte degli Ulivi.
20. L'ONU tacque quando la Giordania praticò una politica di apartheid, impedendo agli ebrei l'accesso ai luoghi più sacri dell'ebraismo (il Monte del Tempio e il Muro del Pianto).

I prossimi 5 punti concernono soltanto i credenti cristiani, quelli che credono che Dio ha rivelato la Sua volontà e i Suoi piani nella Bibbia.



Che cosa dice la Bibbia?

21. Il Signore avrà pietà di Giacobbe, sceglierà ancora Israele, e li ristabilirà ancora nel loro paese. E gli stranieri si uniranno a loro, si uniranno alla casa di Giacobbe. (Isaia 14:1)
22. Dio non ha ripudiato il suo popolo. (Romani 11:2)
23. «Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà. E in te saranno benedette tutte le famiglie della terra.» (Genesi 12:3)
24. «Io farò di Gerusalemme una coppa di stordimento per tutti i popoli circostanti … cingeranno d'assedio Gerusalemme. In quel giorno avverrà che io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli. Tutti quelli che se la caricheranno addosso ne saranno malamente feriti, anche tutte le nazioni della terra si raduneranno contro di lei. In quel giorno avverrà che io avrò cura di distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme.» (Zaccaria 12:2-3,9)
25. «Consolate, consolate il mio popolo», dice il vostro Dio. (Isaia 40:1)


Israele si trova oggi in un tempo critico. Preghiamo per la pace di Gerusalemme. (qui)

… ma la propaganda, si sa, è sempre molto più efficace dei fatti …


barbara

AGGIORNAMENTI

Aggiornamento 1:
Nel convoglio di armi bombardato dagli israeliani in Sudan c’erano missili in grado di colpire Tel Aviv. Lo dice Claudio Pagliara in questo servizio del Tg1 delle 08:00
http://www.tg1.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f9dbce36-73ed-4a65-b44f-cc77795a8ca3.html

Questa volta è andata bene, ma sicuramente ci riproveranno. Chiaramente oggi, come ieri e come sarà domani, tutti zitti.

Aggiornamento 2: Che cosa vuole Hamas? Per Fortuna che c’è la grande Paola che ce lo spiega. Tra l’altro dice che Hamas ha smesso gli attentati suicidi da più di quattro anni, quindi se non è Fatah, non è Hamas...vuoi vedere che sono gli stessi sionisti a uccidere i loro fratelli? Chissà poi se anche per i razzi su Sderot (nell’intervista non si fa cenno), sono sempre gli israeliani che si sparano addosso. Geniale!!
http://www.rainews24.it/ran24/player/video.asp?videoID=11831

Peccato solo che ciò che la signora Caridi pensa di Hamas sia leggermente diverso da ciò che Hamas pensa di Hamas, e che il programma che la signora Caridi attribuisce a Hamas sia leggermente diverso dal programma che Hamas ritiene essere il programma di Hamas … (grazie a m.acca per la segnalazione).

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Un proposito:
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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