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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


1 febbraio 2012

E NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA È TOCCATO VEDERE ANCHE QUESTO

Egregi Signori,
con la presente desidero mettervi a conoscenza di quanto accaduto nel pomeriggio di domenica 29 Gennaio a Nova Milanese.

L'Anpi cittadina, con la collaborazione di diversi esponenti della sezione di Paderno Dugnano, ha organizzato una conferenza dal titolo "Per non dimenticare".
http://www.peacelink.it/pace/a/35413.html   
La conferenza è iniziata con la presentazione di un libro della Professoressa Laura Tussi, esponente Anpi di Paderno, che ha preso gran parte del tempo disponibile, proseguendo poi con un documentario molto ben fatto da Daniele Marzotta sul lager di Natzweiler-Struthof.
Ha poi parlato il coautore del libro presentato all'inizio, seguito dal figlio di un deportato politico.
È stata quindi la volta di Mario Petazzini, esponente di spicco dell'Anpi di Paderno Dugnano, nonché di Rifondazione Comunista.
Il suo discorso è stato quantomeno fuori dal contesto, visto che si è lanciato in elucubrazioni sull'attualità con non avevano attinenza con la conferenza. Probabilmente il signor Petazzini pensava di essere a un comizio politico pre elettorale.
Ma questo non è importante.
Ciò che conta è che al termine dell'intervento egli ha elencato le stragi efferate che ancora oggi si compiono, a suo dire simili a quelle naziste, enumerando nell'ordine la ex Jugoslavia, il Ruanda, la Cambogia, e... naturalmente la Palestina.
A questo paragone improprio e indegno tra Auschwitz e Gaza in sala si sono levate delle proteste con la richiesta di ritrattare la dichiarazione e alcune persone hanno lasciato la sala.
Petazzini ha però rincarato la dose, dicendo testualmente che "Gaza è un grande lager".
Alla richiesta di scuse ha aggiunto, "Io non mi scuso di niente, tutti noi (dell'Anpi) la pensiamo così."

Alla conferenza è stata invitata anche mia madre, Anika Schiffer, che ha parlato per ultima, dopo di lui.
Mia madre e i suoi fratelli hanno trascorso dopo l'emanazione delle leggi razziali, anni di miseria, terrore ed emarginazione, per poi fuggire in montagna con la banda partigiana di Giorgio Bocca, la 2a divisione, inseguiti e ricercati dai nazifascisti in quanto ebrei.
Il loro destino era Auschwitz.
Il padre di mia madre, mio nonno, non riuscì a fuggire e fu portato prima al centro di raccolta di Borgo San Dalmazzo, poi a Fossoli e infine ad Auschwitz.
Era nella stessa baracca di Primo Levi, da cui mia madre negli anni del dopoguerra ebbe le informazioni sulla sua fine.
Mori il 10 Gennaio 1945 ed uscì per il camino 17 giorni prima che l'Armata Rossa entrasse nel campo.

Le persone che hanno lasciato la sala sono rientrate per ascoltare mia madre.
Ha raccontato la sua storia, come fa quando la invitano a parlare in circostanze simili, a un uditorio particolarmente attento e interessato.
Verso il termine dell'intervento ha tentato di dire qualche parola su Israele, che da Petazzini era stato provocatoriamente descritto come "l'impero del male". È riuscita a dire solo qualche frase smozzicata, interrotta in continuazione da Petazzini e altri due esponenti dell'Anpi di Paderno, che non gradivano quello che stava tentando di dire.
All'ennesimo tentativo di ricominciare la frase su Israele, Mario Petazzini HA SPENTO IL MICROFONO ad Anika Schiffer, dichiarando frettolosamente chiusa la conferenza. Le ha proprio schiacciato il pulsante di funzionamento del microfono, togliendoglielo da davanti.
A quel punto il pubblico ha protestato vivacemente per il gesto antidemocratico e vergognoso di vietare la parola a una signora ottantenne, scampata ad Auschwitz, che cercava di spiegare che Israele non era quello che sosteneva Petazzini.
Lui, molto innervosito dal fatto che qualcuno potesse contestarlo, ha addotto puerili e ridicole scuse relative al tempo che sarebbe terminato.
Bugie. Sia perché la sala era prenotata fino alle 19.00 ed erano le 18e40, sia perché in quel caso sarebbe bastato sussurrare all'orecchio di mia madre una cosa del tipo: "Vada a chiudere".
È stata un'operazione di vergognosa censura, degna degli "antisemiti progressisti" e di come li descrive assai bene Fiamma Nirenstein nel suo omonimo libro.
Tutta la sala si eè accorta chiaramente della volontà del Petazzini di non fare dire cose che non gli piacevano, supportato dagli altri esponenti dell'Anpi di Paderno Dugnano. Il suo gesto è stato inqualificabile e chiarissimo.
Sono riuscito a raccogliere i nominativi e i recapiti di 11 dei presenti, che scandalizzati dal suo comportamento sono pronti a testimoniare quello a cui hanno assistito. Nel caso voleste ascoltarli non avete che da chiedermi la lista.
Inoltre sono in possesso del filmato della conferenza, dal quale potreste ben comprendere cosa è successo. Se lo volete non avete che da chiedermelo.
Ma anche gli organizzatori hanno filmato TUTTA la conferenza, senza interruzioni, perché mi hanno detto che desideravano inserirla su You Tube.
Chiedete a loro il filmato integrale. Sono certo che la loro telecamera, posizionata su un cavalletto fisso, ha funzionato ininterrottamente fino alla fine.
Se vi dicessero che qualcosa non è stato registrato, sappiate che mentirebbero.
Nel post conferenza sono continuate le discussioni, mentre mia madre, distrutta e profondamente amareggiata per l'ignobile trattamento ricevuto veniva portata via da mia sorella.
Tra altre perle degli esponenti dell'Anpi vi segnalo solo questa: "Ha ragione Ahmadinejad a volere la bomba atomica, d'altra parte Israele ce l'ha gia'"
Il resto preferisco risparmiarvelo, ma si trattava dei soliti luoghi comuni antisemiti a cui, purtroppo siamo abituati.
Solo che non ce li aspettavamo da voi.
Non voglio credere che anche per voi gli unici ebrei buoni siano quelli morti, su cui riversate la vostra pietà, destinando invece il vostro odio a quelli vivi e che magari (ma tu guarda che pretese!) non si vorrebbero fare ammazzare.
Nel comunicarvi che riceverete la mia tessera strappata a uno dei vostri indirizzi, vi chiedo:
La posizione ufficiale dell'Anpi è che è vietato parlare di Israele nelle conferenze da voi organizzate?
Anche a quelle in teoria organizzate per ricordare la Shoah?
Pensate che Gaza e Auschwitz siano la stessa cosa, come i peggiori negazionisti e gli esponenti dell'estrema destra neonazista?
Ritenete che Ahmadinejad faccia bene a procurasi armi nucleari?
La posizione del vostro esponente Mario Petazzini è anche la vostra?
Se cosi fosse ne prenderemmo atto, tirando le debite conclusioni.
Se invece così non fosse, intendete intervenire nei confronti dei responsabili di questi atteggiamenti?
Vi sarò grato per una vostra risposta che, sono certo, non potrà mancare, fosse anche solo per una questione di educazione.
Provvederò personalmente a girarla a tutte le persone e le Associazioni che ci leggono in copia.
Saluto distintamente,
Roberto Cavallo Schiffer (da Informazione Corretta)

Come sono solita dire in questi casi, in realtà è vero che Gaza è esattamente come Auschwitz:
Auschwitz era un'istituzione guidata da una cricca di criminali che aveva come unico scopo ammazzare il maggior numero possibile di ebrei, e Gaza è un'istituzione guidata da una cricca di criminali che ha come unico scopo ammazzare il maggior numero possibile di ebrei. Davvero, con tutta la buona volontà è difficile trovare differenze sostanziali.
Comunque per avere una qualche idea su questa tragica prigione a cielo aperto in cui le vittime diventate carnefici stanno lasciando agonizzare un milione e mezzo di persone, suggerisco di dare un’occhiata a uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto nove.


barbara


22 novembre 2011

POLITICALLY INCORRECT

Ieri c’è stata una riunione sindacale. Io non ci sono andata, perché piuttosto che stare a sentire quella donna preferisco scaricare qualche dozzina di camion. La prima e ultima volta che sono andata a sentirla, a metà di un suo discorso me ne sono andata sbattendo rumorosamente i tacchi sul pavimento di marmo, e c’è chi ha fatto anche di peggio. Ma non è della riunione che volevo parlare. Siccome non ci sono andata, ho dovuto fare supplenze per i colleghi che ci sono andati, fra cui una per un collega di religione. Il quale mi ha dato, da far vedere ai ragazzi, una cassetta con il film su Madre Teresa. E nel guardarla mi sono ritrovata a riflettere quanto politicamente scorretta sia stata quella donna. Quante ipocrisie abbia abbattuto. Quante convenzioni si sia messa sotto le scarpe. Contro quali muri di stolido conformismo abbia scelto di scontrarsi. Ci sono stati tempi in cui un sacco di gente si sentiva trasgressiva perché si faceva le canne; Madre Teresa, coraggiosamente e testardamente, trasgrediva quotidianamente inveterate regole di Santa Madre Chiesa.

UNO
    

E DUE   
 

Chi fosse interessato a vedere il resto del film può cliccare le parti tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove.

barbara


25 agosto 2010

INDOVINA INDOVINELLO

 Dove sono state scattate queste splendide foto?









































































Signore e signori,

benvenuti a Gaza!


21 maggio 2010

OGGI VI PORTO A FARE UN GIRO

Dove? Nell’area più popolata del pianeta. Non ho bisogno di dirvi qual è, vero? Lo sappiamo tutti di che cosa stiamo parlando. E che è per quello che ogni tanto gli scappa di fare un po’ di terrorismo, perché lo sanno tutti che quando un’area è così tanto popolata il terrorismo è inevitabile. Ecco, andate qui e guardate coi vostri occhi. Se non ve la cavate troppo bene con l’inglese mettete il tutto in google translate, e lasciate fare a lui. Quanto al video niente paura: le immagini, come si suol dire, parlano da sole. Poi magari, se nel vostro cuore è rimasto ancora un angolino per ospitare un altro po’ di compassione, restando nei paraggi andate a dare un’occhiata anche a questo.
NB: si invitano i signori visitatori ad osservare che la fonte non è la propaganda demoplutoecceteraeccetera, bensì tutti serissimi, onestissimi, affidabilissimi siti palestinesi.


(... e se non piangi, di che pianger suoli?)

barbara


16 maggio 2010

GAZA: FAME E MISERIA

prigione a cielo aperto
campo di concentramento
assedio
blocco
embargo
black-out
emergenza alimentare
catastrofe umanitaria
tragedia
manca tutto
olocausto palestinese
genocidio palestinese
sterminio palestinese
pulizia etnica
fame...
fame...
fame...

                       

  
   Un menu di 12 pagine con tutto ciò che potete desiderare di carne, pesce e pollame.

 
  Strutture interne ed esterne per i vostri eventi speciali


                         

Fra i clienti del Roots Club, UNRWA e UNICEF. (fonte)
E per concludere, un video (scovato da lui) in cui i palestinesi, messa da parte la loro proverbiale dignità, messo da parte il loro proverbiale orgoglio, messa da parte la loro proverbiale ritrosia a mettere in piazza le proprie miserie, ci permettono di dare uno sguardo all’abisso in cui l’infame occupante sionista (leggi il perfido giudeo) li ha fatti precipitare. ATTENZIONE: immagini MOLTO crude. Astenersi anime sensibili e stomaci delicati.

barbara


6 dicembre 2009

QUANDO SI DICE FAME ...

Perché la fame è fame



c'è poco da fare.

barbara


28 agosto 2009

MA COME, A GAZA NON SI MORIVA DI FAME?

"Gaza, prigione a cielo aperto". "Apartheid Gaza". Quanti titoli di questo tipo abbiamo letto sui giornali di mezzo mondo? Ma non ci avevano detto che Israele con le sue politiche repressive aveva ridotto la Striscia di Gaza alla fame? E poi quanta carta è stata consumata per i poveri palestinesi, oppressi dall'occupazione sionista, e costretti a contrabbandare formaggi e verdure attraverso i tunnel sotterranei. Si arrivava perfino a giustificare i razzi Katiuscia, che senza sosta colpiscono la città israeliana di Ashkelon da anni, con la "resistenza" armata figlia della pancia vuota.
Eppure a guardare queste foto non si ha proprio l'impressione di trovarsi nella Soweto negli anni più bui della discriminazione dei bianchi cattivi. Ma allora perché le varie ONG come "Free Gaza" vanno in giro a chiedere soldi per aiutare i martiri della Striscia? E chissà quanti, a leggere i loro allarmati appelli, si sono commossi a tal punto da aprire generosamente il portafoglio. La tragedia è in mezzo a noi, questo il loro mantra: "La situazione è tremenda specialmente a Gaza, dove Israele ha imposto un brutale assedio che sta privando un milione e mezzo di palestinesi del cibo di base, di medicine e della libertà che diamo per garantita".
Viene allora da chiedersi quale fine facciano i fiumi di denaro che inondano, quelli sì, i conti correnti dei vari boss palestinesi. Qualcuno dirà: queste foto sono manipolate dalla propaganda israeliana, pronta a far credere al mondo che Gaza è un paradiso! Eh no cari pacifinti, riponete pure le vostre bandiere arcobaleno nell'armadio. Anzi no, tenetele srotolate perché quando servono veramente non si sono mai viste.
Queste immagini provengono direttamente dal sito web di Palestine Today, un network di notizie locali di Gaza City, il cui obiettivo, cito alla lettera, è “svelare il volto orrendo dell'occupazione israeliana”!
Volto orrendo? Gli scatti che testimoniano l'atmosfera che si respira nei villaggi in occasione del Ramadan sembrerebbero suggerire altro. Mercanzie di ogni tipo, gente festosa che fa acquisti, buste della spesa, certo una bella differenza con le descrizioni stile Biafra dei vari mass media.
Sempre dal Palestine Today: "il nostro obiettivo è quello di fornire informazioni e conoscenza sul terrorismo di Israele contro il popolo Palestinese". Be' certo è proprio a questo che si pensa quando si osservano le istantanee prese dalle spiagge di Gaza. C'è chi prende il sole, chi fa surf, chi gioca nell'acqua, chi si fa un giro in motoscafo. A proposito, ma la benzina non scarseggiava?
Quello che sorprende di più non è tanto l'ottusità di una larga parte dell'opinione pubblica, abituata a bersi senza nessun senso critico le bufale sui palestinesi che da anni vengono propinate al mondo intero, quanto lo scarso pudore che gli stessi organi di informazione dimostrano nel diffondere la loro "verità".
Un esempio lo offre lo stesso sito web di Palestine Today: i due reportage fotografici citati compaiono nella sezione in arabo del sito, ma basta cliccare la versione inglese e, come per magia, gli scenari idilliaci e bucolici si trasformano in immagini di sofferenza, martirio, rovine e sensazionalismo. Una svista del traduttore? No di certo. C’è sempre stata in quel mondo una fondamentale differenza tra quello che viene detto in inglese e quello che si afferma in arabo.
Purtroppo questo, l’Occidente, sembra non averlo proprio capito.
Filippo Lobina, 27/08/09, qui

(No, non l’ho rubato a lei, lo abbiamo solo ripreso dalla stessa fonte, e poiché melius abundare quam deficere, soprattutto in un campo in cui le deficienze sono già tanto cospicue, lo mettiamo tutte e due. Comunque se c’è ancora qualcuno che non la frequenta, ci vada subito, che c’è sempre roba buona da lei)
E ancora una volta non ho niente da aggiungere tranne l’invito, dopo che avrete in religioso raccoglimento contemplato le drammatiche testimonianze fotografiche della fame a Gaza, della catastrofe umanitaria a Gaza, delle tragiche conseguenze dell’embargo imposto dall’infame occupante sionista a Gaza, del genocidio che si sta perpetrando contro il popolo palestinese, dell’olocausto che si sta consumando contro il popolo palestinese sotto i nostri occhi colpevolmente indifferenti, l’invito, dicevo di completare il lavoro di informazione andando a leggere anche lui.


Mese sacro del Ramadan, atmosfera nelle città e villaggi nella Striscia di Gaza
Dal sito web: http://www.paltoday.com/arabic/News-55720.html, dove troverete altre bellissime foto, pubblicate il 21/08/09 






















Gli abitanti di Gaza, nonostante il blocco, si divertono in spiaggia
Dal sito web: http://www.paltoday.com/arabic/News-49213.html, dove troverete molte altre bellissime foto, pubblicate il 13/06/09











barbara

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Un proposito:
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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