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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


10 maggio 2011

KABUL? RIYAD? TEHERAN?



No: Londra, venerdì scorso. Sono quelli che per le anime belle dobbiamo sforzarci di integrare e se non si integrano siamo noi che abbiamo mancato in qualche cosa. Quelli che per le anime belle tutte le religioni sono uguali e tutte le culture hanno pari dignità e meritano rispetto. Quelli per cui le anime belle imbastiscono storielle su padri con tre figli un po’ diversi l’uno dall’altro ma tutti e tre belli e buoni e cari e sommamente amati. Quelli che sgozzano in nome di Dio quando i cristiani hanno smesso di farlo da almeno tre secoli e mezzo. Quelli che lapidano le adultere quando gli ebrei hanno smesso da un buon paio di millenni. Quelli. In casa nostra.

barbara

AGGIORNAMENTO: qui il video.


1 settembre 2009

GHIBLI

Questo libro è nato da un’immagine, un uomo che torna a casa, dopo trent’anni all’estero, in pantaloncini da bagno e canottiera. Mio zio.
È nato anche dai ricordi di una donna cui miseria fascismo guerra emigrazione hanno dato coraggio e voglia di vivere. Mia madre.


È il primo settembre 1969, quando Gheddafi, con un colpo di stato, prende il potere, detronizza re Idris e diventa il padrone assoluto della Libia. E inizia la sua guerra contro gli italiani, che nel giro di un anno verranno cacciati tutti, dal primo all’ultimo, i loro beni confiscati, sbattuto in galera ogni traditore sorpreso ad aiutarli. Romanzo, questo libro, ma pieno di storia: le fughe rocambolesche, gli arresti arbitrari, la certezza che andrà a finir male ricordando la storia passata, i pogrom che avevano fatto piazza pulita degli ebrei, nel ’67 con la guerra dei Sei giorni ma anche prima, nel ’48, con la proclamazione dello stato di Israele, e prima ancora, nel ’45, perché qualche buon motivo per far fuori un po’ di ebrei si trova sempre. E poi squarci di storia passata, senza sconti per gli immani crimini della colonizzazione italiana, i campi di sterminio senza sopravvissuti, le deportazioni attraverso il deserto come gli armeni in Turchia, i gas, l’oscena impiccagione dell’eroe della resistenza libica Omar al Mukhtar ultrasettantenne – ma, come troppo spesso accade nella storia, non è sui responsabili di questi crimini che si abbatte, inesorabile e spietata, la vendetta di Gheddafi - e poi ancora il petrolio, i traballanti governi italiani, e le tante tragedie, grandi e piccole, che travolgono infinite esistenze, gli addii che si sa che saranno per sempre e straziano l’anima e le budella e li conosco, sì, li conosco questi addii per sempre che ti fanno a brandelli la carne e lo spirito e ripartire da zero, perché sei scappato con nient’altro che i vestiti che avevi addosso, e chi sa se avrai la forza di ricominciare. E poi il ghibli, il rovente vento del deserto che avvolge tutto e tutti in un’accecante polvere d’oro, e ottunde la mente e annichilisce il pensiero e fa venir voglia di rimandare tutto a dopo, quando sarà passato, ma non tutto si può rimandare a dopo, non tutto …
È un libro bellissimo, e drammaticamente vero: leggetelo.

Luciana Capretti, Ghibli, Rizzoli



barbara

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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





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