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Diario


4 febbraio 2010

UMORISMO

Se per caso qualcuno si immagina che dell’umorismo abbiamo l’esclusiva gli ebrei, beh, si sbaglia …

"Dal paese dove se non ti piace il Corano ti processano"

Cari amici, sappiamo tutti per esperienza che la mamma dei cretini è sempre incinta. E anche quella degli antisemiti, ammettendo che si tratti di due mamme diverse. Quel che non sapevamo, forse, è che queste mamme partoriscono spesso dei grandi umoristi involontari. Vi ho raccontato l'altro giorno della bella battuta del sindaco di Malmoe per cui in sostanza il sionismo è una forma di antisemitismo (e viceversa?). Infatti "sono tutt'e due estremismi". E allora, se Goering e le SS erano autentici sionisti, come la mettiamo con gli antisemiti "moderati", quelli che non farebbero mai il lavoro sporco ad Auschwitz, perché sono signori educati, ma insomma "questi ebrei hanno davvero troppe pretese, e poi comandano loro in finanza, sui giornali, dappertutto, bisognerebbe che la smettessero"? Mah, chissà, un comico non è obbligato alla coerenza intellettuale, specialmente se di mestiere fa il politico.
E però ho trovato qualcuno ancora più (involontariamente) spiritoso del sindaco Ilmar Reepalu. Lui, anzi lei, perché si tratta di una signora, una vera signora, si chiama Gretta Duisenberg, abita nella fertile contrada eurabica d'Olanda, dove se non ti piace il Corano ti processano (a proposito, com'è finito il giudizio di Geert Wilders?). Di mestiere fa la vedova del primo presidente della banca europea, l'amica della regina d'Olanda e la protettrice degli islamisti nell'alta società olandese. È abituata a ripetere le solite cose connesse a quest'ultimo mestiere, per esempio queste citate da http://www.haaretz.com/hasen/spages/1146333.html: "la potente lobby ebraica gioca sul senso di colpa del paese per l'Olocausto" ... "è molto forte e potente e ancora specula sui nostri sentimenti anche se sono passati 63 anni dall'Olocausto" (magari con qualche errore di aritmetica che getta forse qualche luce sui problemi venuti fuori quando l'Euro fu istituito con la supervisione del marito: 2010 meno 63 a casa mia fa 1947, il nazismo secondo tutti i libri di storia cadde nel '45, ci sono due anni che ballano, o la signora vive una storia tutta sua o non sa far di conto... fate un po' voi). Ma poi nell'articolo aggiunge una piccola frase, anch'essa citata da Haaretz che le meriterebbe l'ingresso in un'edizione europea delle "formiche nel loro piccolo". Dice dunque la signora Duisberg che non se ne può più, "ogni volta che ce l'avete con gli ebrei, in Olanda vi chiamano antisemita" ("whenever you have something against the Jewish people in Holland they call you an anti-Semite."). Geniale, signora, ecceziunale veramente. Mi saluti la sua mamma e se se la sente, le regali la pillola del giorno dopo.

Ugo Volli



Effettivamente non si capisce perché ci sia gente che abbia la strana abitudine di chiamare antisemiti quelli che odiano gli ebrei, ma si sa che la gente è strana. E mentre ci sforziamo di abituarci a tutti queste stranezze, andiamo a leggerci l’ennesima perla del grande, sempre più grande, Gian Antonio Stella.



barbara


29 ottobre 2008

NON SCHIFIZZIAMO LA RIVOLTA

Protagonista di questa storia è quella che, fino al giorno in cui mi sono decisa a sbatterla fuori da casa mia, ho chiamato la mia amica comunista. Non per il fatto in sé di essere comunista – lo ero anch’io quando ci siamo conosciute – ma perché appartiene a quella categoria di individui che si sono tranquillamente digeriti le purghe staliniane, i manicomi di Breznev, i massacri di Budapest, i carri armati a Praga, l’invasione e la distruzione dell’Afghanistan, le repressioni con annesso massacro di Lettonia, Estonia, Lituania, Uzbekistan, Tagikistan, Azerbaigian, Georgia … Poi un bel giorno il signor Gorbaciov ha proclamato urbi et orbi che il comunismo è una brutta cosa e quel giorno lei ha scoperto che il comunismo è una brutta cosa. Continuando comunque a leggere l’Unità per sapere che cosa doveva pensare di questo e di quello, e così quando Occhetto è andato in America e l’Unità ha ammorbidito i toni del suo antiamericanismo, anche lei è diventata un po’ meno antiamericana, salvo ridiventarlo poi a tutto tondo quando, all’inizio della guerra per liberare il Kuwait, l’Unità ha dato il contro-contrordine compagni. Va da sé che per una personaggia di tal sorta i giovani hanno sempre ragione e i vecchi hanno sempre torto, a prescindere, e gli studenti hanno sempre ragione e i professori sempre torto, gli operai hanno sempre ragione e i padroni sempre torto, gli inquilini hanno sempre ragione e i padroni di casa sempre torto. Anche gli ebrei hanno sempre ragione. Ed è così accaduto una volta che mi sono sentita dare della razzista antisemita perché parlando di un certo tale avevo detto che era un emerito coglione. Si dava il caso che il coglione in questione fosse ebreo, e questo mi toglieva automaticamente il diritto di chiamarlo coglione, perché se uno oltre ad essere coglione si trova casualmente ad essere anche ebreo, non si può più dire che è coglione, o yes.
L’episodio di cui vado a narrare si riferisce a una delle tante mobilitazioni studentesche autunnali. Perché in autunno ci si mobilita, è così che funziona: con o senza riforme, con o senza decreti, con o senza nuovi ministri, con o senza tagli, con o senza proposte di cambiamenti, quando arriva l’autunno ci si mobilita, si sciopera e si okkupa. Insieme alla caduta delle foglie e alle passerelle con la presentazione della moda primavera-estate. Da tempo immemorabile. Mi ricordo un anno che di pretesti per una mobilitazione proprio non se ne riuscivano a trovare neanche col lanternino; però in compenso c’erano delle mobilitazioni in Francia, e allora si sono mobilitati inalberando cartelli e striscioni che proclamavano: “Parigi chiama, Roma risponde”. Poi quando arrivano le vacanze di Natale Gesù Bambino fa il miracolo di rimettere tutto a posto e le mobilitazioni rientrano. Chissà come mai proprio in quel periodo lì. Vabbè. Era dunque in corso questa mobilitazione, forse la Pantera, forse chissà, col solito armamentario di scioperi e occupazioni e autogestioni e studenti in piazza e cortei eccetera eccetera. Sento alla radio gli aggiornamenti sulle manifestazioni e viene intervistata una studentessa.
D. Voi perché protestate?
R. Epperché sce stanno i programmi che nun vanno bbèèène.
D. Cioè?
R. Eccioè sce stanno i programmi che nun vanno bbèèène.
D. Per esempio?
R. Epperesèèèmpio ciabbiamo i labbboratori che nun ce stanno i microscopi, cose così …
L’ho raccontato alla mia amica comunista, e lei mi ha risposto: “Ben ben ben, dai, non sta’ far la qualunquista come al tuo solito”. C’era stato un tempo in cui quando non si era d’accordo con l’interlocutore, immediatamente si veniva bollati come fascisti, qualunque fosse il motivo del disaccordo. Poi è venuto di moda qualunquista, e quello era appunto il tempo del qualunquista. E per dimostrarmi che facevo malissimo a non credere alla serietà e consapevolezza degli studenti, mi ha detto con orgoglio: “Da noi in facoltà per esempio hanno messo un bellissimo cartello con su scritto «Non schifizziamo la rivolta»! Le ho chiesto: e tu quando l’hai visto non hai vomitato? Non ha capito di che cosa stessi parlando.
Attualmente è impegnata a tempo pieno – ancora più pieno da quando è andata in pensione - a compiangere quei poveri kamikaze palestinesi talmente ridotti alla disperazione dai nazisti con la stella di David da non avere più altro desiderio che di morire – e badate bene che non sto interpretando le sue esternazioni: la sto citando alla lettera.

barbara

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MEGLIO UN MURO OGGI
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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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