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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


16 giugno 2011

JORGE SEMPRÚN

Ho saputo solo adesso, con vergognoso ritardo, che ci è venuto a mancare un grande. Credo che queste poche parole di David Bidussa siano quelle giuste per ricordarlo.

Ci mancherà Jorge Semprun, deceduto a Parigi la settimana scorsa. Penso soprattutto a “Il grande viaggio”, un libro che ci ha costretto a ragionare su un passaggio esistenziale della vita dei milioni di uomini e donne passati dalla libertà al “campo”. Fino a prima di quel piccolo libretto di Semprun tutto finiva al momento dell'arresto e tutto cominciava al momento dell'ingresso nel campo. Il viaggio era una terra di nessuno, senza storia. Semprun ci ha costretto a scavare in  quella “terra di nessuno” e a prestare attenzione a quel tempo e a quell’esperienza in cui prendono forma i lineamenti antropologici del campo prima di entrarvi, senza che ci sia stato ancora il tempo di diventare sommersi o salvati.

Ho letto i suoi libri, e credo che li dovrebbero leggere tutti. E ho letto le sue sconvolgenti, e sconvolgentemente vere, parole scritte per la morte di Primo Levi: “Primo Levi, morto ad Auschwitz quarant’anni dopo”.



barbara


25 agosto 2010

INDOVINA INDOVINELLO

 Dove sono state scattate queste splendide foto?









































































Signore e signori,

benvenuti a Gaza!


16 maggio 2010

GAZA: FAME E MISERIA

prigione a cielo aperto
campo di concentramento
assedio
blocco
embargo
black-out
emergenza alimentare
catastrofe umanitaria
tragedia
manca tutto
olocausto palestinese
genocidio palestinese
sterminio palestinese
pulizia etnica
fame...
fame...
fame...

                       

  
   Un menu di 12 pagine con tutto ciò che potete desiderare di carne, pesce e pollame.

 
  Strutture interne ed esterne per i vostri eventi speciali


                         

Fra i clienti del Roots Club, UNRWA e UNICEF. (fonte)
E per concludere, un video (scovato da lui) in cui i palestinesi, messa da parte la loro proverbiale dignità, messo da parte il loro proverbiale orgoglio, messa da parte la loro proverbiale ritrosia a mettere in piazza le proprie miserie, ci permettono di dare uno sguardo all’abisso in cui l’infame occupante sionista (leggi il perfido giudeo) li ha fatti precipitare. ATTENZIONE: immagini MOLTO crude. Astenersi anime sensibili e stomaci delicati.

barbara


8 maggio 2009

NON È LA LORO FESTA

Così ha affermato Oswald Ellecosta, vicesindaco di Bolzano, esponente della Südtiroler Volkspartei, partito alleato del PD: “Il 25 aprile non è la nostra festa”. La loro festa, ha detto, sarebbe caso mai il 9 settembre, data in cui sono stati liberati dall’esercito tedesco. In provincia si è ovviamente scatenato un autentico terremoto, e al sindaco Luigi Spagnolli è stata chiesta una presa di posizione. E lui lo ha fatto. Il vicesindaco è stato frainteso, ha spiegato – ebbene sì, di questi tempi in Italia “si porta” il fraintendimento, come i pantaloni a vita bassa, non solo nei paraggi di Berlusconi ma anche dalla parte opposta – e deve essere assolutamente chiaro che si prendono esplicitamente le distanze dal nazismo e da tutto ciò che esso rappresenta. Ciò che il vicesindaco intendeva dire, ha precisato, è semplicemente che l’Alto Adige è stato oppresso dal fascismo e che l’esercito tedesco lo ha liberato da tale oppressione: chiaro, no?
Per chiarire ulteriormente la situazione sarebbe poi magari il caso di aggiungere che il partito nazista in Alto Adige raccoglieva il 90% dei consensi; che durante la guerra la regione è stata una specie di piccola Polonia, con caccia all’ebreo casa per casa, con la gente che andava dalla Gestapo a dire guardate che quello ha i documenti falsi, esibisce un nome ariano ma in realtà è ebreo, andate a vedere quella cantina, c’è un ebreo nascosto lì. Al punto che una comunità di migliaia di persone si è ridotta a poche decine di superstiti. C’era un campo di concentramento, a Bolzano, e decine di campi satelliti in tutti i paesi, da cui i contadini prelevavano a piene mani lavoratori schiavi. Adesso abbiamo le bande di naziskin, periodicamente visitati dai nazisti tedeschi che vengono a istruirli e addestrarli militarmente, e tante altre cose che qui si vivono da sempre ma che il “mondo” sembra scoprire solo adesso.

        

                      

barbara

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Un proposito:
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


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Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
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Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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