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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


12 giugno 2010

«LA PIÙ GRANDE PRIGIONE DEL MONDO»

ll mito dell'assedio di Gaza

di Jacob Shrybman*

Quando il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon parla di "assedio della striscia di Gaza" (come se si trattasse di Sarajevo o di Leningrado), bisognerebbe chiedersi di quale assedio, o blocco, stia parlando visto che nella striscia di Gaza sono entrate, solo nel 2009, 738.576 tonnellate di aiuti umanitari.
Dopo la campagna militare israeliana anti-Hamas del gennaio 2009 (circa 1.300 morti), le Nazioni Unite hanno garantito al milione e mezzo di abitanti della striscia di Gaza aiuti per 200 milioni di dollari, mentre alla fine del gennaio scorso - nonostante tutti i piani per raccogliere più fondi - garantivano solo 10 milioni di dollari alle vittime del terremoto di Haiti (230.000 morti su 3 milioni di abitanti). Naturalmente senza considerare il fatto che gli abitanti di Haiti non avevano attaccato nessuna popolazione civile vicina per quasi dieci anni.
La comunità internazionale ha accettato ciecamente un'impudente menzogna circa l'assedio israeliano alla striscia di Gaza, ignorando i dati di fatto reali. Da anni gli aiuti umanitari internazionali affluiscono speditamente nella striscia di Gaza, e non si sono in alcun modo fermati dopo l'operazione Piombo Fuso, visto che 30.576 autocarri di aiuti vi sono entrati nel 2009. Sempre nel 2009 sono state trasferite nella striscia di Gaza 4.883 di materiale mediche. Proprio il mese scorso è stata portata a Gaza una nuova macchina per la tomografia assiale computerizzata.
La striscia di Gaza viene anche spesso definita "la più grande prigione del mondo", intendendo che gli abitanti vi sarebbero rinchiusi come in una gabbia a cielo aperto. Eppure, sempre nel 2009, sono stati 10.544 i pazienti e loro accompagnatori che sono usciti dalla striscia di Gaza per ricevere trattamento medico in Israele: solo la scorsa settimana quasi cinquecento pazienti e loro accompagnatori sono passati da Gaza in Israele per essere curati.
Ecco perché lo scorso 24 febbraio il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Robert Serry, nel corso di un incontro con il presidente israeliano Shimon Peres ha dichiarato che "non c'è una crisi umanitaria a Gaza". Serry ha solo lamentato la penuria di alcuni materiali da costruzione che, ha spiegato il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman, Gerusalemme tende a bloccare perché sa per esperienza che Hamas spesso li sequestra e li utilizza per i propri scopi paramilitari (fabbricazione di razzi e bunker).
Invece due congressisti americani come Keith Ellison e Brian Baird, che hanno visitato Sderot con lo Sderot Media Center, hanno corroborato l'idea di un "assedio di Gaza". Evidentemente ignorano il fatto che il loro segretario di stato Hillary Clinton ha stanziato 900 milioni di dollari in aiuti da mandare alla striscia di Gaza all'indomani dell'operazione Piombo Fuso. Un rapporto USAID e Dipartimento della Difesa che si è occupato di calcolare gli aiuti mandati ad Haiti dopo il devastante terremoto, ha rilevato che, alla fine del mese scorso, tutti i programmi di aiuti governativi americani inviati ad Haiti ammontavano a poco più di 700 milioni dollari, vale a dire quasi 200 milioni meno di quelli per la striscia di Gaza controllata da un'organizzazione terroristica.
È passato più di un anno dalla campagna israeliana anti-Hamas e la comunità internazionale ancora si dà credito alla frottola dell'"assedio di Gaza". Intanto lo Sderot Media Center ha registrato più di 230 fra razzi e obici di mortaio che hanno raggiunto Israele in quest'ultimo anno.
Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon dovrebbe visitare il kibbutz Nirim per vedere un edificio distrutto da un Qassam solo la settimana scorsa, o il moshav Netiv Haassara nelle cui serre, colpite da un Qassam giovedì scorso, è rimasto ucciso un lavoratore thailandese, anziché contribuire a promuovere il mito dell'assedio di Gaza andandovi in pellegrinaggio. (YnetNews, marzo 2010 - da israele.net)

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*Jacob Shrybman è vice direttore dello Sderot Media Center

Ecco, lo vedete come vanno le cose, io ieri sera ho preparato questo articolo per metterlo oggi nel blog, e che cosa fa oggi Ugo Volli? Scrive questa cosa qui. Ho già avuto occasione di dirlo, ma lo ripeto: Ugo Volli, grazie ai potenti mezzi messigli a disposizione dal Mossad, mi spia dentro al computer.

barbara


27 agosto 2009

SI SMONTA LA BUFALA DELL’AFTONBLADET

I famigliari palestinesi: “Mai detto che avessero rubato gli organi”

Famigliari e parenti di Bilal Ahmed Ghanem, il palestinese al centro dell’articolo del tabloid svedese Aftonbladet sull’immaginario furto di organi da parte delle Forze di Difesa israeliane, affermano di non sapere affatto se le accuse siano vere o false e smentiscono d’aver mai detto nulla del genere ai giornalisti svedesi.
I famigliari di Ghanem, il diciannovenne che rimase ucciso il 13 maggio 1992 durante i violenti scontri della “prima intifada” con i soldati israeliani, vivono nel piccolo villaggio di Imatin, nella Cisgiordania settentrionale. Bilal Ghanem era un attivista di Fatah ricercato dalle autorità di sicurezza israeliane per il suo coinvolgimento nelle violenze.
Lunedì scorso il fratello Jalal ha dichiarato di non poter confermare le accuse mosse dal giornale svedese secondo cui gli organi di Ghanem sarebbero stati rubati dagli israeliani. “Non so se sia vero – ha detto – Noi non abbiamo nessuna prova che lo dimostri”. Jalal dice che il corpo di suo fratello venne portato via da un elicottero israeliano e restituito alla famiglia alcuni giorni più tardi.
La madre, Sadeeka, nega d’aver mai detto a un giornalista straniero che gli organi di suo figlio siano stati rubati, ma aggiunge di “non poter escludere” che gli israeliani trafugassero organi di palestinesi.
Jalal e due cugini che affermano d’aver visto il corpo sostengono d’aver solo constatato che gli mancavano dei denti. Dicono anche d’aver visto suture lunghe dal torace fino al ventre. “Evidentemente praticarono sul corpo qualcosa come un’autopsia – dice il fratello – Quando l’esercito ci consegnò la salma, ci ordinarono di seppellirla in fretta e di notte”. All’epoca, i funerali dei morti durante l’intifada divenivano spesso occasione di manifestazioni e ulteriori scontri violenti.
Jalal dice che lui e alcuni suoi compaesani ricordano d’aver visto nel villaggio, durante il funerale, un fotografo svedese che riuscì a scattare un certo numero di foto del corpo, prima della sepoltura. “Quella è stata l’unica volta che è visto quel fotografo”, aggiunge.
Ibrahim Ghanem, un parente di Bilal, dice che la famiglia non ha mai detto al fotografo svedese che Israele avesse rubato gli organi dal corpo del loro congiunto. “Forse il giornalista ha tratto questa conclusione dalle suture che ha visto sulla salma – dice – Ma, per quanto ci riguarda come famigliari, noi non sappiamo nulla di organi rimossi dal corpo di Bilal, sul quale non abbiamo mai fatto una nostra autopsia. Tutto quello che sappiamo è che mancavano dei denti”.
Jalal e altri membri della famiglia confermano che già da tempo circolavano “voci” su palestinesi uccisi dagli israeliani per rubarne gli organi. “Ma non posso dire se quelle voci fossero vere o false”, conclude. (Da: Jerusalem Post, 26.08.09 - traduzione www.israele.net)

Non che se ne dubitasse, naturalmente. Non che avessimo bisogno di conferme, naturalmente. Ma insomma, che un po’ di verità in questa cloaca immonda cominci ad emergere è comunque una bella cosa. (E grazie a lui per la segnalazione)


L'articolo diffamatorio pubblicato da Aftonbladet nella pagina della "cultura"

barbara


7 giugno 2009

COME SI COSTRUISCE UNA BUFALA: ISTRUZIONI PER L’USO

Qui vi si insegna, passo per passo, come si costruisce la bufala del secolo, ossia il consenso planetario all’evento mediatico del secolo: leggete e guardate, è davvero molto molto interessante. E qui, per quei quattro gatti che ancora non lo conoscessero, l’intero, splendido, sito che ci mostra come districarci nel labirinto della mala informazione.



barbara


4 giugno 2008

MAMMA SONO USCITA CON AMICI

Analisi di una bufala

Questa colossale bufala gira da anni, quattro anni e mezzo per la precisione, e ancora continua a imperversare: per email l’ho ricevuta almeno una dozzina di volte, nei blog almeno un paio di volte per settimana, passando per la home page del cannocchiale, vedo qualche blog che la ripropone, invitando accoratamente a leggerla con attenzione e a trarne spunto di riflessione. Alcune volte sono entrata per avvertire che è una bufala, e sempre sono stata presa a male parole. E dunque, visto che non posso dirlo in casa d’altri, lo dico in casa mia: SIGNORI, QUESTA È UNA BUFALA. Prima di passare all’analisi della stessa, una nozione preliminare valida sempre: una notizia ha un chi, un dove e un quando, e chi dà una notizia mette queste informazioni allo scopo di permettere di verificarla; questa roba qui non ha nessuna di queste cose.

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.
Perché dice alla mamma che la mamma le ha chiesto di non bere visto che doveva guidare? Se gliel’ha detto lei, lo saprà da sola di averglielo detto, no?

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto.
Dato che, come apprenderemo fra un momento, lei sta morendo, c’è davvero bisogno di usare tutte queste parole per dire “mamma ti ho obbedito”?

Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".
Andiamo con ordine: 1. Perché è sdraiata sull’asfalto? Se non è ancora stata soccorsa dovrebbe essere in macchina, se sono arrivati i soccorsi dovrebbe essere all’ospedale o su un’ambulanza, in nessun caso sdraiata sull’asfalto. 2. Visto che lei è ancora lì sembra ragionevole supporre che l’incidente sia appena avvenuto, e inoltre è notte, ossia buio: come fa il poliziotto a sapere chi ha provocato l’incidente? E come fa a sapere che il ragazzo era ubriaco?

Mamma, la sua voce sembra cosí lontana! Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere.
Io invece, scusate, sto cercando con tutte le mie forze di non sghignazzare sgangheratamente: è lì che sta morendo, ha perso ettolitri di sangue (come fa a vedere, al buio, il sangue intorno?) e sta lì a sproloquiare e la sua unica preoccupazione è di non piangere! E come se non bastasse, parla anche coi punti esclamativi!!

Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará".
Dunque, capita un incidente di notte, i medici (?) arrivano, le danno un’occhiata, lì sdraiata sull’asfalto, e capiscono all’istante che non ce la farà. E naturalmente si precipitano a dirlo ad alta voce in modo che lei possa sentirli.

Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.
1. Come fa a sapere a che velocità andava quella macchina che le è piombata addosso all’improvviso al buio? 2. Veramente una persona che sta morendo dissanguata non ha altro da fare che perdersi in elucubrazioni su ciò che pensano o hanno pensato altre persone?

Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma?
Chiedo licenza di farmi un’altra sghignazzatina.

Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.
E ciononostante continua a parlare …

Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...
Maqquanto è buona questa ragazza, che si preoccupa per tutti!

Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...
Ah, perché è già morta? Cosa dite, mi gioco il 47?

La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura.
Non è che per caso si sia anche contata le pulsazioni e misurata la pressione?

Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo... Ti voglio bene e... Addio.
E qui rischiamo veramente di pisciarci addosso a forza di ridere.


Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.
A parte il fatto che in altre versioni troviamo una giornalista, e non è un dettaglio trascurabile, la scena sarebbe questa: capita un incidente; casualmente si trova da quelle parti un giornalista; sapendo – perché i giornalisti sono fatti apposta per sapere le cose, giusto? - che la ragazza sta per morire, il giornalista si precipita lì col taccuino e al buio scrive ogni parola che la ragazza pronuncia, senza perderne neanche una, neanche quando, negli ultimi secondi di vita, la sua voce non deve essere stata fortissima (e sarà per via del buio che ha fatto tutti quegli errori di ortografia, il giornalista? Certo che poi il giorno dopo, o più tardi a casa, al chiaro, un’occhiatina avrebbe anche potuto darla, no?)

La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva... Scioccato.
E i medici e il poliziotto, nel frattempo, aspettando che tirasse le cuoia si saranno fatti una partita a tressette, immagino …

Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
Nessuno ha mai sentito parlare di un giornalista che abbia iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza dopo avere scritto scioccato le ciance di una ragazza moribonda.

Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.
Cioè, se uno che ha l’abitudine di guidare dopo avere bevuto legge questa cosa allora non lo fa più? Perché prima non lo sapeva che guidando ubriachi si può provocare un incidente?
Il problema di una storiella cretina come questa è, che facendo sghignazzare su un problema drammatico come quello della guida in stato di ebbrezza, distrae dall’affrontarlo seriamente. Per questo le bufale non vanno MAI diffuse.


barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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