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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


25 agosto 2010

INDOVINA INDOVINELLO

 Dove sono state scattate queste splendide foto?









































































Signore e signori,

benvenuti a Gaza!


16 maggio 2010

GAZA: FAME E MISERIA

prigione a cielo aperto
campo di concentramento
assedio
blocco
embargo
black-out
emergenza alimentare
catastrofe umanitaria
tragedia
manca tutto
olocausto palestinese
genocidio palestinese
sterminio palestinese
pulizia etnica
fame...
fame...
fame...

                       

  
   Un menu di 12 pagine con tutto ciò che potete desiderare di carne, pesce e pollame.

 
  Strutture interne ed esterne per i vostri eventi speciali


                         

Fra i clienti del Roots Club, UNRWA e UNICEF. (fonte)
E per concludere, un video (scovato da lui) in cui i palestinesi, messa da parte la loro proverbiale dignità, messo da parte il loro proverbiale orgoglio, messa da parte la loro proverbiale ritrosia a mettere in piazza le proprie miserie, ci permettono di dare uno sguardo all’abisso in cui l’infame occupante sionista (leggi il perfido giudeo) li ha fatti precipitare. ATTENZIONE: immagini MOLTO crude. Astenersi anime sensibili e stomaci delicati.

barbara


8 febbraio 2008

BLACK-OUT A GAZA

Lo sapete come si fa a fabbricare un black-out? È semplicissimo, guardate, davvero la cosa più semplice del mondo: basta fare qualche foto. Per esempio una così,



con i poveri parlamentari costretti a riunirsi con le candele, e diffonderla. L’importante è non riprendere la scena da quest’altra angolazione,



perché se lo fate, allora casca l’asino, e c’è pure il rischio che si spacchi le zampe, che è una cosa che fa un male bestia, credete a chi lo sa. Oppure, meglio ancora, riprendere un povero neonato prematuro nella sua incubatrice fredda e buia



(che uno poi potrebbe dire: ma perché diavolo lo lasciano lì dentro nudo, se l’incubatrice non funziona, e non lo tirano invece fuori per coprirlo almeno con una copertina? Ma questa è un’altra storia), e sicuramente morirà per colpa di questo maledetto embargo messo in atto dai criminali nazisti con la stella di David: cosa può esserci di meglio della sofferenza di un bambino per smuovere gli animi, per provocare una sana e onesta indignazione contro chi li fa soffrire? Certo che se poi a qualcuno venisse in mente di riprendere l’incubatrice da un po’ più in là, da qui, per esempio,



con in bella mostra addirittura il computer funzionante, come si vede dal monitor, beh, allora sono cazzi acidi per chi ha montato tutta questa messinscena. O meglio, sarebbero cazzi acidi, se fossimo in buona fede, ma siccome a noi non interessano i fatti, bensì unicamente ciò che – vero o falso che sia – serve ad alimentare il nostro odio, allora va bene lo stesso: con o senza seconde immagini, con o senza documenti, con o senza prove delle menzogne che ci sono state propinate, noi continueremo comunque a provare un’immensa compassione per i poveri palestinesi sull’orlo dell’estinzione e un immenso odio per i perfidi – o yes, sempre loro, incorreggibili! – che li stanno annientando. Amen (qui tutto l’articolo).

barbara

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Un proposito:
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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