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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


31 gennaio 2012

BESTIE A QUATTRO ZAMPE VERSUS BESTIE A DUE ZAMPE


 

Una femmina di leopardo uccide una femmina di babuino, per nutrirsi, ma nel momento stesso in cui termina di ucciderla e sta per cominciare a mangiarla, si accorge che attaccato al suo corpo c’è un piccolo appena partorito. E di colpo la belva a quattro zampe dimentica la preda, dimentica la fame, dimentica ogni cosa, perché una priorità assoluta si impone: un piccolo indifeso, da lei reso orfano, da accudire, da proteggere dai nemici, da scaldare nel freddo della notte.
Due maschi di umani entrano in una casa e uccidono, con efferata ferocia, due genitori, per il gusto di uccidere. Ne uccidono anche, con efferata ferocia, due cuccioli, per il gusto di uccidere. Terminata la mattanza stanno per andarsene, quando l’ultima nata, una bambina di tre mesi, comincia a piangere, e di colpo le belve a due zampe dimenticano il pericolo di essere sorpresi, dimenticano la necessità di allontanarsi il più in fretta possibile, dimenticano ogni cosa, perché una priorità assoluta si impone: una neonata, da loro resa orfana, da sgozzare.

E poi c’è qualcuno che festeggia il lieto evento dello sgozzamento, e qualcuno che chiama queste belve a due zampe eroi di cui essere fieri. E poi c’è qualcun altro che saggiamente e pacatamente ci spiega che con loro si deve fare la pace. E sicuramente ci sarà qualcun altro ancora che ci racconterà che questa, però, è un’altra storia.

barbara


9 marzo 2008

MESSAGGIO

Mi è arrivato questo messaggio, e voglio farvelo leggere.

Questa mattina ho ricevuta una telefonata da Israele, mi ha chiamato mio fratello, ma non mi voleva dire né Shabat Shalom né Hodesh Tov, mi ha avvertito che il figlio di una persona a me cara è morto ieri sera a Yerushalaim ucciso insieme ad altri sette ragazzi, sono scoppiato a piangere e mi chiedo che fare, ho chiamato in Israele mi hanno raccontato del dolore di un padre che cerca il figlio e non lo trova, chiama gli ospedali ma nessuno gli risponde, il suo cuore sa cosa è successo ma la sua mente si rifiuta di accettare quello che teme, finché alle due di notte deve arrendersi alla realtà.

Cosa posso dire? Vorrei andare in Israele a consolare il mio amico ma si può consolare un uomo che ha perso un figlio di diciotto anni?
Ora sono su internet guardo le foto e filmati, riconosco posti e persone, riconosco la Yeshivà, ricordo la strada dove sono passato pochi mesi fa e ora raccoglie i corpi di otto ragazzi che si avviano ad essere sepolti, vedo Yerushalaim, la mia città che piange e piango con Lei.
Guardo ora quello che è il filmato più atroce, la gente che festeggia a gaza, ballano e cantano gioiscono del nostro lutto, sono questi i civili di cui dovremmo avere pena? è questa la popolazione innocente che va salvaguardata? il mondo ci accusa di non avere misura, ma forse la nostra misura è colma! a me sembrano solo terroristi e che per quello che sono andrebbero trattati, abbiamo visto questa mattina cosa possiamo aspettarci dall’onu.
Domani è uno Shabat speciale, avremo tre Sefarim, vi chiedo di aggiungere ancora qualcosa, decidete voi cosa, fate più zedakà, leggete tehilim, o accendete dei lumi, ma vi chiedo di dedicare ciò che farete al ricordo dei ragazzi morti per il Kidush Hashem e a consolazione delle loro famiglie.
Che Kadosh Baruhu, possa accogliere i nostri morti nel Gan-Eden, vendichi il loro sangue e consoli le famiglie.

Shabat shalom a tutti
Miky Steindler

Non aggiungo niente. Non c’è niente da aggiungere.

barbara

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