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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


5 gennaio 2012

GLI HAREDIM E LA SHOAH

Dicono gli ottimisti che da ogni evento si può trarre qualcosa di positivo. Vediamo, dunque: che cosa potrebbe venire di buono dall’oscena carnevalata in cui un gruppo di haredim hanno travestito da deportati i loro pasciuti pargoli – ingrassati a spese dello stato – sbeffeggiando i tutt’altro che pasciuti confratelli sterminati nella Shoah? Potrebbe venirne, per esempio, che il mondo cominci ad aprire gli occhi su quest’immonda gentaglia e la smetta di considerare la loro violenta arroganza come una richiesta di libertà religiosa. Potrebbe venirne – e sarebbe davvero la cosa più bella – che lo stato di Israele la smetta di foraggiare questa feccia capace di trattare a sputi e spintoni una bambina che mostra tre centimetri di braccia più di quanto loro, a proprio unico e insindacabile giudizio, hanno stabilito essere la giusta misura del pudore (e, per inciso, come qualificare un uomo adulto che si lascia turbare da tre centimetri di pelle di una bambina? A casa mia un individuo del genere ha un nome solo: pedofilo. Un lurido, infame, schifoso pedofilo). L’unica cosa sensata che, a mio avviso, il governo d’Israele dovrebbe fare sarebbe di cacciare questi individui a calci in culo: individui che si ritengono in diritto di stabilire su quale marciapiede le persone debbano camminare (ricorda qualcosa?) e quali posti debbano occupare sugli autobus (ricorda qualcosa?) perché non riconoscono allo stato di Israele il diritto di promulgare leggi (nel caso specifico quelle – normali in qualunque democrazia – che garantiscono l’uguaglianza fra i cittadini) e di farle rispettare, che addirittura non riconoscono neppure lo stato che li mantiene e garantisce loro un’infinità di privilegi, non meritano davvero nient’altro che di essere buttati fuori. Se poi consideriamo che questa gente passa la vita intera a studiare la Torah per poi dimostrare, così palesemente, di non averne capito nulla, direi che farebbero decisamente meglio a scegliere qualche attività molto meno intellettuale e molto più alla portata delle loro capacità intellettive.
Certo, c’è chi, non a torto, ricorda che dal mondo haredì viene anche altro, ma questo non può attenuare il severo giudizio che meritano i protagonisti delle vicende in questione (per non rischiare di confondere tra loro i molti volti dell’ebraismo, suggerisco comunque di leggere anche questo).



barbara


29 marzo 2011

AUX ARMES CITOYENS

Perché non c’è scelta. Perché se non vogliamo finire come questa donna non possiamo fare altro che combattere e far sentire alta la nostra voce – e magari riascoltiamola anche dalla splendida voce di questa coraggiosa cantante che, incurante di boicottaggi e indifferente a pressioni, il prossimo 9 aprile andrà a cantare a Tel Aviv.



barbara


23 ottobre 2008

GIORNALISMO CHE PASSIONE

Vorreste fare i giornalisti ma non sapete come si fa? Siete sicuri di avere il talento ma vi manca l’esperienza? Possedete l’arte ma non la tecnica? Niente paura, sono qua io, che nella mia sconfinata bontà vi offro completamente aggratis una magistrale lezione (rubata a lui) impartita nientepopodimenoché dalla SIGNORA del giornalismo italiano. Buona visione! (Avvertenza: astenersi allergici botulino e silicone)

barbara

AGGIORNAMENTO: credo possa essere utile e interessante, per chi ha sentito la vox populi ma non conosce l'originale, andare a leggere questo.

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MEGLIO UN MURO OGGI
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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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