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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


2 febbraio 2012

QUELLA SCHIAVITÙ DI CUI NESSUNO PARLA

E che dura ancora oggi.



barbara 


2 giugno 2010

IL VALORE DELLA MEMORIA

Ho trovato interessante, bella e utile questa lettera pubblicata ieri su Informazione Corretta, che propongo per un valido spunto di riflessione.

Il villaggio era pieno di cadaveri.
In un cortile c’erano un gruppo di donne (armene) ancora vive.
I soldati (turchi) si divertivano a frustarle.
Poi uno ebbe l’idea di prendere un tamburo e farle danzare.
«Danzate, donne, danzate quando sentite il tamburo».
Urlavano i soldati mentre le fruste schioccavano sulle schiene di quelle poverette, lacerandole.
«Scoprite il seno e danzate. Danzate finché siete vive».
Urlavano i soldati.
Uno di loro è andato a prendere una tanica di cherosene e l’ha versato addosso alle ragazze.
«Danzate urlavano tutti, danzate fino a che siete vive e sentite questo aroma più dolce di ogni profumo.»
Poi hanno appiccato il fuoco. I poveri corpi si sono contorti fino alla morte.
E io, ora, io che sto raccontando questo, come potrò mai, ditemi, levarmi quei poveri corpi dagli occhi?
Racconto di una testimone tedesca, Isola di Hectamar, Turchia, 1915

Siamo venuti a finire il lavoro.
Ex ufficiali delle SS, istruttori dell’esercito Egiziano, 1967 (Guerra dei sei giorni)

Noi vi sgozzeremo tutti, sgozzeremo i feti nelle madri.
Yassir Arafat ( Algeri 1985).

I palestinesi come i tedeschi sotto Hitler sono un popolo genocida e criminale. Ci sono due teorie: la prima è che i tedeschi sono un popolo genocida di successo mentre i palestinesi sono un popolo genocida sfigato e fantozziano. La seconda teoria è che i tedeschi siano un popolo genocida sfigato e fantozziano che per riuscire e eseguire un genocidio parziale si siano massacrati, hanno distrutto la loro nazione, l’hanno fatta seppellire sotto le bombe, si sono fatti 6 milioni di morti tra militari e civili, hanno perso una guerra mondiale, sono stati spaccati in due con la metà orientale occupata, oooops, pardon, fraternamente aiutata dai sovietici, che erano carini e simpatici e i loro amichetti si chiamavano Stasi.
Mentre i palestinesi sono un poplo genocida di grandissimo genio e successo, che con pochissima spesa, una manciata di morti, un miscuglio geniale di protervia e vittimismo ha portato la vigliaccheria del mondo a livelli di antisemitismo ben superiori a quelli dell’epoca hitleriana, la gente (immonda) ama i palestinesi che ufficialmente ballano per strada dopo aver assassinato scientemente dei bambini, si prepara l’olocausto nucleare del popolo israeliano da parte della simpatica nazione chiamata Iran, quella dove Khomeini ha fatto bruciare 80.000 libri, ammazzare un milione e qualcosa di persone.
Che gli è successo ai palestinesi? Gli hanno violentato le madri? E dopo avergiele violentate gliele hanno bruciate con il cherosene? No, quelli che hanno subito questo erano gli armeni, eppure non esiste un terrorismo armeno.
Gli hanno impiccato i bambini dopo averli usati per infettargli la tbc?
No quelli che hanno subito questo erano gli ebrei, eppure gli ebrei non hanno distrutto le metropolitane di Berlino e Roma per saldare i conti.
Che diavolo gli hanno fatto ai mostruosi palestinesi di così terribile da giustificare che questo popolo osceno e crudele balli per strada per festeggiare dei bambini bruciati vivi e insegni ai propri stessi bambini il sogno di morire come terrorista suicida?
Il popolo di Gaza esige il diritto di sterminate gli ebrei.
Nel frattempo gli tirano i missili quassam, poverini, sono poveri e questo giustifica tutto. Se i palestinesi portassero i loro smunti deretani fino a un tavolo della pace e si impegnassero a non fare la guerra, a non lanciare missili quassam il blocco verrebbe tolto immediatamente e questi infernali babbei sarebbero anche riempiti di quattrini, ma no, i palestinesi devono avere il diritto di tirare i missili qassam e non subire embarghi, perchè perdio, per questi crudeli criminali che hanno insanguinato il mondo, incluso il mio paese, e che lo stanno portando alla guerra nucleare, massacrare gli ebrei deve essere un diritto riconosciuto.
Allora questo è il riassunto di quello che è successo: un popolo bravo in genocidi, il migliore, quelli che hanno massacrato gli armeni, non si sono scusati non hanno chiesto perdono, anzi dicono che sono tutte balle sono andati a soccorrere un popolo di aspiranti genoci, fino ad ora non ci sono riusciti.
Erano armati fino ai denti i bravi pacifisti, che è sinonimo di filoterroristi e la marina israeliana li ha fermati limitandosi a venti morti perché gli israeliani sono dei grandi.
Viva Isarele. Che Israele viva, perchè se qualcosa succedesse ancora al popolo di Israele, allora vorrebbe veramente dire che il mondo ha perso la sua decenza.
Ma non succederà. Solo contro un miliardi di musulmani che lo vogliono distruggere, il popolo di Israele continua a vivere.

Hanno cercato di distruggere Israele
:

i filistei: scomparsi
gli assiri: scomparsi
i babilonesi: scomparsi
gli egizi: sconfitti
Impero romano di occidente: scomparso
impero romano d'oriente: scomparso
impero ottomano: scomparso
nazismo: sconfitto
unione sovietica: scomparsa

E se i prossimi della lista si mettessero a fare altro?
Occuparsi del benessere delle loro case? E se i palestinesi e al fatah facessero delle costituzioni che non abbiano l'assassinio di Israele come articolo 1? Delle costituzioni che dedichino qualche articolo, ora non ce ne è nemmeno uno, al benessere dei loro figli? E se il mondo libero facesse il tifo per questo, pretendendo dai palestinesi una cultura di pace?

sdm, sionista

Ecco, ve la lascio così, senza apporre commenti. Aggiungo solo l’invito a leggere le odierne riflessioni di Ugo Volli e a guardare questo straordinario video, segnalato da lui, per vedere come è fatto un eroe vero.
Concludo dicendo che ho appena sentito alla radio che gli “attivisti” italiani sono stati liberati: peccato.


barbara


31 gennaio 2009

E SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO

Il mito della tollerante Andalus

Anche questo articolo, come il precedente, è dichiaratamente di parte. Il che non significa che i fatti che denuncia non siano autentici. E oltre che autentici sono anche stati ripetutamente resi noti, ma siccome il mondo è popolato da miriadi di terzetti di scimmiette, noi continuiamo a riproporre questi fatti, chissà mai che ogni tanto a qualcuna delle scimmiette non capiti di distrarsi un attimo e abbassare per un momento le mani …

Radici Cristiane, n. 39, novembre 2008
di Guglielmo Piombini

Sfatiamo un altro dei più divulgati miti storiografici e religiosi in voga oggi: quello della tolleranza dei musulmani in Andalusia nei confronti dei cristiani e degli ebrei

Nel suo fondamentale studio Eurabia (clicca), Bat Ye’or ha rivelato al pubblico l’esistenza di un progetto di graduale trasformazione del vecchio continente in un’appendice del mondo arabo-musulmano, perseguito attraverso le strutture del cosiddetto Dialogo Euro-Arabo, un ombrello di organizzazioni controllato dalle élite politiche dell’Unione Europea e del mondo arabo.

Eurabia

L’Eurabia è essenzialmente un progetto politico che mira alla simbiosi tra Europa e mondo musulmano per ricreare, come ai tempi dell’impero romano, un nuova entità politica che abbracci tutto il Mediterraneo. Gli strumenti che le élite politiche stanno mettendo in atto per realizzare questo obiettivo sono: la promozione dell’immigrazione di massa di musulmani in Europa, la presentazione benevola della storia e della religione musulmana nelle università e nei mezzi d’informazione, la lotta al Cristianesimo e alle identità nazionali, la promozione del multiculturalismo, l’introduzione di reati d’opinione come l’islamofobia per colpire giudiziariamente le critiche all’islamismo.

Il mito andaluso

Un progetto del genere, che sarà verosimilmente osteggiato dalla popolazione europea autoctona, necessita di miti ideologici per essere portato avanti. Il più diffuso è senza dubbio il “mito andaluso”, secondo cui la Spagna medievale prima della Reconquista cristiana rappresentava un bellissimo esempio di tolleranza e pacifica convivenza tra musulmani, cristiani ed ebrei.
Quel modello dimostrerebbe che un islam illuminato esiste ed è esistito, e che una società multiculturale a prevalenza islamica, cioè il futuro che le élite eurabiche stanno preparando per il vecchio continente, non deve far paura a nessuno.
Peccato che le ricerche storiche più approfondite abbiano dimostrato che quello della tolleranza andalusa, a dispetto della sua continua diffusione nei media politicamente corretti, non sia altro che un vero e proprio capovolgimento della realtà.
La conquista e l’occupazione islamica della Spagna furono caratterizzate infatti da un continuo uso della violenza. La Spagna venne invasa nel 710-716 d.C. da tribù arabe originarie della penisola arabica, che compirono immense razzie, schiavizzazioni, deportazioni e uccisioni delle popolazioni conquistate. La maggior parte delle chiese vennero convertite in moschee. Dopo la conquista seguì la colonizzazione della penisola iberica attraverso una massiccia immigrazione berbera e araba.
Nelle regioni iberiche che si vennero a trovare sotto uno stabile controllo islamico i cristiani e gli ebrei vennero relegati, come in tutto il resto del mondo islamico, nella condizione di dhimmi, vera e propria forma di apartheid su base religiosa che si manifesta attraverso il pagamento di una tassa, la jizya, e molte altre forme umilianti di sottomissione dei popoli “infedeli” ai padroni musulmani.
La società andalusa venne infatti divisa per caste, con al vertice i conquistatori arabi, seguiti dai colonizzatori berberi, dagli iberici convertiti all’islam (chiamati Muwalladun) e infine dai dhimmi cristiani (detti mozarabi) ed ebrei. In quanto cittadini di infima classe, i dhimmi non potevano costruire nuove chiese o sinagoghe né restaurare quelle vecchie; erano segregati in speciali quartieri, dovevano portare abiti che li rendessero riconoscibili ed erano soggetti ad una pesante tassazione speciale; nelle campagne i contadini cristiani diventarono una classe servile al servizio dei padroni islamici; feroci rappresaglie mediante mutilazioni e crocifissioni punivano implacabilmente i mozarabi che chiedevano aiuto ai re cristiani.

Esempi di convivenza islamica...

L’umiliante status imposto ai cristiani e la confisca delle loro terre provocarono continue rivolte, punite con massacri, a Toledo (761, 784-86), Saragozza (dal 781 al 881), Cordoba (805), Merida (805-813, 828) e di nuovo a Toledo (811-819).
Talvolta gli insorgenti vennero crocifissi, come prescrive il Corano alla sura 5, 33 («La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba dai lati opposti o che siano esiliati sulla terra»). La rivolta di Cordoba dell’818 venne repressa con tre giorni di massacri e saccheggi, al termine dei quali trecento notabili cristiani vennero crocifissi e ventimila famiglie espulse.
Al-Andalus rappresentava la terra del jihad per eccellenza. Ogni anno, talvolta anche due volte all’anno, dalle regioni meridionali della penisola iberica partivano i raid dei musulmani per la conquista di bottino e schiavi nei regni cristiani del nord della Spagna, nelle regioni basche, nella Francia e nella valle del Rodano. I corsari andalusi attaccavano e invadevano le coste dell’Italia, della Sicilia e delle isole egee, saccheggiando e bruciando tutto quello che incontravano. Migliaia di persone vennero deportate come schiavi in Andalusia, dove il califfo manteneva una milizia composta da decine di migliaia di schiavi cristiani catturati in ogni parte d’Europa, e un harem di donne cristiane catturate.
Uno dei più importanti giuristi arabo-andalusi dell’epoca, Ibn Hazm di Cordoba (morto nel 1064) scriveva che Allah aveva stabilito la proprietà degli infedeli al solo scopo di fornire bottino ai musulmani. Anche la dinastia berbera degli almohadi, che regnò in Spagna e Nord Africa dal 1130 al 1232, arrecò enormi distruzioni alla popolazione cristiana ed ebrea.
Questa devastazione, realizzata mediante massacri, prigionie e conversioni forzate, è stata raccontata da alcuni scrittori ebrei, come il cronista Abraham Ibn Daud e il poeta Abraham Ibn Ezra. Quando non erano convinti della sincerità delle conversioni degli ebrei all’islam, gli inquisitori musulmani (che precedettero di tre secoli quelli cristiani!) sequestravano i bambini di quelle famiglie per affidarli ad educatori musulmani. Nel suo libro Moorisch Spain lo storico Richard Fletcher conclude quindi che «la Spagna dei Mori non fu una società tollerante e illuminata nemmeno nella sua epoca più raffinata».

Un piano di scristianizzazione

Questa terribile eredità della dominazione musulmana nella penisola iberica è rimasta impressa fino ad oggi nella memoria degli spagnoli. Ogni anno, in una tradizione che risale al sedicesimo secolo, i villaggi spagnoli festeggiano la liberazione dai Mori durante i festival “Moros y Cristianos”, nei quali viene distrutta e bruciata l’effigie di Maometto (chiamata “la Mahoma”).
Solo dopo l’attentato dell’11 marzo 2004 alla stazione di Madrid, che ha fatto 192 vittime, alcuni villaggi, come quello di Boicarent vicino a Valencia, hanno deciso di interrompere la plurisecolare tradizione per paura di ritorsioni.
Da parte sua il governo socialista di Zapatero, salito al potere solo grazie all’effetto dell’attentato, ha approvato un piano che limita l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e che prevede finanziamenti per l’insegnamento della religione islamica e per la costruzione di moschee a favore del milione di musulmani che già vivono nel paese iberico. Il cardinale Antonio Maria Rouco Varela ha denunciato la politica filo-islamica dei socialisti come un tentativo di cancellare secoli di storia spagnola per riportare il paese alla situazione precedente alla Reconquista.
È prevedibile che questo progetto di sradicamento forzato dell’identità cristiana della Spagna, se mai andrà in porto, non riporterà in auge una nuova Andalusia “tollerante e multiculturale”, che non è mai esistita se non nelle menzogne di chi falsifica la storia per professione, ma riporterà in vita i secoli più tragici della storia spagnola.

Un altro mito di questi ultimo tempi è quello del laicismo di Zapatero, ed è una balla colossale: Zapatero ha semplicemente scelto una politica anticristiana per leccare il culo ai musulmani (vedi keffiya orgogliosamente ostentata, vedi partecipazione alla cena di fine ramadan …), che è cosa molto ma molto ma molto lontana dal laicismo. Ma le solite tre scimmiette preferiscono fingere di non accorgersene. Magari qualcuno potrebbe ricordare al signor Zapatero che nutrire il coccodrillo può servire, forse, a farsi mangiare per ultimi. Non a farsi risparmiare.

barbara

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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





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Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





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