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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


6 febbraio 2009

MA QUANTO È BELLA LA PACE!

E quanto è bello sapere che c’è in giro per il mondo tante gente che si spende senza risparmio per un mondo migliore, per un mondo in cui regni l’armonia, per un mondo in cui regni la fratellanza universale! Ecco, guardate, e gioite anche voi.

barbara

POI, dato che i soliti kattivissimi israeliani hanno di nuovo beccato quel sant'uomo di monsignor Capucci, andatevi a leggere questo mio vecchio post.


18 novembre 2007

ANCORA

un piccolo ricordo dedicato ad Andrea. E lo guardo e riguardo, e ogni volta mi sconvolge vedere questo scheletro ricoperto di pelle con gli abiti appesi intorno, questo collo da pulcino perso nel colletto della camicia, e vedere poi quel sorriso, e il calore che ne promana, e la serenità che ne scaturisce, a pochi giorni dalla morte, e questo amore immenso per la sua donna, e per la vita, e per tutto e per tutti, questa riconoscenza per ogni attimo in più che gli viene concesso ... Quale lezione, Andrea, quale straordinaria lezione hai dato a tutti noi



barbara


3 ottobre 2007

L’ESPERIENZA DI GNURÀNT

La mia esperienza dopo tutte 'ste trollate.
La mia esperienza non l'ho vissuta, l'ho solo sentita; a raccontarmela è stato mio figlio.
Raccontava di quando lui e sua sorella eran da soli, forse sei anni lui, tre lei o forse meno entrambi dato che lui se la caricava sulle spalle col fazzolettone. E stavano fuori, forse giorni. E a volte faceva freddo. Allora lui andava nella foresta (non so quale, forse solo un boschetto o un bosco, chi sa?) e metteva giù le foglie, ci metteva sopra sua sorella, e la ricopriva di foglie per stare al caldo.
Domando ... e tu?
Io dovevo resistere perché lei aveva solo me.
Adesso sta per compiere diciotto (e sua sorella quindici) anni ma questa cosa non me la dimenticherò MAI.
Gnurànt



Al primo che si azzarda a sporcarmi questo post con commenti del cazzo giuro che gli stacco i coglioni a morsi.

barbara


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10 agosto 2007

RIFLESSIONE

Sono piuttosto brava, di solito, a riconoscere le pronunce e gli accenti, ma con il titolare dell’albergo proprio non ci riuscivo: qualcosa mi diceva che, nonostante il suo italiano perfetto, non doveva essere italiano, però non capivo di dove potesse essere, e anche il suo viso – bello da togliere il respiro – non mi aiutava a collocarlo. Alla fine mi sono decisa a chiedergli di dove fosse. “Sono iraniano”, ha risposto; e, dopo una breve pausa, “di origine armena”. È stato questo modo di costruire la risposta, a darmi motivo di riflessione. L’identità armena io la sento come un’identità forte, e mi viene da pensare che al suo posto avrei detto “sono un armeno iraniano”. Tanto più che, come mi ha poi raccontato, questa sua identità la vive intensamente: collabora attivamente con Antonia Arslan, traduce, tiene conferenze e incontri per far conoscere la cultura armena annientata nel primo genocidio programmato della storia, nel 1915.
 

Che cosa, dunque, può averlo indotto a qualificarsi come iraniano prima che come armeno? La risposta, credo, può essere una sola: amore. Uno sconfinato amore per questa patria matrigna, ingrata, persecutoria al punto da costringere alla fuga, e tuttavia disperatamente amata. Penso anche alla nostra dolcissima Lilit, costretta all’esilio e straziata dalla nostalgia, piena di rancore per l’islam che ha cancellato una delle culture più antiche e raffinate del pianeta e tuttavia traboccante d’amore per quella sua pur stravolta, pur snaturata patria. E alla fine tornata per cercare di “fare qualcosa di più utile”, pur sapendo di rischiare la vita. Strana bestia davvero l’amore, qualunque ne sia l’oggetto.

barbara


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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





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