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Diario


17 aprile 2011

PER CHIARIRCI UN PO’ LE IDEE

Vittorio Arrigoni: gli ebrei sono ratti

pubblicata da Sionismo: informazione e controinformazione il giorno venerdì 18 marzo 2011 alle ore 2.34

Vittorio Arrigoni è un attivista per i diritti umani arrivato a Gaza il 25 agosto 2008, prima dell'operazione offensiva di Israele "Piombo Fuso". Da quel giorno è rimasto a Gaza come attivista umanitario impegnato a proteggere i pescatori, i contadini ed i paramedici palestinesi dai quotidiani attacchi dell'esercito israeliano.


Questa è la presentazione sommaria che del "volontario di Gaza" danno all'unanimità tutte le testate di informazione, on line e cartacee.
Il 4 Ottobre 2010 a Ovada, all'interno della manifestazione Testimone di Pace, gli fu assegnato il Premio speciale Rachel Corrie, assegnato dall’Associazione "Centro Pace Rachel Corrie", con la seguente presentazione:
"Originario di Cantù, Arrigoni è un attivista per i diritti umani, da molti anni impegnato come volontario in giro per il mondo. E’ arrivato a Gaza il 25 agosto 2008, prima dell'inizio dell'operazione offensiva di Israele “Piombo Fuso”. Da quel giorno è rimasto a Gaza City, impegnato sulle ambulanze palestinesi e, unica voce italiana sotto le bombe israeliane, ha continuato a raccontare come vivono e muoiono gli abitanti di Gaza sul suo blog Guerrilla Radio, e attraverso le corrispondenze per Il Manifesto e per la trasmissione radiofonica Caterpillar (RAI Radio Due)."
Insignito dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica fin dalla prima edizione, il Premio Testimone di Pace ha ottenuto la prestigiosa ADESIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA accompagnata da speciale medaglia presidenziale.
http://www.articolo21.org/1808/notizia/ovada-il-4-ottobre-il-premio-testimone-di-pace.html
La sua pagina ufficiale su face book, Vittorio Arrigoni autore, è seguita da più di ottomila iscritti, perlopiù giovani e giovanissimi, contraddistinti dal riconoscersi tutti nella sinistra che non accetta il moderatismo dei partiti del centro sinistra parlamentare.
Dalla "postazione" di Gaza, dove dice di trovarsi, invia giornalmente sul web cronache che spesso non trovano nessun altro riscontro  sulla stampa ufficiale mondiale; è anche questo che lo rende speciale agli occhi dei suoi sostenitori, convinti dal medesimo di avere il privilegio di "conoscere la verità" altrimenti censurata dal resto del mondo. Difficilmente i suoi racconti sono messi in discussione dai suoi lettori e quando anche lo fossero Vittorio Arrigoni interviene di persona delegittimando gli interventi con sarcasmo. Questo "machismo" informativo, questo "ce l'ho durismo" politically uncorrect è un'altra caratteristica che lo rende molto amato dai suoi lettori.
Tuttavia, ricordandosi di essere ufficialmente in "missione di pace", ha coniato lo slogan Stay human! con il quale chiude ogni suo intervento.
Nelle sue cronache Israele è un mostro assetato di sangue, i palestinesi vittime innocenti di un conflitto voluto dalle lobby  giudeo-pluto-massoniche. Non disdegna neanche di descrivere movimenti violenti e terroristi come quello di Hamas definendoli "combattenti", contribuendo in questo modo a confondere ancora di più le idee sul conflitto medio orientale.
Mistificando le notizie trasforma navi siriane cariche di armi in "pescherecci palestinesi"; racconta di quotidiani lanci di bombe israeliane dai cieli di Gaza, si descrive perennemente in pericolo, giornalmente impegnato a sfuggire ad agenti del Mossad o a "tonnellate di bombe che giornalmente mi piovono sul capo". Dal punto di vista letterario non è gran che anzi, i suoi errori di grammatica sono clamorosi ma riesce apparentemente a circondarsi di quell'alone di combattente che i suoi lettori tanto amano, perdonandogli per questo anche strafalcioni della lingua italiana o semplicemente non rilevandoli.
Le sue "cronache" scatenano commenti tra i suoi lettori al limite estremo dell'incitazione all'odio razziale, dell'antisemitismo e della minaccia di violenza credibile. Sfruttando il paravento dell'antisionismo nella sua pagina si leggono commenti che farebbero la gioia di un nostalgico sostenitore della purezza della razza.
Ma nessuno tra i suoi sostenitori illustri né Articolo 21, né il Manifesto, né Peace Reporter né L'Unità che spesso ha pubblicato suoi interventi, sembrano rilevarne la gravità.
Non deve essere facile per lui trovare ogni giorno nuove "nefandezze" di Israele che riescano a suscitare  l'indignazione ed i brividi di odio dei suoi lettori. Si arrabatta come può. 
Il 17 Marzo 2011 il prode Arrigoni ha scovato una notizia di assoluto secondo piano, quasi un gossip, pubblicata dalla pagina israeliana on line YNet. Nell'articolo, abbastanza insulso, si rilevava la difficoltà degli israeliani di continuare a fruire dell'importazione di sushi dal Giappone, vista la situazione drammatica di quel Paese.
Naturalmente l'intenzione era quella di marcare l'assenza di umanità degli israeliani che nel bel mezzo di una catastrofe naturale si preoccupavano solo della mancanza di sushi nel piatto. Tentativo riuscito, unanime riprovazione dei lettori, condita anche da qualche colorito intervento "Speriamo che ve lo mandino radioattivo il sushi", "speriamo vi ci strozziate" ecc.
Una persona, facilmente identificabile come ebrea dal cognome, è ad un certo punto intervenuta, indignata per l'ipocrisia dell'articolo e dei commenti. Ha postato ad Arrigoni ed agli altri un link che testimoniava degli aiuti umanitari che Israele aveva immediatamente inviato in Giappone:
http://fuoridalghetto.blogosfere.it/2011/03/tzunami-israele-e-organizzazioni-ebraiche-gia-in-campo-per-gli-aiuti.html

ed ha chiesto che Arrigoni illustrasse quali fossero le SUE iniziative in tal senso. La prima risposta di Arrigoni è stata volgarmente ironica "Che tempismo! Già finito il sushi?" E sarebbe forse finita lì se la persona che aveva "osato" contraddire il "resistente" non avesse insistito definendo lo stesso "ipocrita guerrafondaio in cosciente malafede".
Questo Arrigoni non l'ha sopportato! Ha cancellato tutti i commenti della lettrice infedele ed ha tentato di riprendere in mano la situazione nei confronti dei suoi lettori, appellando l'ebrea che era intervenuta di RATTO.
Ora, questa scivolata nel chiaro antisemitismo, accolta con entusiasmo dai lettori "fedeli" trova chiarissimi precedenti nella letteratura antisemita nazista; è uno degli stereotipi più noti praticati da nazisti e antisemiti di tutti i tempi.
Lo stesso Hitler, nei passi più deliranti del suo "Mein Kampf", chiamava gli Ebrei con sommo disprezzo "ratti" e dichiarava che il popolo tedesco era  
" nemico naturale di questa orrenda infestazione".  
Non male per un inviato di Peace Reporter che ha fatto del motto Stay Human la sua sigla!
Arrigoni, come la spieghi questa frase antisemita? Come spieghi l'averla pubblicata su una pagina letta da ottomila e più persone?
Come farai in questo caso a far credere che il tuo anti sionismo non ha niente a che vedere con l'antisemitismo?
(MC)
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Da leggere, inoltre, quest'altra testimonianza:

Essendo arrivato   in Israele ieri, oggi ho parlato con Clara Banon, la quale mi ha confermato che:
Vittorio Arrigoni aveva augurato a Clara di morire in un attentato, e che suo figlio, che vive nel Sud e non è neppure un soldato, venisse ucciso da un missile Grad.
Si è detto dispiaciuto che la famiglia di Clara non sia stata tutta sterminata nella Shoà. (qui)

Naturalmente non è che per tutto questo meritasse di morire, sia ben chiaro, ma per favore smettiamo di spacciarlo per un "buono", smettiamo di spacciarlo per un attivista dei diritti umani, smettiamo di spacciarlo per un santo al servizio delle vittime, smettiamo di farlo passare per un eroe e per un martire. E, soprattutto, smettiamola di ignorare chi siano gli assassini.

barbara


16 aprile 2011

NOTA DI SERVIZIO

Normalmente gli insulti e i commenti antisemiti vengono eliminati. Questa volta ho deciso di fare un’eccezione, ho lasciato tutto. Affinché anche voi che vivete in castelli inargentati possiate avere un’idea di ciò che chi cerca di fare informazione su Israele e sul terrorismo si trova QUOTIDIANAMENTE ad affrontare. Affinché possiate avere un’idea dello spessore culturale e morale delle argomentazioni. Affinché possiate avere un’idea dell’intensità dell’odio di cui sono impregnati fino al midollo. Affinché possiate avere un’idea della violenza verbale a cui possono arrivare – solo verbale, nel mio caso, perché non mi hanno fisicamente a tiro, ma chi si è trovato a incontrare faccia a faccia questi adepti dell’amore universale sa fin troppo bene che non esitano un solo secondo, se appena ne hanno l’opportunità, a passare a ben altro tipo di violenza. Vittorio Arrigoni era uno di loro. Anzi, era il migliore di tutti loro, il modello da imitare, l’ideale a cui ispirarsi, il duce da seguire. Queste erano le cose che piacevano a quell’eroico costruttore di pace. Chi poi avesse qualche dubbio sugli stretti legami fra ISM e terrorismo vada a leggere questo documento, anche se in realtà dovrebbero bastare i fatti che tutti noi abbiamo sotto gli occhi: qualcuno ha mai visto questi volontari costruttori di pace distrarsi un momento dal compito di impedire all’esercito israeliano di combattere il terrorismo per provare a impedire ai palestinesi di mandare al macello i propri figli, per occuparsi dei programmi televisivi per i più piccoli che istigano al “martirio” e dei programmi scolastici che indottrinano all’odio e al terrorismo, per buttare un occhio ai campi militari in cui a bambini di dieci anni o meno si insegna a usare le armi e a sgozzare? No, vero? Proviamo un po’ a immaginare perché non ne abbiamo mai visti...
E vi lascio con l’immagine di un’altra adepta della benemerita associazione, la costruttrice di pace Rachel Corrie fotografata due settimane prima della morte mentre, con la faccia stravolta dall’odio, insegna ai bambini palestinesi come si fa a costruire concretamente la pace, bruciando le bandiere.



(Avviso per i costruttori di pace nonché cultori dell’amore universale: la sagra è finita, da oggi si torna a bannare)

barbara


15 aprile 2011

RESTIAMO UMANI

Era lo slogan della sua banda. Quando l’ho visto per la prima volta mi è venuto freddo. Quando l’ho visto per la prima volta mi è venuta prepotentemente alla memoria la frase di quel pezzo grosso nazista – non ricordo quale – che aveva detto (cito a memoria): “Il miracolo è che abbiamo potuto fare questo e restare umani”. Il “questo” erano gli stermini di massa, uomini e donne, vecchi e bambini strappati a migliaia dalle loro case, portati sul bordo di una fossa comune, fatti spogliare e ammazzati a colpi di mitra, fila dopo fila, ogni fila a cadere sui cadaveri della fila precedente, continuando a sparare col sangue alle ginocchia, e ricoprendo poi tutto di terra, quelli completamente morti con quelli ancora vivi da far morire poi soffocati. Restiamo umani. Chi conosce Arrigoni e la sua banda SA che il suo concetto di umanità era esattamente lo stesso: odio antiebraico senza limiti, desiderio di sterminio, complicità attiva coi prosecutori dell’opera di Hitler. Pietà perché è stato ammazzato dai suoi stessi complici? Non siamo ridicoli, per favore.

barbara


15 aprile 2011

GLI AMICI PALESTINESI HANNO RAPITO VITTORIO ARRIGONI

Ehm, scusate...



barbara


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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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