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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


29 gennaio 2012

SOLIDARIETÀ A PEPPINO CALDAROLA

Ciò che gli è accaduto, credo, lo sapete tutti: si è permesso di criticare una vignetta di Sua Altezza Serenissima il signor Vauro – quella vignetta, per la precisione, di cui mi ero occupata qui. E che cosa ha fatto quel campione dell’umorismo, quel campione della libertà di pensiero di parola e di stampa, quel campione della libertà di critica del signor Vauro? Lo ha denunciato. E il giudice ha dato ragione al campione ecc. ecc. signor Vauro: ha deciso che sì, Caldarola gli aveva fatto la bua e lo ha condannato a un risarcimento danni di 25.000 euro (e, per inciso, anche il post in cui Caldarola, nel suo blog, informa sull’accaduto, è servito da spunto alla ben nota feccia antisemita per scatenarsi una volta di più vomitando tutto il proprio consueto becerume).
Nell’esprimere dunque a Peppino Caldarola tutta la mia stima e tutta la mia solidarietà, faccio mia la proposta di Silvana De Mari: se la condanna dovesse essere confermata in appello, tassiamoci tutti per dieci euro a testa per pagare il risarcimento. Perché la libertà di critica non è qualcosa che riguarda il Tizio o il Caio di turno: riguarda tutti noi.

          

barbara


1 maggio 2008

DNEWS: LA DISINFORMAZIONE CORRE IN RETE

Comunicato Honest Reporting Italia 1 maggio 2008

La fede antiisraeliana di Vauro è cosa nota da sempre e a tutti, ma una rinfrescata non fa mai male. Ecco dunque questo articolo, apparso martedì 29 aprile alla pagina 15 di DNews Roma, nel quale il Nostro si spende senza risparmio nell'opera di demonizzazione di Israele. E poco importa se in questa impresa tutto può apparire, tranne che un giornalista anche solo vagamente meritevole di questa qualifica.

Il timo ha un profumo fresco e delicato che rende deliziose le piccole focaccine rotonde che spesso in Palestina vengono consumate per la colazione.
Giusto per una questione di par condicio: anche le pizze che gli ebrei stavano consumando da Sbarro probabilmente erano deliziose. Ma non ci risulta che il signor Vauro abbia dedicato loro uno dei suoi magistrali pezzi.

Non so se ieri anche sulla tavola di quella madre di Beit Hanun c’erano ed emanavano il loro aroma. Gaza è ridotta alla miseria ed il cibo scarseggia.
Facile ridursi in miseria quando miliardi di dollari vengono investiti in terrorismo. Facile ridursi in miseria quando vengono bombardate le centrali elettriche israeliane che forniscono loro l'energia. Facile ridursi in miseria quando i capi terroristi si accaparrano tutti gli aiuti internazionali. Facile ridursi in miseria quando dozzine di terroristi attaccano con pietre e kalashnikov i camion con il carburante destinato all'Unrwa e agli ospedali di Gaza, obbligandoli a tornare indietro.

Beit Hanun è un campo profughi
e magari si potrebbe spiegare come mai sia nato un campo profughi in una terra che all'epoca era occupata - illegalmente e in violazione della risoluzione Onu 181 - dall'Egitto. Magari si potrebbe spiegare come mai sia ancora esistente un campo profughi in una terra che fin dagli accordi di Oslo, 1993, è amministrata dall'Autorità Nazionale Palestinese, che nel frattempo ha ricevuto decine di miliardi di dollari. Magari si potrebbe spiegare perché continui ad esistere quasi tre anni dopo la cessazione di ogni forma di occupazione israeliana: non era l'occupazione il problema centrale, radice di tutti gli altri problemi?

e lì la miseria è ancora più feroce.
E guardiamoci bene dallo spiegare perché.

Mi piace però pensare che quella madre fosse riuscita a procurarsi un po’ di farina, qualche goccia di olio e il timo. Per preparare ai suoi 4 bambini le focaccine rotonde. Quattro bambini tra i 15 mesi e i 6 anni. Mi piace pensarlo perché così si può almeno sperare che se ne siano andati con quel profumo nelle narici e non con l’odore della carne umana bruciata, del sangue, dell’esplosione che li ha uccisi.
E mi raccomando, signor Vauro, si guardi bene dal chiedersi chi sia stato a provocare quell'esplosione.

Lo posso sperare per loro, non per la madre. Perché lei è morta dopo ore di agonia e le ultime immagini della sua vita sono state quelle dei propri figli straziati tra le macerie di casa sua,
questa è pura retorica, signor Vauro, e anche di basso livello, perché nessuno sa che cosa abbia visto la donna nel momento in cui l'esplosione l'ha fatta saltare in aria. Ma le immagini che colpiscono allo stomaco fanno sempre MOLTO più effetto di quelle che inducono al ragionamento, e lei di questo è un autentico esperto, vero signor Vauro?

colpita da una cannonata dell’esercito israeliano,
che la casa sia stata colpita "da una cannonata dell'esercito israeliano" è tutto da dimostrare e anzi, per come sono andate le cose, sembra anche abbastanza improbabile, ma per il signor Vauro basta la parola dei palestinesi, che è, come si sa, Vangelo. Anche se mille e mille volte è risultato che la versione israeliana era corretta e quella palestinese menzognera. Anche se lo stesso Vauro, poche righe più in su, parla di esplosione, e non risulta che un colpo di cannone faccia esplodere una casa ma si sa, la fede è la fede

durante “l’operazione contro infrastrutture del terrorismo”.
perché fra virgolette? Al signor Vauro non risulta che ci sia del terrorismo da quelle parti?

Forse questa notizia riuscirà a trovare un po’ di spazio nei giornali di oggi, tra analisi e dichiarazioni di vincitori e vinti del ballottaggio elettorale.
Eh, già, perché quando muoiono i palestinesi, quando mai i giornali ne parlano? Chi mai ha visto un articolo, un trafiletto, due righe, su quei poveri innocenti che stanno subendo un martirio, uno sterminio, un genocidio - salvo essersi moltiplicati per dieci nel giro di pochi decenni, ma questa è un'altra storia ...

Nel momento in cui scrivo queste righe i seggi sono ancora aperti, non conosco il risultato delle urne. Sennò, probabilmente sarei anch’io tra quelli che si chiedono come sia possibile che a pochi giorni dell’anniversario della liberazione dell’Italia dal fascismo, la capitale sia stata consegnata a un signore che porta al collo la croce celtica, o a rallegrarmi della sua sconfitta, mestamente, perché l’antagonista vittorioso brillerebbe soltanto della propria mediocrità. Quindi il racconto della madre di Beit Hanun e dei suoi figli massacrati è poco più di un tappabuchi, dovuto al tempo insufficiente che ho per dedicare questa rubrica alle elezioni.
Sì, signor Vauro, non c'è bisogno che faccia finta di fare finta: lo sappiamo benissimo che per lei e per quelli come lei i palestinesi e la questione palestinese sono solo un tappabuchi, lo sappiamo benissimo che nulla vi importa dei palestinesi e delle loro miserie, lo sappiamo benissimo che la cosiddetta questione palestinese per voi è solo un pretesto per mascherare l'odio antiisraliano - o dovremmo piuttosto dire antiebraico?

Tappabuchi, in fondo, sono tutti i giorni, nei media, le notizie che riguardano i massacri delle popolazioni costrette a subire le guerre, da Israele alla Palestina, all’Africa, all’Afghanistan, all’Iraq.
Ecco, giusto, l'Africa - sorvolando sul fatto che "Africa" significa in realtà decine di stati, centinaia di popoli e migliaia di etnie. Perché le centinaia di migliaia di morti del Darfur, per dirne una, non ricevono un millesimo dell'attenzione che ricevono quattro morti palestinesi, signor Vauro compreso? Perché a quattro bambini palestinesi uccisi dedica un articolo e alle decine di migliaia di bambini del Darfur uccisi dedica un'unica parola, "Africa", in condominio con altre decine di popoli, altre decine di guerre, altre decine di migliaia di bambini sterminati?

Ho pensato spesso che continuare a denunciare l’indifferenza della politica, dei mezzi di informazione, e quindi di buona parte dell’opinione pubblica su queste stragi continue, non porti altro che ad alimentarla ancora di più.
E se provassimo a cominciare a pensare che continuare a ignorare l'indifferenza della politica, dei mezzi di informazione, e quindi di buona parte dell'opinione pubblica sulle continue stragi perpetrate dai terriristi non porti ad altro che ad alimentare ancora di più il terrorismo? Cosa ne dice, signor Vauro?

Una lamentosa e ripetitiva litania volta a invocare un moto di indignazione, che però non si produce e quando si produce, seppur debolmente, viene subito sommersa dalla valanga delle giustificazioni.
Vero, ogni volta che si tenta di denunciare la barbarie del terrorismo che colpisce selettivamente i civili, ogni volta che si tenta di invocare un moto di indignazione, tocca constatare che questa non si produce, e quando si produce, sia pur debolmente, viene subito sommersa dalla valanga delle giustificazioni per i poveri terroristi, tanto tanto meritevoli di comprensione e compassione.

Forse oggi ne troverete già, sempre che la notizia della madre di Beit Hanun sia riuscita a filtrare tra le miriadi di insulsaggini di cui saranno pieni i giornali e i tg.
Dovremmo, ormai, essere rotti a tutto, e ciononostante la malafede, la disonestà, l'ipocrisia del signor Vauro sono di proporzioni tali che riescono sempre a sorprenderci. Che altro dire di uno che, coi giornali e siti internet e blog e quant'altro traboccanti di titoloni sulla "Famiglia sterminata da un tank israeliano", e "Cannonate su una casa", " "Israele bombarda Gaza", tutti rigorosamente in linea con la versione palestinese, tutti rigorosamente intenti a ignorare la versione israeliana, riesce a scrivere una frase simile?

Trattandosi poi di vittime palestinesi, ce ne saranno già di preconfezionate: “I terroristi sono loro, così crudeli che si fanno scudo della popolazione civile”.
Perché, non è vero? Il fatto che siano stati i palestinsi stessi a dichiararlo, vantandosene, il fatto che foto e filmati lo documentino, al signor Vauro non basta per farsi venire una briciola di dubbio che possa essere vero? E che cosa significa "i terroristi sono loro"? Che per Vauro invece i veri terroristi sarebbero gli israeliani?

Certo, su chi oserà far notare che sull’arma che ha massacrato i bambini c’è la stella a sei punte
a parte il fatto che su "che cosa" esattamente abbia massacrato quei bambini ci sarebbe ancora molto da dire e da discutere, volendo avrebbe potuto dire che si trattava di un'arma israeliana. Invece no, ha scelto il simbolo ebraico per eccellenza. Vorrà dire qualcosa? (Poi magari, volendo, si potrebbe anche aggiungere che sui cannoni israeliani NON c'è la stella a sei punte, come possiamo vedere chiaramente nelle foto 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7)

pioveranno accuse di latente o dichiarato antisemitismo.
no, signor Vauro, stia tranquillo: a nessuno verrà in mente di accusarla di antisemitismo latente.

Si getteranno sulla bilancia “i morti dell’altra parte” per giustificare questi.
E anche qui la risposta è: no, signor Vauro, non si preoccupi, nessuno di noi si sognerà di "giustificare". Innanzitutto perché è chi attacca che si deve giustificare, non chi si difende. In secondo luogo perché dalla nostra parte - a differenza della sua - nessuno è così cinico da "gettare morti sulla bilancia". In terzo luogo perché la differenza non sta tra "quanti morti di qua" e "quanti morti di là", bensì tra chi mira ai terroristi e colpisce inevitabilmente anche i civili perché di questi i terroristi si fanno scudo, e chi mira intenzionalmente ai civili, preferibilmente bambini, perché più facili da colpire. Constatiamo, comunque, che per il signor Vauro i "morti dell'altra parte" sono totalmente privi di peso, visto che non arrivano minimamente a "giustificare" le azioni israeliane.

Ché i piatti della macabra bilancia non restino mai vuoti.
Se è questa la sua preoccupazione, signor Vauro, perché non prova a dirlo ai suoi amici terroristi? Perché non prova a dirlo a quelli che "resistono all'occupazione" da una terra che da un bel po' non è più occupata? Perché non prova a dirlo a quelli che stanno impegnando tutte le proprie energie non solo a sterminare ebrei, non solo a distruggere lo stato di Israele, ma anche - o dovremmo forse dire soprattutto? - a impedire la nascita di quello di Palestina e a mandare al macello i propri giovani e i propri bambini?

Cosa conta il profumo del timo?
Già, cosa può contare il profumo di timo, che tutte le famiglie palestinesi potrebbero godersi in pace, di fronte all'implacabile volontà di sterminio dei loro signori e padroni?

Per dire due parole al signor Vauro, l'indirizzo è roma@dnews.eu.

Cogliamo l'occasione per segnalare ai nostri lettori, in margine alle note vicende che riguardano la Fiera del Libro di Torino questo documento: vi invitiamo a leggerlo e a prendere posizione in merito.


Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

HonestReportingItalia
vi invita inoltre a proporci eventuali critiche ai media per una possibile inclusione nei futuri comunicati. Assicuratevi di includere l'URL dell'articolo in questione o l'articolo stesso e invialo a: HR-Italia@honestreporting.com

Il nostro sito/libreria Israele - Dossier è dedicato alle informazioni dettagliate, dati storici e geografici sul conflitto medio orientale.
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Ed è di quelli che si chiedono come mai la gente non vota la sinistra …

barbara


18 marzo 2008

VAURO CONTRO NIRENSTEIN: LA DISUMANIZZAZIONE DELL’AVVERSARIO

Comunicato Honest Reporting Italia 17 marzo 2008

Honest Reporting Italia non fa campagna elettorale. Honest Reporting Italia non sostiene candidati, né parti politiche. Honest Reporting Italia non si permette di criticare la satira, chiunque ne sia il bersaglio. Ma quando la satira diventa demonizzazione, quando la satira disumanizza, quando la satira usa i più beceri stereotipi in circolazione, allora, riteniamo, non ha più il diritto di chiamarsi satira. È quanto è accaduto su "il manifesto" di giovedì 13 marzo con questa vignetta di Vauro, intitolata "Mostri elettorali" e con la didascalia "Fiamma Frankenstein", rappresentante Fiamma Nirenstein in versione, appunto, Frankenstein, con sul corpo una stella di David e un fascio littorio: ciò che fa Vauro, dunque, non è una critica - sempre legittima - alle scelte politiche di una persona, bensì la trasformazione di questa persona in una entità non-umana. A questa si aggiunge l'accostamento di un simbolo ebraico e israeliano a un simbolo fascista, che ricalca l'accostamento svastica/stella di David, tanto caro ai demonizzatori di Israele. Honest Reporting Italia ritiene che questo non sia un modo legittimo di attaccare un avversario politico. Honest Reporting Italia ritiene che la disumanizzazione dell'avversario non sia un modo legittimo di fare satira politica. Honest Reporting Italia ritiene che Vauro, e il manifesto, siano andati al di là di ciò che è consentito fare in campagna elettorale: se si ritengono inaccettabili le scelte politiche di un candidato, si provveda a criticare le sue scelte politiche, e non a fabbricare mostri. Invitiamo i nostri lettori a leggere questa presa di posizione di Fiamma Nirenstein e quindi a scrivere non solo al manifesto (redazione@ilmanifesto.it) ma anche a tutti i propri giornali di riferimento per segnalare questo ignobile attacco nei confronti di una giornalista che, non dimentichiamolo, deve già fare i conti con le minacce del terrorismo islamico.

Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

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* Vi consigliamo di scrivere sempre con le proprie parole; inoltre potete finire la vostra lettera con: "Gradirei una risposta che mi aiuti a capire come un giornale notoriamente equilibrato e pertinente come il Vostro possa cadere in questi grossolani errori".

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barbara

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CHE UN ATTENTATO DOMANI

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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