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Diario


30 giugno 2008

SERGIO ROMANO RECIDIVO SU SABRA E CHATILA

Comunicato Honest Reporting Italia 29 giugno 2008

Non c'è niente da fare: se appena appena gli si offre la possibilità di fare un po' di sana disinformazione su Sabra e Chatila, Sergio Romano proprio non può resistere alla tentazione. Anche questa volta il destro glielo offre, giovedì 26 giugno, la lettera di un lettore che protesta per la palese disinformazione seminata a piene mani circa un mese fa.

I MASSACRI DI SHATILA LA DIFFICILE CONTA DEI MORTI

La sua risposta a un lettore sulla strage avvenuta a Beirut nel 1982, nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, colpisce per parzialità e disinformazione. Lei inizia con una ricostruzione molto lacunosa del contesto in cui maturò quel tragico episodio e ignora i presupposti dell'intervento dell'esercito israeliano (ripetuti attentati lungo la frontiera con Israele, creazione di un arsenale di armi pesanti da utilizzare tanto nella guerra civile libanese quanto contro Israele, massacri compiuti dai palestinesi nei confronti dei cristiani libanesi).
Volendo sorvolare sull'uso del termine «guerrigliero» per definire i terroristi palestinesi, oltre che sulla forma dubitativa circa le responsabilità siriane nell'attentato a Bashir Gemayel, colpisce la falsità dei dati sulle vittime palestinesi che secondo la Procura Generale libanese, Croce Rossa e la Commissione d'inchiesta israeliana (la stessa che attribuì la responsabilità indiretta della strage a Sharon) furono tra 470 e 800 e non 3.000. Non è il numero che colpisce (1, 10, 100 o 1.000 morti, restano la gravità dell'episodio e la sua efferatezza), quanto il fatto che lei prenda per buona la cifra fornita dai palestinesi, attribuendo, di fatto, attendibilità solo a quella fonte. Gradirei una risposta che mi aiuti a capire come un giornale notoriamente equilibrato e pertinente come il vostro possa cadere in questi grossolani errori.
Daniele Coppin

Caro Coppin,
Dopo avere indicato una possibile cifra (3.000)
3000 NON è una cifra possibile: è una cifra inventata di sana pianta: non è la stessa cosa

e osservato che il dato è difficilmente verificabile,
piuttosto difficile, effettivamente, verificare le cose inventate ...

avrei dovuto aggiungere che esistono effettivamente stime diverse: 460 secondo il calcolo più conservatore degli israeliani, 700 secondo il direttore dell'Intelligence militare di Israele, 2.000 secondo fonti ufficiose dei servizi dell'Onu e voci raccolte dai giornalisti stranieri a Beirut.
Falso: secondo la Procura Generale della Repubblica libanese - e non secondo "il calcolo più conservatore degli israeliani" - sarebbero state 470, mentre la Commissione di inchiesta israeliana - la più severa - in base a sopralluoghi, riprese aeree e testimonianze ha calcolato che le vittime siano state fra le 700 e le 800. La cifra più alta, all'epoca, è stata quella "sparata" dai palestinesi, ed era di circa 1500 morti. Cifre più alte sono state avanzate solo in tempi recenti, senza alcuna connessione né con i fatti, né con eventuali indagini o testimonianze.

Non esiste una stima della Commissione Kahan, costituita a Gerusalemme per accertare le responsabilità delle forze armate israeliane.
FALSO!

Se lei rileggerà la pagina 26 del rapporto, troverà un lungo paragrafo che comincia con le parole «E' impossibile determinare con precisione il numero delle persone massacrate».
E che termina con le parole «Taking into account the fact that Red Cross personnel counted no more that 328 bodies, it would appear that the number of victims of the massacre was not as high as a thousand, and certainly not thousands»: «considerando che il personale della Croce Rossa ha contato non più di 328 corpi, sembra che il numero delle vittime del massacro non arrivi a mille, e sicuramente non migliaia» (qui): ecco, questa sembrerebbe proprio essere "una stima della commissione Kahan". Ciò che sta facendo qui Sergio Romano è un volgare tentativo di falsificare i documenti, citando le parti che confermano le sue fantasiose invenzioni, ed eliminando quelle che le contraddicono.

Non sappiamo quanti palestinesi vivessero a Shatila fra il 16 e il 18 settembre 1982. Non sappiamo quanti cadaveri siano stati rapidamente sepolti nelle vicinanze del campo. Non sappiamo quanti siano stati trasportati altrove (su camion forniti dagli israeliani, secondo alcuni testimoni) e sepolti in fosse comuni. Robert Fisk, autore di uno dei migliori libri sulla guerra civile libanese («Pity the Nation. Lebanon at War») scrive di avere raccolto notizie secondo cui un migliaio di persone sarebbe stato sepolto sotto un «campo sportivo». Pensò allo stadio e fece un sopralluogo, ma gli fu detto più tardi che il «campo sportivo» era in realtà il grande Golf Club lungo la strada che corre da Shatila all'aeroporto. Andò a vedere e trovò larghe zone di terra smossa e tracce di mezzi cingolati. Ma il Golf era presidiato dalle forze armate libanesi che non autorizzarono le indagini della Croce Rossa.
Come ricorda la Commissione Kahan, il numero indicato in un rapporto della Croce Rossa (328) è soltanto quello dei cadaveri che gli ispettori riuscirono a contare quando poterono finalmente entrare nel campo. Come in tutti i massacri, gli autori, a cose fatte, cercano di occultare per quanto possibile i loro peccati.
Nella sua lettera, caro Coppin, lei ricorda le ragioni dell'intervento dell'esercito israeliano in Libano. Per completare il quadro, tuttavia, conviene ricordare che i massacri avvennero dopo l'esecuzione di un piano americano per la partenza dal Libano dei guerriglieri palestinesi e delle forze siriane. L'evacuazione ebbe luogo soprattutto per mare alla fine di agosto.
Evacuazione che non fu completata a causa delle inadempienze delle forze internazionali che avrebbero dovuto provvedere: perché non ricordarlo, visto che il signor Romano sta diligentemente riempiendo le lacune lasciate dal signor Coppin?

Vi erano ancora combattenti palestinesi a Shatila dopo la partenza di Arafat? E' probabile
Probabile? Semplicemente probabile?? E chi l'avrebbe fatta, secondo il competentissimo signor Romano, quella che è passata alla storia come "la guerra dei campi" che è durata anni e che tra bombardamenti, massacri e carestie provocate dagli assedi ha causato circa 10.000 morti fra i palestinesi delle varie fazioni? E visto che il signor Romano ama citare Robert Fisk, lo citeremo anche noi: «La distruzione di Sabra è così grande che fra chi non viveva nel sottosuolo, ben pochi sono sopravvissuti. Il modo in cui Amal e i palestinesi hanno combattuto nei corridoi dell’ospedale per anziani mentre i pazienti erano ancora lì indica che nessuna delle due parti si preoccupa troppo per i civili presi nel fuoco incrociato. Il modo in cui i palestinesi costruiscono le loro case sopra i bunker rende inevitabile la morte di civili. [...] Se chiedete quanti combattenti hanno, rispondono che tutti i palestinesi sono combattenti, uomini, donne e bambini. Ma poi strillano se una donna o un bambino viene ucciso». Solo che all'epoca non c'erano israeliani in circolazione, e dunque tutti questi massacri, tutte queste distruzioni, tutti questi morti palestinesi vengono opportunamente ignorati.

ed è certamente vero che nei giorni seguenti furono trovati numerosi depositi di armi dell'Olp.
Sì. Per la precisione 5630 tonnellate di munizioni, 1320 fra carri armati e altri veicoli pesanti, 623 pezzi di artiglieria e lanciamissili, 33.303 armi leggere, 1352 armi anticarro, 2387 attrezzature ottiche, 2024 apparecchi di telecomunicazione, 215 mortai, 62 lanciarazzi katiuscia (elenco non definitivo, fornito nel comunicato ufficiale israeliano del 18 novembre 1982).

Ma Shatila non era una roccaforte terrorista
Ma certo che no! Chi di noi non tiene in giardino, tra nanetti e begonie, qualche migliaio di carri armati così, giusto per bellezza? E mica ci vorranno trattare da terroristi solo per questo, no?

e la resistenza contro le milizie cristiane alleate di Israele fu soltanto sporadica.
A noi veramente risulta che sono state le milizie cristiane ad organizzare la resistenza contro l'invasione e l'aggressione delle bande terroristiche palestinesi che hanno prima destabilizzato e poi distrutto il Libano, cancellando numerosissime comunità cristiane, e che le milizie cristiane, incapaci di avere ragione da sole delle meglio organizzate e armate bande terroristiche palestinesi, hanno ad un certo punto cercato l'alleanza di Israele: e non c'è bisogno di crederci sulla parola: la cronologia dovrebbe essere più che sufficiente a fare piazza pulita di tutte le menzogne seminate dal signor Romano.

Non vi fu una battaglia tra forze contrapposte. Vi fu un massacro.
"Secondo il rapporto del Procuratore Generale libanese, nei due campi non ci sarebbe stato un massacro di inermi contro armati, ma una vera e propria battaglia che ha coinvolto l'intera popolazione. «... Furono i terroristi palestinesi - riferirà un maggiore dell'esercito danese, Joern Mehedon - a cominciare la sparatoria ... Sapevamo che i guerriglieri si facevano normalmente scudo di donne e bambini. ...»." (Fausto Coen, Israele: 50 anni di speranza, Marietti, p. 160). E, nella stessa pagina del rapporto della commissione Kahan più sopra citata dallo stesso Sergio Romano: «A further difficulty in determining the number of victims stems from the fact that it is difficult to distinguish between victims of combat operations and victims of acts of slaughter. We cannot rule out the possibility that various reports included also victims of combat operations from the period antedating the assassination of Bashir»: «Un'ulteriore difficoltà nel determinare il numero delle vittime deriva dal fatto che è difficile distinguere fra vittime di operazioni di combattimento e vittime di atti di massacro. Non possiamo escludere la possibilità che vari rapporti includano anche vittime di combattimenti del periodo precedente l'assassinio di Bashir». Forse è vero ciò che sostengono il Procuratore Generale libanese e il maggiore Joern Mehedon e la commissione Kahan, o forse è vero ciò che afferma il signor Romano, ma dare una sola versione quando ne esistono almeno due non è giornalismo.

Proviamo a rinfrescare un po' la memoria a Sergio Romano scrivendogli a:
lettere@corriere.it oppure sromano@rcs.it (lettere, firmate con nome, cognome e città).


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Può essere interessante dare una scorsa a questo scambio intercorso nel mailbox di Honest Reporting Italia.

E se quello che voi ritenete scorretto è invece corretto per gli altri altri, i quali invece ritengono scorretta la vostra azione di lobbying? Non ditemi che non intendete fare lobbying. Ad essere danneggiati sono quei cittadini che attendono tranquillamente alle loro occupazioni e si trovano improvvisamente in guerra contro popoli pacifici perché delle ristrette lobby che curano i loro interessi hanno prodotto ciò.
Antonio Caracciolo


Inventarsi le cifre non è "quello che noi riteniamo scorretto"; citare documenti e riportarli castrati non è "quello che noi riteniamo scorretto"; dichiarare inesistente ciò che invece esiste non è "quello che noi riteniamo scorretto", capovolgere la cronologia ribaltando così i rapporti di causa-effetto non è "quello che noi riteniamo scorretto": tutto questo è scorretto. Peggio: tutto questo è fare consapevolmente disinformazione. Se Le dispiace tanto per i cittadini che si ritrovano in guerra dovrebbe rivolgere la sua attenzione a chi li condanna al terrorismo, non a chi denuncia il terrorismo e i sedicenti giornalisti che il terrorismo difendono. Quanto alle insinuazioni nei nostri confronti, le rimandiamo al mittente. Ci stia bene.
La redazione di Honest Reporting Italia

Si capisce un tubo! Ai due paesi di cui si parla è morto o no ammazzato qualcuno? Terrorismo che vuol dire? Terrorismo di stato è quello che israele ha sempre fatto o no? Nel 1948 vi è stata o no la Nakba, la pulizia etnica di cui non io parlo ma l'ebreo israeliano Ilàn Pappe?
Gli ebrei sionisti in Palestina sono arrivati dalla luna nel 5000 avanti cristo o ci sono sbarcati pensando di avere a che fare con gli indiani d'America?
E voi chi... siete? Cosa volete? Cosa fate?
Fra aggrediti e d aggressori non vi sono dubbi! Quanto a Shatila e Sabra mica è un romanzo? A me poco interessa il dettaglio. Interessa la sostanza. La sostanza dice che da 60 anni a questa parte vi è stata un'occupazione colniale ai danni di un popolo che vi risiedeva da prima. E non ditemi che gli israeliani sono ebrei che ritornano nella patria lasciata duemila anni fa ai tempi della distruzione del Tempio perché si tratta di una mera invenzione. Gli attuali israeliani che occupano la Palestina come avamposto militare degli USA sono russi, polacchi, italiani...Lo dice un altro ebrei isareliano di nome Shlomo Sand. Quindi, i palestinesi stavano a casa loro prima che qualcuno in modo criminale li cacciasse..
E non ditemi che sono antisemita perché mi incavolo... Intanti, veri semiti sono soltanto i palestinesi, non gli ebrei di israele...
Adesso ho da fare!

Chi siamo e che cosa vogliamo? È lei che è piombato in casa nostra sproloquiando e delirando, egregio signore. E anche noi abbiamo altro da fare che occuparci di un antisemitello da strapazzo. Prima di congedarci definitivamente ci permettiamo di darle un ultimo suggerimento: disdica l'iscrizione a questa newsletter che evidentemente deve avere fatto in un momento di distrazione, visto che la verità fa così male alla sua digestione.

La redazione di Honest Reporting Italia

Branco di idioti.
Se la vostra mailing list è attività PUBBLICA e non segreta e massonica, come in effetti ho potuto smascherare, io faccio attività lecita di monitoraggio di tutto ciò che è pubblico. Posso documentare (e me ne avete dato gli elementi probatori) che la vostra attività è du pura lobbying, cioè qualcosa di pericoloso per la democrazia.
Non mi sono iscritto alla vostra Lista per ottenere delizia. Ma per fare un lavoro di vigilanza democratica, I vostri attacchi a Sergio Romano sono vergognosi? La Verità? E cosa ne sapete voi? Siete esattamente il contrario? È in vostro potere cancellarmi. In me, se continuerete a mandare le vostre delazioni concertate aq danno di terzi, troverere il critico che vigila per la democrazia di questo paese che evidentemente non è il vostro. Razza di idioti!

(Per la serie: se non son matti non li vogliamo) (E anche per la serie: ma quando mai i poveri palestinesi avranno una speranza di pace, finché avranno simili sostenitori?) (E infine per la serie: ma ci vogliamo decidere a fare una colletta per regalare un po’ di preservativi a quella povera mamma degli imbecilli, che possa finalmente tirare il fiato anche lei, povera donna?)

barbara


28 maggio 2008

SERGIO ROMANO, OVVERO L’ARTE DELLA DISINFORMAZIONE

Comunicato Honest Reporting Italia 28 maggio 2008

Si è sempre nel dubbio, quando si leggono le ricostruzioni storiche di Sergio Romano, se sia più grande l'ignoranza o la malafede. Quello che è certo ed evidente è che massicce dosi di disinformazione non mancano mai. E non mancano neppure in questa sua risposta a un lettore che chiede chiarimenti sulla strage di Sabra e Chatila, pubblicata sul Corriere della Sera di martedì 27 maggio.

I CAMPI DI SABRA E SHATILA LA TRAGEDIA E I SUOI EFFETTI
Grazie a un recente film è tornato alla ribalta, dopo 26 anni, il massacro degli arabi palestinesi nei campi di Sabra e Shatila alla periferia di Beirut. Contrastanti sembrano essere le opinioni sulle effettive responsabilità dell’accaduto, ma comunque non convincenti: può aiutarmi a capire come andarono realmente le cose?
Michele Toriaco, Torremaggiore (Fg),

Caro Toriaco, L’esercito israeliano invase il Libano nel giugno 1982 mentre da sette anni infuriava in quel Paese la guerra civile.
Guerra civile scatenata dai palestinesi scampati al massacro messo in atto dall'esercito giordano nel Settembre Nero (oltre diecimila morti, secondo le stime più attendibili), che avevano qui trovato rifugio: perché non ricordarlo? Guerra civile che ha provocato circa 160.000 morti, la cancellazione di intere comunità cristiane e la distruzione di uno dei più ricchi, belli e civili Paesi del Medio Oriente: perché non ricordarlo?

Israele voleva impedire alle formazioni palestinesi di utilizzare il territorio libanese per operazioni di guerriglia,
Israele voleva impedire alle formazioni TERRORISTICHE palestinesi di CONTINUARE A UTILIZZARE il territorio libanese per incursioni armate e attacchi terroristici in territorio israeliano, come stavano facendo da anni

ma si proponeva altresì uno scopo meno confessabile: la tutela di un piccolo Stato vassallo, nel Libano meridionale, governato per procura dalle milizie cristiane del maggiore Saad Haddad.
più che altro la creazione di un cuscinetto che proteggesse Israele dai continui assalti terroristici. Cuscinetto corrispondente al 5% del territorio libanese, mentre il restante 95% era occupato dalla Siria, fatto che non sembra però turbare troppo il signor Romano.

Vi fu quindi, sin dall’inizio dell’operazione, una sorta di collusione tra forze israeliane e gruppi cristiani.
Che cosa significa esattamente "gruppi cristiani"? Non sarebbe auspicabile una maggiore chiarezza, tanto perché si sappia di che cosa si sta parlando?

Dopo avere sconfitto rapidamente le forze siriane e palestinesi schierate alla frontiera, i 75.000 uomini del corpo di spedizione israeliano puntarono sui campi profughi, vivaio delle reclute che Yasser Arafat arruolava tra le famiglie di coloro che avevano abbandonato la Palestina nel 1948 e nel 1967.
Forse, più che "vivaio di reclute" sarebbe più corretto chiamarli "covi di terroristi", considerando che al momento dell'evacuazione dei campi furono trovati 5630 tonnellate di munizioni, 1320 fra carri armati e altri veicoli pesanti, 623 pezzi di artiglieria e lanciamissili, 33.303 armi leggere, 1352 armi anticarro, 2387 attrezzature ottiche, 2024 apparecchi di telecomunicazione, 215 mortai, 62 lanciarazzi katiuscia (elenco non definitivo, fornito nel comunicato ufficiale israeliano del 18 novembre 1982).

Gli invasori speravano che l’operazione avrebbe permesso l’annientamento dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina)
organizzazione nata nel 1964, quando NON c'erano i "territori occupati", ma il signor Romano si guarda bene dal precisarlo, poiché tale precisazione rende lampante il fatto che questa organizzazione non è nata allo scopo di creare uno stato di Palestina, ma unicamente per quello di distruggere Israele essendo, all'epoca, lo stato di Israele l'unico territorio occupato da Israele.

e la cattura, «vivo o morto», di Arafat. Ma dovettero accontentarsi di un accordo, negoziato grazie alla mediazione degli Stati Uniti, che avrebbe permesso a una parte delle milizie palestinesi (circa 15.000 uomini) di lasciare il Paese verso la fine di agosto.
Detto in altri termini, ancora una volta il mondo intero - Stati Uniti compresi - si è mobilitato per salvare i terroristi, per impedire a Israele di averne ragione e di chiudere finalmente una volta per tutte la partita, e per perpetuare quindi questa guerra che sembra ormai non poter avere fine.

In quegli stessi giorni il Libano ebbe finalmente un nuovo presidente nella persona di Bashar Gemayel,
Bashir Gemayel

leader delle Falangi cristiane. Ma la sua presidenza durò soltanto sino al 14 settembre quando il capo dello Stato morì con venticinque uomini in un attentato organizzato forse dai siriani.
Forse? Come mai quando si tratta della Siria sono sempre d'obbligo le formule dubitative?

Fu quello il momento in cui il governo Begin e il suo ministro della Difesa Ariel Sharon decisero di occupare nuovamente Beirut per espellere i palestinesi rimasti nella città.
Per espellere i terroristi palestinesi rimasti nella città.

L’operazione sarebbe stata condotta dalle milizie cristiane, ma gli israeliani, installati a 200 metri da Shatila, crearono una cinta intorno ai campi e fornirono i mezzi necessari all’operazione.
Il massacro durò due giorni e provocò, secondo stime difficilmente verificabili, circa 3.000 vittime.
"Secondo il rapporto del Procuratore Generale libanese, nei due campi non ci sarebbe stato un massacro di inermi contro armati, ma una vera e propria battaglia che ha coinvolto l'intera popolazione. «... Furono i terroristi palestinesi - riferirà un maggiore dell'esercito danese, Joern Mehedon - a cominciare la sparatoria ... Sapevamo che i guerriglieri si facevano normalmente scudo di donne e bambini. ...»." (Fausto Coen, Israele: 50 anni di speranza, Marietti, p. 160). Naturalmente non abbiamo modo di sapere se questa testimonianza sia attendibile e se questa ricostruzione dei fatti sia corretta, ma in presenza di versioni contrastanti ci si aspetterebbe che un giornalista degno di questo nome le fornisse entrambe. Quanto alle vittime, secondo la Procura Generale della Repubblica libanese sarebbero state 470, per la Croce Rossa 663, mentre la Commissione di inchiesta israeliana - la più severa - in base a sopralluoghi, riprese aeree e testimonianze ha calcolato che le vittime siano state fra le 700 e le 800. La cifra di 3000 vittime non risulta da alcuna "stima": è solo la cifra spacciata dalla propaganda palestinese, ma per qualcuno, evidentemente, è di gran lunga preferibile alle stime vere.

In Israele vi fu una grande manifestazione di protesta, a cui parteciparono quattrocentomila persone,
ossia il 10% dell'intera popolazione israeliana, mentre non si ha notizia di proteste, in altri Paesi, contro gli autori della strage

e venne costituita una commissione d’inchiesta che attribuì a Sharon la responsabilità del massacro e lo costrinse a dimettersi.
che attribuì a Sharon la responsabilità INDIRETTA del massacro, ossia per non averlo saputo prevedere e impedire, scagionandolo invece da quella diretta, appannaggio di Eli Hobeika che aveva guidato le milizie che lo avevano perpetrato. Operazione per la quale fu ricompensato dai suoi padroni siriani - padroni anche dell'intero Libano - con un ministero.

L’operazione non impedì ai palestinesi di riorganizzarsi ed espose Israele alle critiche della società internazionale.
Difficile che Israele non sia esposta alle critiche, finché l'informazione è in mano a personaggi come il signor Romano!

Ma la maggiore e più grave ricaduta politica del massacro fu l’apparizione di un nuovo nemico: un movimento politico e religioso che si chiamò Hezbollah, «partito di Dio», e riunì i gruppi di militanti sciiti che avevano sino ad allora partecipato in ordine sparso alla guerra civile.
Il movimento Hezbollah nasce nel giugno 1982: un po' difficile attribuirne la nascita alla strage di Sabra e Chatila avvenuta fra il 16 e il 17 settembre dello stesso anno.

Fu quello il momento in cui la lotta contro Israele smise di essere prevalentemente laica per divenire anche e soprattutto religiosa.
Le dice qualcosa, signor Romano, il nome Damour? È una cittadina a venti chilometri da Beirut. Quasi seicento cristiani massacrati, donne stuprate, cadaveri smembrati, uomini trovati evirati e coi genitali in bocca, il cimitero devastato, le tombe scoperchiate e le ossa sparse per tutto il campo. L'assalto, ad opera degli uomini di Arafat, era avvenuto al grido di "Allahu akhbar". Era il gennaio 1976 (giusto per fare un esempio. Se ne potrebbero fare molti altri, volendo, magari partendo dal Gran Mufti Haji Amin al Husseini che nel 1948 incitava al jihad contro il neonato stato di Israele).

E fu quello infine il momento in cui l’Iran, dove gli Ayatollah avevano conquistato il potere poco più di tre anni prima, poterono contare su un amico libanese di cui si sarebbero serviti, da allora, per influire sugli avvenimenti della regione.
Cioè, l'Iran ha aspettato Sabra e Chatila per decidere di influire sugli avvenimenti della regione? Ma per piacere, signor Romano!

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Per chi desiderasse saperne di più, suggerisco la lettura dei miei post su Damour, sulla strage di Tell al Zatar e sull’altra Sabra e Chatila (sì, ce n’è stata anche un’altra: lo sapevate?) utili anche, per chi è più giovane e non ha vissuto quegli avvenimenti in diretta, per capire un po’ meglio le dinamiche di ciò che è accaduto e sta tuttora accadendo in Libano.

barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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