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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


3 ottobre 2010

DI BLOG E DI COSE ATTUALI

Nella mia vita quotidiana sono straordinariamente disordinata come sa chi mi conosce. Nel computer no: ho archivi ordinatissimi, con cartelle e sottocartelle, e sportelli scaffali cassetti raccoglitori scatole plichi eccetera eccetera. Vale anche per i blog: quelli che non solo leggo e consulto ma anche consiglio sono qui, nel blogroll. Poi ce ne sono molti altri che visito con maggiore o minore frequenza, ordinati, a seconda del valore, dell’interesse, e dell’assiduità di lettura, in cartelle che si chiamano blog a, blog b, blog c, blog d, blog r ossia rari, vale a dire che fanno tre post all’anno ma vale la pena di dare un’occhiata ogni tanto, e blog e: blog estinti, abbandonati da anni ma contenenti materiale che ogni tanto ho bisogno di consultare.
Ieri sera sono entrata in un blog a. Non ne dico il nome, e non dico il nome del titolare, personaggio di una certa notorietà nel mondo della comunicazione. Ci ho trovato un attacco a 360° a Fiamma Nirenstein, e fin qui passi: ognuno ha diritto alle proprie simpatie e antipatie. Ma la cosa sconvolgente erano gli argomenti, che da persona finora conosciuta come intelligente davvero non ti aspetteresti, e invece quando c’è in ballo Israele ti devi aspettare di tutto. Fiamma Nirenstein è estremista, dice, appena ti azzardi a muovere mezza critica a Israele ti dà dell’antisemita. Tu dici non è vero che sono antisemita e lei ti risponde che invece sì che lo sei anche se lo neghi (ma se un ebreo si sente offeso dall’interlocutore, chi è che deve decidere se l’offesa c’è stata o no: l’offeso o l’offensore?). Tu replichi che hai un sacco di amici ebrei e lei ti ribatte che la conosciamo bene la foglia di fico degli amici ebrei (in effetti non la conosce solo Fiamma Nirenstein: la conosciamo tutti quella squallida foglia di fico, e sappiamo anche che nessuno ricorrerebbe a quella foglia di fico se avesse qualche copertura più decente, ma i foglifichisti non se ne sono ancora accorti, eh già...), e questo è un atteggiamento “ingiusto, furbo e ricattatorio”. E il sostegno della destra a Israele è “acritico” mentre l’equilibratissima sinistra, o yes, ha sempre avuto “una linea prevalente di equidistanza fra Palestina e Israele” - perché è bello essere equidistanti fra chi tenta di attuare un programma di sterminio totale e chi tenta di difendersene – “se non di vicinanza al popolo palestinese” – perché è più bello ancora dedicarsi anima e corpo alla causa di chi sta cercando di completare l’opera di Hitler (e non parliamo poi delle cose scritte nei commenti...). Vabbè, indecisa se andare a vomitare o cercare di trattenere le deliziose orecchiette pugliesi mangiate per cena, ho comunque provveduto immediatamente ad eliminare il blog in questione.
Sono entrata, sempre ieri sera, in un altro blog, sempre della cartella “blog a” (e ora nel cestino), sempre di persona solitamente intelligente e riflessiva, in cui è detto che se dovesse sentire “la stracciatissima parola indignazione per la bestemmia detta da Berlusconi” ci viene a cercare casa per casa per appiccicarci sulla fronte un’etichetta con scritto “LA BINETTI VE LA MERITATE TUTTA”. Ora, a me la Binetti fa abbastanza senso, come credo di avere già avuto occasione di dire. E potendo scegliere liberamente, sceglierei di sicuro di farmi governare da un essere umano. Se poi il suddetto essere umano sapesse anche fare il politico, sarebbe l’apoteosi. Ma se fossi obbligata a scegliere fra quell’essere semiumano che è la Binetti e quell’ammasso di putredine, non non avrei davvero dubbi sulla scelta da compiere, e se quel signore verrà a bussare a casa mia, potrà tranquillamente risparmiarsi la fatica di portare l’etichetta, perché sulla mia fronte ce n’è già una, con scritto “FIERA DI MERITARMI LA BINETTI”. Quanto alla “barzelletta” su Rosy Bindi, non l’ho sentita e non l’ho letta, e non la voglio né sentire né leggere (interessante comunque il fatto che nel blog in questione molti commenti dicano che la barzelletta fa schiantare dalle risate e che la bestemmia finale ci sta meravigliosamente. Interessante il fatto che i suddetti commenti siano tutti maschili. Il che costringe ad osservare che, pur lontanissimi dal mondo islamico, anche da noi però di strada da fare per ripulire il mondo da questa feccia schifosa ce n’è ancora un bel po’). Per quanto riguarda invece quella sugli ebrei, qualcuno dovrebbe provvedere a informare l’ammasso di putredine che in quella originale il protagonista non è un ebreo, bensì un cristiano che si va a confessare; qualcuno dovrebbe provvedere a informare l’ammasso di putredine che gli ebrei, a quei tempi, erano quelli che scappavano e cercavano rifugi, non quelli che potevano permettersi il lusso di offrirli; qualcuno dovrebbe provvedere a informare l’ammasso di putredine che gli ebrei, a quei tempi, non erano quelli che si arricchivano offrendo ripari, bensì quelli che, se avevano due soldi, si svenavano e arricchivano i cristiani per tentare di sfuggire alle camere a gas. Qualcuno ci è riuscito, molti altri no. Ditelo, a quell’ammasso di putredine. (e già che ci sei leggiti anche questo)

barbara


8 ottobre 2009

LA REPUBBLICA DELLE BANANE

Giulio Andreotti, Franco Bassanini, Giorgio Benvenuto, Silvio Berlusconi, Massimo Maria Berruti, Alfredo Biondi, Umberto Bossi, Enzo Carra, Paolo Cirino Pomicino, comunisti vari misti, Luca Cordero di Montezemolo, Bobo Craxi, Massimo D’Alema, Sergio D’Antoni, Massimo De Carolis, Marcello Dell’Utri, Gianni De Michelis, Cesare De Piccoli, Roberto Formigoni, Gaspare Giudice, Giorgio La Malfa, Agazio Loiero, Claudio Martelli, Achille Occhetto, Cesare Previti, Cesare Romiti, Vittorio Sgarbi, Carlo Tognoli, Vincenzo Visco, Claudio Vitalone.

Indovinate che cos’hanno in comune tutti questi gentiluomini? Bravi, avete indovinato: sono tutti pregiudicati. Più che la repubblica delle banane, però, dovrebbe più propriamente appellarsi la repubblica delle cloache: difficile affacciarsi su questo verminaio senza provare almeno un conato di vomito. Vale davvero la pena di riprendere in mano questo libro di qualche anno fa, se non altro per verificare come le cose, da allora, non abbiano fatto che peggiorare, come i delinquenti abbiano gloriosamente proseguito le loro prestigiosissime carriere, come il parlamento abbia continuato, man mano che i suoi membri si dedicano a sempre nuovi reati, a sfornare via via sempre nuove leggi per depenalizzarli, affinché coloro che ci rappresentano possano continuare, impunemente e rigorosamente a piede libero, a derubarci a man bassa, a fare affari con la più bieca criminalità organizzata, a sporcarsi anche le mani di sangue senza che la loro gloria ne venga intaccata.
Utile, anche, per fare piazza pulita di tutta una serie di leggende metropolitane che dall’epoca di Mani Pulite hanno goduto di crescente popolarità, dalle prescrizioni spacciate per assoluzioni alla colossale bufala delle condanne che sarebbero state comminate con la grottesca motivazione che “non poteva non sapere”: NESSUNO è mai stato condannato con questa motivazione; chi è stato condannato lo è stato in base a prove documentali che SAPEVA e AGIVA. I reati di Gianni Agnelli, per esempio, che davvero non poteva non sapere, ma per i quali, grazie al solidissimo e impenetrabile quadrato fattogli intorno, non è stato possibile trovare prove documentali, sono stati prontamente archiviati.
Chi se lo fosse perso al momento della sua uscita, è dunque caldamente invitato a rimediare adesso.

P.S.: Naturalmente non è per caso che pubblico questo testo nel momento in cui, finalmente, sembra intravvedersi uno spiraglio di luce, nel momento in cui si verifica che c’è ancora qualcuno che non è disposto a usare la Costituzione come carta da cesso, nel momento in cui realizziamo che c’è ancora qualcuno convinto che la legge debba essere uguale per tutti, nel momento in cui constatiamo che forse sì, c’è davvero un giudice a Berlino.
P.P.S.: Mi si è appena riferito che l’ineffabile Cavaliere ha definito Rosy Bindi “più bella che intelligente”. Nel ricordare che l’immonda battuta è vecchissima e appartiene al pregiudicato Vittorio Sgarbi, il che significa che il Grande Comunicatore non è neppure in grado di inventarsi una battuta e ha bisogno di riciclare quelle altrui, e nel rimandare per i dettagli a quanto scritto qui tre anni fa, desidero esprimere tutta la mia solidarietà umana, femminile e politica alla signora Rosy Bindi.

Peter Gomez – Marco Travaglio, La repubblica delle banane, Editori Riuniti



Molto meno ottimismo della sentenza della Consulta suscita invece la lettura di ciò che scrive lui. E poi

MEMENTO: +38.

barbara

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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


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Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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