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Diario


22 giugno 2011

PER ISRAELE CON TZAHAL: L'ESPERIENZA DI SAR EL

Roberto Robotti ha fatto una preziosa esperienza di lavoro e di amicizia in Sar El, il programma di appoggio all'esercito israeliano. Questo il suo racconto.

Ho trascorso nelle settimane scorse volontario di Sar El in Israele un'esperienza straordinaria che non pochi ebrei italiani hanno fatto e molti di più dovrebbero fare. Non la racconto nei dettagli, voglio solo testimoniare le emozioni che mi ha dato e che ancora mi sento nel cuore.


Fare la cosa giusta da fare per Israele è essere con Israele fisicamente, con i ragazzi e le ragazze di Tzahal: il nostro esercito, uno dei cuori e delle anime della nostra Terra.
Fare la cosa giusta per Israele è lavorare e vivere fianco a fianco con loro, e da loro imparare cosa sia la serietà, la leggerezza, la passione e l'energia del vivere.
Fare la cosa giusta per Israele è offrire il proprio tempo, risparmiando quello dei riservisti che devono far avanzare la vita produttiva e l'economia del Paese, perché il tempo è denaro.
Fare la cosa giusta per Israele è essere orgogliosi e fieri di indossare la divisa dell'esercito e commuoversi di fronte alla bandiera, perché questo ci si aspetta da noi.

Fare la cosa giusta per Israele è sentire il cuore che si spacca quando ci ringraziano per esser lì con loro con la semplicità, la sincerità e la luce dei vent'anni.
Fare la cosa giusta per Israele è vivere e respirare fianco a fianco con uomini che hanno vissuto rinchiusi in un carrarmato a Gaza, senza sonno, soffocati dalla paura e dal caldo, ascoltandoli, facendoli sentire parte della nostra vita non a parole ma con una stretta di mano, guardando dritto nei loro occhi, ringraziandoli senza se e senza ma.
Fare la cosa giusta per Israele è, ancora una volta ma non basta mai, esprimere riconoscenza ai nostri soldati, perché sono pronti a rischiare la vita per Israele, per le loro famiglie, per noi tutti.
Riceverete in cambio, pienezza, gratitudine, fierezza, orgoglio, gioia, bellezza, in una parola: gloria, senza retorica.
Questo è possibile grazie a Sar El, Volontariato in Israele, che da decenni organizza gruppi di uomini e donne che da tutto il mondo offrono parte del loro tempo a Tzahal dando un enorme supporto materiale, morale e affettivo.
Non ci sono limiti di età, e le mansioni sul campo vengono assegnate rispettando le esigenze psico-fisiche di ciascuno.
Il segno tangibile del proprio amore per Israele è essere in Israele con Sar El.

Roberto Natan Robotti

Grazie Roberto. Grazie per averlo fatto e grazie per averlo raccontato. Grazie a nome di tutti coloro che amano Israele e a nome di tutti coloro che amano la Pace – quella vera, non quella dei cimiteri che auspicano i nemici dell’umanità e i loro complici da tribune politiche e da studi televisivi e da palcoscenici di ogni dove. Grazie e a presto, perché appena vado in pensione ci corro anch’io.

barbara

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