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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


4 novembre 2010

PASSATO E PRESENTE

Quattrocento sicli di argento - una cifra considerevole per l'epoca - è il prezzo che Abramo paga senza battere ciglio per acquistare la grotta per seppellire Sarà e i suoi discendenti. E' l'esordio del brano (Genesi 23:16) che, con caparbia ostinazione giudaica teologico-biblica, leggeremo questo Shabbat. Bisogna capire come mai la Torah si dilunghi tanto sui dettagli dell'acquisto. Una possibile risposta la dette R. Yudan figlio di R. Simon, un Maestro vissuto in terra d'Israele nel terzo secolo: "Questo è uno dei tre luoghi per i quali le nazioni del mondo non possono tormentare Israele accusandoli di averli rubati" (Bereshit Rabba 79:7). Perché sull'acquisto di questi luoghi c'è una precisa informazione biblica. Oltre alla grotta acquistata da Abramo, l'area del Santuario (1 Cron. 21:25) e la tomba di Giuseppe (Genesi 33:19). Almeno su questi tre luoghi, dice R. Yudan, ci dovrebbero lasciare in pace. Eppure, sentendo le dichiarazioni dei reverendi Padri Sinodali (che, almeno per l'abito che indossano, nella Bibbia ci dovrebbero credere), R. Yudan sembra un incorreggibile ottimista.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma

Già, uno si immagina che un atto di compravendita sia sufficiente a legittimare una proprietà ma poi ti arriva qualcuno che nega tale legittimità. Nel frattempo abbiamo avuto modo di vedere che il messaggio del sinodo – cari terroristi ammazzate pure tutti i cristiani che volete che noi vi assolviamo a priori perché sappiamo che state solo resistendo ai perfidi giudei – è stato perfettamente recepito dai destinatari, che hanno immediatamente provveduto a far fuori un altro po’ di cristiani, e come sempre c’è qualcuno che non si lascia scappare l’occasione per gridare al complotto e incolpare della strage i soliti suddetti perfidi giudei. I quali perfidi giudei, nel loro indefesso complottare, arrivano persino a spacciarsi per storici (pseudo-storici, infatti, devono essere correttamente chiamati), ma c’è chi per fortuna li rimette al loro posto.

barbara


29 ottobre 2010

VEDI ALLA VOCE AMORE

Siccome nell’oscuro medioevo i famigerati francescani battevano (verbo perfettamente adeguato, visto che si prostituivano al servizio del Male) parrocchia per parrocchia per scatenare massacri di ebrei, nell’illuminato nonché luminoso Illuminismo i buoni cristiani hanno pensato bene di correre ai ripari rinchiudendoli nei ghetti. Per il loro bene, naturalmente, per proteggerli dalle violenze dei malintenzionati. Oggi sono invece i buoni musulmani loro vicini che si preoccupano del loro bene, e alla frontiera della Giordania gli sequestrano la kippah, per non rischiare che qualuno, individuandoli come ebrei, sia colto da brutte tentazioni nei loro confronti. Resta da capire per quale misteriosa ragione questi strani esseri che sono gli ebrei, circondati da tanto amore, da tanta sollecitudine, da tanta preoccupazione per la loro salvezza, continuino a lamentarsi e recriminare.

Vado via, come sapete. Poi torno poi rivado poi ritorno, e se sopravvivo al micidiale tour de force che mi aspetta nei prossimi sei giorni, ci risentiamo. Nel frattempo vi invito a leggere uno due tre ottimi pezzi sull’ultimo libro di Umberto Eco, che naturalmente non leggerò, principalmente perché sono allergica alle mode in tutti i campi, compreso quello letterario, e poi anche per qualche altro motivo.

E poi l’ultima chicca del Signor Tizio della Sera, che non potete assolutamente perdere:


Lesso

Ecco i giorni in cui cessano le ragioni del contenzioso. Fra Israele e Palestina, la memorabile pace. Pace per trattative sui confini giunte a buon fine, pace per uno schianto militare di Teheran, pace perché Bin Laden sceglie la contemplazione in un monastero tibetano - ma poi, la pace. Per israeliani e palestinesi è festa. Mentre non è affatto festa per i gruppi dei delusi, sottoposti a implosione nel cuore d'Europa. Per loro è alle porte un futuro non amfetaminico, ma diciamo così, lesso. Niente cortei, niente offese sui forum, stop perfino agli sputi. Le bottiglie molotov tornano a essere bottiglie, con la benzina si va in macchina e ogni gita al mare, ai laghi, è vita che va in frantumi. Il tempo sereno, la campagna che luccica, e per cosa? Sai dove me la metto la campagna che luccica. Nella nuova vita, c'è per esempio questa domenica di pace, una gita ai colli. L'antisionista siede sul plaid, in riva al torrente. Mastica la frittata di pasta preparata dalla moglie. È buona la frittata di pasta coi pezzi di scamorza, ma a che pro? Ai suoi piedi, l'acqua scorre argentea e c'è il guizzo di una trota - anche questo, a che pro? Sai dove se lo mette il guizzo (in ogni caso noi l'abbiamo intuito). I figli piccoli Roberto Ismaele Abù e Antonietta Fatima Gina giocano a palla a mano e mandano gridolini di gioia - e con questo? In giro, non una formica assale il ciambellone - beh, che si vuole dimostrare? Non è neanche buonissimo, il ciambellone. Un momento, un breve sorriso si distende sulle sue labbra micragnose. Adesso lui sa che farà, appena torna a casa dopo l'ingorgo. Quando è buio, va allo stadio con la bomboletta e scrive il suo pensiero libero con tutto il rosso che ha nella bomboletta. Scriverà tutto quello che tiene chiuso nel cuore. La verità, bella gigante: "Inter ladri".
La controinformazione non deve morire.

Il Tizio della Sera

Di cose importanti e interessanti ce ne sarebbero ancora, ma il troppo stroppia, si sa, e a me stroppiare non piace. A presto, dunque, e fate i bravi, mi raccomando.

barbara


14 maggio 2010

LE RELIGIONI SONO TUTTE UGUALI?

La forza delle donne

A commento della parashà di questo Sabato, inzio del libro dei Numeri, che parla di un censimento di soli uomini abili alla guerra, una citazione da Rav Jonathan Sacks: "Quando vuoi conoscere la forza di un esercito, come all'inizio del libro di Bemdibar, conta gli uomini. Ma quando vuoi conoscere la forza di una civilizzazione, guarda le donne. Perché è la loro intelligenza emozionale che difende la dimensione personale da quella politica, il potere della relazione dalla relazione di potere".

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma


Fatwa del 1979

“Le donne membri e sostenitori dei Mojahedin, (il maggior gruppo di opposizione ai mullah), possono essere uccise, torturate, violentate e le loro proprietà confiscate”.

Ruhollah Khomeini

barbara


12 gennaio 2010

IL MIDRASH DIMENTICATO

 "Sorse un nuovo re in Egitto che non aveva conosciuto Giuseppe", così inizia il libro di Shemot. Dovrebbe essere un nuovo re nel senso letterale ma il midrash suppone anche che possa essere stato lo stesso re che si era dimenticato del bene fatto da Giuseppe. Sembra strano ma non lo è affatto. Nel Tempio Maggiore di Roma all'entrata a destra c'è una solenne lapide che ricorda la visita alla Sinagoga di Vittorio Emanuele III, lo stesso che qualche anno dopo avrebbe firmato le leggi razziste. Quando decisero di mettere la lapide forse furono i nostri che si dimenticarono il midrash del re d'Egitto. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma



Brutto affare, quando la memoria fa difetto ... Meno male che abbiamo sempre fra di noi qualcuno che non perde mai né la memoria, né la grinta (grazie, grande Ugo!), uno e due.

barbara

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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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