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Diario


7 giugno 2010

QUELLI CHE LA SERA NON SI PUÒ GIRARE PIÙ

Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la TV.
L’ho sentita questa sera alla radio mentre preparavo la cena, e mi è venuto irresistibilmente da pensare alla cartolina di oggi: un parallelismo praticamente perfetto.


Il futuro dell'Occidente non è solo eurarabo, ma anche chiesarabo

Cari amici, mi hanno detto che quel Benedett'uomo del papa, parlando da Gerusalemme o da Betlemme, insomma proprio vicino alla famosa barriera di protezione, ha fatto un gran discorso di protesta per l'occupazione turca di Cipro, ha detto che il muro che divide Nicosia è un'infamia e così anche la cancellazione di tutte le tracce cristiane a Cipro, ma anche in tutta la Turchia e nei territori che costituiscono l'Armenia storica. Poi, stupendo tutti, ha affermato che quel vescovo ucciso dal suo autista ebreo non doveva assolutamente essere messo in conto all'ebraismo, anche se era il quarto o il quinto sacerdote a essere caduto sotto i colpi degli integralisti ebrei negli ultimi anni. "E' solo una vicenda personale" ha detto il generoso Benedetto. "non possiamo farne colpa agli ebrei". Qualcuno deve aver chiesto cosa c'entra con il contesto israeliano in cui parlava e lui: "I turchi si sono uniti a coloro che cercano di distruggere Israele, che minacciano un bagno di sangue. Il terrorismo è una malattia del mondo arabo, che dovrebbe guardarsi dentro e bloccare i suoi istinti sanguinari. Bisogna però anche che ci occupiamo dell'aggressività turca, del modo in cui reprimono i curdi, bombardano i loro villaggi, imprigionano i loro leader, ha aggiunto, dei bagni di sangue che fanno parte della loro identità storica. E soprattutto, non è accettabile che neghino il genocidio degli Armeni. Tutta quella che oggi spacciano per Turchia orientale è terra armena, terra rubata. Se i turchi vogliono la pace, devono ritirarsi dal lago di Van, dalle città di Kars e Trabzon. Soprattutto devono chiedere scusa e accettare che una commissione presieduta dal presidente armeno e dal presidente francese faccia piena luce sui loro delitti!"
Ecco, ho letto in fretta, ma questo ho capito del discorso del papa, così citato dai giornali. Che bello, no? Il leader spirituale che mancava all'Europa ha finalmente trovato il coraggio di dire la verità che tutti negano. Ma che cosa sento... Qualcuno mi dice che non è così? Non ha denunciato i pericoli dell'Islam parlando da Gerusalemme, ma di quelli di Israele parlando da Nicosia? Che strano... E ad ammazzare quel vescovo e quei sacerdoti non sono stati gli ebrei ma i turchi? Ma certo! Gli ebrei non ammazzano i cristiani, ma i musulmani sì, eccome, in particolare i turchi! Poi li assolvono sempre dicendo che sono matti, certo, ora mi ricordo. Ma Lui ha comunque detto che non hanno colpe, non gli ebrei che non c'entrano davvero, ma proprio i turchi che fanno il tiro al piccione sui preti appena possono, che la religione in questi omicidi non c'entra, gli islamici sono suoi fratelli eccetera eccetera? Ma che strano...
Eppure è proprio così, adesso ho riletto l'articolo ed è proprio vero (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201006articoli/55686girata.asp). Pensateci. Il Papa va a Nicosia, la sola città in Europa e nel Mediterraneo divisa da un muro, eretto dai turchi, in un paese occupato militarmente dall'esercito turco – e non protesta contro l'occupazione bensì parla contro Israele, gli ammazzano i vescovi e lui dice che non importa, che certamente l'Islam non c'entra perché è buono... fraterno... Che bello, è proprio il giusto leader spirituale per Eurabia. Se non ne ha ancora uno, gli potrei suggerire il giusto motto latino: "Flectar, non frangar", cioè, interpretato un po' liberamente, pur di non farmi legnare mi piegherò a ogni compromesso... Capisco ora come possa considerare Pio XII come un maestro spirituale; anche a Pacelli probabilmente i nazisti non andavano tanto a genio sul piano personale, ma aveva paura per i cattolici nel Reich. Immagino che anche al Papa gli islamofascisti non siano simpatici, ma forse per frenare i loro impulsi omicidi contro i cristiani è meglio piegarsi, non denunciare, prendersela con Israele assicurandosi anche l'approvazione dell'opinione pubblica progressista euraraba che lo detesta... Geniale... Far di necessità virtù... Il futuro dell'Occidente non è solo eurarabo, ma anche chiesarabo. Che il Cielo ce la mandi buona.

Ugo Volli

Che poi uno magari volendo potrebbe chiedersi come mai, se il vescovo è stato ucciso per via del fatto che il suo autista era un tantino squilibrato (e qui si potrebbe aprire una ulteriore parentesi per chiedersi come mai i religiosi cristiani da quelle parti abbiano l’insana abitudine di circondarsi tutti quanti da persone squilibrate, ma lasciamo perdere) come mai, dicevo, adesso improvvisamente diventi un martire della fede cristiana, ma lasciamo perdere anche questo, perché è sicuramente una domanda tanto tanto maligna, e non sta per niente bene fare domande maligne. E passiamo invece a leggere quell’autentico capolavoro che è la cartolina di ieri.

Voglio andarci anch'io

Cari amici,
voglio andarci anch'io. Sarà il caldo che incomincia a salire, sarà tutto questo parlare di flottiglie e di arrembaggi, sarà come dicono i giuristi il loro "combinato disposto" di questi fatti, ma voglio andarci anch'io. Per mare, voglio dire. Su una nave. Anzi su una flottiglia. Che cosa dico, su una flotta! L'invincibile armada dei pirati! Voglio issare sull'albero di trinchetto la bandiera di un paese che non c'è, rompere gli assedi, mettermi in testa una bandana colorata e magari coprirmi un occhio con una benda nera, impugnare un coltellaccio e sfidare tutti i blocchi del mondo, per esempio i limiti di velocità sotto costa, la dimensione stabilita delle reti da pesca, i regolamenti antinquinamento... Sarò un pirata e non rispetterò le leggi. Farò liberamente la mia pipì in mare e mangerò i bianchetti, alla faccia dell'Unione Europea.
Ho anche pensato che sarebbe bello darmi uno pseudonimo, o meglio un nome di guerra: se ce l'ha anche quell'ometto di Mahamud Abbas, detto Abu Mazen per le armi, perché non io? Potrei chiamarmi Adolfo Uliano, il Nipote del Corsaro Rosso, così, per rendere omaggio ai grandi banditi del passato e alla bandiera rossa del comunismo e della Turchia. Non vi sembra un nome molto impressionante e pericoloso? Farò paura a tutti, salvo che alle masse popolari che non hanno nulla da pardere se non le loro catene. Sarò un eroe dei rotocalchi e mi inviteranno all'Isola dei famosi.
Però io sarò assolutamente pacifico, farò il bandito buono, come il capitan Merluzzo di quella vecchia pubblicità dei surgelati, chiamerò Croce Rossa la mia invincibile armada e crocerossini i miei banditi, così chiunque ci contrasti sarà uno che spara sulla Croce Rossa o impedisce alla croce Rossa di operare. Questo non mi impedirà di ammazzare, di rubare e di fare contrabbando, ma nessuno lo potrà dire senza perdere la faccia. Mi sembra un piano splendido, mi vedo già sul ponte a gridare "bordate i pappafichi!", "accostate a dritta!" e soprattutto "all'arrembaggio!". Credo che avrò una buona stampa, anche perché sarò un'Organizzazione Non Governativa, che intendo chiamare PeBeCoMa: sarà una brutta sigla ma vuol dire "per il bene e contro il male", chi oserà contrastarmi?
Anche gli obiettivi non sono difficili da stabilire. Vorrei partire dal golfo persico e risalire l'Eufrate fino al Kurdistan per portare soccorso al PKK, che i turchi considerano terroristi. Ma si sa che solo gli stati possono essere terroristi, gli altri sono combattenti per la libertà. E anche se adesso, da quando sono diventati islamisti, i turchi sono così simpatici alla sinistra, come dimenticare che il comandante Ocalan, presidente del PKK, fu aiutato dal governo D'Alema e in particolare da Rifondazione comunista? Poveracci, essendo molto meno furbi di Adolfo Uliano, il Nipote del Corsaro Rosso, che poi sarei io, combinarono tali pasticci da fare arrestare il povero leader, che attualmente langue in una prigione del Mar di Marmara, ma non importa, dovranno comunque appoggiarmi.
Mi resta un solo problema: come faccio a comprarmi, o anche solo a noleggiarmi un'invincibile armada? E la benzina dove la compro? Mi faranno credito? Avete qualche idea? Che ne dite dell'importazione di materiali vegetali da fumo dal Marocco, polveri da naso dalla Bolivia, iniezioni intravenose dall'Afghanistan? Sono paesi amici e rivoluzionari, no? Posso sperare che cedano a Adolfo Uliano, il Nipote del Corsaro Rosso, parte dei loro profitti? Io ci conto, e intanto lucido la mia sciabola da arrembaggio. Voglio assolutamente andarci anch'io. Hasta la victoria siempre.

Ugo Volli

Naturalmente mi sono già prenotata, e il Grande Ugo ha promesso che se farò la brava e canterò l’inno mi arruolerà. Che emozione, ragazzi!
In attesa dell’imbarco, comunque, occupiamoci ancora per un momento degli imbarchi altrui per segnalare che la Reuters, non paga di aver dovuto ritirare migliaia di foto taroccate durante la guerra in Libano, ci riprova, e si fa di nuovo beccare con le mani nel sacco.


barbara


2 marzo 2008

REUTERS: DISINFORMAZIONE DA MANUALE

Comunicato Honest Reporting Italia 2 marzo 2008

Doppiamente da manuale, questo articolo Reuters di venerdì 29 febbraio: da manuale della disinformazione, come vedremo, e da manuale di psicanalisi per la proiezione su Israele degli auspici palestinesi.

Israele avverte i palestinesi: rischiate l'"olocausto"
No: il viceministro della Difesa Matan Vilnai (una persona, non "Israele": e già questa mancata identificazione la dice lunga sull'accuratezza e sulla serietà del servizio) ha parlato di "catastrofe", non di olocausto.

GAZA (Reuters) - Israele ha scatenato una serie di attacchi aerei contro la Striscia di Gaza ieri uccidendo 20 persone compresi diversi civili e bambini, e ha avvisato i palestinesi del rischio di un "olocausto" se non cesseranno i lanci di missili in territorio israeliano.
Classico esempio di inversione: PRIMA la reazione israeliana - corredata dal verbo "scatenare", che già di per sé orienta il giudizio del lettore - POI gli attacchi palestinesi che l'hanno provocata, derubricati a banali "lanci". Inoltre, anziché dire che Israele è andata a colpire le basi terroristiche e che in questa azione sono rimasti uccisi anche dei civili, vengono esplicitamente nominati solo questi ultimi, lasciando intenzionalmente i terroristi in secondo piano, impliciti, sfumati - praticamente inesistenti. Da notare poi lo "scatenamento" degli attacchi, da parte di uno degli eserciti più potenti del mondo, non contro i terroristi che seminano morte e distruzione in Israele, bensì "contro la striscia di Gaza", depurata da ogni negatività. Vorremmo infine aggiungere che dopo le migliaia di morti di Jenin, con tanto di fosse comuni, esecuzioni nei corridoi degli ospedali, dispersi e chi più ne ha più ne metta, ci viene spontaneo essere un tantino prudenti nell'accettare cifre palestinesi prive di conferma da parte di fonti indipendenti.

Nonostante i richiami internazionali alla calma, il bilancio dei morti negli ultimi due giorni è salito fino ad almeno 32 vittime. Tra queste c'è un israeliano, ucciso a Sderot da un missile sparato dall'interno della Striscia, prima vittima di un missile palestinese dal maggio scorso.
Sarebbe forse opportuno ricordare - ma "Reuters" non lo fa - che gli inviti alla calma intervengono sempre e solo quando Israele inizia a rispondere, mai quando la controparte attacca. Notiamo inoltre che un bambino di otto anni che ha perso una gamba a quanto pare non rientra, per i signori della Reuters, fra le vittime, per non parlare dei numerosi altri feriti, alcuni molto gravi.

Tra i palestinesi, invece, ci sono anche un neonato e quattro ragazzini che giocavano a calcio e che avevano dai 10 ai 15 anni.
E perché quattro ragazzini giocavano a calcio là dove i terroristi lanciano razzi? Sempre che sia vero, poi, dato che è noto che i ragazzini vengono spesso usati per recuperare i lanciamissili dopo il lancio, e dato che non viene riportata alcuna fonte. E inoltre: che cosa ci faceva un neonato in mezzo ai terroristi? E ancora: perché "invece", come se le vittime ci fossero solo fra di loro?

"Più si intensificheranno i lanci di (missili) Qassam e i razzi raggiungeranno una gittata più lunga, più (i palestinesi) porteranno su di loro un olocausto più grande perché useremo tutta la nostra forza per difenderci", ha detto alla radio militare il vice ministro della Difesa israesliano Matan Vilnai.
E tre: terza volta che l'estensore gioca con la parola "olocausto". Ed è un gioco molto sporco - ma perfettamente in linea, d'altra parte, con l'attitudine a definire Israele uno stato nazista, a parlare di "rappresaglie" anziché di risposte o reazioni, in un perfetto e totale capovolgimento tra vittime e carnefici e trasferendo su Israele quelli che sono i dichiarati auspici sia di Hamas che di Hezbollah: non solo la distruzione di Israele ma anche l'annientamento dell'intero popolo ebraico sull'intero pianeta. E capovolgendo, oltretutto, il significato di quanto detto dal ministro: la catastrofe da cui mette in guardia se la stanno procurando i palestinesi da soli con le loro sciagurate scelte di votarsi al terrorismo anziché al negoziato, mentre l'olocausto evocato da Reuters sarebbe perpetrato da Israele.

Il termine "olocausto" è usato raramente in Israele al di fuori delle discussioni sul genocidio nazista durante la seconda guerra mondiale.
Falso: il termine olocausto è usato quasi esclusivamente dai non ebrei, quindi in Israele non viene usato né al di dentro, né al di fuori "delle discussioni sul genocidio nazista durante la seconda guerra mondiale".

Gli ultimi scontri rappresentano la fase più sanguinosa di un conflitto a bassa intensità che va avanti da mesi
a noi, veramente, sembra che questa fase del conflitto stia andando avanti dal momento degli accordi di Oslo (1993), ossia da quando Israele si è impegnata a ritirarsi da Gaza e Cisgiordania per dare vita allo stato di Palestina: forse il corrispondente di Reuters si è un pochino distratto

e il portavoce del presidente palestinese Mahmoud Abbas ha accusato Israele di voler distruggere il processo di pace sostenuto dagli Stati Uniti, alla vigilia della visita del Segretario di Stato Condoleezza Rice che arriverà nella regione la prossima settimana.
E questo invece non ci stupisce affatto: i rappresentanti dell'Autorità Palestinese ci hanno ben abituati al giochino di distruggere ogni prospettiva di pace a suon di attentati terroristici e poi accusare Israele, al minimo cenno di reazione, di essere il responsabile del mancato raggiungimento degli obiettivi

Mentre il primo ministro israeliano Ehud Olmert e i suoi ministri hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti sulla possibilità di un'imminente offensiva di terra all'interno della Striscia, i residenti di Gaza hanno riferito che alcuni soldati di Gerusalemme hanno compiuto raid su gruppi di case nel sud dei Territori
sì, questo potrebbe anche essere vista l'inveterata abitudine a usare le abitazioni civili come basi di lancio o deposito di armi ed esplosivi

e che dei carri armati sono stati avvistati all'interno del confine settentrionale.
I Qassam dei terroristi palestinesi invece non vengono avvistati: partono, e in quindici secondi arrivano a destinazione. E chi li prende li prende.

Protestiamo per questo vergognoso servizio scrivendo qui:
http://help.yahoo.com/l/it/yahoo/news/general.html

Con l'occasione vi segnaliamo anche la tavola rotonda organizzata da Emanuele Calò con il PRI contro il boicottaggio alla fiera del libro di Torino, che si terrà l'11 marzo 2008 alle ore 20 presso il Caffè Letterario in Via Ostiense, Roma. Vi preghiamo di diffondere il più possibile questa segnalazione.

Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

HonestReportingItalia
vi invita inoltre a proporci eventuali critiche ai media per una possibile inclusione nei futuri comunicati. Assicuratevi di includere l'URL dell'articolo in questione o l'articolo stesso e invialo a: HR-Italia@honestreporting.com

Il nostro sito/libreria Israele - Dossier è dedicato alle informazioni dettagliate, dati storici e geografici sul conflitto medio orientale.

Honestreporting è stato fondato da un gruppo di persone che non appartengono né alla destra, né alla sinistra e non è affiliato ad alcuna organizzazione politica. Il nostro unico interesse è quello di assicurare che le notizie riguardanti Israele siano presentate in modo corretto nei media. Noi esaminiamo i media; quando troviamo esempi di evidente parzialità informiamo i nostri iscritti sugli articoli scorretti, chiedendo di protestare direttamente presso le testate interessate.

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E qualcuno questo odio, questo livore, questa sistematica mistificazione dei fatti, insiste a chiamarlo “legittima critica alle politiche dello stato di Israele”. E magari si sente anche a posto con la propria coscienza. Forse, addirittura, ritiene di doversi annoverare tra i buoni del genere umano.

barbara

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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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