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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


27 ottobre 2008

IL SERPENTE ARCOBALENO

Se sei una persona che segue la moda, se ti lasci scappare una stagione sei rovinato: o ci rinunci per sempre, con danni materiali e morali inenarrabili, o la recuperi in ritardo facendoti dire dietro guarda guarda quello con la moda dell’anno scorso, come quella signora che essendosi persa la meravigliosa combinazione cromatica dell’anno prima e non volendo rinunciare a tale meraviglia, circolava per la spiaggia in bikini verde bottiglia e pareo viola quaresima attirandosi da ogni parte sguardi di pesante disapprovazione. Se invece sei una persona che ama leggere, ti va decisamente meglio: un libro che vale, anche se, tra incombenze dimenticanze traslochi e altro ha finito per smarrirsi per un paio di lustri tra le decine di metri di scaffali delle librerie di casa, rimane sempre un libro che vale, fresco come un uovo di giornata, come un panino appena sfornato ancora caldo e croccante, come bucato asciugato al sole in un giorno di primavera sopra un prato fiorito. È il caso di questa stupenda raccolta di ricordi di viaggio, scritti con notevole senso dell’umorismo (“Sorge una bella luna e gli unici rumori sono le grida degli hyrax. Gli hyrax sono una specie di marmotte, abbastanza cordiali che emettono però di notte urla agghiaccianti che stanno tra quelle di un cane sulla cui coda sta passando il cingolo di un carro armato e quelle di un bambino di cinque anni a cui stanno strappando con lentezza le unghie dei piedi”) e una robusta dose di autoironia (“Tornando a Namutomi nel tramonto, rossi di polvere come se ci avessero rotolato in un campo da tennis, non posso fare a meno di provare l’inebriante sensazione di averla scampata bella. Forse non è vero, ma è magnifico lo stesso”). Viaggi in contrade lontanissime dalle rotte del turismo convenzionale, intrapresi con un po’ di coraggio, parecchia incoscienza e non poca fortuna, condotti con occhio acuto e mente aperta, raccontati con mano leggera. Da leggere, perché anche noi, ogni tanto, meritiamo di trattarci bene.

Giovanni Verusio, Il Serpente Arcobaleno, Ponte alle Grazie



barbara


22 settembre 2008

SALE E ZAFFERANO

Il problema, nella famiglia di Aliya, detta anche Ailment, detta anche Alo, detta anche Aloo, detta anche Ono per via del buco della pallottola, il problema, dicevo, sono i quasi-gemelli. Quelli nati a cavallo della mezzanotte: a pochi minuti l’uno dall’altro ma, inesorabilmente, uno in un giorno e uno nel successivo. Per non parlare di quei tre gemelli usciti uno prima, uno dopo e uno proprio a cavallo: la testa il 28 febbraio, il resto del corpo il 29. Perché il fatto è che dai quasi gemelli, fin dalla notte dei tempi della famiglia di Aliya, sono sempre arrivati disastri inenarrabili, sempre, e continuano a provocarne, in entrambi i rami della famiglia, quello rimasto in India e quello che al momento della partizione è passato in Pakistan.
Ci sono un sacco di donne, nella immensa famiglia di Aliya, nonne zie prozie cugine seconde cugine terze cugine e altre di più complessa definizione. Molto diverse l’una dall’altra, qualcuna timida e qualcuna esuberante, qualcuna tradizionalista e qualcuna evoluta, qualcuna riservata e benevola e qualcuna pettegola e maligna; qualcuna anche decisamente scostumata – ma con una classe, ragazzi, con una classe che davvero non potete neanche immaginarla. E ci sono molte storie e molti misteri, di cui Aliya provvede a metterci al corrente – quelli che sa; gli altri cercherà via via di scoprirli, e le sorprese saranno molte, e non di poco conto. Un bel libro, proprio bello davvero, brillante frizzante scoppiettante scintillante spumeggiante. Dal quale, tra l’altro, possiamo anche imparare cose piuttosto importanti: che il sale e lo zafferano, per esempio, sono due cose molto diverse, e lo zafferano vale molto di più; ma se manca il sale siamo rovinati. Che un buon narratore non si scopre mai. Che è meglio un ego pesto che un cuore infranto ma prima o poi, è inevitabile, arriva il momento in cui tocca proprio mettere in gioco anche il cuore. E che una pietanza preparata e cucinata come si deve può cambiare la storia. Leggere per credere.

Kamila Shamsie, Sale e zafferano, Ponte alle Grazie



barbara

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