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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


24 giugno 2009

UN EROE BORGHESE

                                       

L’eroe è Giorgio Ambrosoli, assassinato per avere messo le mani su affari troppo grossi e troppo sporchi. Assassinato per avere ascoltato la propria coscienza e il proprio senso del dovere anziché i solleciti buoni consigli che da ogni parte premurosamente gli si facevano arrivare. Assassinato con tale lampante prevedibilità di indurlo a scrivere, già tre anni prima, una lettera-testamento all’amatissima moglie. Ed è particolarmente interessante rileggere questo libro un po’ datato proprio in questo momento di crisi economica, di giochi sporchi, di affari loschi, di personaggi equivoci che si aggirano sulla scena: rileggere la vicenda umana e professionale di quest’uomo, le pesantissime pressioni per farlo deviare dal compito che sta perseguendo, l’ombra fosca della P2 che inquina ogni sfera della vita pubblica, e onnipresente, naturalmente, lui, il potentissimo senatore democristiano, l’uomo dai mille tentacoli e dai mille legami; rileggerlo alla luce di quanto sta accadendo oggi, dei personaggi che si aggirano sulla scena oggi, dei giochi e dei traffici in atto oggi, è davvero un utile esercizio. Che raccomando a tutti.

Corrado Stajano, Un eroe borghese, Einaudi



(E poi vai a leggerti questo. Che cosa c’entra? C’entra, c’entra, fidati)


barbara


6 maggio 2009

POSSO PALPARE UN PO’ LA SIGNORA?

Dato che la notizia riguarda anche la cronaca locale, posto l’articolo pubblicato dalla stampa locale, che è più dettagliato e completo.

La scena è stata trasmessa da Tca
L'esponente della giunta: «Sono rimasta infastidita dalla frase»

TRENTO — L'immagine è chiara, l'audio è nitido. Ci so­no le macerie prodotte dal ter­remoto in Abruzzo, in mezzo vigili del fuoco, protezione ci­vile e l'assessore Lia Giovanazzi Beltrami. Arriva il premier Silvio Berlusconi e, sorriso sulle labbra, afferma serafico: «Posso palpare un po' la si­gnora?». Poi si avvicina, le stringe la mano e le appoggia le mani sulle spalle. Foto di ri­to. La scena si chiude.
Questo è il contenuto del filmato mandato in onda ieri da Tca, che riproduce i mo­menti dell'incontro fra l'asses­sore trentina e il premier in Abruzzo il 25 aprile. Non è del resto la prima volta che il pre­mier si distingue per i suoi ap­prezzamenti galanti nei con­fronti del gentil sesso. Ma questa volta nel mirino delle sue attenzioni c'è finita, suo malgrado, l'assessore Lia Giovanazzi Beltrami, in missione a Paganica in rappresentanza della Provincia di Trento, che si è mossa su diversi fronti per portare aiuto ai terremota­ti. Le immagini sono state im­mortalate da Tca, che era pre­sente sul posto e sono state trasmesse ieri dalla tv trenti­na. L'assessore avrebbe prefe­rito che su questo episodio non si accendessero i rifletto­ri. Ma contenere una notizia di queste portata è francamen­te impossibile. E così la frase del premier ha fatto ben pre­sto il giro degli organi di stam­pa locali e nazionali. Suscitan­do non poco clamore, dal momento che si cala in un mo­mento che vede Berlusconi as­sai affaccendato sul fronte dei rapporti con l'universo fem­minile: dalle accuse di voler popolare di veline le liste del­le europee alle dichiarazioni della diciottenne Noemi Letizia alla richiesta di divorzio for­mulata mediante stampa dal­la consorte Veronica Lario.
Insomma, le donne stanno creando non pochi grattacapi al primo ministro. Forse per lui si è trattato di una sempli­ce battuta. Ma così non deve averla pensata l'assessore Giovanazzi Beltrami. Caschetto in testa, l'assessore era scesa in Abruzzo con intenzioni se­rie e la preoccupazione di portare il suo impegno istituzio­nale alle vittime del terremo­to. Nelle immagini, che la ve­dono attorniata da vigili del fuoco e altri volontari, Berlu­sconi si avvicina e rivolto ai numerosi presenti pronuncia col sorriso sulle labbra la fati­dica frase. «Posso palpare un po' la signora?». Poi con gran­de nonchalance le si avvicina, si mette dietro di lei e le ap­poggia le mani sulle spalle. Come in tutte le foto di rito. Come se nulla fosse.
Ma la frase non è piaciuta all'assessore. «Sono rimasta infastidita — commenta Bel­trami — dalla frase pronun­ciata» da Silvio Berlusconi, «ma ho preferito non parlar­ne perché in quei momenti era importante intervenire a favore di chi è rimasto colpito dalla tragedia. Mi sembra di essere la protagonista di un fumetto ma in questo mo­mento preferisco non aggiun­gere nulla. L'emergenza in Abruzzo deve restare in pri­mo piano».

Annalia Dongilli

Sì, lo so benissimo che non sono questi i problemi. Lo so benissimo che i problemi sono gli affari con la mafia, che i problemi sono le migliaia di miliardi che non si sa da dove siano spuntati, che i problemi sono la P2, che i problemi sono la corruzione, che i problemi sono le condanne passate in giudicato, che i problemi sono il conflitto di interessi, che i problemi sono uno e due: lo so. Solo che, dopo che ha fatto la torta e che l’ha farcita e che l’ha ricoperta di panna e che ci ha sparpagliato sopra le scagliette di cioccolato, ecco, della ciliegina davvero non si sentiva il bisogno.

barbara


28 aprile 2009

CLASSE VERSUS CODA DI PAGLIA

Perché la classe non è acqua e la paglia (p come P2, per esempio …) non è materiale pregiato.
Buona visione e buon divertimento.

barbara


22 ottobre 2007

LA VENERABILE TRAMA

Si parte dalla liberazione di Roma, si passa per Portella della Ginestra, l’Italicus, la stazione di Bologna, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, si incontrano una miriade di personaggi: Mattei, Tambroni, Edgardo Sogno, De Lorenzo, Moro, Andreotti, Miceli, Maletti, Curcio, Franceschini, Sereno Freato, Francesco Delfino, Leone, Pertini, Craxi, Donat-Cattin, Dalla Chiesa, Cossiga e tanti altri ancora che diventerebbe noioso elencare per esteso. E si viene a conoscenza di un’infinità di fatti grandi e piccoli che anche chi, avendo un po’ di anni sulle spalle, ha vissuto quei tempi in diretta, ha dimenticato, e a volte neanche mai conosciuto.
È un libro a tesi e sulle tesi, è ovvio, si può concordare o se ne può dissentire – personalmente devo dire che alcune conclusioni mi convincono piuttosto poco, anche in considerazione del fatto che uno dei loro “punti di forza” è costituito dalle dichiarazioni di Licio Gelli – ma, al di là delle opinioni personali di Giorgio Galli, restano comunque validi, e pertanto, a mio avviso, degni di essere letti, i dati di fatto documentati.

Giorgio Galli, La venerabile trama, Lindau



barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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