.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


22 marzo 2011

E SONO PASSATA DI EMOZIONE IN EMOZIONE (2)

La Mole eccetera

Mi sto innamorando di Torino, mi sa. È stata la seconda tappa del mio vagabondaggio, e ancora una volta sono stata catturata dal fascino discreto di questa nobile città. Dove, mi è stato detto, dovevo assolutamente visitare la Mole, e il museo del cinema in essa ospitato, cosa che, da quella bimba diligente che sono, ho prontamente fatto.
La Mole, come immagino tutti sappiano, era stata in origine progettata come sinagoga – come si può tuttora verificare dalle decorazioni del pavimento -



quando Carlo Alberto aveva concesso la libertà di culto alle religioni non cattoliche, solo che ad un certo momento sono finiti i soldi (no, un momento, come sarebbe che sono finiti i soldi? Gli ebrei non sono tutti mostruosamente ricchi? Non controllano l’intera finanza mondiale l’intero mercato mondiale l’intera economia mondiale l’industria le banche la borsa eccetera eccetera? E allora che storia sarebbe che finiscono i soldi? Boh) – soprattutto per colpa dell’architetto Antonelli che in un folle attacco di megalomania aveva pesantemente deviato dal progetto iniziale, provocando un insostenibile aumento dei costi - e hanno ceduto il monumento incompleto alla città.
Il museo del cinema è una cosa davvero emozionante, dalla preistoria, con le immagini in movimento, le scatole con le lenti in cui vedere le immagini in prospettiva, i marchingegni che fabbricano gli effetti speciali, gli esperimenti di ogni sorta, e poi tutti i macchinari, le prime gigantesche macchine per la proiezione con le pellicole che fanno un miliardo di giri prima di infilarsi, e il separé in velluto rosso con un letto rotondo in velluto rosso e cuscini in velluto rosso su cui mi sono distesa per capire a cosa servisse e mi sono ritrovata a contemplare proiettata sul soffitto una mastodontica trombata di Ultimo tango a Parigi, e le bottiglie e gli alambicchi e le foto di tutti gli attori di tutte le epoche e gli spazi ricostruiti e le chaise longue del salone centrale da cui seguire in contemporanea due maxischermi con film d’epoca e vedere lo splendore della cupola



- e peccato che da questa distanza non si possano vedere i meravigliosi intarsi del legno – e i film muti e i film in bianco e nero e i costumi e lo stanzino in cui si diventa fosforescenti e lo schermo in cui si vedono i visitatori anche se poi, fotografandomi, sono diventata questa specie di ectoplasma



e la galleria a spirale tutto intorno al salone centrale



(peccato che non fosse accessibile perché vi era una mostra in allestimento) e la vista mozzafiato dall’alto dopo trequarti d’ora di coda per accedere all’ascensore però ne valeva la pena, oh se ne valeva la pena.

E poi Lieberman, ministro degli esteri israeliano in missione diplomatica, che le oche starnazzanti continuano a definire uomo di estrema destra, fanatico, estremista, fascista e chi più ne ha più ne metta, ma naturalmente tutto ciò è assolutamente falso, come sempre lo sono le affermazioni delle oche starnazzanti (io a dire la verità non sarei stata fra gli aventi diritto ad accedere, ma con i miei potentissimi mezzi ho potuto farlo lo stesso). Non sono invece andata – per mia scelta, anche se si è trattato di una scelta praticamente obbligata – a un secondo incontro nel quale, a quanto mi è stato riferito, sembrerebbe avere ripreso quanto scritto da Emanuel e da me. Il che significa che o il ministro ci copia, oppure le nostre considerazioni sono condivise dall’alta diplomazia. Peccato solo che, come troppo spesso succede in queste circostanze, coloro che avrebbero dovuto unicamente presentare il ministro sono andati avanti talmente a lungo a sbrodolarsi di parole, che poi il ministro è stato costretto a tagliare il suo discorso perché di tempo non ce n’era più. Certo, come già detto nel post precedente, non si può avere tutto dalla vita, ma in questo caso la cosa appare decisamente più sgradevole. Ma voglio concludere questo scritto con un appunto personale fatto da Lieberman: nato in Russia, immigrato in Israele all’età di vent’anni, per guadagnarsi da vivere ha iniziato a lavorare come facchino all’aeroporto; oggi, a poco più di cinquant’anni, è ministro degli esteri. E una cosa simile non accade in nessun’altra parte del mondo, neppure negli Stati Uniti. Anche in questo, come in mille altre cose, Israele è davvero qualcosa di unico.

barbara


25 giugno 2010

ANGELA LANO

Lei, la pasionaria dell’odio antisemita. Lei, schierata anima e corpo coi terroristi palestinesi perché la “causa palestinese” le permette di fare finta di non essere antisemita – che poi ovviamente non se la beve nessuno, ma questa è un’altra storia. Lei, che scrive per un sito talmente antisemita da essere denunciato perfino da Paola Canarutto, una delle persone più visceralmente antiisraeliane – e, a guardar bene, anche discretamente antisemita - che mai abbiano calcato l’italico suolo. Lei, che è andata a tentare di sfondare il blocco navale a bordo di una nave che non trasportava né un’aspirina né un tozzo di pane (mentre le altre cinque navi, tra tutte insieme, trasportavano di aiuti umanitari circa un quarto di quello che Israele trasporta QUOTIDIANAMENTE a Gaza - ma solo pugnali e coltelli e bastoni e spranghe di ferro e biglie d’acciaio e fionde e asce e granate con le quali hanno selvaggiamente aggredito i soldati israeliani scesi praticamente a mani nude a controllare la nave, come il diritto internazionale consente, e dopo che dal governo turco era arrivata l’assicurazione che vi sarebbe stata unicamente resistenza passiva. Lei che, tornata in Italia, si è presentata davanti alle telecamere fresca come una rosa a raccontare di bestiali maltrattamenti da parte dei perfidissimi giudei, novelli nazisti con la stella di David (do you remember Cicciobello Agnoletto che raccontava delle terrificanti sevizie subite da parte dei suddetti perfidissimi senza riuscire ad esibire neanche un lividino grande come cinque lire?). Lei. Beh, tenetevi forte, gente: LEI mi conosce. LEI parla di me. LEI mi cita, o yes. Perché ha deciso di protestare contro il sindaco di Torino per il fatto che ha concesso lo spegnimento della Mole Antonelliana per ricordare Gilad Shalit (concessione accordata con questo ignobile comunicato). E sapete che cosa fa per portare argomenti alla sua santissima (santa quasi come il jihad) protesta? Linka un mio post. Quello, per la precisione in cui denunciavo il vergognoso RIFIUTO del sindaco di Torino di accogliere la richiesta della comunità ebraica di spegnere per un quarto d’ora la Mole Antonelliana. Perché lei è una ragazza studiata e sa perfettamente leggere e scrivere, o yes. Scommetto che ha già imparato quasi tutte le lettere dell’alfabeto, perché oltre che studiata lei è anche tanto tanto intelligente, o yes. Ecco. Qui potete trovare il suo straordinario pezzo di bravura. Che, se non fosse una mastodontica pisciata su migliaia di cadaveri, da una parte come dall’altra, sarebbe perfino esilarante.

barbara


24 giugno 2010

IN QUESTO MOMENTO SI RIACCENDE LA MOLE

È terminata in questo momento la manifestazione di Torino che, nonostante abbia goduto di scarsissima pubblicità, ha avuto un ottimo successo. Alla fine, grazie all’indefesso impegno di Emanuel Segre Amar, il comune ha accondisceso a spegnere la Mole per un quarto d’ora; i manifestanti, dopo l’arrivo dei rinforzi di polizia perché quelli presenti all’inizio non erano sufficienti a proteggerli dai pallestini assatanati accorsi in massa, hanno avuto modo di parlare con la gente affluita per la festa del santo patrono e di distribuire oltre un migliaio di volantini. Adesso sono tornati tutti a casa a cambiarsi gli abiti imbrattati dalle uova lanciate in gran quantità dai suddetti pallestini; il primo uovo ha – casualmente? – preso in piena faccia rav Somekh. Naturalmente, sempre grazie alla mancanza di pubblicità di cui ha "goduto" la manifestazione organizzata da Emanuel Segre Amar, nessun giornalista era presente. Appena mi arriveranno le foto sarà mia cura condividerle con voi.
Nel frattempo vi invito a guardare quelle della manifestazione di Parigi, di cui i giornali si sono ben guardati dal parlare.

barbara

sfoglia     febbraio        aprile
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA