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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


21 gennaio 2011

E QUATTRO (12)

E bisogna riparlare di Luzzati

È stato a Gerusalemme, presso il Tempio italiano: è lì che la comunità italiana (grazie, credo, principalmente se non esclusivamente, a Cecilia Nizza) ha organizzato una splendida serata che siamo arrivati giusto in tempo a gustare. Bisognerà, certo, stendere almeno un velo pietoso sull’abbigliamento della pur brava pianista, nell’impossibilità di stendere una coperta matrimoniale sulle sue considerevoli grazie esposte, ma, a parte questo, è stata una serata davvero memorabile. Abbiamo ascoltato, in pregevoli interpretazioni, arie di Rossini, Bellini, Puccini, Donizetti, Verdi. Abbiamo avuto la gradita sorpresa di un tenore scovato casualmente all’ultimo momento che con il soprano ci ha gratificati, fuori programma, del duetto Croce e delizia. Ma soprattutto abbiamo avuto il grande, immaginifico, geniale Lele Luzzati, le sue animazioni nei cortometraggi del Temporale dal Barbiere di Siviglia, l’Ouverture dell’Italiana in Algeri,







il Duetto dei gatti, e l’Ouverture della Gazza ladra. E se tutto il resto ha raccolto il massimo apprezzamento, l’animazione della Gazza ladra ha scatenato un autentico delirio. E poiché non esistono parole umane per descrivere un tale capolavoro, vi dico una cosa sola: guardatelo!

barbara


12 dicembre 2009

A PROPOSITO DI PACE E DI COMPROMESSI E DI PASSI AVANTI E DI PASSI INDIETRO ECC. ECC.

"Speriamo che San Klausewitz aiuti gli sceicchi d'Eurabia!"

Riassunto delle ultime puntate della trattativa fra israeliani e palestinesi (ma proprio delle ultimissime, perché se no vi scrivo un romanzo, altro che cartolina).
Un anno fa Olmert propone a Abu Mazen i confini del '67 con solo qualche scambio alla pari di pochi territori, per comprendere in Israele i blocchi più importantI degli insediamenti. Abu Mazen dice di no, arriva Obama, c'è la guerra a Gaza, cambia il governo israeliano.
Abu Mazen rifiuta di ricominciare le trattative con un governo "estremista", che ha la colpa di non sostenere i "due stati". Netanyahu dopo un po', col discorso di Bar Ilan, conferma l'accettazione israeliana della soluzione del conflitto basata sui due stati.
Allora i Palestinesi, sull'onda di una stupidissima imbeccata di Obama, si inventano una precondizione alle trattative che non avevano mai sollevato prima: il blocco totale dell'edilizia negli insediamenti (attenzione, non della costruzione autorizzata di nuovi villaggi, che non avviene da cinque anni, ma di quella di case appartamenti o servizi dentro gli insediamenti che ci sono, senza impegnare nuovo territorio, insomma la vita normale di questi posti).
Dopo qualche tempo, il governo israeliano proclama una moratoria di dieci mesi nelle costruzioni nei Territori, pagando un prezzo pesante di scontentezza nel paese.
Ma già subito i palestinesi dicono: non basta, ci vuole anche Gerusalemme, contando sul fatto che sia difficile bloccare del tutto una grande città. Insomma, fuori dai denti, hanno voglia di tutto fuorché trattare. Aspettano che qualcuno (Obama?) gli porti su un vassoio la resa di Israele.
I governanti di Eurabia, gli sceicchi del continente, naturalmente, fanno eco. Abu Mazen diceva "due stati" e loro subito si sono messi a ripetere "due stati, due stati! non si fa niente senza i due stati!".
Abu Mazen esige il "blocco delle costruzioni". E loro "blocco, blocco, neanche un pollaio nuovo!".
Adesso il problema dell' AP sembra Gerusalemme e loro dicono, obbedienti, in una dichiarazione dell'altro ieri, di cui vi ho già parlato "Gerusalemme: Gerusalemme capitale di due stati, non pregiudicare lo status quo, non costruite neanche una panchina nuova!".
Vedremo se Netanyahu cercherà di dare soddisfazione alle pressioni internazionali anche su questo punto.
Nel frattempo avete visto voi qualche passo dalla parte araba? Non dico i palestinesi, che con tutta evidenza si occupano ormai solo di farsi pubblicità e hanno perso ogni volontà o capacità di muoversi per la pace, avvolti nella loro spirale propagandistica.
Ma l'Egitto? L'Arabia saudita? La Giordania? I "moderati"? Dove sono? Cosa fanno? Voglio dire che cosa fanno di costruttivo, oltre a rilanciare la propaganda palestinese?
Ecco. Per esempio il reuccio di Giordania, che un mese fa era così spaventato perché gli israeliani stavano per dare l'assalto alla moschea di Al Aqsa, adesso che non è successo, cosa fa?
E gli egiziani, dopo 30 anni di "pace", al di là di proibire ogni "normalizzazione" nei contatti fra giornalisti e medici delle due parti, hanno forse qualcosa da dire?
E l'Arabia saudita, si è decisa a fare la grande concessione di non proibire agli aerei civili israeliani il loro spazio aereo, costringendoli a un giro di migliaia di kilometri nelle rotte verso l'est? Naturalmente no.
Non che siano grandi cose, ma neanche un gesto di buona volontà, che gli americani implorano da mesi... poi si parla delle liti di Netanyahu con Obama, ma questi arabi "buoni" che hanno fatto per dargli una mano?
Ma la colpa della pace che non si fa è naturalmente dell'"intransigenza" israeliana, almeno secondo i megafoni di Eurabia.
Un passo in più, un altro passo in più, predicano gli iman degli esteri europei. E poi?
Ma si rendono conto che appoggiando in questo modo l'impotenza araba allontanano e non avvicinano la pace?
Chissà, magari prima o poi a qualche genio strategico verrà in mente che se si vuole davvero arrivare a un accordo di pace bisogna costringere a trattare chi non vuole, non fare sempre nuove richieste a chi si è detto disponibile, perché in questo modo si rende conveniente l'astensione, non la partecipazione al negoziato...
Speriamo che san Clausewitz aiuti gli sceicchi d'Eurabia e faccia il miracolo di chiarir loro le menti.

Ugo Volli

E non aggiungo niente perché, come sempre, ha già detto tutto lui come meglio non si potrebbe.
E poi vatti a leggere questo splendido articolo, gentilmente tradotto da Emanuel Segre Amar: non che si conti troppo sulla possibilità che qualcuno si decida ad aprire gli occhi, ma insomma, la speranza è sempre l’ultima a morire, come si suol dire.
E poi felice hanukkà a tutti con questo delizioso disegno del grande Lele Luzzati (e poi basta, torno a letto che mi sono ribeccata un’altra volta l’influenza).



barbara


21 dicembre 2008

FELICE HANUKKÀ A TUTTI



barbara


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14 ottobre 2008

SUCCOT

(accompagnato dall'impareggiabile mano di Lele Luzzati)



BUONA FESTA A TUTTI!

barbara


8 giugno 2008

SEGNALAZIONE

Il prossimo 12 giugno, ORE 17, nella Biblioteca Civica "Camillo Sbarbaro" di Spotorno Adriana Ferrari presenterà il suo libro "La luna è a portata di mano" – una delle cinque deliziose raccolte di poesie da lei pubblicate, in parte dedicate al grande Lele Luzzati, o da lui ispirate. Nell’occasione si potranno vedere anche i suoi collages, che rimarranno esposti dal 9 al 20 giugno (visibili però solo in orario Biblioteca). Io i libri li ho letti tutti, e dei collages ne ho visti parecchi, ed è quindi con piena cognizione di causa che suggerisco a chiunque ne abbia la possibilità di farci un salto.




barbara


8 maggio 2008

YOM HA ATZMAUT

Giorno 3 del mese di Yiar.


Buon compleanno, Israele!

barbara


21 marzo 2008

PURIM



Buona festa di Purim a tutti, con questa bellissima illustrazione del grande Lele Luzzati.

barbara


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4 febbraio 2008

TU BI-SHEVAT

Sono un po' in ritardo ma va bene lo stesso.



barbara


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31 gennaio 2008

LA NEVE A GERUSALEMME

 Quella di Lele Luzzati



e quella che sta cadendo adesso

barbara


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26 gennaio 2008

“LELE”, UN ANNO FA



Lo sguardo tra le mani


II tuo tempo è trascorso, la tua vita
è passata. La mia, non più la stessa:
tu le hai messo un suggello col tuo sguardo,
il suono della tua voce me l'ha resa
più grata, il tuo sorriso, dolce.
E non avrò mai più paura, credo,
della strada da fare alla mia meta:
quella stessa alla quale tu sei giunto,
quella di chiunque viva sulla terra.

Chissà se lo sentivi, quella volta,
ricambiando il mio sguardo. Me lo chiedo,
e sono certa che è così, ma temo
di non poterlo dimostrare affatto...
prima però non era mai successo:
nel porgere la mano alle mie, tese,
mi hai salutato, ed hai lasciato a lungo,
per il tempo di un battito di ciglia,
che ti guardassi dentro, all’infinito.
26 Luglio 2007

Un anno fa, il 26 gennaio 2007, se ne andava il grande Lele Luzzati. Lo voglio ricordare con questi versi scritti per lui da un’amica (ne riparlerò, prima o poi) e con il disegno da lui fatto per la copertina del “mio” librino.



barbara


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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





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