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Diario


17 dicembre 2008

FINI NON CONOSCE LA STORIA!

Così ha dichiarato padre Giovanni Sale, di “Civiltà Cattolica”.

DISCRIMINAZIONI SOAVI

Da Critica liberale n. 120


di Felice Mill Colorni


Nei giorni immediatamente successivi al 25 luglio 1943 il governo Badoglio procedeva allo smantellamento di gran parte delle leggi e delle strutture portanti del regime fascista. Si salvarono però le leggi di discriminazione razziale contro gli ebrei. Omissione stupefacente, dato che la politica antisemita del fascismo non era mai stata altrettanto popolare né aveva goduto dello stesso consenso di massa di cui aveva fruito il regime negli “anni del consenso”.
La principale ragione di quell’omissione è ampiamente nota agli storici, ma non all’opinione pubblica anche qualificata ed informata, quell’opinione pubblica cui, esibendo un analfabetismo civile che sfida il grottesco, la maggior parte dei giornalisti e dei politici italiani vorrebbe far credere che la Chiesa cattolica sia stata per secoli antesignana e paladina dell’affermazione dei diritti umani e della “dignità della persona umana”, anche indipendentemente dalle appartenenze religiose.
La mancata tempestiva abrogazione delle leggi razziali fu dovuta principalmente all’intervento del Vaticano, tramite il padre Pietro Tacchi Venturi, uno dei più eminenti gesuiti del tempo, già grande tessitore della “conciliazione” fra Papato e Italia fascista, e intellettuale cattolico così autorevole e qualificato da essere stato imposto a Gentile nella redazione dell’Enciclopedia italiana come ufficioso controllore e supervisore cattolico.
Nella sua veste di rappresentante non ufficiale del Vaticano presso il governo italiano, il 10 agosto 1943 Tacchi Venturi «scrisse al Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Luigi Maglione. Suggeriva di cogliere l’occasione del rovesciamento del vecchio regime per ottenere un cambiamento delle leggi razziali. Ma quello che aveva in mente l’inviato del Vaticano non era il cambiamento delle leggi antiebraiche. Anzi, rispecchiando le preoccupazioni di Pio XI di cinque anni prima*, proponeva che il Vaticano prendesse l’iniziativa di espungere solamente le clausole che discriminavano gli ebrei convertiti al cattolicesimo. Il 18 agosto il cardinale Maglione rispose con entusiasmo a questa proposta, presumibilmente dopo averne discusso con Pio XII. Disse a padre Tacchi Venturi di fare il possibile per ottenere tre cambiamenti nelle leggi razziali: primo, le famiglie formate da coppie costituite da cattolici di nascita ed ebrei convertiti al cattolicesimo dovevano d’ora in poi essere considerate pienamente “ariane”; secondo, gli individui che si accingevano a diventare cattolici all’epoca in cui le leggi razziali erano entrate in vigore (1938) ed erano stati successivamente battezzati dovevano essere considerati cattolici e non ebrei; terzo, i matrimoni celebrati fin dal 1938 tra cattolici di nascita e cattolici che fossero nati ebrei dovevano essere considerati validi dal punto di vista legale. Il 29 agosto padre Tacchi Venturi riferì di nuovo al Segretario di Stato. Dall’epoca della sua ultima lettera era stato contattato da un gruppo di ebrei italiani, che vivevano nel terrore dell’arrivo delle truppe naziste. Scriveva che lo avevano pregato di tornare completamente “alla legislazione introdotta dai regimi liberali e rimasta in vigore fino al novembre 1938”. In breve chiedevano il ripristino delle leggi che garantivano agli ebrei parità di diritti. Ma, come riferiva l’inviato del Vaticano, aveva respinto le loro suppliche. Preparando la sua petizione al nuovo Ministro italiano degli Interni, “mi limitai, come dovevo, ai soli tre punti precisati nel venerato foglio di Vostra Eminenza del 18 agosto [...] guardandomi bene dal pure accennare alla totale abrogazione di una legge [cioè delle leggi razziali] la quale secondo i principii e le tradizioni della Chiesa cattolica, ha bensì disposizioni che vanno abrogate, ma ne contiene pure altre meritevoli di conferma”. [Questa la ricostruzione di David I. Kertzer, I papi contro gli ebrei. Il ruolo del Vaticano nell’ascesa dell’anti-semitismo moderno, Rizzoli, pp. 302 ss., tondo mio; ma l’episodio non è controverso].
In conseguenza di questo passo della Santa Sede, le leggi razziali fasciste contro gli ebrei non furono abrogate per un atto di volontà autonoma dello Stato italiano all’indomani della caduta del fascismo, ma solo più tardi, e in esecuzione di una clausola dell’armistizio dell’8 settembre imposta all’Italia dagli alleati angloamericani.
I «principii e le tradizioni della Chiesa cattolica» cui faceva riferimento Tacchi Venturi nella sua lettera, venivano da lontano. Come scrive lo storico Giovanni Miccoli, «vi è, preesistente e decisiva, l’idea che una legislazione speciale rappresentava un progresso, un passo avanti, rispetto all’egualitarismo giuridico dell’età liberale, e che quelle legislazioni speciali, opportunamente corrette, potevano costituire anch’esse una tappa per cancellare i disordini creati da una concezione falsa e pericolosa di libertà e di uguaglianza.» [Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII. Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah, Milano, Rizzoli, 2000, tondo mio].
In un libro di sei anni fa, che non ha avuto la risonanza che avrebbe meritato, Ruggero Taradel e Barbara Raggi hanno ricostruito questo coerente e ininterrotto atteggiamento della Chiesa cattolica ufficiale attraverso la vicenda di un secolo di storia di quell’organo ufficioso della Santa Sede che era ed è la “Civiltà cattolica” [La segregazione amichevole. “La Civiltà Cattolica” e la questione ebraica 1850-1945, Roma, Editori Riuniti, 2000].
“Segregazione amichevole”, discriminazione “soave” (come allora scrivevano i padri gesuiti) e senza più persecuzione, riproposizione di pregiudizi e stereotipi secolari anche se questi possono essere presi a pretesto per attacchi violenti o per istigazione all’odio sociale da parte di imprenditori politici razzisti e populisti, contemporaneo e un po’ ipocrita riconoscimento della necessità di rispettare (e tutelare dalla violenza così stimolata) individui ancora oggetto di pregiudizi diffusi, purché non pretendano però parità di diritti: tutto questo ricorda qualcosa di maggiormente legato all’attualità?
Quel che non si fa più con gli ebrei è esattamente quel che la Chiesa cattolica e i politici a lei maggiormente asserviti dicono, propongono e interdicono oggi per gli omosessuali.
Gli italiani vivono, da anni, sotto una campana mediatica che fa loro apparire normale quel che in una democrazia liberale normale non è. E come tutti i popoli che hanno vissuto esperienze analoghe, non si accorgono di ragionare secondo quel che la campana suggerisce. L’Italia è ormai, con Austria e Irlanda, il solo paese dell’Europa occidentale a non garantire alcuna tutela giuridica alle coppie gay. E perfino una proposta ultramoderata e ben lontana dal riconoscere la parità di diritti, come quella del pacs, è motivo di opposizioni isteriche, e di “amarezza” anche nel centrosinistra.
Anche a voler essere indulgenti con chi deve fare i conti con il peso di una storia millenaria, che differenza concettuale c’è fra la discriminazione sulla base della “razza” e la discriminazione sulla base di altre caratteristiche ascritte dell’identità individuale? (2-3-2006) qui

*Discorso al Sacro Collegio 24/12/1938

"Occorre appena dire, ma pur diciamo ad alta voce, che, dopo che a Dio, la Nostra riconoscenza e i Nostri ringraziamenti vanno alle eccelse persone - cioè il nobilissimo Sovrano e il suo incomparabile Ministro - cui si deve se l'opera tanto importante, e tanto benefica, ha potuto essere coronata da buon fine e felice successo".

Molto altro ancora si potrebbe dire, ma per il momento, forse, potrà bastare.

barbara


29 agosto 2008

GIORNALISMO CHE PASSIONE

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è finito nel mirino degli ambientalisti. Fotografato accanto alla sua compagna mentre infila la muta, pronto a tuffarsi in un’area protetta. Il tratto più vietato della costa dell’isola di Giannutri: quello dei Grottoni. (Virginia Piccolillo, Corriere della Sera, 28 agosto 2008).

Cioè, i tratti della costa sono tutti vietati, o per lo meno ce ne sono molti di vietati, però alcuni sono meno vietati, altri sono più vietati, e uno è il più vietato di tutti. Immagino voglia dire che se vai in uno meno vietato prendi cinquanta euro di multa, se vai in uno vietato normale sono cento euro di multa e due calci negli stinchi, in uno più vietato becchi cinquecento euro di multa, quattro calci negli stinchi e otto randellate sulle gengive. Quello più vietato di tutti ti costerà diecimila euro di multa, dodici calci negli stinchi, ventiquattro randellate sulle gengive e quarantotto frustate sui cocomeri, così oltretutto il Fini la finirà di farsi fotografare con quelle erezioni così indecenti.

            

                 

barbara

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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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