.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


11 ottobre 2010

E PARLIAMO DELLA POLITICA ESTERA ITALIANA

C’era una volta la diccì, do you remember? Quella che nel segreto dell’urna Dio ti vede e Stalin no. A quel tempo la politica estera italiana era filoaraba, filopalestinese e antiisraeliana. È il tempo degli abbracci fra Andreotti e il terrorista Arafat, è il tempo del “lodo Moro” (quel Moro complice attivo di terrorismo, quel Moro complice attivo di assassinio e di strage che qualcuno ancora vorrebbe onorare come martire, come politico esemplare, come grande statista), in base al quale viene concesso ai terroristi palestinesi diritto incondizionato di caccia nei confronti degli ebrei italiani. In politica interna, intanto, è il tempo in cui viene assassinata Giorgiana Masi, mentre il signor KoSSiga – quel Cossiga che fino all’ultimo dei suoi giorni ha continuato a sputare nel piatto, senza peraltro rinunciare a mangiarvi, quel Cossiga che ha inaugurato il vezzo di andare all’estero per insultare gli avversari politici italiani, di fronte a giornalisti e politici esterrefatti che mai, in tutta la loro vita, avevano visto un simile scempio della politica – il signor KoSSiga, dicevo, ripete fino allo sfinimento che le forze dell’ordine non avevano armi da fuoco.
Finisce finalmente l’era diccì e vanno al governo i socialisti. A partire da quel momento la politica estera italiana diventa filoaraba, filopalestinese e antiisraeliana. La caccia all’ebreo è libera e incondizionata, all’unica condizione che si lascino in pace gli altri italiani, quelli per bene, quelli meritevoli di vivere. Si chiama selezione, questa cosa qui. Come ad Auschwitz. Ossia si prende una carrettata di ebrei e si fanno fuori, stando attenti a non fare fuori gli altri che non c’entrano. Succede a Entebbe, succede in Francia, succede in Argentina, succede un po’ dappertutto. Poi qualcuno se ne esce a dire ma guarda un po’ che disdetta, volevano ammazzare gli ebrei e invece sono morti dei cittadini innocenti. Più o meno come nell’attentato a Carlo Palermo, quando è capitato di sentir dire, fra i commenti alla notizia, che volevano uccidere il giudice e invece sono morti tre innocenti, una donna e i suoi due gemellini. Carlo Palermo, già. Impegnato a indagare su terrorismo e traffico d’armi. E un bel giorno tra le carte su cui riesce a mettere le mani sbuca fuori il nome di Craxi, e istantaneamente gli viene sottratta l’inchiesta, viene trasferito in Sicilia e lì, sicuramente molto meglio di quanto avrebbero potuto fare a Trento, gli organizzano un bell’attentato con autobomba. Ed è così che fra i crimini documentati del latitante Craxi, quello della complicità nel terrorismo internazionale non è riuscito ad approdare. Tutto come nell’era diccì, dunque? Non del tutto. Perché adesso, nell’era del sol dell’avvenir, si fa un passo avanti, e si mobilitano massicciamente le forze dell’ordine per impedire che i terroristi palestinesi, rei di massacri, vengano consegnati alla giustizia (uno e due).
E poi... E poi gli anni passano e i bimbi crescono e le mamme imbiancano e imbiancano anche i politici e le ere si succedono alle ere e arrivano al governo i comunisti che secondo loro bisognerebbe dire ex comunisti ma si sa che il comunista, come il maestro dell’immortale Paolo Conte, è nell’anima e dentro all’anima per sempre resterà (sì, certo, anche il fascista, ma occupiamoci di una perversione per volta, pliz). E che cosa succede quando agli esteri siede il comunista D’Alema? Eh, ne succedono di cose! Tanto per cominciare succede che la politica estera italiana diventa filoaraba, filopalestinese e antiisraeliana. Poi, per quanto riguarda personalmente il signor ministro, possiamo registrare che, oltre a farsi fotografare a braccetto, in corrispondenza d’amorosi sensi, coi capi del terrorismo antiisraeliano, si lancia in una serie di attacchi antiisraeliani senza precedenti nella pur antiisraelianissima storia della politica estera italiana. Volendo si potrebbe parlare anche dell’infinita serie di battute antisemite che, essendo nonostante tutto un politico e non un buffone, si premura di fare ben lontano dai microfoni e dalle telecamere, ma che non per questo riescono a passare inosservate. Ma non voglio rinunciare a parlare di quella che è forse l’apoteosi della sua politica estera. Mi riferisco all’episodio del medico palestinese e delle infermiere bulgare arrestati in Libia con l’accusa di avere infettato con il virus Hiv oltre quattrocento persone – documentatamente ammalatesi tre anni prima che medico e infermiere mettessero piede in Libia – tenuti in prigione per anni, torturati e infine condannati a morte. E che cosa fa l’Ineffabile? Invoca clemenza. Evidentemente non sa, l’Immarcescibile, che la clemenza si invoca per i colpevoli. Evidentemente ignora, l’Incommensurabile, che gli innocenti hanno DIRITTO alla GIUSTIZIA. O forse la questione è un’altra: il Nostro ama infinitamente i palestinesi, ai quali è molto più equivicino che agli israeliani, a patto che facciano i palestinesi. Ora, un palestinese che invece che andare a far massacri di ebrei, come è suo sacrosanto dovere, fa onestamente un onesto mestiere di medico, che razza di palestinese è? Perché mai il signor D’Alema dovrebbe occuparsi dei suoi diritti? Perché mai dovrebbe chiedere giustizia per lui?
E veniamo ai giorni nostri. Adesso al centrosinistra è succeduto il centrodestra, e al governo abbiamo il maggico Berlusconi, mentre degli esteri si occupa quel bel pupo del signor Frattini. Ebbene, immediatamente a ridosso dell’11 settembre Berlusconi afferma che la nostra civiltà è superiore a quella islamica, ma appena uno sceicco inarca un quarto di sopracciglio si precipita a dichiarare che è stato frainteso, che le sue parole e le sue intenzioni sono state travisate (maledetti giornalisti comunisti!) e che no, assolutamente no, mai mai mai neanche per un istante si è sognato di pensare una simile mostruosità! E poi gli anni passano e i bimbi crescono eccetera eccetera e l’Immaginifico li passa, gli anni, a raccontare barzellette antisemite, una più becera dell’altra, a fare battute antisemite, una più becera dell’altra, ad aumentare vertiginosamente il giro d’affari con l’Iran, a fare patti di ferro con Gheddafi, il capo di stato più antiisraeliano del pianeta. Esibendosi nel frattempo, nell’illusione di salvare le apparenze e rifarsi una verginità, con la faccina compunta e la kippah in testa, a Yad Vashem (dove, ricordiamolo, NON ci sono i morti, e quindi la kippah non è affatto d’obbligo). E il Fratino? Si spende, il Fratino, si spende tantissimo. A raccomandare a Israele di stare calmo. Di non reagire. Di non provocare. Di non rispondere. Vi ricordate quella vecchia battuta, “Non agitarti che fai il gioco del nemico”? È una battuta oscena, nel caso qualcuno non lo sapesse. Significa: mentre te lo mettono in culo stai fermo, che se no l’inculatore gode ancora di più. Ecco, questo è ciò che il fratino sta chiedendo a Israele: di stare fermo mentre il terrorismo glielo mette in culo. Detto così è volgare, lo so, ma è esattamente di questo che si tratta, ed è inutile girarci intorno. E al di fuori di Israele? Al di fuori di Israele succede che vince il Nobel per la pace un dissidente cinese in galera per reati di opinione, e il fratino non ci pensa neanche di striscio a chiederne la scarcerazione: gli affari sono affari, che diamine, e noi con la Cina ne abbiamo, di affari, oh se ne abbiamo! Ecco, adesso che la Farnesina è dominio del centrodestra e non più del centrosinistra, funziona così.
Vero che è bello vedere come le cose, nel corso degli anni e dei decenni, mutano e si evolvono?

barbara


9 ottobre 2009

ANCORA SU SADAT E DINTORNI

Vi voglio regalare questa piccola chicca:



In Israele per celebrare l’avvento della pace, sia pure fredda – molto fredda – con uno stato che le aveva dichiarato guerra al momento della sua nascita e in guerra era rimasto per oltre trent’anni, è stato fatto questo. Spero che qualcuno dei miei cortesi visitatori sia in grado di aiutarmi a trovare le equivalenti iniziative dell’Egitto, perché io, evidentemente incapace e sprovveduta, sono riuscita a trovare solo un premio governativo conferito a quel giornalista che ha ringraziato Hitler per avere preventivamente vendicato i palestinesi – che io tra l’altro a questo punto davvero non capisco più niente: questo benedetto olocausto c’è stato o non c’è stato? Se lo sono fatto gli ebrei da soli o glielo ha fatto qualcun altro? Boh – e altre cosettine analoghe.
Poi naturalmente, sempre più o meno in tema c’è da leggere lui e poi, come ogni giorno fino a revoca, come dicono in banca per gli ordini permanenti,
MEMENTO: +39.

barbara


26 agosto 2009

NIENTE LINK PER UGO VOLLI OGGI

Perché quello che è troppo è troppo: anche alla grandezza che si può inscatolare in un link c’è un limite. Ebbene, la grandezza del suo scritto di oggi supera tale limite, e bisogna dunque metterlo in vetrina.

Caro Frattini, dato che lei appare come incapace di pudore, mi vergogno io per lei

Cari amici, sapete che cos'hanno in comune l'Italia e la Gran Bretagna? Indovinate. Non il gusto del cibo, naturalmente, non il clima, non la costituzione repubblicana e neppure lo schieramento politico al governo. Naturalmente sono entrambi paesi membri onorati di Eurabia, con tutti i problemi che sappiamo. Ma non voglio parlarvi proprio di questo, oggi, anche se c'entra.
C'è qualcosa di più attuale che mette insieme i paesi governati da Gordon Brown e Berlusconi: l'irresistibile tendenza a leccare gli stivali (o i sandali o i piedi nudi o altro ancora che non voglio nominare, quel che sia) del colonnello Gheddafi. La Gran Bretagna gli ha appena consegnato Abdel Basset Ali Mohmet al-Megrahi, un terrorista assassino, autore dell'attentato che ha ucciso qualche centinaio di persone in un aereo sui cieli scozzesi una ventina d'anni fa. Gheddafi ha ammesso a suo tempo il proprio coinvolgimento nella faccenda pagando ai parenti delle vittime un risarcimento miliardario (in dollari).
Ora per "ragioni umanitarie" a quanto pare contrattate all'ultimo G8 dell'Aquila, e naturalmente connesse al petrolio, che oggi è certamente la misura di tutte le cose, anche dell'umanità, la Gran Bretagna ha restituito alla Libia libero l'esecutore materiale del suo attentato di Stato. Naturalmente per ragioni umanitarie, il poverino era malatissimo secondo gli scozzesi che lo custodivano (dato che l'attentato è avvenuto nel loro cielo, non ai danni dei loro cittadini - e anche questo c'entra). Com'era prevedibile, Gheddafi non ha affatto tenuto il basso profilo promesso, ringraziando umilmente per il piacere, ma ha presentato al mondo la liberazione del sicario come un trionfo personale e l'assoluzione del suo regime, organizzando grandi manifestazioni per onorare se stesso e l'assassino, o piuttosto se stesso come assassino impunito. Prevedibile e previsto. Ora Gordon Brown si proclama "disgustato" per queste manifestazioni, ma nel frattempo viene fuori dalle avanzatissime cliniche oncologiche libiche che il criminale liberato non era affatto un malato terminale di cancro, forse non è affatto destinato a morire entro tre mesi (come la legge britannica richiede per le liberazioni umanitarie) ma fra sei mesi o più. Del resto gli uomini sono mortali e anche per Basset Ali Mohmet al-Megrahi verrà il suo turno, perché fare fretta alla sorte? Anche questo si poteva prevedere. È dai tempi delle verifiche a scuola che un certificato medico un po' gonfiato è il miglior modo di evadere gratis.
Di fronte allo scomposto trionfo libico sui cadaveri dei passeggeri del volo Pan Am, si è scatenata anche una polemica contro la partecipazione di Berlusconi al compleanno della rivoluzione islamica di Gheddafi, prevista nei prossimi giorni: la prima visita di un leader occidentale dopo lo spernacchio gheddafiano. Una partecipazione che è stata difesa come "importantissima" dal ministro degli esteri Frattini. Importantissima. Sarà. Noi non siamo affatto sicuri che sia opportuno celebrare (addirittura con le Frecce tricolori), l'instaurazione di un regime totalitario puro e duro, tendenzialmente anti-italiano e deliberatamente antisemita. Ma sarà importantissima.
Ammettiamo dunque che la real politik abbia le sue esigenze. Ma allora non vale almeno la pena di chiedere che ci sia consegnato un altro terrorista, Al Zomar, quello che trent'anni fa fece un attentato al tempio ebraico di Roma, ferendo molte persone e ammazzando un bambino di due anni? Fu condannato in contumacia dai tribunali italiani, scovato in Grecia e consegnato dal governo greco non all'Italia ma guarda un po' alla Libia (lo stesso piacere che fece Craxi ai palestinesi a Sigonella: si sa che uccidere ebrei non è un reato che meriti un'attività internazionale; del resto fu lo stesso Craxi a mandare a monte l'attacco americano contro Gheddafi, avvertendolo appena in tempo).
È quel che ha chiesto in maniera peraltro molto gentile ed educata Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma: "Non vogliamo entrare nel merito né nel giudizio se sia utile o meno questo viaggio a Tripoli - dice Pacifici - ma per noi rimane aperto questo problema. Siamo fiduciosi che il premier, amico di Israele e soprattutto della comunità ebraica, non dimenticherà di porlo sul tavolo degli incontri con Gheddafi". Pacifici ha ricordato che nell'attacco alla sinagoga, oltre a numerosi feriti, morì Stefano Gay Taché "un ragazzino di due anni. Un ebreo italiano colpevole di essere soltanto ebreo. Il palestinese Al Zomar è stato condannato in contumacia dai tribunali italiani nel 1988 ed è stato estradato dalla Grecia in Libia".
Ora leggete la risposta di Frattini in questo lancio Ansa di oggi. È un testo agghiacciante per la sua fredda presunzione e maleducazione: "La Libia è uno stato indipendente e le regole della giustizia libica non hanno previsto finora l'estradizione" di Osama Abdel Al Zomar. Così il ministro degli Esteri Franco Frattini commenta le parole del presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici che oggi ha chiesto, in vista del viaggio a Tripoli del premier Silvio Berlusconi, che il terrorista Al Zomar, autore dell'attentato della sinagoga di Roma del 1982, sia estradato dalla Libia e sconti l'ergastolo in Italia. "Se noi immaginiamo che la Libia sia uno stato indipendente - prosegue Frattini - e che abbia i suoi organi giudiziari, dobbiamo chiedere a quegli organi giudiziari se l'estradizione sia consentita e sia possibile. Ma se pensiamo ancora che la Libia sia una colonia italiana allora ci prendiamo questa persona e ce la processiamo in Italia". Il ministro degli Esteri, evidenziando che l'Italia "non è certo sospetta di non essere amica degli ebrei", ha spiegato di volere "una giustizia seria, che punisca con grande severità questa persona, se responsabile", ribadendo però che "ci sono delle regole da rispettare" e che "la Libia ci ha fatto sapere, finora, che questa persona non sarà estradata".
Vi ricorda qualcosa? A me sembra proprio lo stile di D'Alema. Quel tono didattico e sfottente, quell'idea che gli altri siano tutti cretini... L'idea che la politica debba seguire la sua strada e che non si possa neanche far frenare un po' dall'etica... Chissà se i due ministri degli esteri si siano scambiati in segreto le maschere. Oltre a essere entrambi derogatori nei confronti del mondo ebraico (non è un capolavoro quella frase sull'Italia "non è certo sospetta di non essere amica degli ebrei"), pensano di essere furbi a leccare gli stivali (be', gli stivali...) al bullo di turno, se ha appena un po' di potere – o di petrolio... Ma non si rendono conto che le conseguenze di un atteggiamento del genere sono più terrorismo, più ricatti, perfino più barconi di emigranti (è questa la minaccia di Gheddafi, no?). Non capiscono che restituire terroristi a Gheddafi, o neppure chiederli col rischio di sentirsi dire di no, sia un errore. Per dirla con Taillerand la posizione di Frattini è peggio che criminale, è stupida. Caro Frattini, (be' caro: caro di prezzo, forse, non certo caro d'affetto) a un presuntuoso maleducato come lei non importa nulla, ma sappia che dato che lei appare come incapace di pudore, mi vergogno io per lei

Ugo Volli

Ecco, queste cose è senz’altro meglio che le scriva Ugo Volli, che è un signore e dice: “leccare gli stivali (o i sandali o i piedi nudi o altro ancora che non voglio nominare, quel che sia)”: io, come certamente non può dubitare chi mi conosce, avrei nominato, eccome se avrei nominato. E anche sul “caro Frattini” forse mi sarei lasciata andare a un modo di dire un tantino triviale che si usa dalle mie parti. E dunque è meglio che al posto della mia indignazione e della mia rabbia, lasci spazio a quelle del Grande Ugo.



barbara

sfoglia     settembre        novembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA