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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


31 marzo 2010

HAG SAMEACH BERLUSCONI!

Ieri sera tutto il popolo di Israele, in Israele e nella diaspora, ha celebrato la fine della schiavitù e tutti alla fine del Seder (la cena rituale) hanno detto a voce alta "Le Shanà abaà be Yerushalaim", augurio che gli ebrei si sono detti l'un l'altro per 2000 anni rivolti verso la Città Santa, capitale dell'ebraismo, per 3000 anni Capitale di Israele Popolo e per 1000 anni capitale di Israele Regno e da 65 anni Capitale di Israele Stato.
Una storia di dolore, di miracoli, di schiavitù, di morti e di libertà, una storia nostra, solo nostra, solo degli ebrei che altri popoli hanno voluto distruggere per puro e indistruttibile odio.
Uno dei più grandi miracoli del Popolo ebraico è stata la ri-fondazione nella sua terra dello Stato di Israele dopo più di 20 secoli di persecuzioni e massacri, dopo tanta disperazione e tanta speranza eppure questo miracolo ha fatto cadere nel tunnel dell'odio e dell'invidia altri popoli, quelli europei e quelli arabi e islamici, un odio e un'invidia che si sono espressi nel desiderio di distruggere questo piccolo Stato desideroso solo di pace e di sicurezza.
Un piccolo Stato trasformato in pochi decenni, da deserto quale era diventato nei secoli di abbandono, in un paese all'avanguardia in tutti i campi, dall'agricoltura alla medicina, dalla tecnologia alla scienza.
Un piccolo Stato sempre sotto pericolo di estinzione per l'odio dei suoi vicini e dei suoi lontani.
Un piccolo Stato che è d'esempio a tutto il mondo di come si può diventare se si ama il proprio Paese, se lo si vuole sviluppare, se si è legati anima e corpo alla Terra da cui si proviene e dove si è implorato il ritorno per tutto il periodo dell'esilio e delle persecuzioni.
Sì, ieri sera abbiamo celebrato la fine della Schiavitù in Egitto, "schiavi eravamo, ora siamo liberi in Erez Israel".
Azzam Pascià della Lega Araba diceva nel 1948: "Inizieremo una guerra di sterminio e di massacri".
Radio Bagdad gridava nel 1967: "Siamo risoluti a raggiungere il nostro obiettivo: cancellare Israele dalla Carta Geografica".
Radio Cairo nel 1967: "Uccideteli tutti, non lasciate vivo nemmeno uno..."
Yasser Arafat nel 1974: "Nessuno ci fermerà finché Israele non sarà distrutto. Per noi la pace è la distruzione di Israele."
Yasser Arafat nel 1979: "Gli israeliani devono ricordare che il loro stato non durerà piu' di 70 anni e 32 sono già passati."
Yasser Arafat nel 1985: "Il popolo palestinese combatterà i sionisti fino all'ultimo bambino nel ventre di sua madre".

Dall'epoca di queste dichiarazioni di odio, distruzione e morte sono passati anni, abbiamo sofferto molte guerre e un terrorismo spaventoso ma le cose non sono cambiate nel senso che vi sono leader occidentali che avallano tali dichiarazioni e, a differenza degli arabi, le avallano parlando di in modo ipocrita e disgustoso di pace che nella loro lingua significa "Israele lascia tutto ai palestinesi e rassegnati".
Quindi abbiamo Obama, presidente USA, nostro alleato, che incolpa Israele di tutto quello che succede perché Israele costruisce case per la popolazione a Gerusalemme Capitale come ogni nazione del mondo fa nelle proprie capitali e nelle proprie città.
Obama ha bisogno di prendere a calci Israele per accattivarsi le simpatie arabe e lo fa senza remore, senza pentimenti, senza vergogna, poi partecipa al Seder alla Casa Bianca senza mettersi, in segno di rispetto, la kippà in testa... si arrabbierebbero troppo gli arabi amici suoi.
Napolitano, presidente italiano, va in un paese nemico come la Siria a blaterare che Israele deve rerstituire i territori contestati (per lui e gli altri "occupati") e naturalmente il Golan.
Dulcis in fundo, ciliegina sulla torta, il nostro amico Silvio Berlusconi che ha gettato via anni di amicizia proclamando, come Napolitano, che Israele deve lasciare i territori e il Golan e ha concluso queste oscenità baciando la mano a Gheddafi.
Ma Berlusconi, ma come si fa!
Ma Berlusconi!
Non lo sa che l'Italia non è più quella vergogna che era all'epoca dei governi Craxi-Andreotti in cui venivano protetti i terroristi palestinesi, li si faceva scappare dall'Italia dopo aver ammazzato cittadini italiani e si nascondeva Arafat in Parlamento per proteggerlo dalla Interpol.
L'Italia non è più neanche quella dei governi comunisti e cattocomunisti quando per le strade italiane si facevano cortei oceanici urlando "A MORTE ISRAELE" e si bruciavano decine di bandiere di Israele e si bastonavano gli ebrei per le strade (nel resto d'Europa, è vero, li ammazzavano).
L'Italia non è più l'Italia di Dalema, Prodi, Diliberto, non è più l'Italia dell'odio.
L'Italia di Berlusconi è amica di Israele, non se lo ricorda più?
E allora perché va nei paesi nemici, in braccio alla lega Araba, a baciare le mani a un luridissimo terrorista e a dire che la democratica Israele deve... deve... deve!
Non le rifaccio la storia, Cavaliere, ma le ricordo che Israele è stata attaccata dalla Siria due volte per la distruzione e il Golan è stato conquistato da Israele perché aveva vinto la guerra.
Da quell'altipiano per 20 anni i siriani hanno sparato contro i nostri agricoltori e cittadini che vivevano in pianura.
Il Golan è per Israele la sicurezza e lei, come Napolitano, come Obama, vorrebbe che noi lo regalassimo alla Siria? E lo va a dire al signor Gheddafi, nostro ferale nemico e assassino di molti europei? E poi gli bacia anche le mani? Credeva di essere di fronte al Papa perché il dittatore libico si veste quasi uguale?
Cavaliere, lei è una grande delusione per me ma so che nonostante questi tremendi errori e schiaffi senza pietè a Israele, il governo italiano è ancora nostro amico.
Sono sicura che lo sia anche lei, Cavaliere, solo che sta cedendo ai ricatti e questo per un leader non è un atteggiamento dignitoso.
Il Golan è Israele, Cavaliere, come lo è Gerusalemme, tutta intera, senza est, ovest o nord e sud!
Le Shanà Abaà be Yerushalaym, l'anno prossimo a Gerusalemme, lo abbiamo detto piangendo per 2000 anni, oggi lo diaciamo con orgoglio e a testa alta.
Se lo ricordi Berlusconi, se lo ricordi Napolitano e soprattutto se lo ricordi Obama!
Gerusalemme è la nostra capitale e non la daremo a nessuno.
Hag Sameach, Berlusconi, noi siamo a Gerusalemme!
Deborah Fait

Naturalmente non condivido neppure mezza briciola della sorpresa di Deborah per quello che a lei è sembrato un voltafaccia dell’amatissimo Silvio (impressionanti, a questo proposito, le reazioni isteriche e sgangherate del Signore e Padrone di informazione corretta ad ogni accenno di critica al suddetto amatissimo) e che è invece nient’altro che una dimostrazione di perfetta coerenza con ciò che l’uomo – si fa per dire – è sempre stato, fin da quando a scuola si faceva pagare per passare ai compagni più deboli i compiti delle materie in cui era più ferrato. Ma a parte questo, per il resto condivido assolutamente tutto. Così come condivido questo e questo.

                       

barbara


11 agosto 2008

TROPPA GRAZIA SANT’ANTONIO!



Mi hanno dato il premio “Brillante Weblog”, ma non è per questo che dico troppa grazia sant’Antonio: il fatto è che me lo hanno dato addirittura in sei! E precisamente Le guerre civili, Mille e una donna, Accade, Nichisus, Deborah Fait, Andreapikki. Vabbè, adesso allora farò il mio dovere, ringraziando i generosi amici che mi hanno voluta segnalare in questo modo e proseguendo a mia volta il gioco. E dunque:

Il premio Brillante Weblog è un premio per siti e blog che risaltano per la loro brillantezza
nei temi e nei design e con lo scopo di promuovere ancora una volta la blogosfera nel mondo.”
Regole:
1) al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il premio e citando il nome di
chi ti ha premiato, con l’indirizzo del suo blog.
2) scegliere un minimo di 7 blog (anche di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nei loro
design, esibendo il loro nome ed il link.
3) avvisare che hanno ottenuto il premio Brillante Weblog.
4) esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi premi (FACOLTATIVO).

A chi lo assegno allora? Innanzitutto voglio citare come assolutamente meritevoli tutti coloro che lo hanno assegnato a me. Gli altri designati sono:

1. Beppe Fontana
2. Codadilupo
3. Cuntrastamu
4. Fuori dal ghetto
5. Il cielo sopra Kabul
6. Topgonzo
7. Minchia che fame

I motivi per i quali questi blog sono brillanti non ve li spiego: andate a guardarli, e lo capirete da soli. Avrei volentieri nominato anche Il laicista e Ugolino, anzi, lo avevo anche già fatto, solo che poi mi sono accorta che erano già stati chiamati in causa, comunque si considerino lo stesso idealmente chiamati. E con questo passo e chiudo.

barbara

AGGIORNAMENTO: ho avuto un'altra nominescion da Francesco.

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Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









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