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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


24 agosto 2008

DOV’È ZENG JINYAN?

Dopo l’annuncio delle autorità cinesi della concessione di tre parchi in cui chiunque può liberamente protestare però per poter andare a protestare bisogna presentare domanda scritta; dopo che due ultrasettantenni, entrambe claudicanti e una semicieca, avevano presentato regolare domanda e per questo sono state condannate a un anno di lavori forzati per essere rieducate; dopo tutto questo, ora finalmente emerge anche il caso della blogger Zeng Jinyan. Prima è toccato a suo marito, Hu Jia, condannato lo scorso 4 aprile a tre anni e mezzo di prigione per aver scritto nel 2007 sei articoli “sovversivi”. Adesso è toccato a lei: dal 7 di agosto Zeng Jinyan è scomparsa, svanita nel nulla insieme alla figlia di pochi mesi – fatta sparire, si ritiene, per impedire che con la sua voce libera offuscasse la perfetta messinscena dei macellai. Per dieci giorni nessuno dei ventitremilacinquecento giornalisti accreditati alle olimpiadi ha ritenuto il fatto degno di nota; solo l’undicesimo giorno, il 18 agosto, la giornalista americana Kristin Jones ha rotto il silenzio e il sito della Abc ha pubblicato un suo reportage dedicato alla scomparsa di Zeng Jinyan. E il Cio, nella persona del suo presidente Jacques Rogge? Niente, lui ha altro da fare: lui è occupato a vietare agli spagnoli di portare il lutto, è occupato a fare il culo quadro al giamaicano Usain Bolt che sventola le scarpette Puma rischiando di inquietare lo sponsor ufficiale Adidas, ti pare che abbia il tempo di occuparsi di cazzate come i diritti umani? Ti pare che possa considerare degna di nota una quisquilia come la scomparsa di donne e neonate?
E pensare che c’è ancora gente convinta che le olimpiadi abbiano qualcosa a che fare con lo sport. E pensare che c’è ancora gente convinta che la Cina abbia fatto, con queste olimpiadi, il primo passo verso qualcosa di vagamente somigliante al rispetto dei diritti umani. E pensare che c’è gente che si è dichiarata contraria al boicottaggio con la motivazione che “lo sport è lo sport”.
Invito tutti gli amici blogger che ancora non lo hanno fatto (qualcuno ha già provveduto) a riprendere e diffondere queste notizie: se non possiamo fare niente per Zeng Jinyan, cerchiamo almeno di fare in modo che si sappia chi è, e che cosa succede dietro le quinte delle meravigliose e imponenti manifestazioni della Cina “in marcia verso la modernità”. Qui il suo blog.


 


barbara


8 agosto 2008

SPORT E POLITICA

Dice, non bisogna politicizzare le olimpiadi. E dice anche, non bisogna mischiare sport e politica. Chissà se si sono mai accorte le anime belle – ossia quelle che non dico al di là del proprio naso, ma neanche il proprio naso allo specchio sono capaci di vedere – che la richiesta della Cina di ospitare le Olimpiadi è stata dettata UNICAMENTE da ragioni politiche. Chissà se si sono mai accorte che la scelta del CIO di accogliere la richiesta è stata dettata UNICAMENTE da considerazioni politiche. Chissà se si sono accorti che tutto ciò che sta avvenendo in Cina, da mesi e mesi a questa parte, intorno alle Olimpiadi, è UNICAMENTE politico. Chissà se si sono accorti che tutto ciò che andranno a fare lì gli atleti di tutto il mondo è UNICAMENTE in funzione politica. È il sogno di una vita, dicono gli atleti. E io mi chiedo: si ha davvero il diritto di sognare sulla pelle di milioni di innocenti? E mi chiedo: ha davvero il diritto di chiamarsi col nome di sogno una cosa intrisa di sangue, del sangue di milioni di innocenti?
E adesso vai a leggere qui e qui – e non azzardarti a tirare fuori scuse tipo che non hai tempo o altre puttanate simili.







Oppositori sopravvissuti ai lager cinesi




Repressione in Tibet


Bambini in fabbrica 15 ore al giorno


Esecuzioni di massa

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