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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


26 gennaio 2012

FINO A QUANDO?

 

God ... God... God almighty, when will it end?
A moment of silence isn't enough for six million.
We'll never be able to understand the magnitude of this tragedy.
They had dreams of a final solution.
Everyone went to sleep, and that was their last day.
One by One a people was almost annihilated.
Even the bravest didn't survive.
None were human, all were just numbers.
Standing in a long line with no tomorrow in sight.
So much crying without a single tear.
So many endings and that was just the beginning.
Lots of prayers and shouts, but no one heard a sound.
And how could the Messiah not come to rescue us?
We were moving targets in Satan's shooting gallery.
Impossible to hide and nowhere to run to.
Temperature rising, our feet sticking to the ground.
From dust to dust, our souls go to Heaven.

The trains to death, the web of lies.
The helpless still struggling for life.
Murdered, robbed, that's it for their souls?
Identified only by numbers but their names won't be forgotten.
Freedom vanished, yet the hope remained.
The soul survived, our eyes looking towards Eretz Y'Israel.
A massacre without reason.
A sea of victims.
Those tired out with yellow stars on their shirts.
And were sent in to the flames.
How is it possible to steal dreams from kids.
In a time when adults' memories are stolen?
What did I do so horrible that there's no forgiveness.
I always said "Amen" after every prayer.
Now running through my head are thoughts of quitting.
Tell me, how did we lose.
our photos of mortals?
Feeling what happened to us in the Holocaust.
Sixty years ago and it's still engraved in our souls.
A big scream stuck in my throat.
Six Million! Etched in my memory.
What mistake created anti-Semitism?
Who gave man the authority to annihilate a culture?
From the Star of David almost nothing survived.
I'll wear mine, all my life never taking it off.
So that in the future.
We won't return to these same mistakes..
To remind me to always keep my eyes open.
And to teach me not to become prey within a cell.
There's not another life cowering in fear.
To be honoured in life, and to die with honor.
The code for Heaven is survival.
The sun will rise and the sun will set.
The rain will come and wash everything away.
The circle of life is true.
If there's life after death.
We'll wait for them there!
God...God...
God Almighty, when will it end?

God...God...
God Almighty, when will it end?

barbara


19 novembre 2010

IL TIZIO DELLA SERA - QUELLO GRANDE E QUELLO PICCOLO

Precisazione

Non è in questione se l'altro giorno il chirurgo ebreo dovesse o meno operare il malato nazista, perché veramente i malati andrebbero curati. Si è trattato solo di un fatto pratico di cui tenere conto: il bisturi tagliava troppo bene e nell'entusiasmo dell'operazione c'era il rischio di forare il pavimento. E va bene, il Tizio della Sera ha provato a riderci sopra. Sa come tutti che nell'uomo esistono odi improvvisi, oppure odi che covano dato che il tempo mantiene bene l'avversione sotto la cenere, e qui di cenere ve n'è un'infinità. Però, riflette il mattino dopo il Tizio della Sera, che in definitiva non pensa solo la sera, la precisazione della precisazione è che per i nazisti non prova più un odio fresco, di quello appena sgorgato. Solo se li vede nel loro presente, che marciano in un film o in un veridico documentario in bianco e nero con gli stivali tesi nell'aria, vorrebbe essere lì con un cannone e maciullarli insieme al loro capetto col ciuffo. Altrimenti la questione della Shoah prosegue nei cuori delle generazioni ebraiche. Lo fa in silenzio, lo fa in paura e lo fa nella tristezza - la peggiore povertà che ci sia. E certi giorni questa povertà si fa viva.
Il Tizio ricorda come andò che il piccolo Tizio apprese del fatto. Il piccolo Tizio non seppe fino agli otto anni della distruzione dei corpi ebraici. Nessuna parola della scomparsa cinerea degli zii, della nonna e dei cugini. Eppure già prima, molto prima, il piccolo Tizio aveva saputo del fatto attraverso le pareti dell'aria. Succedeva la sera, quando doveva andare a letto. Aveva cinque anni il piccolo Tizio, e camminava nel corridoio lunghissimo. Nessuno aveva lasciato la meravigliosa luce accesa e il corridoio era al buio. A un tratto, il piccolo Tizio si metteva a correre perché immaginava che dal buio spuntassero le mani secche di mille e mille morti, che lo volevano subito con sé. E sentiva che lo sfioravano, che lo facevano anche se non le vedeva, anche se correva. Volava in camera e si tuffava nella tenda immacolata delle lenzuola - e tutto finiva. Adesso era a casa con gli amici che aveva inventato. Ma da dove venissero quei morti e chi fossero, il piccolo Tizio non lo sapeva. Non da un film, non da racconti. Li chiamava i Vecchi. Stava già riscuotendo l'eredità ebraica, e l'eredità veniva dal buio.

Il Tizio della Sera

Già, perché il Tizio della Sera, a volte, pensa anche di mattina. E quando lo fa, quando ti offre il pensiero che nasce di mattina sorgendo dalle ceneri e spalanca davanti ai tuoi occhi la voragine che quelle ceneri hanno creato, ti manca il respiro. Perché di quelle ceneri è ancora impregnata l’aria che respiriamo. E perché è a tutti noi che sono stati sottratti, quei sei milioni, quelle nonne, quegli zii, quei cugini di cui qualcuno può dire mia nonna mio zio mio cugino e noi no, noi questo non lo possiamo dire, però il vuoto c’è anche per noi, è lì, si sente, come le mani di quei vecchi che si protendevano verso il piccolo Tizio, e ti chiama e ti chiede il tuo contributo, ti chiede il tuo obolo. E io rispondo: sono qui. Sono qui, Tizio della Sera. Sono qui, nonna del Tizio della Sera. Sono qui, zii e cugini del Tizio della Sera e di tutti gli altri. Sono qui a compiere il mio dovere, e anch’io, quel giorno, potrò dire: vi ho ricordati.

barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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