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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


11 settembre 2011

DIECI ANNI DOPO

11 SETTEMBRE Terrore e speranza, come allora

CHIEDONO: «Bisognerebbe scrivere qualcosa sull'anniversario dell'attacco alle torri gemelle». «Va bene» dico. Poi vado al computer, meccanicamente clicco su google, e inizio a cercare un'idea, un frammento di memoria: ma sulla rete il mio viaggio dura pochi minuti.
Trovo subito un sito. Entro. C'è scritto: «La visione delle immagini è sconsigliata alle persone facilmente impressionabili». Decido di continuare. Vado a vedere. Che cosa c’è, di quel giorno, che ancora non abbiamo visto?
Sono foto. Le foto della torre settentrionale, che crollò, alle 10.28, dopo un incendio di 102 minuti.
Però sono foto ingrandite. Immagini spaventosamente ravvicinate. Adesso posso osservare, in primo piano, ciò che, finora, avevo solo immaginato.
C'è un'impiegata in piedi sul davanzale della finestra al 75° piano. Le fiamme, evidentemente, l'hanno spinta fin lì. Riesco persino a intravederne il volto: nella smorfia di terrore, mentre guarda in basso, c'è ancora un guizzo di speranza.
Nel fotogramma successivo, l'impiegata precipita nel vuoto. Tra il fumo e l'aria, devono aver deciso i polmoni.
Non certo la ragione.
Mi chiedo checosa può aver pensato durante il volo. Ha pregato? Ha creduto di essere in un incubo, uno di quelli da cui poi ti svegli?
Spengo il computer.
Sì, dieci anni dopo, sono ancora americano.
Fabrizio Roncone

Sì.



barbara


21 maggio 2011

MBÈ, COS’HAI DA GUARDARE?



E voi invece guardate qui.

barbara


26 settembre 2009

QUANDO CI VUOLE CI VUOLE

E di mettere in vetrina la cartolina odierna di Ugo Volli, oggi ci vuole proprio.

Con gli antisemiti mi diverto pure !

Cari amici, ve lo devo confessare, a me gli antisemiti divertono. Naturalmente non quelli torvi che minacciano e insultano e basta. E nemmeno quelli compunti e politically correct alla maniera del Manifesto o di Richard Goldstone o di quell'orribile diario di Saramago che esce adesso con la prefazione di Eco (mi meraviglio!): essi celebrano le giornate della memoria e deplorano le stragi naziste, si sentono progressisti e virtuosi e provano perfino qualche interesse per gli ebrei morti e la loro cultura, ma insinuano che i nazisti di oggi seguano la bandiera col Maghen David e che dunque per combattere oggi il nazismo bisogne distruggere Israele, magari solo renderlo incapace di difendersi "per il suo bene".
No, non questi antisemiti con la faccia da mal di denti, ma quelli fantasiosi, deliranti, esagerati: loro mi divertono. Quelli che credono davvero ai "Protocolli" e cercano di applicarli oggi. Pensate che bello se avessero ragione, se il Mossad fosse così bravo da avvertire ogni singolo ebreo di New York che ci sarà un attentato e di stare attenti a non andare a lavorare dalle parti delle Twin Towers l'11 settembre 2001; pensate come ognuno di noi dovrebbe trasformarsi in una specie di James Bond supertecnologico e in un efficientissimo burocrate per avere il controllo del mondo - in fondo siamo solo poco più che una dozzina di milioni. Immaginate come saremmo tutti ricchi, se avessero ragione loro, senza bisogno di far fatica da mattina a sera. E nemmeno dovremmo piangere i nostri parenti ammazzati nella Shoà che sarebbe solo un nostro trucco. Una pacchia. Perfino l'Unesco, che gli antisemiti del mondo arabo ora ci attribuiscono dopo che il loro impresentabile candidato è stato bocciato, sarebbe molto migliore se appartenesse davvero a noi invece che agli spenti burocrati che lo guidano... E diciamocelo, mi piacerebbe molto poter alzare il telefono e chiamare chessò, Berlusconi o Obama, o anche solo il rettore dell'Università dove lavoro e dir loro: sono l'agente UV dei Savi di Sion, fate così e non colà e non discutete, tanto comandiamo noi. E' questo che immaginano, no, quelli che parlano di Giorgio Israel come "puparo ebreo" del ministro Gelmini? Lui alza il telefono e le dice: A Maristè, licenziame questi 200 mila e non te dimenticà, promuovi mio cugino, che li freghiamo... Ve lo immaginate?
Perché faccio questo ragionamento un po' infantile e maleducato? Perché ogni tanto mi imbatto in qualcuno di questi discorsi e mi scappa da ridere. Proprio di gusto. Avete presente per esempio quel tale Manuel Zelaya, ex presidente del Honduras che cercava di prorogare il suo mandato a vita in direzione di un regime di stile venezuelano ed è stato abbattuto da un colpo di stato militare, naturalmente contro l'opinione dell'amministrazione Obama che non vuole "esportare la democrazia" fra i nemici dell'America, ma se la democrazia produce nemici di se stessa, li difende fino in fondo? I dittatori grandi e piccini in fondo sono preziosi, perché si possono "engage" in trattative diplomatiche e farci la pace con gran sfoggio di bontà e tolleranza... altro che gli alleati...
Be' forse sapete che questo Zelaya, fuggito al momento del golpe, qualche giorno fa è stato fatto rientrare clandestinamente dai brasiliani (bravo quel Lula amico di tutti...) e ora se ne sta chiuso nella loro ambasciata ad aspettare una sollevazione popolare che non avviene. E però teme per la sua vita, poverello, non perché pensi che i militari possano entrare nell'ambasciata e farlo fuori nella maniera più convenzionale, sparandogli una pistolettata o fucilandolo, ma percepisce un tentativo di omicidio anzi presidenticidio condotto in un modo decisamente più pittoresco. Egli ritiene che vi sia un gruppo di persone che lo stia "torturando", e lo faccia "inondando di radiazioni ad alta frequenza il suo rifugio nell'ambasciata": una specie di gigantesco forno a microonde per arrostirlo... geniale. Chiunque sappia un po' di fisica può valutare il realismo di questo discorso. Ma chi sono i colpevoli di un crimine così tecnologico? Indovinate! Ma certo, sono "mercenari israeliani", agenti dei Savi impegnati a eliminare i bravi honduregni popolari. Solo i mercenari israeliani se la cavano con i libretti di istruzione degli elettrodomestici abbastanza per trasformare un microonde nello strumento di un delitto politico... è la famosa intelligenza ebraica.
Potrei andare avanti per ore, ma mi limito ad ancora un solo esempio. Vi chiedo di rileggere qui un pezzetto dell'interessante articolo di ieri di Federico Steinhaus, che trovate ancora sulla home page di IC, "troppo divertente", imperdibile:
"Lo scorso 11 settembre, nell’ottavo anniversario degli attentati di New York e Washington, il quotidiano governativo siriano Al-Thawra ha pubblicato due articoli, di Munir al-Moussa e Ibrahim Za’ir. La loro tesi è che quegli attentati siano stati opera di una cospirazione americana-ebraica-israeliana, compiuti dal Mossad e dal governo americano per consentire agli Stati Uniti di espandere il proprio dominio. Lo confermerebbe il fatto – così essi affermano - che già il nonno di George Bush senior (il presidente della Guerra del Golfo) l’11 settembre del 1773 aveva dato simili consigli a Beniamino Franklin, ed il presidente Bush (padre) l’11 settembre 1990 aveva presentato (a chi non viene specificato) un suo progetto analogo." Cosa sono due secoli e mezzo per una congiura eterna come quella dei Savi? Purché sia l'undici settembre qualche porcata noi o i nostri amici non manchiamo mai di farla. (E siamo anche assai longevi, noi e i nostri amici. Infatti George Herbert Walker Bush, così si chiama il senior in questione, è nato a Milton, USA, il 12 giugno 1924. Perché suo nonno potesse dar consigli autorevoli a Franklin nel 1773, doveva essere un cinquantenne e dunque essere nato, diciamo verso il 1723, duecento anni prima di suo nipote. In media lui e suo figlio si sono riprodotti intorno ai cent'anni, un po' come l'Abramo biblico... Altro segno dell'interferenza giudaica sulle faccende del mondo).
Cari amici, vi saluto, fra Shabbat e Kippur, invece di commerciare come sempre in cuori e reni di arabi rapiti a scopo di commercio, come hanno rivelato giustamente gli svedesi, vado a occuparmi di procurare un'altra epidemia in Africa, diffondendo quell'influenza suina che abbiamo inventato noi apposta (questo lo dicono i siriani, credo), per conto di una ditta ebraica che produce chiodi per bare e incrementerà così notevolmente il suo fatturato. Statemi bene, mi raccomando.





 

E poi MEMENTO: +26.

barbara


11 settembre 2009

E POI

11 settembre 1683 - Battaglia di Vienna: Giovanni Sobieski libera Vienna dall'assedio turco e ferma per sempre l'avanzata ottomana in Europa
11 settembre 1922 - Inizia il Mandato britannico in Palestina (e immediatamente cominciano i massacri di ebrei in grande stile da parte degli arabi che fino a quel momento si erano limitati, come si usa tra buoni vicini, a farne fuori uno ogni tanto)
1972 - Si chiude a Monaco di Baviera la XX Olimpiade (quella olimpiade)
E poi, certo,



e tutti in piedi
(C’è un video, su Informazione Corretta, dura un po’ più di cinque minuti. L’ho guardato per meno di un minuto, poi ho spento. Non ce la faccio, non ce la farò mai)

barbara


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19 giugno 2009

E ANCHE QUESTO C’ERA, UNA VOLTA, IN AMERICA



Maledetti maledetti maledetti, gli possano marcire le budella, gli si possano putrefare i polmoni, gli si possa disintegrare il fegato. E quel figlio di puttana gli va anche a leccare il culo, gli va! Ma non vincerete, bastardi, non ci riuscirete mai!

barbara


11 settembre 2007

OGGI

solo questo

barbara


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Un proposito:
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





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