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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


21 ottobre 2011

PICCOLA RIFLESSIONE

Vittorio Emanuele III. Ha voluto la prima guerra mondiale, con la quale ha mandato al macello un centinaio di migliaia di italiani per ottenere meno di quello che avrebbe ottenuto con la neutralità. Ha regalato l’Italia al fascismo, con tutto ciò che questa scelta ha comportato. Ha firmato le leggi razziali, con le quali, oltre all’immediata discriminazione di tutti i cittadini italiani ebrei, oltre all’immediata messa al bando, oltre ad averli ridotti in condizioni miserabili, ha contribuito a mandare al macello un quarto dei nostri ebrei. Quando le cose si sono messe male si è dato alla fuga, lasciando un’intera nazione allo sbando.

Mussolini. Dopo avere annientato le libertà, dopo avere mandato gli italiani a morire in Libia, in Etiopia, in Somalia, in Albania, in Grecia (per non parlare dei massacri messi in atto in queste “campagne”), dopo avere progettato l’annientamento dell’ebraismo italiano, dopo avere voluto entrare nella seconda guerra mondiale per avere “qualche migliaio di morti da buttare sul tavolo della pace” con la quale ha mandato al macello centinaia di migliaia di italiani e avere ridotto alla fame e a una montagna di macerie l’Italia intera, si è fatto beccare a scappare travestito.

Hitler. Dopo avere pianificato l’annientamento dell’intero ebraismo mondiale, dopo avere voluto una guerra che ha provocato decine di milioni di morti e distrutto un intero continente, mentre tutti i tedeschi morivano come mosche di fame, di malattie e di bombe alleate, se ne stava rintanato nel suo confortevole bunker con scorte di viveri sufficienti per anni, ordinando agli altri di resistere ad oltranza e di distruggere tutto. Alla fine si è sottratto alla giustizia con l’ultima fuga, il suicidio – per mettere in atto il quale pare ci abbia messo un tempo infinito perché era talmente terrorizzato all’idea di dover morire che gli tremavano violentemente le mani e non si decideva a trovare il coraggio di tirare il grilletto.

Saddam Hussein. Dopo aver tolto al suo popolo anche l’aria da respirare, dopo aver voluto la guerra con l’Iran (un milione di morti? O erano di più?), dopo aver gassato i curdi uccidendone migliaia, dopo aver invaso il Kuwait (massacri, stupri, neonati prematuri nelle culle termiche scaraventati dalle finestre eccetera eccetera), dopo avere terrorizzato e sterminato in gran numero la propria popolazione per decenni, dopo avere pagato 25.000 dollari alle famiglie di ogni palestinese che andasse a farsi esplodere in qualche mercato, ristorante, autobus, scuola, asilo, dopo avere fieramente proclamato, nel 2003, “combatteremo fino all’ultimo bambino” (e a quanto ne so, pare che solo io e Deborah Fait ci siamo scandalizzate), quando si è messa male è scappato a gambe levate e si è fatto beccare nascosto in un buco come un topo di fogna.

Gheddafi. Dopo avere terrorizzato la propria popolazione per decenni, dopo avere tolto ogni libertà, dopo avere sponsorizzato il terrorismo internazionale, dopo aver provocato un numero difficilmente calcolabile di morti, dopo avere predicato odio e morte e distruzione, dopo avere decretato il macello sia dei ribelli che dei fedeli, alla fine si è dato alla fuga, e si è fatto beccare nascosto in un buco come un topo di fogna – implorando non sparare a chi gli stava di fronte.

Non aggiungo commenti, perché non credo davvero che servano.

barbara

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