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Diario


21 marzo 2011

LETTERA A FRANCESCO BATTISTINI

Signor Battistini,
avremmo qualche domanda da rivolgerle in merito all'articolo pubblicato con la sua firma domenica 20 marzo 2011:

1) Come mai non ritiene di dover dare alcuna spiegazione per il lettore che, a distanza di sessant'anni, nella maggior parte dei casi ignora tutto del processo Eichmann e, soprattutto, del personaggio principale?
2) Come le viene l'idea di scrivere che, impiccando Eichmann, Shalom ha "vendicato milioni di ebrei"? Non le risulta che la condanna di Eichmann sia stata decisa a conclusione di un regolare processo? Non le risulta che processare e condannare un assassino sia un atto di giustizia e non di vendetta? Lei pensa che Salvatore Riina sia stato condannato all'ergastolo per vendicare gli uomini uccisi dalla mafia?
3) Perché usa la parola "boia" una volta per Eichmann, volontario pianificatore della morte di sei milioni di ebrei innocenti (con l'effetto collaterale della morte di tre milioni di prigionieri di guerra russi, mezzo milione di zingari, almeno un centinaio di migliaia di omosessuali, un numero imprecisato di handicappati, testimoni di Geova ecc., tutti altrettanto innocenti) e la usa ben SEI VOLTE per Shalom, riluttante ma obbligato, in quanto sorteggiato, esecutore della condanna a morte di uno dei peggiori assassini che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto?
4) Da dove spuntano quei "polli da strozzare"? Lei che ormai da anni vive in Israele non sa che la kasherut vieta di mangiare animali soffocati? E lei li vede proprio in una macelleria kasher? Non sarà per caso dalla stessa sfrenata fantasia che spuntano fuori anche quei "due occhi di capra su un tavolo"? (per non parlare delle parole che qualche padre pronuncia all'interno di un'auto che passa, e che lei ci riporta con straordinaria esattezza...)
5) Come mai fra tutte le migliaia di stragi perpetrate da palestinesi contro gli ebrei israeliani (e non solo israeliani) - l'ultima delle quali, particolarmente raccapricciante, di soli pochi giorni fa - lei sceglie di citare l'unica strage perpetrata da un ebreo israeliano contro dei palestinesi? E come mai, nel farlo, si premura di precisare che si trattava di un "colono", di usare il verbo "massacrare", di ricordare che quei palestinesi stavano pregando, ma dimentica di dire che stavano pregando in un luogo sacro ebraico di cui i palestinesi si sono impossessati, situato in una città ebraica fin dalla notte dei tempi e completamente "ripulita" dai suoi abitanti ebrei nel massacro del 1929? E naturalmente dimentica pure di dire che l'autore di quella strage è stato condannato dalla opinione pubblica israeliana, al contrario di quanto succede regolarmente con la controparte.

Signor Battistini, lei non ci trova un che di osceno nel costringere un essere umano a mettere a nudo sentimenti e stati d'animo così dolorosi? Non le è mai venuto in mente di fare un analogo servizio tra i tanti boia che compiono quotidianamente (e con orgoglio) quel lavoro nei paesi del medio oriente (e non solo), spesso uccidendo persone per bene che non hanno altra colpa che l'essere avversari politici dei vari dittatori locali? Si accorgerà che le cose da raccontare saranno ben diverse e, magari, anche molto meno edificanti.
 
Barbara Mella
Emanuel Segre Amar (lettera pubblicata in Informazione Corretta)

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