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Diario


13 dicembre 2010

E LA CHIAMANO XENOFOBIA

Alla luce di quanto appena accaduto in Svezia, credo che questo sia il momento migliore per rileggere questo articolo.

Difendere i valori dell’Occidente costituisce “INCITAMENTO ALL’ODIO”?

di Bat Yeor
tradotto e illustrato da Paolo Mantellini

L’Inghilterra ha appena assistito allo spettacolo di un Parlamentare di un altro paese dell’Unione Europea, regolarmente eletto, Geert Wilders, a cui è stato negato l’ingresso nel paese in quanto costituisce “un pericolo pubblico”. Wilders, dopo essere stato brevemente arrestato all’aeroporto di Heathrow, è stato espulso e rimandato in Olanda – dove dovrà affrontare ulteriori problemi legali. Tre settimane prima, infatti, un tribunale Olandese aveva ordinato alla pubblica accusa di iniziare un procedimento penale contro di lui per il reato di “incitamento all’odio e alla discriminazione” e di “vilipendio alla fede islamica” a causa delle sue affermazioni pubbliche e del suo film del 2008, Fitna. L’ordine di iniziare il procedimento penale fu emanato per le pressioni esercitate sugli stati Europei e sul Consiglio per i Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite dalla Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC). Lo scopo dell’OIC è di punire ed eliminare ogni espressione di così detta “islamofobia” nel mondo, ma specialmente in Europa, ed è stata la prima artefice delle condizioni che hanno reso possibile la messa al bando di Wilders dal Regno Unito.
L’OIC è una delle maggiori Organizzazioni intergovernative al mondo. Comprende 56 stati musulmani più l’Autorità Palestinese. Diffusa su quattro continenti, pretende di parlare a nome della Ummah (la comunità universale musulmana), che ammonta a circa un miliardo e trecento milioni di persone. La “missione” dell’OIC è di unire tutti i musulmani del mondo radicandoli nei princìpi del Corano e della Sunnah – il nocciolo della civiltà e dei valori dell’islam. Mira al rafforzamento della solidarietà e della cooperazione tra tutti i suoi membri, per proteggere gli interessi musulmani dappertutto e spronare la ummah ad unirsi in un unico corpo.
L’OIC è una organizzazione unica – un’organizzazione che non ha equivalenti al mondo. Unisce la potenza religiosa, economica, militare e politica di 56 stati. L’Unione Europea, invece, rappresenta un numero di stati pari a meno della metà ed è un blocco unicamente laico mentre il Vaticano, che parla a nome di circa un miliardo e cento milioni di Cattolici, è privo di ogni potere politico. Molti musulmani, in Occidente respingono la tutela dell’OIC e si oppongono ai suoi tentativi di sostituire la legge Occidentale con la shariah. Ma le risorse a disposizione dell’OIC sono enormi.
L’Organizzazione possiede numerose Istituzioni sussidiarie, specializzate e affiliate, oltre a molti comitati permanenti, che collaborano ai più alti livelli con altre Organizzazioni internazionali per realizzare in tutto il mondo i suoi obbiettivi politici. I suoi principali e più attivi Organismi sono l’Organizzazione Islamica per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (ISESCO), che si propone di imporre all’Occidente la visione della storia e della civiltà dal punto di vista islamico; l’Osservatorio sull’Islamofobia, che preme sui governi occidentali e gli organismi internazionali per promulgare leggi che puniscano l’islamofobia e la bestemmia; infine è stata recentemente istituita una Corte Internazionale Islamica di Giustizia. Come affermato nella sua Dichiarazione del Cairo sui Diritti dell’Uomo nell’Islam, nel 1990, l’OIC è strettamente legato ai princìpi del Corano, della Sunnah e della shariah. In una parola, l’OIC tenta di costituirsi come il Califfato rinato.
L’OIC rinnova regolarmente il suo impegno nel proteggere i diritti politici, storici, religiosi ed umani dei musulmani residenti negli stati che non fanno parte dell’OIC, con particolare attenzione ai musulmani che costituiscono maggioranze in particolari zone di stati non musulmani – come ad esempio nel Sud delle Filippine, nel Sud della Tailandia e in Grecia, nella Tracia occidentale – e come per i musulmani residenti in posti come i Balcani, il Caucaso, Myanmar (Birmania), India e Cina. L’OIC sostiene Hamas e i Palestinesi nella loro lotta per distruggere Israele, come pure la lotta islamica per la “legittima autodeterminazione” nel “Jammu-e-Kashmir occupato dall’India”. Ha condannato la “continua aggressione dell’Armenia contro l’Azerbaijan,” ed esprime la sua totale solidarietà per la “giusta causa del popolo musulmano Turco di Cipro” e per il Presidente Sudanese, Omar Hassan Al-Bashir, che molti ritengono responsabile di aver incoraggiato i massacri nel Darfur. La sede dell’OIC è a Jedda, ma l’Organizzazione la considera una sede provvisoria: il suo quartier generale sarà trasferito ad al-Quds (la Gerusalemme islamizzata) quando la città sarà stata “liberata” dal controllo israeliano.
Nel suo sforzo di difendere la “vera immagine” dell’islàm e di combattere la sua diffamazione, l’Organizzazione ha richiesto alle Nazioni Unite e ai paesi occidentali di punire l’Islamofobia” e la bestemmia. Tra le manifestazioni di Islamofobia, nella visione dell’OIC, sono incluse l’opposizione dell’Europa all’immigrazione illegale, le misure contro il terrorismo, la critica del multiculturalismo e ogni sforzo di difendere le identità culturali e nazionali dell’Occidente. L’OIC dispone di massicci finanziamenti derivati dal petrolio, che spende larghissimamente nei mezzi di comunicazione di massa occidentali, nelle Università e in innumerevoli “dialoghi”. Influenza le politiche, le leggi e addirittura i libri di testo occidentali mediante le pressioni esercitate dagli immigrati musulmani e dagli stessi partiti occidentali di sinistra. Ecco perché abbiamo assistito a manifestazioni di incitamento all’odio e all’omicidio, simili alla “notte dei cristalli”, contro Ebrei Europei e contro Israele, svoltesi impunemente nelle città Europee – dove si suppone che il rispetto dei diritti umani sia uno dei valori più alti.
Geert Wilders è l’ultima vittima di questo enorme marchingegno mondiale. Il suo crimine è di sostenere che la civiltà dell’Europa è radicata nei valori di Gerusalemme, Atene, Roma e nell’Illuminismo – e non alla Mecca, Bagdad, Andalusia e al-Quds. Combatte per l’indipendenza dell’Europa dal Califfato e per le sue libertà a rischio di estinzione. Ha ricevuto gravi minacce di morte addirittura prima che uscisse il suo film Fitna.
Anche molti musulmani in Occidente lo appoggiano, comunque, le principali armi di Geert Wilders sono il suo coraggio e la sua determinazione di opporsi perfino al suo stesso Governo che sta gradualmente sottomettendosi alle pressioni dell’OIC. I nemici di Wilders millantano che sia una persona insignificante che fa dichiarazioni “provocatorie” solo alla ricerca di notorietà. In realtà, se la sua motivazione fosse solo il proprio tornaconto, potrebbe avere molto più successo ricercando i favori dell’OIC – come molti Europei stanno facendo, consciamente o inconsciamente – piuttosto che rischiare la sua libertà e anche la sua vita.

Bat Ye’or è autrice di studi sulla condizione di Ebrei e Cristiani nell’ambito dell’ideologia del jihad e della legge islamica, la shariah. I suoi libri più recenti includono Il declino della cristianità sotto l’Islam” dalla jihad alla dhimmitudine (2009), Eurabia. Come l'Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita (2007) e Verso il califfato universale. Come l'Europa è diventata complice dell'espansionismo musulmano (2009), tutti pubblicati da Lindau. (qui)

Poi leggi sul Corriere un’intervista a uno scrittore svedese il quale dice che c’era da aspettarselo che prima o poi ci sarebbe stato un attentato, perché c’è un partito xenofobo al governo. Vale a dire che fa benissimo la mafia a far fuori giudici come Falcone e Borsellino e tutti gli altri che hanno l’assurda mania di mettere in galera i mafiosi, i quali mai e poi mai si sognerebbero di far fuori i giudici se quegli sconsiderati non cercassero di impedirgli di far fuori chi gli pare. E pensare che c’è ancora qualcuno che si illude che fatti eclatanti come questo abbiano il potere di aprire gli occhi a chi di aprirli non ha proprio nessunissima intenzione.


barbara

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