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Diario


17 ottobre 2010

QUALCHE DOMANDA AL SIGNOR SERGIO LUZZATTO

Avevamo avuto l’onore di conoscere questo illustre signore qualche anno fa, quando leggemmo la sua entusiastica recensione di un libello, scritto dall’indegno figlio di un degnissimo padre, diventato istantaneamente il più gettonato fra i siti e i blog nazisti: quello che dottamente spiegava che i bambini cristiani scannati dai perfidi giudei per impastare le azzime sono esistiti davvero, eccome se sono esistiti. Adesso si è rifatto vivo intervenendo sulla proposta di considerare reato il negazionismo. Se sia opportuno, utile, ragionevole tale passo, sinceramente non lo so. Quello che so però con certezza è che la negazione della Shoah NON può essere equiparata a una opinione: negare che un crimine sia avvenuto significa, automaticamente, scagionare l’imputato. E poiché sappiamo invece che il crimine è stato commesso e che l’imputato è pienamente colpevole, negarne la colpevolezza significa rendersene complici. Ma passiamo alle domande.
Afferma il signor Luzzatto: “Porre limiti alla libertà d'insegnamento è comunque sbagliato” e “Creare un precedente nella disciplina della libertà d'insegnamento sarebbe pericoloso”. La domanda è: se io da una cattedra di medicina insegno che la sifilide non è contagiosa e si cura con l’aspirina, è giusto che mi venga consentito di farlo?
Afferma poi il signor Luzzatto: “Distinguere il vero dal falso nella storia è cosa indispensabile, ma meno facile di quanto sembri. Ad esempio: [...] se qualcuno sostenesse che «le politiche nazionalsocialiste di quegli anni ebbero un impatto fortemente positivo sull'economia tedesca, prostrata dagli effetti della crisi del 1929» sarebbe forse un'affermazione falsa? Oppure diventerebbe falsa soltanto l'estrapolazione successiva, «Hitler fu un genio dell'economia»? È evidentemente assurdo instaurare criteri giuridico-legali per distinguere il vero dal falso nella storia.” Il fatto è, signor Luzzatto, che nella questione di cui si sta discutendo non si tratta di disquisire sui massimi sistemi, né di lanciarsi in cavilli e arzigogoli, né di filosofeggiare, bensì di rispondere a un unico quesito: la Shoah c’è stata o no? Quindi la mia domanda, signor Luzzatto, è: lei ritiene che “distinguere il vero dal falso” fra chi sostiene che la Shoah c’è stata e chi sostiene il contrario sia “meno facile di quanto sembri”?
Afferma inoltre il signor Luzzatto che il negazionismo dilagante è avvilente ma “non giustifica la reazione della classe politica italiana, che [...] ha accolto con favore la proposta del presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, di approvare entro il 27 gennaio (giorno della Memoria) una legge che introduca in Italia il reato di negazionismo”. La domanda è: chi ha investito il signor Luzzatto dell’autorità (morale?) di stabilire che cosa sia o non sia giustificato?
Afferma anche, il signor Luzzatto, che “Penalizzare il negazionismo non può essere una soluzione del problema. Non foss'altro, perché il negazionismo è male culturale e sociale”. Ora, è evidente a tutti che chi si ritiene in diritto di picchiare la moglie perché “è mia: l’ho comprata!”; chi considera giusto obbligare la figlia, magari undicenne, a sposare l’amico del padre cinquantenne perché “si è sempre fatto così” eccetera, lo fa per ragioni “culturali e sociali”. La domanda, signor Luzzatto, è: lei ritiene che questi comportamenti, e altri analoghi, non dovrebbero essere penalizzati?
(Fa anche un’altra affermazione, il signor Luzzatto, a proposito del diario di Anna Frank, dell’altissima utilità storica del negazionismo e della straordinaria acutezza di Robert Faurisson, ma essendo ipersensibile allo sgradevolissimo rumore che provocano le unghie sugli specchi, preferisco evitarla e ignorarla).

  
Uno di questi è Sergio Luzzatto

barbara

P.S.: ah, dimenticavo (me ne sono resa conto solo adesso): la Germania, molto più che dalla crisi del ’29, era prostrata dal pagamento dei debiti di guerra. Quando uno di mestiere fa lo storico, verrebbe da dirgli, con le parole del saggio: almeno la storia, sàlla!


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 17/10/2010 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
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