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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


16 ottobre 2010

LA MAPPA DELL’INFERNO

«Il soldato di Cristo uccide sentendosi moralmente al sicuro: egli è lo strumento di Dio per punire i felloni e per difendere i giusti. Invero quando egli uccide un fellone, non commette omicidio, ma malicidio, e può essere considerato il carnefice autorizzato di Cristo contro i malvagi ebrei, miscredenti e musulmani».
St. Bernard de Clairvaux – 1145 (Omelia a Ugo de Payns, Exortations aux Templiers)

«Per rispetto alla vita umana, si deve asportare un cancro o una cancrena; per rispetto alla stirpe, occorre asportare ebrei, zingari, asociali che ne sono il cancro e la cancrena e che lo porterebbero alla morte: per questo benemerito è chi opera questa asportazione e benedetto da Dio e dagli uomini».
H. Himmler (Tagebuch)


Chi e quando, il prossimo?



Queste due citazioni e questo interrogativo sono riportati nella prima pagina del libro La mappa dell’inferno – Tutti i luoghi di detenzione nazisti 1933-1945 (SugarCo) di Gustavo Ottolenghi. Seguono centocinquanta pagine fitte fitte: è l’elenco dei luoghi di detenzione. Noi quanti ne conosciamo? Cinque? Dieci? Sono molte migliaia, invece, e in questi inferni sono passati milioni di persone. Qualcuno è tornato. Molti altri, milioni di altri, no. Fra questi, gli oltre mille ebrei romani deportati all’alba del 16 ottobre 1943 nella razzia del ghetto (ricordata anche qui, qui e qui). Era sabato, come quest’anno, e non è casuale: spesso, per le loro mattanze, i nazisti sceglievano la sacra ricorrenza di shabbat o altre importanti ricorrenze religiose, abitudine conservata dai nazisti di oggi nelle loro mattanze in Israele.
Ricordiamoli, i nostri connazionali ebrei del 16 ottobre, e onoriamo la loro memoria offrendo il nostro appoggio e la nostra solidarietà agli ebrei che oggi combattono per rimanere vivi (e a tutti coloro che, per essersi schierati dalla loro parte, stanno subendo un osceno linciaggio mediatico – e speriamo che almeno rimanga solo mediatico).

barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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