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Diario


10 giugno 2010

ISRAELE CONTRO PACIFISTI/ATTIVISTI

Trovo interessante questa lettera inviata a Italians dall’amico Paolo Maggi, e perciò ve la propongo.

Caro Beppe e cari Italians,
perché i titoli dei giornali parlano di pacifisti mentre poi all'interno degli articoli troviamo il giusto nome di attivisti? Mi sarei aspettato una maggiore attenzione nell'uso dei titoli. Il lettore schierato se ne farà bandiera e quello frettoloso non capirà. O forse i giornali sono schierati? Nonostante mi sembri chiaro che Israele avrebbe forse potuto agire diversamente, non mi è chiaro perché qualcuno accusi l'embargo di illegittimità. Lo applicano tutti gli Stati in guerra contro il loro nemico e ha una sua logica bellica.
Perché Israele dovrebbe trattare gli attivisti come fossero pacifisti? Se uno è un attivista è ovvio che, se sto dall'altra parte della barricata, di lui non mi posso fidare e come minimo vorrei perquisirlo. Inoltre, le navi turche erano state preparate dall'organizzazione fondamentalista islamica turca. Se io fossi israeliano non me ne sarei fidato nemmeno un po'. Ritengo che l'ispezione delle navi fosse sacrosanta. L'ispezione poteva svolgersi in modo diverso? Discutiamone.
Negare le evidenze e le logiche non fa bene al vero partito della pace che dovrebbe essere più equanime. La pace vera dovrebbe, a mio parere, avere migliori servitori di costoro. Il vero scopo di queste navi non era la pace e l'aiuto ai poveri, ma soffiare sul fuoco della guerra ammantandole con la bandiera del pacifismo. Qualcuno sarà anche in buona fede, ma si sa, le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni e i nuovi morti ne sono la prova. Si potevano usare i canali ufficiali già accreditati per gli aiuti umanitari e non ci sarebbero stati nuovi morti, raggiungendo il vantato scopo umanitario. Ritengo poi che usare l'Olocausto per chiedere agli ebrei di comportarsi da agnelli andrebbe evitato. Se siamo contrari ad azioni del governo israeliano diciamolo chiaro ma chiediamoci anche sinceramente: siamo pacifisti o attivisti?
Saluti,


Paolo Maggi

L’amico Paolo è decisamente più pacato di me, e con pacatezza espone le sue argomentazioni, che mi sembrano pienamente condivisibili.
In coda a questa bella lettera aggiungo l’invito a leggere la cartolina di ieri e quella di oggi, oltre allo splendido pezzo dell’amico Enrico che, con eccellenti risultati, si cimenta nell’emulazione di Ugo Volli. E poi c’è da vedere questo, che forse a qualcuno ancora mancava (e pensate solo una cosa, pensate se, in mezzo al bordello che loro hanno scatenato, lui fosse stato colpito: non oso neanche immaginare il delirio che avrebbe investito l’intero pianeta…) E ancora questo, con qualche dato utile da tenere sempre sottomano per averlo pronto quando i soliti noti ci vengono a raccontare la storiella del genocidio palestinese, qui le prove che i soliti perfidi giudei non smentiscono mai la propria fama di infami succhiasangue e infine qui un po’ di informazione seria su quelle Convenzioni di Ginevra con la quali troppi si riempiono la bocca senza neppure sapere di che cosa stanno parlando. Ecco, per oggi avete abbastanza roba da farci notte e poi mattina senza rischiare di annoiarvi.


barbara

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