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Diario


5 giugno 2010

LETTERA APERTA A GAD LERNER

Questa lettera aperta avreste dovuto leggerla nella home page di Informazione Corretta, ma per decisione unanime dell’Unico Signore e Padrone di Informazione Corretta, è stata prima censurata, poi, dopo robusta presa di posizione dell’autore, pubblicata nel ripostiglio, ben nascosta in mezzo a un’ammucchiata di altre lettere con tutt’altro destinatario, scompaginata e priva di link. Quindi l’unica versione integrale e fedele all’originale attualmente reperibile è quella che avete davanti agli occhi.

Signor Gad Lerner,
ho letto il suo articolo "L'Exodus rovesciato" - con grande patimento a causa del suo contenuto. Sono riuscito comunque ad arrivare alla fine, e vorrei commentare alcune (solo le più gravi, perché altrimenti questa lettera non finirebbe più) sue affermazioni.
Cominciando dal titolo: "Exodus rovesciato", che mi induce a rivolgerle una domanda: lei sa che cos'era l'Exodus, signor Lerner? Ne conosce la storia? Perché se la conoscesse saprebbe che Exodus rovesciato sarebbe stato se Israele avesse impedito agli abitanti di Gaza di andarsene da quel paese martoriato dai terroristi di Hamas. Ma sulle navi, ed in particolare su quella ricoperta da una grande bandiera turca, vi erano dei terroristi armati, e non dei profughi in fuga. Sull'Exodus c'erano ebrei sopravvissuti dai campi di sterminio, sulla Mavi Marmara vi erano terroristi intenzionati a fare sterminio di ebrei: capisce la differenza?
Passiamo ora all'incipit: "proviamo un senso di vergogna". No, signor Lerner: nessuno le ha dato mandato di parlare a nome degli ebrei, quindi, per favore, se ha opinioni da esprimere o posizioni da prendere, lo faccia in prima persona. Prima persona singolare, intendo dire.
E proseguiamo. "Arrembaggio dilettantesco... una delle pagine più oscure nella storia di Tzahal", scrive subito dopo, tentando di spacciare un'opinione di parte per un dato di fatto. Ma le cose non stanno affatto così. Questa azione condotta da Tzahal, al contrario, resterà nelle pagine della moralità dello Stato di Israele che, coerentemente con gli altissimi valori etici che da sempre guidano le sue azioni e le sue scelte, ha ordinato ai primi uomini di scendere disarmati, pur conoscendo i gravissimi pericoli cui li esponeva. Se colpe si devono imputare a chi ha organizzato l'operazione, sono caso mai queste, non certo quelle per le quali lei sembra avere già deciso la sentenza, senza neppure avere la decenza di ascoltare, prima, tutte le parti in causa.
"Sconfitta morale"? "Senso di colpa"? Ero in Israele, in questi giorni, e tra la gente non ho trovato traccia di questi sentimenti: lei dove è andato a scovarli?
Andiamo avanti. Lei scrive che questa azione "spezza l'equilibrio strategico mediorientale in cui la Turchia rivestiva una funzione di stabilità". No, signor Lerner: la Turchia ha smesso di avere quel ruolo e quella funzione da quando al governo è arrivato il partito islamico, e ha scelto di avere, al contrario, una funzione destabilizzante da quando il presidente Obama ha iniziato a fare di tutto per spingerla in quella direzione. Dica, signor Lerner, non le viene il dubbio che la scelta turca di appoggiare questo attacco militare in piena regola contro Israele non sia propriamente una dimostrazione di equilibrio strategico? E non è sfiorato dal sospetto che sull'attuale situazione di squilibrio e di crisi possa avere giocato un qualche ruolo l'Iran?
E poi mi spieghi, per favore: perché, per criticare il ministro Ayalon, incaricato di dare spiegazioni, non trova di meglio che rievocare un episodio di cinque mesi fa? Forse perché non ha argomenti migliori? Io, per esempio, l'ho incontrato proprio martedì scorso, e le impressioni che ne ho ricavato sono totalmente opposte alle sue.
E poi: "la Freedom Flottilla dei pacifisti" e "l'iniziativa umanitaria"; ma lei li ha visti, signor Lerner? Ha visto le foto delle armi? Ha visto i filmati del selvaggio attacco ai soldati israeliani, disarmati o quasi, con bastoni, spranghe di ferro, biglie d’acciaio, bottiglie rotte, coltelli? Ha visto i lanci di granate? Ha visto il soldato scaraventato giù dal ponte? Li ha visti intonare, il giorno prima, il grido di battaglia con l'incitazione ad ammazzare gli ebrei? E li chiama pacifisti? Ma lei ha un'idea, signor Lerner, di che cosa significhi la parola pace? Ed è al corrente della proposta del padre di Gilad Shalit di appoggiare la loro azione in cambio di una loro richiesta di far visitare Gilad dalla Croce Rossa? Non ha chiesto loro di liberarlo, signor Lerner, non ha chiesto che pretendessero di incontrarlo, non ha preteso, in cambio del proprio appoggio, che ottenessero di farlo visitare dalla Croce Rossa: ha proposto che lo chiedessero. Hanno risposto di no. Le ripropongo la domanda: lei ha un'idea di che cosa significhi la parola pace? E, mi permetto di aggiungere: ha un'idea di che cosa sia la decenza? Dovrebbe vergognarsi, signor Lerner, altro che dare lezioni di moralità a Israele!
Ancora: la "fragile" leadership di Netanyahu, l'"angoscioso senso d'accerchiamento vissuto dagli israeliani"... Ma con chi diavolo si incontra, lei? È sicuro di essere stato in Israele? È sicuro di avere parlato con degli israeliani?
E mi dica, signor Lerner, lei che è grande stratega, lei che ha la soluzione in pronta consegna chiavi in mano, lei che a differenza dello "sprovveduto" Ehud Barak sa perfettamente che bastava "limitarsi a bloccare fuori dalle acque territoriali il convoglio ostile", perché non è andato a dirglielo, magari spiegandogli anche come si fa a mettere in atto questa soluzione così semplice - perché lei lo sa, vero, come si fa a bloccare fuori dalle acque territoriali un "convoglio ostile" pieno di gente armata fino ai denti e pronta a battersi all'ultimo sangue...?
Ma ancora, dopo tutte queste perle, ancora tuona Gad Lerner, ancora non è contento (in fondo a questa lettera troverà il link alla fonte di questa citazione), vuole salire ancora più in alto, vuole toccare l'empireo e allora eccolo parlare dei "troppi simboli dolorosi nel paese che coltiva la memoria dei sopravvissuti alla Shoah quasi alla stregua di una religione civile", e a questo punto le dico, con tutta tranquillità: lasci perdere questo argomento che dimostra di non aver compreso. Mi limito a ricordarle che in Israele solo il suo amico Barenboim ha osato suonare Wagner che avrebbe dovuto restare tabù, nonostante la sua grandezza artistica, almeno fino alla morte dell'ultimo sopravvissuto. Lei, come Barenboim, dimostra di non comprendere questo dramma collettivo. Capisco, signor Lerner, che la sensibilità, se uno non ce l'ha, non se la può dare, ma il rispetto, almeno il rispetto, credo si possa chiedere a chiunque. E rispetto, in certe circostanze, significa una cosa sola: SILENZIO. Se ancora non lo ha imparato, sarebbe ora che cominciasse a provvedere.

Quasi tutta l'ultima parte è dedicata al suo incontro con gli "ebrei d'origine italiana" scrivendo, con evidente autocompiacimento, di non essere stato attaccato da loro. Non sospetta quale possa esserne il motivo? Glielo rivelerò io, signor Lerner: gli ebrei che più amano Israele non vengono ad ascoltarla perché sanno già, parola per parola, quello che lei dirà, e quelle parole non hanno alcuna voglia di ascoltarle, perché hanno già infinite occasioni di sentirle, identiche, da tutti i branchi di odiatori di Israele e di antisemiti che popolano l'intero pianeta: non muoiono dalla voglia di scomodarsi a uscire di casa per sentirne delle altre. Quindi, per favore, non spacci il comportamento di chi è venuto a sentirla per la posizione tipica degli ebrei italiani che vivono in Israele: non lo è, e noi sappiamo perfettamente che non lo è. La verità è piuttosto che lei, come coloro che hanno creato J call e J street, è uno di quegli ebrei, che sempre, purtroppo, ci sono stati, che alzano la voce per portare divisioni, alla lunga sempre funeste. Ma non siete moderati, non siete sionisti, se, pur di fare mucchio, accettate le firme di personaggi inqualificabili per qualsiasi persona di buon senso (vuole dei nomi? Non credo che sia necessario...).
E tutti insieme non avete capito nulla di quanto succede in Medio Oriente, non avete capito che gli arabi non vogliono uno stato di Palestina accanto alla stato di Israele (Arafat 1988 le dice qualcosa? Se non le dice nulla, cerchi di capire il significato di tutte quelle carte che mostrano una Palestina dal Giordano al mare. Cerchi di capire il significato delle trasmissioni "culturali", di quelle per bambini e ragazzi, che la moderata televisione del pacifista Abu Mazen trasmette regolarmente. E se le rimane qualche minuto libero, cerchi di dare un'occhiata alla costituzione di al Fatah, in cui sono tuttora presenti tutti gli articoli che dichiarano la distruzione di Israele obiettivo primario e irrinunciabile). Le assicuro che, se non capisce, sono pronto a venire da lei a spiegarglielo personalmente. A quel punto capirà che non è stato commesso da Israele nessun "crimine marittimo", e forse capirà anche che parlare di Intifada come "rivolta interna degli arabi col passaporto israeliano" è un non senso storico. Anzi, se preferisce, glielo faccio spiegare da qualche suo collega arabo israeliano, come Khaled Abu Toameh, che certamente avrà l'onestà di spiegare ai suoi ascoltatori quella verità del Medio Oriente che da decenni lei e i suoi compagni continuate pervicacemente a negare. E a quel punto spero che avrà la correttezza di ammettere che Israele non "degrada nel disonore", e che "l'epopea dell'Exodus” non sta “facendo naufragio".
E per concludere, un'ultima domanda, al "democratico" Lerner: gli USA "auspicano un ricambio di maggioranza politica" in Israele? È questo, secondo lei, il modo corretto di gestire i rapporti tra stati amici ed indipendenti? Non pensa che, se davvero così stanno le cose, il popolo israeliano e tutti coloro che hanno a cuore la sua sorte avrebbero tutti i motivi per essere indignati e arrabbiati? Che cos'è Israele, uno stato sotto tutela? È questo il suo concetto di democrazia, signor Lerner?
Emanuel Segre Amar

http://www.youtube.com/watch?v=IyVG9cPLCP4

Incorreggibile recidivo, Gad Lerner, nella sua pretesa di parlare a nome degli ebrei tutti. Lo aveva già fatto – ricordate? – nella lettera aperta a Magdi Allam che, nel suo “Viva Israele” celebrava, tra l’altro, l’ebreo finalmente, grazie allo stato di Israele, capace di difendersi e di sfuggire al destino che altri vorrebbero cucirgli addosso. In quell’occasione il Nostro rivendicava orgogliosamente, a nome degli ebrei, il diritto di continuare a farsi portare come pecore al macello. E ora, investendosi di un mandato che nessuno gli ha dato, continua, a nome degli ebrei, a sputare veleno su Israele con lo stesso rabbioso livore con cui sputa veleno su suo padre. Ma stia attento, signor Lerner: a sputare controvento - contro il proprio vento – c’è il rischio di ritrovarsi spiacevolmente imbrattati.

barbara

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