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Diario


27 aprile 2010

COMPLEANNO VIETATO, SE SEI CRISTIANO

UZBEKISTAN E’ “illegale” per i cristiani anche festeggiare un compleanno

In alcune zone dell’Uzbekistan ogni incontro di cristiani è considerato illecito, persino fare festa insieme o tenere una mensa per poveri. Giudici e polizia perseguono i cristiani con sequestri e multe esose anche solo per avere pregato insieme. Lo permette una legge che vieta tutto quanto non è autorizzato.

Tashkent (AsiaNews/F18) – Incursioni della polizia durante gli incontri di preghiera, minacce, multe onerose, confisca e distruzione di materiale religioso e persino dei testi religiosi. In molte regioni dell’Uzbekistan continua la persecuzione sistematica di polizia e autorità contro i cristiani, “colpevoli” di riunirsi in case private per pregare insieme: al punto che persino una festa di compleanno è considerata una “riunione illegale”.
La persecuzione è sempre maggiore nella regione nordoccidentale del Karakalpakstan. L’agenzia Forum 18 riporta che l’8 aprile a Nukus, capoluogo del Karakalpakstan, la polizia ha interrogato il protestante Aimurat Khayburahmanov e gli ha chiesto di firmare una dichiarazione che non si riunisce con altri cristiani e che non ha libri cristiani a casa. Al suo rifiuto, è stato minacciato di essere processato se compie tali fatti. Khayburahmanov è stato già stato 3 mesi in carcere per avere “insegnato religione senza permesso” ed è uscito grazie a un’amnistia nel settembre 2008. Fonti locali riportano che numerosi cristiani sono stati minacciati in modo simile in forza dell’art. 244-3 del Codice Penale, che punisce con il carcere fino a 3 anni la “produzione illegale, il possesso, l’importazione e la distribuzione di letteratura religiosa”. Essi denunciano che la polizia opera una ricerca capillare di letterature religiosa, che appena la trova denuncia il possessore, che talvolta la polizia ha portato libri religiosi nelle case dei fedeli cristiani e li ha denunciati per il loro possesso”. I libri religiosi sono poi confiscati e bruciati.
Nella regione è esercitata una speciale sorveglianza sugli studenti, ai quali viene intimato di non coinvolgersi con “religioni estranee [alla nostra tradizione] e influenze estremiste e culture di massa di basso livello”. Chi lo fa, rischia l’espulsione dalla scuola e può venire applicato l’art. 240 parte 2 del Codice amministrativo, che proibisce di “attirare i credenti in una confessione verso un’altra (proselitismo) e altre attività missionarie”. Per il 2010 sono previsti vari incontri con i giovani, per spiegare loro il cattivo influsso di religioni straniere.
I cristiani sono colpiti persino se organizzano partite di calcio o di pallacanestro o qualsiasi altro evento di massa o attività sociale. Il 10 aprile la polizia ha interrotto una riunione di giovani protestanti, nel villaggio di Baraj, distretto Bostanlik, Tashkent. All’arrivo della polizia molti giovani giocavano a calcio o a pallacanestro. Gli agenti hanno portato in caserma 43 partecipanti e organizzatori, prendendo loro fotografie e impronte digitali. Molti di loro, come Aleksandr Lokshev, sono stati puniti per avere tenuto eventi di massa non autorizzati e per avere svolto attività religiosa.
Il pomeriggio del 12 aprile la polizia ha ispezionato i locali della Chiesa protestante Vita Eterna a Tahskent, distretto Yakkasarai, dove i fedeli hanno una mensa per poveri senzatetto. I presenti sono stati interrogati, il pastore e altri sono stati portati al comando e denunciati per avere tenuto attività “non conformi al loro statuto” approvato.
In pratica, è possibile punire qualsiasi riunione dei fedeli. Sempre a Tashkent, distretto di Surgeli, 10 pentecostali sono stati denunciati il 10 marzo per riunione illegale, per essere riuniti a festeggiare un compleanno. I 10 – 8 dei quali sono pensionati - sono stati condannati a multe pari a circa 100 volte il salario medio mensile.

E anche questa volta gli attivisti per i diritti umani dovevano essere impegnati in qualche importantissima e improcrastinabile attività. Certo che è proprio una sfiga, con tutto l’interesse che questa brava gente ha a battersi per i diritti di tutti, per la libertà di tutti, per il rispetto di tutti, trovarsi sempre nell’impossibilità di far sentire la propria voce quanto capitano di questi intollerabili soprusi, di queste inconcepibili ingiustizie, di queste inaccettabili discriminazioni …

barbara

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