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Diario


24 marzo 2010

WILDERS: “L’AMERICA, L’ULTIMO UOMO RIMASTO IN PIEDI”

Qui di seguito riportiamo il discorso di Geert Wilders, Presidente del Partito per la Libertà dei Paesi Bassi, all'hotel Four Seasons di New York, presentando una Alleanza di Patrioti e annunciando la conferenza Affrontare la Jihad che si terrà a Gerusalemme.
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Cari amici,
Vi ringrazio molto per avermi invitato.
Sono venuto in America con una missione. C'è qualcosa che non va nel Vecchio Mondo. Un pericolo tremendo si profila minacciosamente, ed è molto difficile essere ottimisti. Potremmo essere allo stadio finale dell'Islamizzazione dell'Europa. Questo non solo è un chiaro e presente pericolo per il futuro dell'Europa stessa, è anche una minaccia per l'America e la pura sopravvivenza dell'Occidente. Gli Stati Uniti sono l'ultimo bastione della civiltà Occidentale che si trova a fronteggiare una Europa Islamica.
Per prima cosa descriverò la situazione sul terreno in Europa. In seguito, dirò qualcosa circa l'Islam. Per finire, vi parlerò di un futuro incontro a Gerusalemme.
L'Europa che voi conoscete sta cambiando.
In Europa voi avete probabilmente visto i posti famosi. Ma in tutte queste città, talvolta solo qualche strada più in là della vostra destinazione turistica c'è un altro mondo. È il mondo della società parallela creata dall’immigrazione di massa mussulmana.
In tutta l'Europa una nuova realtà sta sorgendo: intieri quartieri mussulmani dove pochissima gente indigena risiede o persino si vede. E se ci si avventura, potrebbe pentirsene. E questo vale anche per la polizia. È il mondo dei fazzoletti in testa, dove le donne vanno in giro in tende senza forma, con carrozzine e un gruppo di bambini.
I loro mariti, o schiavisti se preferite, camminano tre passi avanti. Con moschee a molti angoli di strada. I negozi hanno scritte che né io né voi possiamo leggere. È quasi impossibile trovare una qualsiasi attività economica. Questi sono ghetti mussulmani controllati da fanatici religiosi. Questi sono quartieri mussulmani, e stanno crescendo come funghi in ogni città dell'Europa. Questi sono i pilastri portanti per il controllo territoriale di sempre più grandi porzioni d'Europa, strada per strada, quartiere per quartiere, città per città.
Ci sono ormai migliaia di moschee in tutta l'Europa. Con congregazioni più grandi di quelle che ci sono nelle chiese. E in ogni città europea esistono progetti per costruire super-moschee che al paragone ogni chiesa nella regione sembrerà una nana. Chiaramente, il segnale è: comandiamo noi.
Molte città europee sono già per un quarto mussulmane: pensate solo ad Amsterdam, Marsiglia e Malmo in Svezia. In molte città la maggioranza della popolazione sotto i 18 anni è mussulmana. Parigi è ora circondata da un anello di quartieri mussulmani. In molte città Mohammed è il nome più comune tra i ragazzi.
In alcune scuole elementari ad Amsterdam non si può più menzionare la fattoria perché significherebbe menzionare anche il maiale e questo sarebbe un insulto ai mussulmani.
Molte scuole statali in Belgio e Danimarca servono solo cibo "halal" a tutti gli scolari. Nella Amsterdam un tempo così tollerante i gay sono bastonati quasi esclusivamente da mussulmani. Le donne non-mussulmane sono costantemente insultate col grido 'puttana, puttana'. I piatti satellitari non sono puntati su stazioni TV locali ma su stazioni del paese di origine.
In Francia agli insegnanti delle scuole si consiglia di evitare autori ritenuti offensivi ai mussulmani, inclusi Voltaire e Diderot; e lo stesso si applica sempre più a Darwin. La storia dell'Olocausto non può più essere insegnata a causa della sensibilità mussulmana.
In Inghilterra i tribunali della Sharia sono ormai parte del sistema legale britannico. Molti quartieri in Francia sono aree proibite alle donne senza fazzoletto in testa. L'altra settimana un uomo è quasi morto dopo essere stato bastonato da mussulmani a Bruxelles, perché beveva durante il Ramadan.
Gli Ebrei stanno fuggendo dalla Francia in quantità record, scappando dalla peggiore ondata di anti-Semitismo dal tempo della Seconda Guerra Mondiale. Il Francese è ora comunemente parlato nelle strade di Tel Aviv e Netanya in Israele. Potrei continuare all'infinito con storie come questa. Storie sull'islamizzazione.
Un totale di cinquantaquattro milioni di mussulmani vivono ora in Europa. L'Università di San Diego ha calcolato recentemente che uno sbalorditivo 25 percento della popolazione in Europa sarà mussulmana in solo 12 anni da ora. Bernard Lewis ha predetto che alla fine di questo secolo ci sarà una maggioranza mussulmana.
Ora questi sono solo numeri. E i numeri non sarebbero una minaccia se gli immigranti mussulmani avessero un forte desiderio di assimilarsi. Ma ci sono pochi segnali di questo. Il Centro di Ricerca Pew riporta che metà dei mussulmani francesi considerano la loro lealtà all'Islam maggiore della loro lealtà alla Francia. Un terzo dei mussulmani francesi non sono contrari agli attacchi suicidi. Il Centro Britannico per la Coesione Sociale riferisce che un terzo degli studenti mussulmani britannici sono a favore di un califfato mondiale. I mussulmani pretendono quello che chiamano 'rispetto'. E così è come noi diamo loro rispetto. Abbiamo ora festività ufficiali statali mussulmane.
Il Ministro della Giustizia Cristiano-Democratico nei Paesi Bassi è pronto ad accettare la Sharia se c'è una maggioranza mussulmana. Abbiamo membri del governo con passaporti del Marocco e della Turchia.
Le pretese dei mussulmani trovano supporto nel comportamento illegale di molti di loro, a partire da piccoli crimini e violenza a caso, ad esempio contro operatori delle ambulanze e autisti di autobus, fino a piccole sommosse vere e proprie. Parigi ha visto la sua sommossa nella periferia meno abbiente, la banlieu. Io chiamo i responsabili 'coloni insediati'. Perché è quello che sono. Questi non vengono per integrarsi nelle nostre società; vengono per integrare la nostra società nel loro Dar-al-Islam. Pertanto, sono degli insediati.
Molta di questa violenza di strada che ho menzionato è diretta esclusivamente contro i non-mussulmani, forzando molta gente del posto a lasciare i loro quartieri, le loro città, i loro paesi. Per di più, i mussulmani costituiscono ora un voto elettorale da non ignorare.
La seconda cosa che si deve sapere è l'importanza che ha Maometto il profeta. Il suo comportamento è un esempio per tutti i mussulmani e non può essere criticato. Ora, se Maometto fosse stato un uomo di pace, diciamo come Ghandi e Madre Teresa in uno, non ci sarebbe nessun problema. Ma Maometto era un signore della guerra, un assassino di massa, un pedofilo ed ebbe parecchi matrimoni - tutti allo stesso tempo. La tradizione islamica ci dice come combatté nelle battaglie, come fece assassinare i suoi nemici e perfino fece giustiziare i prigionieri di guerra. Maometto stesso massacrò la tribù ebrea dei Banu Qurayza. Se una cosa va bene per l'Islam è buona. Se non va bene per l'Islam è cattiva.
Non fatevi abbindolare da chi dice che l'Islam è una religione. Certo, ha un dio e un al di là, e 72 vergini. Ma nella sua sostanza l'Islam è una ideologia politica. È un sistema che detta regole precise per la società e per la vita di ogni persona.
L'Islam vuole sentenziare su ogni aspetto della vita. Islam significa 'sottomissione'. L'Islam non è compatibile con la libertà e la democrazia, perché quello per cui si batte è la Sharia. Se uno vuole paragonare l'Islam a qualsiasi cosa, lo paragoni al comunismo o al nazional-socialismo, tutte queste sono ideologie totalitarie.
Ora sapete perché Winston Churchill chiamava l'Islam ‘la più retrograda forza al mondo', e perché paragonava il Mein Kampf al Corano. Il pubblico ha accettato senza riserve la narrativa palestinese e considera Israele l'aggressore. Io ho vissuto in questo paese e l'ho visitato dozzine di volte. Io sostengo Israele. Primo, perché è la patria degli Ebrei dopo duemila anni di esilio fino a ed incluso Auschwitz, secondo perché è una democrazia, e terzo perché Israele è la nostra prima linea di difesa.
Questa minuta nazione è situata sulla linea di faglia della jihad, frustrando l'avanzata territoriale dell'Islam. Israele ha davanti le lineee del fronte della jihad, come il Kashmir, il Kosovo, le Filippine, il Sud della Thailandia, il Darfur nel Sudan, il Libano, ed Aceh in Indonesia. Israele è semplicemente un ostacolo. Nello stesso modo come Berlino Ovest lo era durante la Guerra Fredda.
La guerra contro Israele non è una guerra contro Israele. È una guerra contro l'Occidente. È jihad. Israele sta semplicemente ricevendo i colpi che sono veramente per tutti noi. Se non ci fosse Israele, l'imperialismo islamico avrebbe trovato altre strade per sfogare la sua energia e il suo desiderio di conquista. Grazie ai genitori israeliani che mandano i loro figli nell'esercito e restano svegli la notte, i genitori in Europa ed in America possono dormire bene e sognare, ignari dei pericoli che incombono.
Molti in Europa sono favorevoli ad abbandonare Israele per risolvere le lamentele delle nostre minoranze mussulmane. Ma se Israele dovesse, Dio ne scampi, soccombere, questo non porterebbe alcun sollievo all'Occidente. Questo non vorrebbe dire che le nostre minoranze mussulmane cambierebbero tutto ad un tratto il loro comportamento ed accetterebbero i nostri valori. Al contrario, la fine di Israele darebbe un enorme incoraggiamento alle forze dell'Islam. Esse vedrebbero, ed a ragione, la fine di Israele come la prova che l'Occidente è debole e condannato. La fine di Israele non significherebbe la fine dei nostri problemi con l'Islam ma solo il principio. Significherebbe l'inizio della battaglia finale per la dominazione del mondo. Se essi possono prendere Israele possono prendersi tutto.
Alcuni cosiddetti giornalisti, etichettano di loro spontanea volontà qualsiasi critico dell'Islamizzazione come "estremista di estrema destra" o "razzista". Nel mio paese, i Paesi Bassi, 60 percento della popolazione ora considera l'immigrazione di massa dei mussulmani come l'errore politico numero uno dalla Seconda Guerra Mondiale. Ed un altro 60 percento considera l'Islam la minaccia maggiore. Eppure c'è un pericolo maggiore degli attacchi terroristici, lo scenario dell'America come l'ultimo uomo rimasto in piedi. Le luci possono spegnersi in Europa più presto di quello che uno possa immaginare. Un'Europa islamica significa un'Europa senza libertà e democrazia, una desolazione economica, un incubo intellettuale ed una perdita di potenza militare per l'America - mentre i suoi alleati si trasformano in nemici, nemici con bombe atomiche. Con una Europa islamica, resterebbe l'America da sola a preservare l'eredità di Roma, Atene e Gerusalemme.
Cari amici, la libertà è il bene più prezioso. La mia generazione non ha mai dovuto combattere per questa libertà, ci è stata offerta su di un piatto d'argento da gente che per averla ha combattuto dando la loro vita. In tutta l'Europa i cimiteri americani ci ricordano i giovani ragazzi che non ce l'hanno fatta a tornare a casa e la cui memoria ci è cara. Questa libertà non appartiene alla mia generazione; noi ne siamo solamente i custodi. Noi possiamo solo passare questa libertà conquistata duramente ai figli dell'Europa nelle stesse condizioni in cui fu offerta a noi. Non possiamo fare patti con mullah e imam. Le future generazioni non ci perdonerebbero mai. Non possiamo sprecare le nostre libertà. Semplicemente, non abbiamo il diritto di farlo. Noi dobbiamo fare adesso le azioni necessarie per impedire a questa stupidità islamica di distruggere il mondo, questo lo sappiamo.

Da leggere, da meditare, da imparare a memoria. E poi, come al solito, da leggere anche questo e questo.

barbara

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