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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


8 gennaio 2010

SCONTATO

È successo un po’ di anni fa, e non è che ci sia un motivo particolare per raccontarvelo oggi, però non c’è neanche un motivo per non raccontarvelo oggi e quindi ve lo racconto e se a qualcuno non sta bene, vabbè, peggio per lui.
Succede dunque che la padrona di casa ha bisogno di parlarmi; vede però che le persiane sono chiuse, e dato che è il fine settimana pensa: è via. Non le viene in mente di suonare il campanello per verificare se sia effettivamente via o no, semplicemente lo dà per scontato, e aspetta. Il lunedì mattina le persiane sono ancora chiuse, e lei pensa: “O è rientrata stamattina ed è andata direttamente a scuola, o è successo qualcosa”. Un po’ preoccupata, per accertarsi di come stiano le cose, chiama la scuola e chiede se ci sono. La segretaria dice: “No, non è a scuola, è a casa in malattia”. E lei: “No no, a casa non c’è”. La segretaria non provvede a chiederle se lo abbia verificato: dal momento che lo afferma con così assoluta sicurezza dà per scontato che lo abbia fatto, e quindi va dal preside e annuncia: “È scomparsa la Mella”. “Come scomparsa?” “Scomparsa: dovrebbe essere a casa in malattia ma a casa non c’è e non si sa dove sia”. Il preside non le chiede se abbia telefonato per controllare: dà per scontato che lo abbia fatto, e i due cominciano a studiare il da farsi. Per prima cosa chiamano il mio medico per sapere se per caso mi abbia fatta ricoverare. Ora, dovete sapere che il mio preside dell’epoca era un tale losco figuro che appariva falso anche quando casualmente gli accadeva di essere sincero. Così quando comincia a chiedere informazioni su di me, il dottore si mette subito sulle sue; al che quello, per far apparire più accettabile la richiesta di notizie si mette a raccontare tutta una storia di tubi che perdono, di soffitti bagnati, di necessità da parte della padrona di casa di verificare dove fosse la perdita … era tutto vero, ma in bocca sua appariva falso come la strada ferrata, come si dice dalle mie parti, e il dottore, in tono molto secco e molto irritato, ha detto: “Le confermo che la professoressa Mella è malata, e questo è tutto ciò che lei ha il diritto di sapere” e ha sbattuto giù. Fallito il piano A, passano al piano B: forse, dal momento che vivo sola, prima di mettermi a letto ho fatto un ultimo sforzo e sono andata dai miei in modo che mi possano curare. Detto fatto chiamano a casa dai miei, per sentirsi ovviamente rispondere che no, lì non ci sono. E a questo punto è la volta di mia madre, che naturalmente dà per scontato che la scuola prima di chiamare lei abbia verificato che non sono a casa, di cominciare a tormentarsi: essendo malata, sicuramente non sarò andata in giro, e allora, se non rispondo al telefono, come sembrerebbe avere constatato la scuola, cosa diavolo mi potrà essere successo? Nel frattempo il preside, ormai sull’orlo della crisi di nervi, dice: “Chiamiamo i carabinieri”. Con la cornetta del telefono già in mano, la segretaria ha finalmente un barlume di resipiscenza e dice: “No aspetti, facciamo un ultimo tentativo: provo prima a chiamare lei, e se non risponde avvertiamo i carabinieri”. E in quel momento l’illuminazione l’hanno avuta tutti, e tutti in contemporanea: la segretaria, mia madre, la padrona di casa … Dove si dimostra che dare per scontate le cose senza verificarle non è una buona idea, ma proprio proprio per niente.
(Poi, certo capitano anche le eccezioni: lui, per esempio, aveva dimenticato di dare per scontato che i perfidi giudei sono, per l’appunto, perfidi, e guardate un po’ che razza di sorprese si è ritrovato).

barbara

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