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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


6 gennaio 2010

L’ANGOSCIA DEL RE SALOMONE

Come si recensisce un capolavoro? Quali parole si usano per parlare di un capolavoro? Non sono sicura di saperlo e quindi farò quello che posso, butterò là un po’ di parole, quelle che so, quelle che posso, e voi cercate di contentarvene. E vi dirò dunque che è ricco di cose, questo libro, e di persone e di fatti e di parole, naturalmente, ci mancherebbe che un romanzo non fosse ricco di parole! E ci troverete i telefoni, perché è intorno a quelli che gira tutto, e il taxi, che fa girare ciò che dai telefoni prende avvio, e vecchi e giovani e fiori e opere di bene e opere di male e vecchie canzoni e sei milioni di ebrei e sesso strano e sesso normale e gente che sa tutto e gente che non sa niente e antichi amori ed eterni rancori e stoffe fatte per durare cinquant’anni e ricordi e progetti e viaggi e cartoline e francobolli e appuntamenti onorati settant’anni dopo e una cantina sugli Champs Élysées e la vita e la morte e poi vocabolari, tanti tanti vocabolari per sapere sempre la parola giusta perché se non chiami le cose col loro nome esatto la vita ti fotte, e ci mancherebbe che fossimo scampati all’olocausto per farci poi fottere dalla routine! Grazie, mille volte grazie a Romain Gary, alias Romain Kacew, alias Émile Ajar, alias Fosco Sinibaldi, alias Shatan Bogat per avere scritto questo capolavoro, e grazie ad “amica” per avermelo regalato.

Romain Gary, L’angoscia del re Salomone, Giuntina



barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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