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Diario


9 settembre 2009

CONOSCETE L’ONU?

The UN Gang di Pedro A. Sanjuan

L’amico “Wellington” ha scritto questa recensione di un libro che bisognerebbe non solo leggere, ma anche imparare a memoria. Quindi intanto leggetevi la recensione; poi, per chi se la cava bene con l’inglese, è imperativo categorico andarsi a leggere anche il libro.

Sono così contento di aver letto questo libro, e altrettanto contento di recensirlo. È la prima volta, forse da quando ho recensito The True Believer di Hoffer, che mi devo contenere nello scrivere una recensione per evitare che venga fuori lunga quanto il libro stesso. Ma queste duecento pagine di gloria contengono tanti di quei fatti interessanti che non si sa davvero da cosa cominciare n dove finire.
Il libro racconta l'interno della Organizzazione delle Nazioni Unite con particolare enfasi su due temi principali: lo spionaggio e l'antisemitismo.
L'autore, Pedro Sanjuan, ha lavorato per dieci anni al segretariato delle Nazioni Unite come Direttore degli Affari Politici. Il suo era un appointment politico voluto dall'allora VicePresidente George Bush per cercare di capire cosa stesse accadendo nel Palazzo di Vetro. In altre parole, Sanjuan era una spia.
Ma non pensate che fosse il solo: solo a New York i Sovietici avevano non meno di 274 agenti del KGB e del GRU tra i segretari, sottosegretari e funzionari ONU, senza contare i piccoli funzionari e il personale impiegatizio. I Sovietici avevano iniziato a colonizzare le NU fin dall'inizio e per gli anni '80 avevano una posizione inattaccabile al loro interno. I funzionari URSS e del patto di Varsavia erano la maggioranza all'interno del Palazzo di Vetro ed erano nella posizione di tenere fuori gli Americani. Ogni Americano che presentava domanda di impiego alle Nazioni Unite veniva investigato fino alla nausea, dando vita a dossier personali alti anche sei pollici, allo scopo preciso di trovare un buon pretesto per non assumerli. I Sovietici e i loro clienti venivano assunti praticamente sulla fiducia. In questa maniera i pochi Americani che circolavano alle Nazioni Unite erano il risultato di imposizioni politiche, come lo stesso Sanjuan.
Ma qual era lo scopo dei Sovietici nel riempire le NU di spie? Beh, molti, ma principalmente due: la propaganda e lo spionaggio. Per quanto riguarda la prima, i Sovietici avevano trasformato le agenzie di informazioni e pubbliche relazioni delle Nazioni unite in succursali della Pravda, talvolta subaffittate ai loro clienti come ad esempio l'OLP il quale per decenni ha diffuso, tramite una agenzia di informazione delle Nazioni Unite, tra l'altro al modico costo per il contribuente mondiale di $750 a pagina, comunicati il cui contenuto pur ufficialmente proveniente dalle Nazioni Unite sembravano presi dai sogni bagnati di Arafat.
Per quanto riguarda lo spionaggio, vale senz'altro la pena di menzionare la Biblioteca del Palazzo di vetro, interamente egemonizzata dai Sovietici, il cui unico scopo ufficiosamente dichiarato era raccogliere OPINT per conto del KGB. Ed era in una eccellente posizione per farlo. La biblioteca delle NU poteva richiedere qualsiasi libro, rivista o giornale pubblicato in USA e, cosa più importante, aveva la clearence necessaria per richiedere documenti governativi e paragovernativi riservati, come ad esempio rapporti e studi di contractors del Dipartimento della Difesa come la Rand Corporation, schemi tecnici da fabbriche che costruivano materiali per la difesa, papers scientifici dai centri di ricerca delle maggiori università.
Tutto ciò era in aperta violazione dello statuto delle Nazioni Unite che prescrive l'assoluta neutralità. Ma gli USA non sapevano chiederete voi? Sapevano benissimo, ma cosa avrebbero potuto fare? Le NU godono di extraterritorialità, immunità diplomatica e di tutti gli altri accorgimenti che garantiscono il regolare funzionamento della diplomazia. L'unico che avrebbero potuto fare qualcosa era il patrizio Dipartimento di Stato, per il quale però la forma diplomatica è troppo sacra per essere compromessa a beneficio di cosette come il controspionaggio. Pedro Sanjuan durante i suoi dieci anni alle NU collaborò con l'FBI documentando una quantità fuori misura di attività irregolari, ma più che documentare non si poteva fare.
La subordinazione degli Americani ai Sovietici alle NU, lungi dal figurare, come forse si illudeva il trasognante Dipartimento di Stato, come una caratteristica di superiore civiltà diplomatica era un'autentica barzelletta per tutti coloro che vi lavoravano (tranne gli Americani) ed era portata ad esempio dai razzisti antiamericani di tutto il mondo rappresentati al Palazzo di Vetro come prova della solita decadenza della civiltà occidentale e della, altrettanto classica, mitologica semplicità mentale degli Americani.
Effettivamente c'é da chiedersi come abbia fatto un Occidente talmente privo di fegato a vincere la Guerra Fredda e anche da chiedersi se gli riuscirebbe una seconda volta.
Ma se non le nazioni membro, chi vigila sulle NU? La risposta è nessuno. Vigilano su se stesse in aperta violazione di ogni norma di buonsenso. Qualunque investigazione è interna e coperta da segreto, poco sorprendente quindi che si risolva puntualmente in un insabbiamento.
Il secondo tema principale del libro è il diffuso antisemitismo presente alle Nazioni Unite che genera un'atmosfera che, nelle descrizioni di Sanjuan, fa apparire il Palazzo di Vetro più come un Gentlemen's Club ai tempi della Grande Depressione più che la sede di una grande organizzazione internazionale di fine Ventesimo Secolo.
Sì, sì, lo so che questo non lo volete sentire. Lo so che preferite pensare che si tenda ad esagerare, che non si tratta di vero antisemitismo, ma di una, comprensibile seppur sopra le righe, reazione alle malefatte dello "Stato Sionista". Lo so che volete pensare che la gente, specialmente a questi altissimi livelli di governo, non è spinta da pregiudizi bensì dalla fredda logica. Ma sfortunatamente per voi questo non è il vostro libro, è quello di Pedro Sanjuan. E con e per le NU lui, e non voi, ci ha lavorato per oltre un ventennio. E lui dice: 'Non era soltanto un'attitudine politica riguardo Israele. L'antisemitismo era una forma mentis culturale [...] che definiva la "cultura" delle NU'.
Le Nazioni Unite sembrano essere un ricettacolo di tutte le diverse forme di antisemitismo del mondo, il che a pensarci, data la diffusione dell'antisemitismo su scala mondiale era abbastanza prevedibile e dovrebbe portare a riflettere le anime belle che sembrano dare per scontato che se qualcosa è "internazionale" non può essere sbagliata.
Incominciamo con l'antisemitismo veteronazista del Segretario Generale di origine austriaca Kurt Waldheim, ex ufficiale nazista responsabile dell'uccisione di prigionieri di guerra e di altre nefandezze, che fece rimuovere dalla hall del Palazzo di Vetro un dipinto perché l'autore era ebreo.
Cosa? Non sapevate che un nazista è stato per anni Segretario Generale delle Nazioni Unite? Strano. Eppure è il tipo di informazione che i media ci tengono particolarmente a dare, mica perdono tempo con i pretzels di Bush o le mosche di Obama quelli. 'Ma forse non lo sapevano!', direte voi. Nemmeno per sogno. Il Rapporto Waldheim, precedente alla sua nomina a Segretario Generale e che documentava nei dettagli il suo passato, fu rilasciato dalle Nazioni Unite, dove era stato precedentemente classificato come segreto, durante la Segreteria del suo successore su richiesta degli USA e interessamento diretto proprio di Pedro Sanjuan.
E proseguiamo con l'antisemitismo finto-aristocratico, come d'altra parte il suo cognome, del successore di Waldheim, il Peruviano Perez de Cuellar, il quale si rifiutava anche solo di incontrare membri del Senato USA di origine ebrea, o che lo erano nella sua opinione.
Secondo il resoconto di Sanjuan, gli ebrei vengono attentamente tenuti lontani da tutte le organizzazioni dell'ONU, e questo non vale solo per gli impiegati, che sono praticamente inesistenti, ma anche per i diplomatici. Lo stato membro di Israele per esempio è praticamente un pariah alle Nazioni unite. La sua Missione è relegata al quindicesimo piano di un edificio minore al di fuori del Palazzo di vetro. In paragone, l'OLP, che beneficia solo del ruolo di osservatore, controlla mezze Nazioni Unite.
Lo stesso Sanjuan, sin dal suo primo giorno al Palazzo di Vetro si è sentito chiedere senza mezzi termini, da niente di meno che il Segretario Generale (tra gli altri), se era un ebreo. La sua risposta negativa ha convinto i suoi colleghi fino ad un certo punto, e il sospetto lo ha accompagnato per tutta la sua ultradecennale carriera.
L'antisemitismo delle Nazioni Unite non si ferma alla discriminazione nei confronti dei singoli ebrei, ma si estende alla più classica delle fantasie cospiratorie antisemite: quella secondo la quale gli USA sono segretamente controllati da ebrei.
Durante il segretariato Perez De Cuellar c'era un po' di maretta tra le Nazioni Unite e il Senato USA, che era stanco degli sprechi e delle inefficienze che caratterizzano il budget dell'organizzazione internazionale. Gli USA pagano il 25% del budget delle NU, e il Senato vuole comprensibilmente sapere dove vanno a finire questi soldi.
Uno dei membri del Senato più attivo nel chiedere la fine degli sprechi minacciando tagli era in quegli anni la Senatrice Nancy Kassebaum. L'argomento "sprechi del governo" faceva presa sul suo elettorato, gli hillbillies del grande Stato del Kansas, tradizionalmente reticente a pagare alte tasse e sospettoso verso il governo centralizzato, figurarsi verso uno sovranazionale. E così la Kassebaum inseguiva gli sprechi del Big Governament dovunque li trovasse, anche alle Nazioni Unite.
Perez de Cuellar, volendo sfidare testardamente la sana concezione odierna che vuole che solo gli americani siano disperatamente ignoranti dei paesi stranieri e che politici e burocrati di alto livello sono spinti nel loro operato solo ed esclusivamente da rigido e razionale professionalismo, semplicemente rifiutava di affrontare il problema delle proteste del Senato USA sulla base del fatto che tanto si doveva trattare di una manovra di "quella donna ebrea che ci odia perché è ebrea". Quando Sanjuan gli fece presente che la Senatrice Kassebaum è Episcopale, il Segretario replicò che "allora lo sono i suoi elettori". Il Grande stato rurale del Kansas è notoriamente un ricettacolo di ebrei. [continua]

E credo che sia il momento giusto di andarci a rivedere anche questo.

barbara

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