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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


9 giugno 2009

WALLISCH ISCH SCHEISSE, WALLISCH ISCH DRECK

 

L’italiano è merda, l’italiano è luridume, in dialetto tirolese.
Sabato ho fatto un’ora di supplenza in una classe non mia. Appena entrata hanno attaccato con la litania che è stata il cavallo di battaglia di Eva Klotz, figlia del terrorista Georg, durante la campagna elettorale per le amministrative, cui partecipava col partito da lei fondato, “Südtirol Freiheit”, libertà per il Sudtirolo (territorio occupato da potenza straniera): “Südtirol ist nicht Italien”. Ho detto: “Magari, che così i tre miliardi e passa di euro che ogni anno vi dà lo stato italiano, ce li terremmo noi, e invece ci tocca continuare a darli a voi!” Allora hanno cambiato canzone: “Berlusconi mafia”. Ho detto: “Vero, ma non è stato Berlusconi a italianizzare l’Alto Adige, quindi non c’entra niente”. Così hanno smesso. Quando alla fine della mattinata siamo usciti e stavo andando al parcheggio, ad un certo momento ho sentito dietro di me due ragazzi, della classe in cui avevo fatto supplenza, che parlavano delle cose da fare: “… wallisch … englisch …” Siccome camminavano più veloci di me, ad un certo punto mi hanno raggiunta; nel momento in cui mi stavano affiancando, mi hanno dato un’occhiata per accertarsi della mia identità e, una volta constatato che ero proprio quella che gli era sembrato, alzando la voce per essere certi che li sentissi bene, e continuando ad alzarla ulteriormente man mano che si allontanavano, hanno attaccato a snocciolare una serie di “Wallisch isch Scheisse, wallisch isch Dreck, do isch Südtirol, ett Wallisch …” (“wallisch”, per inciso, è il termine che si usa al posto di italienisch quando si vuole essere offensivi, come dire culattone al posto di omosessuale, tanto per intenderci, o terrone al posto di meridionale).
L’odio anti italiano in Alto Adige non è mai morto, e periodicamente subisce delle forti recrudescenze, in particolare in occasione di elezioni in cui tutta una serie di politici locali fanno dell’odio anti italiano un vero e proprio programma politico. Poi c’è il film “Verkaufte Heimat”, la patria venduta, che tutti i colleghi di lettere fanno vedere in terza, teoricamente film storico per informare, in realtà autentica istigazione all’odio anti italiano, che davvero non ha molto da invidiare alle tecniche di propaganda antisemita di Goebbels e soci – oltre al fatto che non so quanto possa essere educativo un film in cui si bestemmia, come se i nostri scolari non bestemmiassero già più che a sufficienza per conto loro. E tutti gli anni, in tutte le terze, si capisce immediatamente quando hanno visto il film per via di un’inequivocabile impennata degli atti di ostilità da parte degli scolari.
Ritorno a sabato mattina, io che dopo cinque ore di scuola mi avvio al parcheggio, questi due che alzando la voce per essere sicuri che possa sentire bene, snocciolano i loro “l’italiano è merda, l’italiano è luridume, qui è Sudtirolo, non Italia”. Rabbia. Umiliazione. Impotenza.
Gli ebrei lo stanno sopportando da millenni, e qualcuno blatera che la dovrebbero smettere di giocare a fare le vittime.

barbara

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