.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


28 maggio 2009

DOV’ERI? (partendo per la tangente)

Era una di quelle canzoncine strappabudella cantata dalla voce straziata e straziante di Ivana Spagna (chi non la ricordasse o avesse voglia di riascoltarla clicchi qui): dov’eri quando io ti cercavo, dov’eri quando io ti chiamavo, dov’eri quando io ti invocavo, dov’eri quando quasi morivo per te … L’ho risentita recentemente e quell’ossessivo, martellante “Dov’eri?” mi ha richiamato alla memoria un altro, altrettanto ossessivo e altrettanto martellante “Dov’eri?” che ha a sua volta scatenato, partendo per la tangente, un’intera catena di collegamenti e ricordi e riflessioni, che si è conclusa con un sonoro: “Ma che razza di puttane!”
Stava andando in onda la consueta diretta non-stop del dopo elezioni – non ricordo quale edizione. In studio c’era Mario Pastore che aggiornava continuamente sui dati, man mano che arrivavano; dietro le quinte c’era Renzo Arbore, che nelle inevitabili pause interveniva ad intrattenere gli spettatori con qualche esibizione, e il pomeriggio procedeva così, tra informazione e intrattenimento … fino a quando non ha fatto irruzione nello studio Marco Pannella che aggredendo, letteralmente, il povero Pastore, ha attaccato a sbraitare: “Noi abbiamo fatto questo e tu dov’eri, eh, dov’eri?! Noi abbiamo fatto quest’altro e tu dov’eri, eh, dov’eri?! E noi eravamo qui e noi eravamo là e noi ci siamo battuti per questo e noi ci siamo battuti per quello e tu dov’eri, eh, dov’eri?!” Il povero Pastore lì a guardarlo muto, un po’ perché annichilito, un po’ perché in ogni caso l’energumeno selvaggio piombato nello studio non gli avrebbe comunque lasciato lo spazio neanche per dire “a”. E annichiliti anche noi spettatori, ovviamente, che la risposta ai deliranti “dov’eri?” del delirante – come sempre – Pannella la conoscevamo benissimo: Pastore era stato lì, a fare onestamente il mestiere che era stato chiamato a fare. E questo delirio, questa disonestissima aggressione a uno che non stava facendo altro che il suo mestiere, mi ha richiamato alla mente altre invasioni di campo di Pannella e della sua banda, delle quali solo adesso ho improvvisamente percepito la profonda disonestà: quando, nella loro battaglia a favore dell’aborto, facevano irruzione in qualunque tipo di programma e manifestazione srotolando gigantografie di poveri bambini africani, miseri scheletrini divorati dalla malnutrizione, dagli occhi immensi e privi ormai di qualunque espressione, gridando: “È questo che volete?!” Eccheccazzo, mi sono detta di colpo, ma quando mai le mamme africane hanno desiderato abortire? Ma quando mai le mamme africane hanno chiesto di abortire? Ma quando mai le mamme africane hanno considerato una nuova gravidanza come una disgrazia e non come una benedizione? Ecco, è stato in quel momento che improvvisamente, con qualche decennio di ritardo, mi sono resa conto di quale mostruoso sfruttamento di quelle immagini avessero fatto, per anni, Pannella e Bonino e Aglietta e tutto il resto della banda. Di quale oscena manipolazione della fame in Africa avessero perpetrato per conseguire unicamente un obiettivo PERSONALE: poter trombare liberamente senza il fastidio di pillole e preservativi e quant’altro (perché la pillola c’era in quegli anni: io lo so perché la prendevo; c’era il modo di trombare liberamente senza restare incinte, se solo lo si voleva) e poi, una volta incinte, abortire a spese della mutua. La tragedia di milioni di bambini africani oscenamente, ignobilmente, spudoratamente, criminalmente strumentalizzata per fini elettoral-chiaverecci. È stato allora che ho detto: “Ma che razza di puttane!”
La stessa puttanitudine che ora gli fa oscenamente sfruttare sei milioni di morti esibendo come simbolo il loro marchio d’infamia e di oppressione. (Qui un’utile riflessione)



barbara

sfoglia     aprile        giugno
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA