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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


8 marzo 2009

PUÒ ESSERE UTILE

Ho trovato questa cosa tempo fa in internet. Non so se la fonte sia realmente quella dichiarata, ma i suggerimenti mi sembrano sensati e utili, e perciò ve li propongo.

Un gruppo di violentatori in prigione è stato intervistato per sapere ciò che cercano in una potenziale vittima. Ecco qui alcuni elementi interessanti:

1) La prima cosa che i violentatori notano in una potenziale vittima è la pettinatura. E' più probabile che attacchino una donna con una pettinatura tipo coda di cavallo, trecce o qualunque altra pettinatura che si possa strattonare facilmente. E' probabile anche che attacchino donne con i capelli lunghi. Donne con i capelli corti non sono vittime usuali.

2) La seconda cosa che essi notano è l'abbigliamento. Osservano le donne che vestono abiti che si possano togliere o eliminare rapidamente. E' solito anche che attacchino donne che parlano al telefono o che stanno facendo altre cose mentre camminano: questo indica che sono disattente e disarmate e possono essere facilmente attaccate.

3) Le ore del giorno in cui i violentatori attaccano maggiormente le donne è a prima mattina, tra le 5:00 e le 8:30, e dopo le 22:30

4) Questi uomini attaccano in modo e in luoghi in cui possano portare la donna rapidamente in altri luoghi, dove non si debbano preoccupare di essere visti o arrestati. Se Lei tenta qualunque reazione alla lotta, i violentatori solitamente desistono approssimativamente in due minuti: credono che non ne valga la pena, che è una perdita di tempo.

5) Hanno dichiarato che non attaccano donne che portino con loro ombrelli o altri oggetti che possano essere usati come arma a una certa distanza (le chiavi non li intimidiscono perché per essere usate come armi, la vittima deve far avvicinare molto l'aggressore).

6) Donna, se qualcuno ti seguisse in una strada, vicolo o garage, o se stessi con qualcuno con fare sospetto in un ascensore o in una scala, guardalo direttamente in faccia e chiedigli qualcosa, tipo 'Che ore sono?'. Se fosse un violentatore, avrà paura di essere successivamente identificato e perderà l'interesse di averla come vittima. L'idea è convincerlo che non vale la pena scegliere te.

7) Se qualcuno si presenta improvvisamente e ti afferra, grida! La maggior parte dei violentatori ha detto che lascerebbe andare una donna che grida o che non avesse paura di lottare con lui. Ripeto: Essi cercano la VITTIMA FACILE. Se gridi, potrai mantenerlo a distanza ed è probabile che scappi.

8) Stai sempre attenta a quello che succede dietro di te. Nel caso in cui percepisci qualsiasi comportamento strano, non lo ignorare. Segui il tuo istinto. E' meglio scoprire che ti sei sbagliata e prenderti solo paura al momento, ma hai la certezza che sarebbe stato molto peggio se il soggetto ti avesse attaccato realmente.

9) In qualunque situazione di pericolo, nel caso in cui tu debba gridare, grida sempre 'AL FUOCO! AL FUOCO!' e molte persone arriveranno (curiosi). Nel caso in cui gridassi AIUTO!, la maggior parte delle persone si asterrebbero per paura.

Di mio aggiungo ancora una cosa: donne, ragazze, non abbiate paura di fare la figura di “quella che se la tira”: se vi propone di accompagnarvi qualcuno che d’istinto, a naso, a pelle non vi ispira fiducia, rifiutate. Meglio rischiare di essere considerata una stronzetta con la puzza al naso che se la tira piuttosto che rischiare di finire come troppe donne finiscono.

Mi sembra la cosa più adatta da postare oggi: di “festeggiare” davvero non ho alcuna voglia, non solo perché sto malissimo ma anche, o meglio soprattutto, perché non ci tengo minimamente ad essere festeggiata un giorno e offesa per gli altri 364: io voglio essere rispettata 365 giorni all’anno, punto e basta. Sto ancora aspettando, per dirne una, le scuse di quello che là sotto ha avuto l’improntitudine di accusarmi di “mettere i manifesti di solidarietà per gli stupratori di pura razza italiana”, e mi sa che dovrò aspettare fino al giorno del giudizio. Per non parlare di quello che più di un anno fa mi ha scaraventata nella vasca del fango, e ancora non sembra dare segni di resipiscenza – e pensare che l’avevo creduto un amico.
Chi volesse comunque celebrare la ricorrenza può andarsi a rileggere questo.


barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 8/3/2009 alle 2:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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