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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


18 febbraio 2009

È UNA TRAGEDIA PER TUTTI

I fatti: una ragazzina di quattordici anni viene fatta ubriacare da quattro compagni di scuola e poi stuprata da tutto il branco. Ora i quattro hanno avuto i domiciliari, e molto presto potranno tornare a scuola. La stessa della presunta vittima – e mi raccomando, ricordatevi di precisare che è presunta. Perché in questo mondo che come tutti sanno è il migliore dei mondo possibili, in cui il relativismo assoluto regna sovrano, non sia mai che una ragazzina stuprata da un branco, anche quando i rilievi medici abbiano confermato la violenza, anche quando gli stupratori abbiano confessato, possa essere considerata vittima accertata! Dal presunto colpevole alla presunta vittima! Dalla presunzione di innocenza alla presunzione dell’inesistenza del reato! Siamo arrivati alla sublimazione della presunzione, e nessuno se n’è accorto. Ma torniamo ai fatti. Viene intervistato alla radio l’avvocato di uno degli stupratori; gli viene obiettato che la gente fa un po’ fatica a capire tanta indulgenza e lui, soavemente, spiega che no, il provvedimento è giusto, perché i ragazzi sono ragazzi a posto, le loro famiglie sono famiglie a posto, il loro ambiente è un ambiente sano, l’educazione che hanno ricevuto è un’educazione corretta, e dunque l’ambiente familiare è il migliore per chi abbia commesso un errore, e comunque le due settimane in cui sono stati allontanati dalla famiglia sono state ampiamente sufficienti allo scopo che si prefiggevano, ossia di farli maturare e riflettere sull’errore commesso. Ma prima di scodellare questa carrettata di merda, il Nostro esordisce dicendo: “Non ne parlo volentieri, perché questa è una tragedia per tutti”. Come dire sì, sarà certo stata una tragedia anche per la presunta vittima, ma vuoi mettere per quei poveri ragazzi?
POST SCRIPTUM: a coloro che riferendosi a una ragazzina stuprata da un branco parlano di presunta vittima, auguro con tutto il mio cuore di essere stuprati con una pannocchia gigante nel culo. E se si azzardano a dichiararsi vittime li prendo a calci nei coglioni.

barbara

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