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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


8 dicembre 2008

I SANTI INNOCENTI

Viaggio all’inferno – e il ritorno chissà se poi ci sarà.
Fingersi pedofilo per stanare i pedofili; girare per la rete alla ricerca di materiale da archiviare e utilizzare, corazzarsi per resistere alla nausea, fin quasi a diventare alcolizzato; imparare i loro vezzi e modi e comportamenti per immedesimarsi quanto basta da trarli in inganno – e tuttavia non abboccano. Poi, improvvisa, l’illuminazione: concludere un messaggio di proposta di scambi di materiale con un bel “Gott mit uns”, ed ecco il miracolo: i pedofili capiscono che è veramente uno di loro, che è veramente una persona per bene, che è veramente uno di cui ci si può fidare, e i contatti fioccano. E si seguono poi i circuiti degli operatori turistici, i pacchetti tutto compreso, volo albergo e bambini nel letto. Ma ancora non basta, la rete non basta, bisogna scendere in campo, bisogna avvicinare fisicamente i bambini e i pedofili, bisogna rassegnarsi a sporcarsi le mani. E iniziano allora i viaggi, Romania, Brasile, dove le tremende sacche di miseria di certe aree rappresentano il terreno di caccia ideale con garanzia di impunità, il contatto diretto con le più sordide realtà, la tredicenne legata al letto, la mamma che aiuta il cliente a sodomizzare la figlia di undici anni perché, è nell’ordine delle cose, il grande nel piccolo non può entrare; il bambino di dieci anni o meno dal cervello annientato dall’eroina - e le immagini viste che ritornano negli incubi, e infine il dubbio più atroce: fino a che punto mi sono immedesimato? La necessità di essere onesto fino in fondo con se stesso, la necessità, quando la tredicenne si offre e le sue mani già sapienti si allungano a coccolare la sua non ancora anestetizzata virilità, di rispondere sinceramente a quella domanda che ossessivamente continua a tornare: me la scoperei? Me la scoperò?
È davvero una discesa nei più profondi, nei più turpi gironi dell’inferno questo libro-indagine sul mondo della pedofilia, che non abbiamo il diritto di ignorare. E che ci permette anche di comprendere perché, da noi, solo il dieci per cento circa dei casi di pedofilia si verificano al di fuori dell’ambito familiare o delle frequentazioni abituali – scuola, parrocchia, centri sportivi o ricreativi: perché chi non può o non vuole agire in questi ambiti, preferisce usare come terreno di caccia altre contrade, dove la miseria fornisce abbondanza di “materiale”, dove la polizia chiude occhi e orecchie, dove il personale delle strutture turistiche di occhi e orecchie non ne ha proprio, dove chi tenta di mettere i bastoni tra le ruote agli attori di questa macelleria ha vita molto breve.
È tuttavia opportuno scegliere, per affrontarlo, un momento in cui si abbia la possibilità di leggerlo tutto di fila, perché reggere questa full immersion nella più putrida cloaca che l’uomo abbia creato sulla terra per più di ventiquattro ore, è umanamente impossibile.

Claudio Camarca, I santi innocenti, Baldini & Castoldi



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