.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


29 ottobre 2008

NON SCHIFIZZIAMO LA RIVOLTA

Protagonista di questa storia è quella che, fino al giorno in cui mi sono decisa a sbatterla fuori da casa mia, ho chiamato la mia amica comunista. Non per il fatto in sé di essere comunista – lo ero anch’io quando ci siamo conosciute – ma perché appartiene a quella categoria di individui che si sono tranquillamente digeriti le purghe staliniane, i manicomi di Breznev, i massacri di Budapest, i carri armati a Praga, l’invasione e la distruzione dell’Afghanistan, le repressioni con annesso massacro di Lettonia, Estonia, Lituania, Uzbekistan, Tagikistan, Azerbaigian, Georgia … Poi un bel giorno il signor Gorbaciov ha proclamato urbi et orbi che il comunismo è una brutta cosa e quel giorno lei ha scoperto che il comunismo è una brutta cosa. Continuando comunque a leggere l’Unità per sapere che cosa doveva pensare di questo e di quello, e così quando Occhetto è andato in America e l’Unità ha ammorbidito i toni del suo antiamericanismo, anche lei è diventata un po’ meno antiamericana, salvo ridiventarlo poi a tutto tondo quando, all’inizio della guerra per liberare il Kuwait, l’Unità ha dato il contro-contrordine compagni. Va da sé che per una personaggia di tal sorta i giovani hanno sempre ragione e i vecchi hanno sempre torto, a prescindere, e gli studenti hanno sempre ragione e i professori sempre torto, gli operai hanno sempre ragione e i padroni sempre torto, gli inquilini hanno sempre ragione e i padroni di casa sempre torto. Anche gli ebrei hanno sempre ragione. Ed è così accaduto una volta che mi sono sentita dare della razzista antisemita perché parlando di un certo tale avevo detto che era un emerito coglione. Si dava il caso che il coglione in questione fosse ebreo, e questo mi toglieva automaticamente il diritto di chiamarlo coglione, perché se uno oltre ad essere coglione si trova casualmente ad essere anche ebreo, non si può più dire che è coglione, o yes.
L’episodio di cui vado a narrare si riferisce a una delle tante mobilitazioni studentesche autunnali. Perché in autunno ci si mobilita, è così che funziona: con o senza riforme, con o senza decreti, con o senza nuovi ministri, con o senza tagli, con o senza proposte di cambiamenti, quando arriva l’autunno ci si mobilita, si sciopera e si okkupa. Insieme alla caduta delle foglie e alle passerelle con la presentazione della moda primavera-estate. Da tempo immemorabile. Mi ricordo un anno che di pretesti per una mobilitazione proprio non se ne riuscivano a trovare neanche col lanternino; però in compenso c’erano delle mobilitazioni in Francia, e allora si sono mobilitati inalberando cartelli e striscioni che proclamavano: “Parigi chiama, Roma risponde”. Poi quando arrivano le vacanze di Natale Gesù Bambino fa il miracolo di rimettere tutto a posto e le mobilitazioni rientrano. Chissà come mai proprio in quel periodo lì. Vabbè. Era dunque in corso questa mobilitazione, forse la Pantera, forse chissà, col solito armamentario di scioperi e occupazioni e autogestioni e studenti in piazza e cortei eccetera eccetera. Sento alla radio gli aggiornamenti sulle manifestazioni e viene intervistata una studentessa.
D. Voi perché protestate?
R. Epperché sce stanno i programmi che nun vanno bbèèène.
D. Cioè?
R. Eccioè sce stanno i programmi che nun vanno bbèèène.
D. Per esempio?
R. Epperesèèèmpio ciabbiamo i labbboratori che nun ce stanno i microscopi, cose così …
L’ho raccontato alla mia amica comunista, e lei mi ha risposto: “Ben ben ben, dai, non sta’ far la qualunquista come al tuo solito”. C’era stato un tempo in cui quando non si era d’accordo con l’interlocutore, immediatamente si veniva bollati come fascisti, qualunque fosse il motivo del disaccordo. Poi è venuto di moda qualunquista, e quello era appunto il tempo del qualunquista. E per dimostrarmi che facevo malissimo a non credere alla serietà e consapevolezza degli studenti, mi ha detto con orgoglio: “Da noi in facoltà per esempio hanno messo un bellissimo cartello con su scritto «Non schifizziamo la rivolta»! Le ho chiesto: e tu quando l’hai visto non hai vomitato? Non ha capito di che cosa stessi parlando.
Attualmente è impegnata a tempo pieno – ancora più pieno da quando è andata in pensione - a compiangere quei poveri kamikaze palestinesi talmente ridotti alla disperazione dai nazisti con la stella di David da non avere più altro desiderio che di morire – e badate bene che non sto interpretando le sue esternazioni: la sto citando alla lettera.

barbara

sfoglia     settembre        novembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA