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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


4 settembre 2008

A CACCIA DI EBREI

Quanti sono gli ebrei in Italia? Chi può dare una cifra sicura? Occorre non perdere di vista che da un paio di generazioni, se non anche da più, è cominciato un movimento, venuto via via intensifi­candosi, che ha indotto molti ebrei d'Italia, rimasti ebrei, a non de­nunciare la loro ebraicità nei momenti tipici in cui la statistica era solita rilevarla, ossia nell'atto della nascita dei figli o in quello del matrimonio o alla morte ... In Italia vi sono perciò ebrei e cripto­ebrei; questi ultimi più pericolosi dei primi. Essi sono colti, molto ricchi, attivi, intonati all'ambiente nazionale, e si dichiarano uomi­ni d'ordine; sono annidati in posti direttivi. Parecchi cripto-giudei sono uomini di azione cattolica, altri fanno parte delle gerarchie della Chiesa ... Per scoprire quindi ebrei o mezzo-ebrei cattolici; per identificare i nuovi marrani che da generazioni battezzano i lo­ro figli, ma che si sposano sempre fra loro, bisogna istituire ricerche. Vi sono purosangue, i mezzo-sangue, quelli con tre quarti, con un terzo, con un quarto di sangue ecc. Accertare ciò significa accertare il substrato fisico e mentale della Nazione. Premesso que­sto, si può dire, senza esagerazione, che nessuno dei domini stra­nieri succedutisi nel nostro paese ha mai avuto tanto potere effetti­vo quanto ne esercitano ai giorni nostri gli ebrei palesi ed occulti. Essi elaborano le nostre leggi, riempiono la nostra letteratura, scri­vono la nostra storia, disseminano ovunque la corruzione. L'inse­gnamento del diritto da parte di professori, in maggioranza ebrei, e la presenza di ebrei marrani negli alti gradi della magistratura e della democrazia, hanno fatto entrare la morale talmudica nei no­stri costumi. La procedura giudiziaria italiana, con tutte le sue sot­tigliezze, sembra fatta apposta per gli ebrei, che hanno sempre di­mostrato una preferenza per la giurisprudenza ... Comunque non dimenticare mai che chiunque nella propria famiglia ha avuto un solo antenato ebreo in linea materna o paterna, si sentirà portato, istintivamente, a difendere la razza.

Quando l’idea diventa ossessione, e l’ossessione diventa paranoia, e la paranoia diventa delirio: è questo il caso di Giovanni Preziosi, il capofila, la guida, il portabandiera dell’antisemitismo italiano. Sbaglia, tuttavia, chi ritiene che la “svolta” antisemita di Mussolini sia stata un fulmine a ciel sereno: l’antisemitismo nel fascismo e nello stesso Mussolini è sempre stato presente, prima ancora dell’arrivo al potere. E della fede antisemita l’ex prete Giovanni Preziosi, cui questo libro è dedicato, è stato profeta e predicatore zelante fino al più cieco fanatismo. Libro che merita di essere letto per la ricchezza delle informazioni che ci propone.
Un’annotazione, per concludere, particolarmente interessante: nel 1920 gli ebrei tutti venivano invitati a dissociarsi dalla rivoluzione bolscevica; oggi gli ebrei tutti vengono invitati a dissociarsi dalla politica del governo israeliano. Il serpente muta la pelle, ma resta sempre lo stesso serpente. E sempre ugualmente velenoso.

Romano Canosa, A caccia di ebrei, Mondadori



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