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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


4 giugno 2008

MAMMA SONO USCITA CON AMICI

Analisi di una bufala

Questa colossale bufala gira da anni, quattro anni e mezzo per la precisione, e ancora continua a imperversare: per email l’ho ricevuta almeno una dozzina di volte, nei blog almeno un paio di volte per settimana, passando per la home page del cannocchiale, vedo qualche blog che la ripropone, invitando accoratamente a leggerla con attenzione e a trarne spunto di riflessione. Alcune volte sono entrata per avvertire che è una bufala, e sempre sono stata presa a male parole. E dunque, visto che non posso dirlo in casa d’altri, lo dico in casa mia: SIGNORI, QUESTA È UNA BUFALA. Prima di passare all’analisi della stessa, una nozione preliminare valida sempre: una notizia ha un chi, un dove e un quando, e chi dà una notizia mette queste informazioni allo scopo di permettere di verificarla; questa roba qui non ha nessuna di queste cose.

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.
Perché dice alla mamma che la mamma le ha chiesto di non bere visto che doveva guidare? Se gliel’ha detto lei, lo saprà da sola di averglielo detto, no?

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto.
Dato che, come apprenderemo fra un momento, lei sta morendo, c’è davvero bisogno di usare tutte queste parole per dire “mamma ti ho obbedito”?

Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".
Andiamo con ordine: 1. Perché è sdraiata sull’asfalto? Se non è ancora stata soccorsa dovrebbe essere in macchina, se sono arrivati i soccorsi dovrebbe essere all’ospedale o su un’ambulanza, in nessun caso sdraiata sull’asfalto. 2. Visto che lei è ancora lì sembra ragionevole supporre che l’incidente sia appena avvenuto, e inoltre è notte, ossia buio: come fa il poliziotto a sapere chi ha provocato l’incidente? E come fa a sapere che il ragazzo era ubriaco?

Mamma, la sua voce sembra cosí lontana! Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere.
Io invece, scusate, sto cercando con tutte le mie forze di non sghignazzare sgangheratamente: è lì che sta morendo, ha perso ettolitri di sangue (come fa a vedere, al buio, il sangue intorno?) e sta lì a sproloquiare e la sua unica preoccupazione è di non piangere! E come se non bastasse, parla anche coi punti esclamativi!!

Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará".
Dunque, capita un incidente di notte, i medici (?) arrivano, le danno un’occhiata, lì sdraiata sull’asfalto, e capiscono all’istante che non ce la farà. E naturalmente si precipitano a dirlo ad alta voce in modo che lei possa sentirli.

Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.
1. Come fa a sapere a che velocità andava quella macchina che le è piombata addosso all’improvviso al buio? 2. Veramente una persona che sta morendo dissanguata non ha altro da fare che perdersi in elucubrazioni su ciò che pensano o hanno pensato altre persone?

Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma?
Chiedo licenza di farmi un’altra sghignazzatina.

Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.
E ciononostante continua a parlare …

Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...
Maqquanto è buona questa ragazza, che si preoccupa per tutti!

Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...
Ah, perché è già morta? Cosa dite, mi gioco il 47?

La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura.
Non è che per caso si sia anche contata le pulsazioni e misurata la pressione?

Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo... Ti voglio bene e... Addio.
E qui rischiamo veramente di pisciarci addosso a forza di ridere.


Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.
A parte il fatto che in altre versioni troviamo una giornalista, e non è un dettaglio trascurabile, la scena sarebbe questa: capita un incidente; casualmente si trova da quelle parti un giornalista; sapendo – perché i giornalisti sono fatti apposta per sapere le cose, giusto? - che la ragazza sta per morire, il giornalista si precipita lì col taccuino e al buio scrive ogni parola che la ragazza pronuncia, senza perderne neanche una, neanche quando, negli ultimi secondi di vita, la sua voce non deve essere stata fortissima (e sarà per via del buio che ha fatto tutti quegli errori di ortografia, il giornalista? Certo che poi il giorno dopo, o più tardi a casa, al chiaro, un’occhiatina avrebbe anche potuto darla, no?)

La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva... Scioccato.
E i medici e il poliziotto, nel frattempo, aspettando che tirasse le cuoia si saranno fatti una partita a tressette, immagino …

Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
Nessuno ha mai sentito parlare di un giornalista che abbia iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza dopo avere scritto scioccato le ciance di una ragazza moribonda.

Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.
Cioè, se uno che ha l’abitudine di guidare dopo avere bevuto legge questa cosa allora non lo fa più? Perché prima non lo sapeva che guidando ubriachi si può provocare un incidente?
Il problema di una storiella cretina come questa è, che facendo sghignazzare su un problema drammatico come quello della guida in stato di ebbrezza, distrae dall’affrontarlo seriamente. Per questo le bufale non vanno MAI diffuse.


barbara

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