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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


30 aprile 2008

MI PIACE MI PIACE MI PIACE

E questa è l’altra catena, passatami da Vanillina. Il gioco sarebbe di dire sei cose che mi piacciono, ma nonostante il mondo sia una valle di lacrime e la vita una zoccolaccia zozza, le cose che mi piacciono e che amo sono infinitamente di più di sei, e quindi il gioco così non lo posso fare. Ma finché ce l’ho in mano io – absit iniuria verbis – ne faccio quello che mi pare, e dunque lo modifico un po’, e invece di “cose” proporrò delle categorie. In ordine assolutamente casuale.

Una cosa che amo è gratificare gli occhi. Guardando paesaggi, per esempio, come il mare, stupendo sempre e in inverno ancora di più come ho raccontato qui (e già che ci siete andatevi a rileggere – leggere se siete nuovi acquisti – anche questo, che è carino, via). Guardando opere d’arte. Guardando persone belle. E fiori e colori. E il sole e la pioggia e l’erba verde a primavera e gli alberi in autunno e albe e tramonti e nuvole e temporali e laghi e torrenti e cascate e colline dolci e bambini in altalena che salgono e salgono fino a toccare il cielo con gli occhi chiusi e l’aria beata.

E poi amo gratificare le orecchie. Ascoltando musica. E il rumore della pioggia. E il vento, quando fa stormire i rami degli alberi. E le onde del mare. E la neve fresca che scricchiola sotto le scarpe. E il temporale e gli uccelli e il frinire delle cicale e le risate dei bambini.

E gratificare la pelle. Tutta, senza privilegi e senza trascuratezze. Farmi accarezzare dall’acqua. Dal vento. Dal sole. O altro. E toccare e accarezzare cose lisce e cose morbide.

E gratificare il cervello. Leggendo. Ascoltando persone che hanno qualcosa da insegnarmi, o che sanno divertirmi. Discutendo con persone intelligenti. Viaggiando.

E amo gratificare il naso, coi profumi dei fiori, o di sapienti manicaretti, o della resina del bosco, del salso in riva al mare, il profumo della pioggia, la terra bagnata, l’erba tagliata di fresco, la neve. E la bocca, con gli infiniti sapori che la sapienza della natura unita a quella umana hanno saputo creare.

E amo gratificare l’anima. Essere amata, desiderata, ammirata, stimata, ascoltata. Amo la complicità: quella tra automobilisti in una strada di montagna, per esempio, quando la strada è troppo stretta per due macchine, e se due auto si incrociano senza la collaborazione di entrambi non si va da nessuna parte, e con un solo sguardo si comunica “aspetta, ho appena passato uno spiazzo, vado indietro io”. La complicità tra due passanti che guardando la stessa scena si accorgono di stare pensando la stessa cosa, e si sorridono. La complicità con uno scolaro con cui sistemo una porta uscita dai cardini e i movimenti, calibrati al millimetro, si vanno a coordinare, mi verrebbe da dire, quasi da soli, attraverso l’aria, attraverso la pelle che si sfiora nel lavoro comune. Certi giochi di sguardi tra sconosciuti.

E poi amo Israele. Come? Erano già sei? E vabbè, tanto lo sapete che non rispettare le regole è la mia specialità, no?

E questo è il

REGOLAMENTO:
- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare e perché
- coinvolgere altre sei persone
- comunicare l’invito sul loro blog

E queste sono le vittime designate:
un ignorante, che così sarà finalmente costretto a riportare in vita il suo blog in letargo
Astrid, che da un po’ di tempo in qua sta diventando decisamente troppo seria
Beppe Fontana, per distrarlo per un momento dalle tragedie del mondo
Frine, così, perché mi va
Ombra, perché non l’ha ancora fatta
Sannita, perché ci amiamo follemente e presto ci sposeremo, l’ha detto lui

barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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